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Questo contenuto è tratto da un articolo di Bill Plaschke per Los Angeles Times, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Jeanie Buss non è soddisfatta. Un dirigente dei Los Angeles Lakers è abituato a passare i weekend di maggio a guardare i propri ragazzi disputare le prime fasi dei Playoffs, invece lei sta trascorrendo quelli del 2022 in svariate altre maniere. Suo malgrado.

La sua squadra è fuori dai giochi da un pò, e le aspettative pre-stagionali nei confronti dei Lakers si sono tramutate in un clamoroso flop. L’investimento di Jeanie Buss nella franchigia è giunto a un punto cruciale.

“Sto diventando impaziente, perché siamo il quarto monte ingaggi più alto in NBA. Se si spende una tale somma di denaro per pagare la luxury tax, ci si aspetta di fare strada nei Playoffs. Si, ammetto che l’uscita di scena anticipata è stata un duro colpo per me; non poter raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati… Non sono per niente soddisfatta, né felice.”

– Jeanie Buss

Sapete cos’è accaduto l’ultima volta che Jeanie ha fatto dichiarazioni simili? Qualcosa di spiacevole e tremendo.

Nell’inverno del 2017, quando i Lakers si trovavano impantanati a fondo classifica della Western Conference, ha apportato tagli “sanguinari” al suo staff, esonerando suo fratello Jim dal ruolo di Executive Vice President of Player Personnel ed il GM di lungo corso Mitch Kupchak, affermandosi come unico punto di riferimento della più famosa e vincente franchigia di Los Angeles. 

Cinque anni dopo, e solo a due dalla vittoria del 17esimo titolo NBA, i Lakers stanno affrontando nuovamente un periodo buio della loro storia. Durante un’intervista a Los Angeles Times, Buss ha reso noto il suo stato d’animo:

“Non ci piace per nulla restare fuori dai Playoffs. Comprendo la rabbia e la frustrazione dei nostri fan, hanno ragione. E ho intenzione di cambiare le cose qui.”

Sembra che ci siano importanti cambiamenti in vista in casa Lakers:

“Certamente, se non riusciamo a mantenere gli standard dei Los Angeles Lakers, ho intenzione di mettere in discussione tutto. Prenderò decisioni dure, perché è ciò che devo fare.”

Jeanie ha raccontato di aver aderito a rilasciare questa intervista perché, avendo visto una squadra piena di futuri Hall of Famers fallire nell’obiettivo di raggiungere i Playoffs, ha avuto la sensazione di aver taciuto troppo a lungo. 

“Sono simile a mio padre in questo aspetto: lascio che siano la squadra e i ragazzi a prendersi le luci dei riflettori e della ribalta. Ma ne ho viste e vissute fin troppe per non capire cosa stia accadendo ora.”

Nel corso di questa chiacchierata, Jeanie non ha dimenticato di sottolineare la fiducia nei confronti del General Manager Rob Pelinka, ma ha anche ammesso di ricevere spesso consigli da due storiche bandiere dei giallo-viola, Magic Johnson e Phil Jackson; ha difeso Kurt e Linda Rambis, affermando che quest’ultima non ha preso alcuna decisione dal punto di vista cestistico; ha ribadito la sua fiducia verso LeBron James, dichiarandosi pronta a tutto pur di prolungare la sua permanenza, ma è stata dura quando le è stato chiesto quello che ogni tifoso dei Lakers vorrebbe sapere: che influenza hanno James e Klutch Sports nelle decisioni della franchigia?

“L’ultima parola spetta a loro? No. Sono loro a mandare avanti la franchigia? No, assolutamente. Io sono l’unico proprietario dei Los Angeles Lakers e l’unica persona che può prendere decisioni importanti qui dentro.”

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La sensazione è che Buss lascerà spazio alle decisioni del suo staff la prossima estate, ma non tollererà ulteriori fallimenti; ha ammesso di aver sofferto molto i risultati di questa stagione, e di aver abbandonato il suo posto in tribuna in anticipo più di una volta durante l’anno: “Si, lo ammetto. Mi si spezzava il cuore ad assistere inerme a tutte quelle sconfitte.”

Allo stesso tempo, l’owner ha anche detto che “il tempo per leccarsi le ferite è finito”, e che i suoi collaboratori dovranno farsi trovare pronti per costruire una squadra competitiva in vista della prossima stagione.

