FOTO: Sports Illustrated

L’All-Star Game da poco trascorso ha dato origine a una spirale di interazioni negative tale da giocarsela con la sezione commenti di uno qualunque (fra i milioni) dei post sulla separazione di Chiara Ferragni e Fedez. Nonostante il grado di interesse per le due questioni possa – si immagina – per molti essere lo stesso di Luka Doncic nello scendere in campo a giocare domenica scorsa, vale forse la pena soffermarsi su qualche aspetto positivo emerso non tanto dallo scorso Weekend in sé, ma dalle reazioni al pessimo spettacolo messo in scena – con buona pace dei Ferragnez. Infatti, se la ripresa di una regular season pur non esattamente accattivante aiuterà qualcuno a scacciare gli incubi ad occhi aperti della notte di Indianapolis, c’è una proposta degna di essere approfondita che continua ad aleggiare nel mondo NBA, volata da qualche livoroso Tweet di un fan incazzato fino a incastrarsi fra i denti dei giocatori, quasi timidamente tossita da Jalen Williams in conferenza stampa: “Penso che un torneo di uno-contro-uno sarebbe figo.”. NON DIRE ALTRO, JALEN.

Non è che “sarebbe figo”, sarebbe tutto. Il fan medio NBA, soprattutto quello americano – quello che crea uno stan account di Aaron Baynes su Twitter, che effettua minuziosamente cherrypicking (non tanto a favore del suo giocatore preferito, ma contro quello più odiato), quello che tiene al successo individuale della superstar che ha scelto di seguire fino al ritiro ancor prima che a quello della squadra in cui gioca (della quale è pronto a scambiare ogni singolo membro, anche dello staff, alla prima sconfitta) – sguazzerebbe in un contest del genere. Parlando poco più seriamente, crescerebbero le interazioni social, probabilmente i rating televisivi, si darebbe aria fresca alle scommesse (aspetto da non sottovalutare dopo l’apertura del CBA al rapporto fra giocatori e sports betting company) e soprattutto si aggiungerebbe uno stimolo per risvegliare l’animo competitivo delle stelle – si voglia mettere la competizione il sabato, prima della gara della domenica, dividere una fase preliminare e lasciare la finale per l’intervallo. Una competizione simile sarebbe a dir poco intrigante, quindi, perché non sognare un po’ ad occhi aperti? Perché non costruire il nostro torneo di uno-contro-uno in salsa All-Star Game? Il format che immaginiamo, nonostante le proposte del “chi vince, regna” o – simile, ma ancora meglio – della Royal Rumble in versione WWE siano intriganti, sarebbe quello del torneo a eliminazione diretta, partendo dagli ottavi di finale. Si arriva a 11, un canestro dietro l’arco vale 2, quello dentro l’area vale 1, chi segna mantiene il possesso; si può catturare il proprio rimbalzo per concludere nuovamente, restando in attacco, e dopo aver ottenuto la palla da errore avversario si deve uscire dall’area, pressati; in caso di palla rubata/stoppata, si può attaccare direttamente. Semplice, no? A questo punto, non resta che creare il nostro bracket ideale con le migliori rivalità NBA, che andremo ad approfondire.

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Stephen Curry vs LeBron James

Posto che non dovrebbe essere un Old Star Game e nonostante gli uno-contro-uno fra 39enni e 36enni siano sostanzialmente l’ultima cosa che si desideri vedere su un campo di pallacanestro, a partire dalla più bassa divisione UISP, a quanto pare c’è ancora chi ponga l’attenzione su una delle rivalità più scoppiettanti dell’ultimo (circa) decennio NBA.


La rapidità e la combinazione di arresto e rilascio fulminea rendono senza dubbio Stephen Curry un cliente scomodo in una sfida di questo tipo ma, allo stesso tempo, i centimetri e la stazza di LeBron James non sarebbero pareggiabili dalla stella di Golden State. Fatta questa brevissima e non necessaria premessa, è ovvio che un uno-contro-uno così di fronte a tutto il mondo farebbe esplodere l’opinione pubblica: chi inneggerebbe all’ingresso di Curry nel GOAT debate in caso di vittoria, chi rimuoverebbe LeBron dal GOAT debate in caso di sconfitta, chi andrebbe a ripescare qualche edit dalle Finals 2016 come ulteriore umiliazione per i fan del #30 in caso di sconfitta e via dicendo. Una straordinaria esagerazione che darebbe vita a una guerra civile e di logoramento per mesi all’interno della community NBA, lasciando ferite aperte addirittura per anni, uno stratagemma al servizio del caos da far invidia al pomo della discordia. Non basterebbe una fornitura a vita di pop-corn.

