E Gordon Hayward ammette che l’infortunio ha spianato la strada all’ascesa di Jayson Tatum come superstar dei Celtics.

Tatum Hayward Celtics
FOTO: The Boston Globe

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Vishwesha Kumar e pubblicata su Fadeaway World, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Nel 2017 i Boston Celtics hanno compiuto due mosse importanti che avrebbero definito il loro futuro, anche se non nel modo in cui tutti si aspettavano. In primo luogo, hanno utilizzato la scelta assoluta numero tre per ingaggiare Jayson Tatum, un’ala di qualità proveniente da Duke. Poi, durante il mercato dei free agent, hanno ingaggiato l’ala All-Star Gordon Hayward con un contratto molto vantaggioso.

All’epoca Hayward stava entrando nel pieno della sua carriera e veniva da una stagione da All-Star con gli Utah Jazz, mentrel’altro era una promettente matricola. Non c’erano dubbi su chi fosse considerato l’ala di riferimento. Tanto che lo stesso JT qualche mese fa se ne è uscito con questa frase su “Club 520 podcast” con Jeff Teague:

“Fui scelto al Draft ma subito Gordon Hayward firmò con i Celtics. Chiamai il mio agente e gli dissi: ‘Devo essere scambiato’. Questo prima ancora di giocare una singola partita. Lui mi disse di rilassarmi, e io risposi che non ero stato scelto per uscire dalla panchina e non far parte del quintetto titolare. Lui mi convinse che ero in una grande organizzazione e che mi avrebbero guidato loro nel capire come giocare nel miglior modo possibile.”

Ma il destino ha voluto che tutto cambiasse nella serata di apertura. Anni dopo, su FanDuel TV, il giocatore ormai ritirato ha parlato apertamente della dinamica tra lui e l’allora rookie, in risposta proprio alle parole di JT:

“Penso che, come ho detto, stavo uscendo da una stagione da All-Star e mi sentivo all’apice della mia carriera. Giocavamo nella stessa posizione. Probabilmente coach Brad Stevens avrebbe disegnato schemi per me invece che per JT o JB o chiunque altro, per me o Kyrie. E, sapete, dato che mi sono infortunato, subito è stato lui a ricevere la palla, ad avere più opportunità, e a volte basta questo.”

Hayward ha subito un grave infortunio alla gamba dopo soli cinque minuti dal suo debutto con i Celtics, un infortunio così grave da cambiare immediatamente la gerarchia della squadra. Jayson Tatum è stato catapultato sotto i riflettori come rookie e ha colto l’occasione, aiutando Boston a raggiungere le finali della Eastern Conference nella stessa stagione.

In breve, il primo ha ammesso che, se non si fosse infortunato, JT non avrebbe avuto la palla tra le mani così spesso, né così presto. La gerarchia offensiva avrebbe dato la priorità all’ex Jazz, una star affermata con esperienza sotto Brad Stevens sin dai tempi di Butler University, rispetto al rookie ancora da testare. Dal punto di vista della matricola, questo avrebbe probabilmente sollevato seri interrogativi sul suo futuro. Se Boston stava costruendo la squadra attorno a Hayward, Kyrie Irving e, più tardi, Kemba Walker, dove si sarebbe inserito lui?

Non era una questione personale, era una questione di posizione. Giocavano entrambi come ali che avevano bisogno di tocchi e spazio per creare. C’è solo una quantità limitata di ossigeno in un attacco NBA, e Hayward in buona salute avrebbe potuto ritardare l’esplosione di Tatum. Quella tensione, anche se mai esplosiva, era silenziosamente reale. E secondo i commenti dei due, era sufficiente perché JT contemplasse l’idea di lasciare Boston all’inizio della sua carriera.

Non tutto il male viene però per nuocere, e “fortunatamente” per i Celtics, quell’infortunio ha portato all’ascesa di una stella, che non si è mai guardata indietro. I due hanno finito per condividere il campo dal 2017 al 2020, quando Hayward è finalmente tornato in azione. Ma nella stagione 2020, la situazione era completamente cambiata. Quel rookie dubbioso si era già evoluto in un All-Star, avendo ottenuto la sua prima selezione quell’anno.

Ora è sei volte All-Star, quattro volte selezionato negli All-NBA First Team ed è il volto della franchigia. Ha contribuito a portare Boston al titolo NBA ed è ampiamente considerato uno dei cinque migliori giocatori della Lega. Sebbene attualmente sia in fase di recupero da una lesione al tendine d’Achille subita durante i playoffs, il suo ruolo come pilastro dei Celtics è indiscusso.

Ironia della sorte, quella che un tempo sembrava una situazione di stallo nel roster potrebbe essere stata la svolta inaspettata che ha dato il via all’ascesa di una superstar, capace di svettare in una squadra da titolo.