Jeanie Buss Lakers NBA

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Dan Woike e pubblicata su Los Angeles Times, tradotto in italiano da Emilio Trombini per Around the Game.


I Los Angeles Lakers, gestiti come azienda familiare sin da quando Jerry Buss acquistò la franchigia nel 1979, secondo quanto riferito da più fonti vicine all’accordo sono stati ceduti al proprietario dei Dodgers, Mark Walter, e alla sua società TWG Global. L’operazione avverrà con una valutazione dei Lakers intorno ai 10 miliardi di dollari, cifra record per una franchigia sportiva professionistica.

Dopo la morte di Jerry Buss nel 2013, il controllo della squadra era rimasto in casa (trust familiare), con Jeanie Buss nel ruolo di “governor” della franchigia. Le regole del trust prevedevano che, per poter vendere la squadra, fosse necessario il consenso della maggioranza dei sei figli della famiglia Buss (Johnny, Jim, Jeanie, Janie, Joey, Jesse).

Una svolta storica

La notizia è stata accolta con grande sorpresa negli ambienti NBA, accompagnando all’uscita la proprietà più longeva (e riconoscibile) dell’NBA. Jerry Buss acquistò i Lakers nel 1979 per 67.5 milioni di dollari, in un affare che comprendeva anche i Los Angeles Kings (NHL, venduti nel 1988 a Bruce McNall) e il vecchio Forum di Inglewood.

Dalla scomparsa di Jerry, la famiglia ha attraversato varie turbolenze: nel 2017 Jeanie Buss estromise il fratello Jim dal ruolo di Executive Vice President of Basketball Operations; poco dopo, Jim e Johnny tentarono di ricostruire il consiglio direttivo escludendo la sorella, ma il tentativo fallì, e Jeanie consolidò la sua posizione di comando all’interno della franchigia. Ora, secondo le prime indiscrezioni, Jeanie Buss manterrà il ruolo di governatrice anche dopo la vendita, rappresentando TWG Global e i giallo-viola nelle riunioni tra i 30 proprietari della lega (per regole NBA un governatore deve possedere almeno il 15% della franchigia).

Una valutazione di 10 miliardi di dollari (circa 8.75 miliardi di euro allo stato attuale), come detto, non ha alcun precedente nella storia della lega. Niente di neanche lontamente comparabile. Si tratta però di un altro apice in una tendenza al rialzo visibile da tempo: ad aprile scorso Bill Chisholm ha comprato i Boston Celtics per 6.1 miliardi da Wyc Grousbeck; nel 2023 Mark Cuban ha ceduto il controllo dei Dallas Mavericks per 3,5 miliardi, e sempre nel 2023 Marc Lasry ha venduto i Milwaukee Bucks per una cifra simile; nel 2022 Mat Ishbia ha acquistato i Phoenix Suns per 4 miliardi. E andando indietro, si potrebbe proseguire.

Con la cessione, si chiude una delle gestioni familiari più vincenti nella storia dello sport, resa eterna dalla vittoria di 11 titoli NBA, conquistati da alcune delle più grandi leggende della lega – da Kareem Abdul-Jabbar e Magic Johnson fino a Kobe Bryant e LeBron James – nei 45 anni di era-Buss.

“So che Jeanie avrebbe preso in considerazione la vendita dei Lakers solo a qualcuno di cui si fida e che possa portare avanti l’eredità lasciata dal Dr. Buss”, ha commentato Magic Johnson su X. “Ora può tranquillamente passare il testimone a Mark Walter, con cui ha un rapporto d’amicizia e di fiducia. (…) Ha visto Mark costruire una squadra vincente con i Dodgers e sa che farà lo stesso con i Lakers. Sono entrambi leader intelligenti, visionari, che hanno avuto un impatto positivo sulla comunità di Los Angeles.”

Mark Walter e il suo socio Todd Boehly erano già diventati azionisti di minoranza dei Lakers nel 2021, rilevando il 27% della franchigia da Phil Anschutz. All’epoca, Walter disse: “I Lakers sono una delle franchigie più vincenti e ammirate della storia dello sport. Ho visto crescere questa organizzazione sotto la guida di Jeanie e sono entusiasta di poterla collaborare insieme a lei e al suo team. Voglio contribuire a preservare lo status iconico della franchigia, continuando a unire cultura, comunità e intrattenimento per i tifosi dei Lakers”. Anche il proprietario del LA Times, Patrick Soon-Shiong, è un azionista di minoranza dei Los Angeles Lakers.

E ora?

Nel 2012 Walter era un miliardario semi-sconosciuto, con forti interessi nel settore assicurativo, quando insieme a Magic Johnson e Stan Kasten acquistò i Los Angeles Dodgers (baseball) per 2 miliardi di dollari, il prezzo più alto pagato fino a quel giorno per una squadra di MLB. Molti reagirono freddamente a quella cifra, ma poco dopo Walter e Boehly negoziarono un accordo record da 8.35 miliardi per i diritti TV locali con Time Warner Cable, e alcuni iniziarono a ricredersi. Secondo Sportico, nel 2025 i Dodgers valgono 7.73 miliardi e hanno generato circa 1 miliardo di ricavi, anche grazie all’effetto globale della firma di Shohei Ohtani, che ha siglato un contratto record da 700 milioni. Il resto lo dice il campo: i Dodgers hanno vinto le World Series nel 2024, per la seconda volta nell’era-Walter (dopo il 2000) e alla quarta partecipazione in otto edizioni.

Walter e Boehly avevano anche valutato l’acquisto di AEG, società proprietaria dei Kings e della Crypto.com Arena. Walter ha poi virato sulle Sparks (WNBA), investito nei Lakers e lanciato una lega professionistica di hockey femminile, in cui il trofeo si chiama “Walter Cup”. Ma cosa aspettarsi per il futuro dei giallo-viola?

Se l’esperienza con i Dodgers è indicativa, Walter non dovrebbe “stravolgere” subito l’organizzazione . Dopo l’acquisto dei Dodgers, ad esempio, mantenne Ned Colletti come general manager fino al 2014, prima di sostituirlo con Andrew Friedman. Sotto la sua guida, i Dodgers in questo periodo hanno alzato il monte ingaggi a livelli record e investito in tecnologia, nutrizionisti, strutture per idroterapia e club house all’avanguardia. Hanno anche speso oltre 500 milioni per rinnovare lo storico Dodger Stadium. E ancora, accompagnati da importanti traguardi sportivi: 13 stagioni su 15 con un record positivo, 4 finali MLB, 2 titoli.

Ora, i Lakers stanno entrando in un momento cruciale. LeBron James, leader della squadra e miglior realizzatore nella storia NBA, ha una player option da 53 milioni da esercitare (o rifiutare) entro il prossimo 29 giugno. In caso di rifiuto, sarà unrestricted free agent. Nel frattempo l’organizzazione sta lavorando per estendere a lungo termine il contratto di Luka Doncic (lo sloveno sarà eleggibile dal 2 agosto prossimo), arrivato a febbraio e pronto a diventare, sul campo e fuori, il volto di una nuova era.