FOTO: USA Today

Questo contenuto è tratto da un articolo di Nico Martinez per Fadeaway World, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Kobe Bryant è stato il sesto giocatore nella storia ad avere due differenti numeri ritirati. Durante la carriera, infatti, ha indossato sia la numero 8, che la numero 24, diventate entrambe iconiche per la community NBA. E mentre molti di noi ricordano maggiormente Kobe per la 8, il cambio verso il numero 24 prima della stagione 2006/07 resta ancora in parte un mistero.


Di recente, però, in una puntata di ‘KG Certified’, in compagnia dell’ex compagno Paul Pierce, Kevin Garnett ha tirato fuori la sua teoria sul perché Kobe abbia scelto il numero:

“Le persone non capiscono cosa significhi il numero 24, non capiscono che fosse un messaggio per tutti che lui si trovasse un gradino sopra il 23. Era una frecciata a Michael Jordan, del tipo ‘io sono meglio di te’.”

Ovviamente, non avendo modo di poter chiedere conferma a Kobe, la parola di KG può benissimo essere messa in discussione. Ma è anche giusto notare come Bryant abbia fatto lo stesso con Team USA, scegliendo la numero 10, un numero sopra al 9 della canotta di MJ.

Sebbene possa sembrare una forzatura, non è un segreto che Kobe fosse estremamente competitivo e che spesso volesse provare di essere il miglior giocatore in NBA. All’inizio della sua carriera, in molti lo accostavano a Michael Jordan con una reputazione da erede, ed è comprensibile che non si sia mai riuscito a scrollare del tutto questa cosa di dosso. La sua carriera non sarà stata quella di MJ, ma i 5 titoli e le tante onorificenze ricevute ne fanno comunque uno dei migliori di sempre in NBA.

Tornando alla canotta, Bryant non ha mai rivelato il perché del numero 24, ma ha spiegato il perché del passaggio dalla 8:

“Quando sono arrivato in NBA con la 8, si trattava di provare ad avere un proprio riconoscimento, di ‘piantare una bandiera’. Dovevo provare di appartenere a questa lega, di essere uno dei migliori in NBA. Ma il 24 è una crescita. Non ho le stesse capacità fisiche di allora, ma ho una maggior maturità. Una moglie, dei figli. Inizio a essere uno dei più vecchi della squadra, che è ben diverso da essere uno dei più giovani. Le cose evolvono.”

La 24 è stata la prima canotta di Kobe a Lower Marion High School, e al tempo del suo arrivo in NBA era già la maglia di George McCloud, perciò si tratta sicuramente anche di un tardivo ritorno alle origini. Detto ciò, Kobe Bryant ha avuto una seconda parte di carriera estremamente rosea, e gli aggiustamenti fatti al proprio gioco gli hanno permesso di restare ad alti livelli per quasi due decadi in NBA.

Perciò, che il 24 sia, o meno, un richiamo a MJ, come dice Kevin Garnett, o tutt’altro, ha comunque poco a che vedere con l’icone che Kobe rappresenta per la pallacanestro a livello globale.