FOTO: Chico Enterprise-Record

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Dieter Kurtenbach e pubblicata su The Mercury News, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Aver preso parte svariate volte ai Playoffs avendo messo in mostra del “vero basket”, come fatto dai Golden State Warriors, a volte può costringere a dover fare la storia. Quindi, quando sono stati eliminati mercoledì sera, la memoria è involontariamente tornata alla prestazione di Gara 6 delle Western Conference Semifinals 2023. Anche in quella Serie al Second Round i Warriors erano arrivati stanchi e sfiancati da un’innecessaria Serie arrivata fino a Gara 7. Ma quanto meno avevano ancora il Titolo NBA 2022 appena vinto a confortarli. E nel 2025? Cosa rimane a questa versione dei Golden State Warriors? Probabilmente solo l’idea di un Titolo che non avrebbero mai potuto vincere – almeno, così sembrerebbe. “So che avevamo una chance. So che saremmo potuti andar lontano,” ha commentato così a caldo Coach Steve Kerr dopo la quarta sconfitta consecutiva contro i Minnesota Timberwolves, terminata col punteggio di 121-110. 

Sapere che a San Francisco si punta ancora in alto è una gran bella notizia. Nella stagione e mezza successiva dall’eliminazione ai Playoffs del 2023 era sembrato che gli standard di Golden State fossero calati parecchio. Anche se il roster aveva molta fiducia in se stesso – argomento che, tuttavia, andrebbe discusso – certamente il Front Office non riteneva che questa squadra potesse avere delle serie chance di vittoria. Si è trattato di una profezia che si è auto-avverata. Sembrava che il vento fosse cambiato proprio in occasione della trade deadline, visto l’arrivo di Jimmy Butler. “Jimmy ha cambiato tutto per noi.. Ci ha portati tra le Top 8 in NBA, tra le migliori squadre”, aveva affermato Coach Kerr. Ma in realtà non sono stati per nulla neanche vicini al Top, e adesso che i Dubs sono fuori dai giochi e tornano a dover sperare nel futuro, cosa potranno fare? Ma soprattutto: i tifosi dei Golden State Warriors saranno finalmente pronti ad accettare l’idea che per il Front Office il Titolo NBA non sia davvero “tutto ciò che conta”? Si tratta davvero del Front Office giusto per Golden State? Poiché sembrerebbe che senza un cambio di marcia, la fine che i californiani stanno lentamente vivendo sarà solo prolungata e molto dolorosa. Ci si potrà aspettare una buona dose di timore, sconfitte e fallimenti in arrivo. 

Non bisogna tralasciare, però, quei momenti della Stagione 2024/25 in cui i Golden State Warriors sono davvero sembrati una contender per il Titolo a tutti gli effetti. La verità è che, a prescindere da quanta fiducia ci fosse davvero nei confronti di questo roster, probabilmente i Dubs sono stati eliminati per via di Stephen Curry. Già, perché Gara 3 della Serie contro i Timberwolves è sembrata un microcosmo che ha riprodotto le vere e proprie condizioni dei GSW. Quella è stata la partita in cui i Golden State Warriors, già privi di Steph dalla seconda parte della vittoriosa Gara 1, hanno offerto l’occasione migliore ai T-Wolves. Se i Warriors avessero vinto Gara 3, molto probabilmente Curry avrebbe avuto l’opportunità di tornare dall’infortunio al polso per Gara 6 di domenica. E non si può che accettare il fatto che questi Minnesota Timberwolves sembrano un po’ quei Golden State Warriors del 2022: hanno in campo una star ed un inatteso “secondo violino”, oltre che una fase difensiva insuperabile per via della competizione positiva interna al roster – o in infermeria. Minnesota si trova adesso a sole 4 vittorie dalle NBA Finals, e ad altre 4 dalla vittoria del Titolo NBA. Golden State si è fermata 11 vittorie prima di quel traguardo. 

Mercoledì è stata la 152° presenza ai Playoffs da quando Steve Kerr è divenuto Head Coach 11 anni fa – e tutte queste sfide hanno visto in campo Stephen Curry o Draymond Green. Ma anche se i Dubs hanno vinto il loro ultimo titolo nel 2022 – sembra lontano adesso, vero? – e da quella Gara 6 a Boston hanno vinto solo 11 sfide ai Playoffs, sono comunque riusciti ad ottenere una longevità non facilmente raggiungibile in NBA. Comunque, ormai è lecito chiedersi cosa ne sarà di loro.

Ci sarà parecchio tempo per discutere tutti i possibili scenari – dall’arrivo di Giannis Antetokounmpo ad un percorso del tutto anonimo. Anche se parrebbe che un altro anno con lo stesso core sia l’opzione più probabile, cambiando solo qualche role player. Tuttavia va evidenziato il fatto che il core del roster avrà 38, 36 e 36 anni. Se questo core non è riuscito ad arrivare fino in fondo – Curry e Butler infortunati, Green impalpabile – come potrà farcela con un anno d’età in più? “Gli infortuni fanno parte del gioco, abbiamo vinto Titoli NBA nonostante parecchi giocatori infortunati. Serve solo un po’ di fortuna in più che porti ad essere in buona salute, che è la cosa che conta di più”, ha affermato Draymond Green.

“Pensiamo di avere tutti i requisiti per poter tentare un’altra corsa al Titolo. Abbiamo una delle migliori proprietà e Front Office dell’intera NBA, che faranno di tutto per aiutare questa squadra a migliorare.”

Draymond Green

Si tratta della stessa reazione avuta dopo l’eliminazione al Second Round del 2023. Il Front Office ha atteso quasi 20 mesi prima di mettere in pratica la mossa che ha reso questa squadra davvero competitiva. Ma i Golden State Warriors non possono più attendere per tutto questo tempo. Inoltre, le ultime due stagioni hanno già dimostrato che non ci fosse in realtà più molto tempo a disposizione. Quante altre chance avrà ancora Stephen Curry di vincere il Titolo NBA numero cinque da protagonista?


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