“Quest’ultima stagione è stata davvero faticosa e fastidiosa.. molto fastidiosa. Sento come se avessimo tradito i nostri fan e non voglio che accada nuovamente. Non dobbiamo permetterlo.”

Usando la prima persona plurale, Jeanie ha coinvolto diverse figure all’interno dello staff dei Lakers: “Sono una persona che ama collaborare, è nella mia natura. Prendo le decisioni, ma tengo sempre conto delle opinioni altrui.”

Grandi responsabilità passeranno per le mani di Rob Pelinka, che nelle due stagioni post-titolo è stato tra i responsabili del tracollo della squasdra. Ha scambiato elementi fondamentali nel roster che aveva vinto l’anello, come Kentavious Caldwell-Pope e Kyle Kuzma, non è riuscito a trattenere Alex Caruso in giallo-viola, nonostante la sua volontà di restare; ha messo sotto contratto troppi giocatori avanti con l’età, e per finire, ha imbastito la trade per Russell Westbrook.

Pelinka avrà molto probabilmente la sua ultima chance di dimostrarsi all’altezza del ruolo. Buss ha ancora fiducia nell’ex agente di Kobe Bryant, ingaggiato subito dopo il licenziamento del fratello e di Kupchak:

“Parlando di decisioni sportive, ho totale fiducia nel nostro front office, che è diretto da Rob Pelinka. Rob è una persona molto intelligente, medita ogni mossa e non prende mai decisioni affrettate. Ho molta fiducia nel fatto che possa costruire un roster competitivo e trovare un coach in grado di ricondurre la franchigia dove le spetta.”

Jeanie non si è dilungata troppo sul tema-Westbrook, dicendo che si tratta ancora di discorsi prematuri: l’attenzione, attualmente, è tutta rivolta alla ricerca del prossimo head coach: “C’è bisogno che il nostro allenatore sia in sintonia con il roster a disposizione.”

Ha spezzato una lancia in favore di un altro executive, Kurt Rambis, che ha vinto il 28% delle partite in 4 stagioni da coach NBA e la cui influenza all’interno della franchigia è stata spesso derisa pubblicamente.

“So bene che Kurt Rambis è stato al centro di numerose e pesanti critiche. Ma vorrei ricordare alla gente che vanta un’esperienza di quasi 40 anni in NBA, e che ha fatto parte di team vincenti sia da giocatore che da assistant coach. Kurt è un uomo che ammiro per la sua conoscenza e concezione del basket.”

Ci ha tenuto, poi, a chiarire alcune cose riguardo Linda Rambis, moglie di Kurt ed assistente (nonché amica di lunga data del CEO dei Lakers), in quanto sono circolati negli ultimi mesi alcuni rumors che la vedrebbero coinvolta in decisioni tecniche:

“Linda Rambis non ha alcun ruolo in ambito sportivo. Il suo compito è quello di mio advisor, e lo è da quasi 40 anni. Lei ed io abbiamo collaborato per tanto tempo, non capisco come questo possa essere diventato un argomento di discussione.”

Buss ha continuato specificando quale sia il reale compito di Linda all’interno della franchigia, smentendo i rumors di cui sopra e in particolare quelli che la vedevano coinvolta negli incontri con i giocatori in free agency; i contatti tra Linda Rambis e i giocatori, infatti, iniziano solo dopo la loro firma del contratto. Linda è addetta a favorire la loro integrazione e sistemazione (e delle rispettive famiglie) all’interno della città di Los Angeles. 

“Ogni squadra ha nel suo organigramma una figura che ricopre questo ruolo. Nel nostro caso, è Linda a farlo.. e lo ha fatto negli ultimi 30 anni qui. Le voci riguardo una sua possibile promozione ad assistant GM sono false, non c’è nulla di vero in tutto ciò.”

In periodi duri come quello che stanno attraversando ad LA, ci sono stati, invece, alcuni assistant manager dei Lakers in borghese, con la cabina di regia che è stata supportata dai consigli di Magic Johnson e Phil Jackson negli ultimi mesi. Ma, un attimo: Magic non era andato via nel 2019? Già, ma Jeanie Buss è famosa per non covare rancore a lungo, e l’ex stella dei Lakers è tornato presto nell’ambiente.

Parlando dell’addio di Magic, Buss ha dichiarato che i loro rapporti sono adesso più trasparenti e migliori che mai; e riguardo il suo addio nel 2019, ha affermato: “Si è trattato di un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Ho apprezzato la sua onestà, avrei solo voluto che finisse in modo diverso. Ma non lo avrei mai costretto a rimanere controvoglia.” Ha aggiunto di sapere come Magic possa sentirsi osservando questi Lakers: “Lo so. Vuole vedere i Lakers vincere. Vuole che i Lakers siano ai vertici dell’NBA.”

