In casa Nets è tempo di scelte coraggiose: occorre provare a sacrificare Ben Simmons per poter competere al titolo

Non perdere qualcosa con partenza di Kyrie Irving era sostanzialmente impossibile, ma i Brooklyn Nets sono sicuramente rimasti competitivi. L’arrivo (o meglio, il ritorno) di Spencer Dinwiddie garantisce un po’ di creation palla in mano, mentre quello di Dorian Finney-Smith un innesto non indifferente per la difesa (e non solo, viste le sue capacità balistiche).

Per provare a battere Boston Celtics, Milwaukee Bucks e Philadelphia 76ers, però, serve qualcosa in più. I Nets hanno 3 giorni per fare un’operazione che possa consentire a Kevin Durant di portare i compagni a lottare per il titolo. Sul banco degli imputati, in questo senso, non può che esserci Ben Simmons.

L’intenzione non è quella di accanirsi contro di lui, ma solamente quella di seguire un principio tattico tanto semplice quanto di imprescindibile importanza nella pallacanestro del 2023: le spaziature. Tirare da fuori è diventato fondamentale per aprire il campo, e i Nets schierano un quintetto titolare composto da due non tiratori: Simmons e Nicolas Claxton.


Se con il talento sconfinato portato in campo dai KD e Irving si poteva pensare di sopperire alla carenza di spacing, ora non è più una strada percorribile. Lo dimostrano i circa 200 possessi giocati con Claxton e Simmons in campo e Irving fuori, in cui i Nets hanno avuto un attacco decisamente sterile: 101 punti segnati su 100 possessi. Ai Playoffs, la situazione si farebbe ancora più insormontabile.

Vista la stagione monumentale che sta giocando Claxton, quello sacrificabile non può che essere Simmons.

I Nets devono essere disposti a perderci

Finora l’abbiamo fatta semplice, ma qui arriva la questione spinosa: oltre a diventare un problema rilevante in campo, Simmons ha anche un contratto terrificante e un valore di mercato ai minimi storici (ne abbiamo parlato qui).

Non è nemmeno lontanamente possibile uno scenario in cui i Nets ottengono uno scambio chiaramente vantaggioso con la cessione di Ben Simmons.

Detto ciò, la mentalità di Brooklyn dovrebbe tendere verso la direzione dell'”ora o mai più”. Simmons non può aiutare questo roster ad arrivare al titolo, quest’estate avrà verosimilmente ancora meno valore, e la priorità assoluta è quella di accontentare in qualche modo le pretese competitive di Durant.

A questo punto, ai Nets converrebbe davvero chiamare qualunque franchigia, soprattutto tra quelle con in corso un progetto in via di ricostruzione, e cercare un modo per includere Simmons in una trade. Anche a costo di aggiungere una scelta, anche a costo di caricarsi sulle spalle un altro contratto pesante; insomma, ad ogni costo.