Draymond Green vs Rudy Gobert

Sacrifichiamo le sacre arti cestistiche per passare senza mezzi termini a quelle marziali. Il nuovo “mahatma” Draymond Green non avrà certamente problemi a reggere il peso della sfida contro lo stesso Rudy Gobert che ha messo KO appena qualche mese fa. Il francese partirebbe sfavorito per la totale assenza di self creation, nonostante ogni tanto si diletti a lanciarsi in contropiede improvvisandosi Franz Beckenbauer, ma con le stesse doti palla in mano del tedesco; allo stesso tempo, sarebbe un osso duro per Green, che probabilmente si troverebbe costretto a rimettere in spalla lo zainetto tentando qualche tripla per aprire il pitturato.

Ovviamente lo scontro a pallacanestro sarebbe quello da seguire con meno attenzione, ma siamo sicuri che potrebbe rivelarsi eclatante anche senza troppi spargimenti di sangue. Gobert troverebbe una motivazione extra non solo per la “scaramuccia” di inizio stagione, ma anche per la vera ossessione di Green nei confronti dei Minnesota Timberwolves e del centro francese, che si è ormai protratta negli anni – last, but not least, la battuta sui punti segnati da Karl-Anthony Towns all’All-Star Game. Se è vero che “insecurity is always loud”, ci sarebbe da aspettarsi tanto rumore da una sfida del genere.

Trae Young vs Kevin Durant

Non è una rivalità che molti considerano perché all’insegna del rispetto reciproco, elemento poco catchy per la giungla dei social, ma Trae Young e Kevin Durant hanno dato vita in questi anni a svariate sfide molto divertenti, prendendosi anche a parole. Tutto ovviamente molto tranquillo e all’insegna del puro e semplice agonismo: KD ha spiegato più volte di conoscere Trae sin da quando l’attuale point guard di Atlanta aveva 10 anni, ha dichiarato di nutrire solo rispetto nei suoi confronti lasciando intravedere anche una sorta di spirito paterno verso Young.

Ciononostante, è innegabile che in entrambi si accenda qualcosa alla vista dell’altro, anche perché l’agonismo sul parquet è la massima forma di rispetto che si possa applicare nei confronti di un avversario. Tenendoci fortemente l’uno all’altro, siamo sicuri che i due darebbero spettacolo, giocando al massimo e cercando di annientarsi a vicenda. L’ultimo All-Star Game, per quanto l’atmosfera non fosse proprio quella Playoffs, ce ne ha dato un piccolo assaggio.

Anthony Edwards vs Shai Gilgeous-Alexander

Rivalità molto moderna, che affonda le proprie radici tanto sul parquet quanto sul mondo mediatico al di fuori. Timberwolves e Thunder sono due nuove realtà di punta dopo anni nei bassifondi della NBA, che hanno dato vita a sfide davvero intense nel corso di questa stagione e non solo, creando una ovvia dicotomia all’interno della community, figlia di due stelle così polarizzanti come Shai Gilgeous-Alexander e Anthony Edwards.

I due, durante l’All-Star Weekend, sono stati nominati più volte come futuri volti della NBA da LeBron James, Stephen Curry e altri mostri sacri ormai prossimi al declino, e sembrano aver già accolto a pieno questo ruolo. Sono diventati virali i commenti di Edwards sul metro arbitrale eccessivamente “morbido” nei confronti di Shai, così come i post Instagram di quest’ultimo (e i commenti di compagni), generando qualche sfottò indiretto da far venire nostalgia della terza media. Se non ci penseranno i Playoffs ad alimentare la faida fra i due, perché non sfruttare un contest simile?

Damian Lillard vs Tyrese Haliburton

Anche questa rivalità molto recente, sebbene non si tratti di due stelle in ascesa (una sì) ma di un ben più classico “giovane contro vecchio”. Tyrese Haliburton ha peccato di hybris dopo un dagger nel corso della sfida di In-Season Tournament fra Bucks e Pacers, “scippando” l’orologio a Damian Lillard. Le due squadra si sono beccate ancora in stagione, a causa di un dramma legato a un semplice pallone, che abbiamo raccontato nel dettaglio QUI.

Lillard avrebbe due missioni: vendicare il pallone rubato che ha innescato Giannis Antetokounmpo; dimostrare che quel “Dame Time” sia ancora simbolo di clutchness, anziché indice del fatto che ormai sia giunto inesorabilmente il suo tempo.

Giannis Antetokounmpo vs Jayson Tatum

Questa non è una rivalità, bensì un duello per stabilire a chi spetti la corona dell’est. Boston Celtics e Milwaukee Bucks si contendono ormai da anni questo titolo – non ufficiale, tanto a fine stagione andrà sempre e comunque ai Miami Heat – e quale miglior modo di rompere l’equilibrio, se non buttando nella gabbia le due superstar?

Giannis Antetokounmpo e Jayson Tatum si sono già scontrati fin troppe volte ai Playoffs, dando vita a sfide mozzafiato, e non avrebbero troppi problemi a ripetersi di fronte al pubblico dell’All-Star Weekend. Considerando anche la vena agonistica impareggiabile del greco, considerando che Tatum sia convinto di essere il miglior giocatore NBA ogni volta che mette piede in campo, come ha di recente dichiarato, ci sarebbe da divertirsi.