Le capita spesso, poi, di ascoltare i consigli del Maestro Zen Phil Jackson, vincitore di 5 titoli con i Lakers e suo ex fidanzato, che trascorre gran parte della sua vita ad LA. Ha ammesso che Phil sia uno dei suoi consiglieri più fidati in questo periodo difficile.

“La gente ci vede in giro per la città: facciamo colazione, pranzi, cene insieme, ma non c’è niente di romantico in tutto ciò. Phil conosce l’ambiente e la città come le sue tasche, le sfide che ho intrapreso e che intendo portare a termine, e vuole vedere i Lakers vincere ancora. So che non ha occhi che per i Lakers, perciò mi fido ciecamente di lui e delle sue opinioni riguardo il campo.”

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LeBron, per l’owner, era ed è al centro di questi Lakers:

Quando hai nel roster un giocatore come lui, è importante che si prenda le proprie responsabilità e che il resto del gruppo gli dia ascolto. Voglio che LeBron sia a suo agio e che possa esprimersi al meglio, avendo fiducia nella squadra. Deve essere felice di giocare con noi, e mi assicurerò di fare ogni cosa in mio potere perché sia così.”

Buss confida che i Lakers possano ancora vincere un anello con LeBron James ed Anthony Davis:

“Non ho motivo di pensare che non possiamo vincere, finché entrambi sono in squadra. Una cosa che ho imparato da Phil Jackson è che c’è sempre un percorso per arrivare al successo. A volte il cammino può essere più diretto e facile di altre, il punto sta nel saperlo comprendere.”

Jenie Buss ha già superato periodi difficili e vuole che tutti, all’interno dell’organizzazione, remino nella stessa direzione comune: verso la vittoria.

“Voglio che i tifosi dei Lakers possano essere ottimisti: abbiamo intenzione di rendere la squadra nuovamente competitiva, proprio come loro si aspettano. Vogliamo che si rendano conto che anche noi viviamo di ‘pane e Lakers’ che conosciamo la nostra storia sportiva e che siamo determinati per tornare subito ad onorarla al meglio.”

Nel corso dell’intervista, Jeanie è tornata più volte a parlare del suo profondo legame con i tifosi dei Lakers.

Si possono criticare i suoi atteggiamenti, la sua filosofia gestionale o la sua cieca lealtà nei confronti di amici e familiari, ma a LA nessuno ha mai discusso l’attaccamento ai tifosi giallo-viola. Nonostante le critiche, gli insulti e addirittura le minacce ricevute.

“Il nostro è un mondo duro e difficile, bisogna sempre avere gli occhi aperti e stare attenti. Ci tengo a non perdere il legame che ho con i tifosi. In una delle ultime partite, ad un tratto una mamma è venuta da me con in braccio suo figlio piccolo, per una foto. Il bimbo era interamente vestito di giallo-viola, e vederlo per me è stata un’emozione unica. Per una madre, un figlio è la cosa più importante; e il fatto che questa mamma abbia voluto coprire suo figlio, di appena 6 mesi, con i colori e con la storia dei Los Angeles Lakers mi ha reso fiera di ciò che abbiamo fatto e che siamo. “

Tutto ciò dà chiare risposte ad una domanda che spesso torna di moda, da quando Jerry Buss ha lasciato questo mondo: Jeanie Buss prenderà mai in considerazione l’idea di cedere i Lakers?

“Se l’argomento è la cessione della franchigia, allora stiamo parlando del nulla cosmico. Ciò che faccio sono le ultime volontà di mio padre: i Lakers non sono in vendita!”

Per Jeanie Buss non si tratta soltanto di un investimento economico, ma di un vero e proprio percorso di vita di cui il padre Jerry ha tracciato l’inizio e poi le ha passato il testimone. Il cammino a volte può essere in salita, ma Jeanie ha dimostrato di avere il carattere per affrontare le pressioni.

“I Lakers erano davvero importanti per mio padre, voleva fortemente che io continuassi a renderli parte della famiglia. Dico sempre che mio padre ha avuto dei figli, ma quello prediletto sono i Lakers. Mi ha affidato il suo pupillo e farò in modo che cresca sano e raggiunga il posto che merita.”