Devin Booker vs Luka Doncic

Eccoci qua, questa sì che sarebbe una rivalità da far esplodere Twitter. Gli stan account, i seguaci ad personam di Luka Doncic e Devin Booker sono fra i più tossici della NBA e, di conseguenza, le principali fonti di intrattenimento per i fan neutrali. Dal blowout in Gara 7 del 2022, un +33 roboante a favore di Dallas, tutto è andato scemando: si è iniziato a “memare” sulla fittizia parentela diretta fra i due, definendo lo sloveno il padre di Booker; quest’ultimo ha avuto due parole per l’avversario dopo un tiro del pareggio sbagliato a pochi secondi dal termine (lunga vita al trash talking); Doncic ha segnato 73 punti (vincendo) nella stessa notte in cui Booker ne ha fatti 65 (perdendo), creando un’ulteriore connessione invisibile, un akai ito dell’odio che li connette indissolubilmente.

C’è assolutamente bisogno di ulteriori fonti di meme, di portare questa rivalità fino allo stremo, di gettare benzina sul fuoco sacro che già anima decisamente i due. Un duello del genere potrebbe persino portare a termine l’impresa di far provare a competere seriamente Doncic in almeno una delle giornate dell’All-Star Weekend, opera pionieristica degna dell’allunaggio.

Joel Embiid vs Nikola Jokic

Chi di MVP ferisce, di MVP perisce. Sebbene quest’anno Joel Embiid non possa ripetersi e, allo stesso tempo, non sia certo che il riconoscimento vada a Nikola Jokic per una terza volta, senza dubbio sarebbe la sfida fra i due migliori giocatori di regular season degli ultimi 3 anni. Il camerunense ha riconosciuto pubblicamente al serbo lo status di miglior giocatore NBA e, anche per questo, ha sempre messo in campo un impegno differente negli scontri diretti, usando la rivalità come stimolo.

Sebbene a Embiid manchi giusto giusto ancora una run Playoffs di livello all-time per entrare nel discorso riguardante Jokic, ciò non significa che non potremmo assistere a un bell’incontro intenso fra pesi massimi, che potrebbe tornare a scatenare la natura di “professional hater” del centro camerunense, account twitter di un certo livello.

Conclusioni generali

La divisione in questo ordine non è casuale, e si possono individuare precisi gruppi:

  • James-Curry e Green-Gobert: l’eventuale vittoria del francese ridurrebbe un po’ lo spettacolo, ma vi immaginate beccarsi un Green contro James al secondo turno? Per LeBron si tratterebbe di rivivere il Vietnam, fra colpi proibiti, occhi strappati, lotte da terra, nonostante la grande amicizia (o “love story”, se preferite) fra i due fuori dal campo. A tal proposito, anche un bel Green vs Curry sarebbe entusiasmante, quantomeno per capire come i due si approccerebbero l’uno all’altro: l’essere compagni di squadra da una vita ma grandi competitor non è un connubio facilmente sostenibile, l’aria potrebbe farsi elettrica e impregnarsi di una certa passivo-aggressività.
  • Trae-KD e Edwards-Shai: questo è il gruppo dei maestri dell’uno-contro-uno, quello tecnicamente più entusiasmante. Le sfide di isolamento fra questi 4, qualunque sia l’esito dei primi turni, sarebbero esteticamente impareggiabili. In caso di vittoria di KD, inoltre, potrebbe avvenire quel passaggio di testimone tanto vagliato durante l’All-Star Weekend, creando un potenziale e ulteriore narrativa che tanto piace all’ambiente NBA.
  • Haliburton-Lillard e Giannis-Tatum: gruppo della vendetta. In caso dovessero passare Hali e Giannis, si metterebbero ancora a discutere di quella palla scomparsa; in caso si trovino Lillard e Tatum, avremmo ancora una sfida fra Bucks e Celtics, dove Dame dovrebbe vendicare il compagno. Per gli stessi motivi per cui sarebbe interessante uno scontro fra Dray e Steph, inoltre, lo sarebbe anche quello fra Lillard e Antetokounmpo. Insomma, l’unico esito scarico sarebbe quello con Haliburton e JT, ma si rimarrebbe comunque a est, vedendo all’opera due ottimi giocatori di isolamento.
  • Booker-Doncic e Embiid-Jokic: bisogna sperare in un solo esito, Luka contro Nikola. Una coppia del genere, legata da una simile amicizia, darebbe sicuramente vita ad uno scontro ben poco serio, ma senza alcun dubbio divertente. Posto che, probabilmente, nessuno dei due accetterebbe molto di buon grado di darla vinta all’altro. Male che vada, assisteremmo ad altri uno-contro-uno fra professionisti del settore come Booker e Embiid – o rispettivi accoppiamenti.