Più di una volta gli Warriors hanno rischiato di distruggere la futura dinastia che avrebbe vinto quattro anelli nell’ultimo decennio.

FOTO: cbssports.com

Questo contenuto è tratto da un articolo di Kyle Daubs per Fadeaway World, tradotto in italiano da Erika Annarumma per Around the Game.


 

È indiscutibile che i Golden State Warriors siano stati la migliore squadra dell’NBA dell’ultimo decennio. Meno risaputo, invece, il fatto che la franchigia sia andata più volte vicina a scambiare alcuni dei pezzi centrali del core che ha giocato sei NBA Finals negli ultimi otto anni.


Qui avevamo parlato della clamorosa trattativa andata vicina alla buona riuscita nel 2012: una trade con i Thunder per James Harden, che avrebbe portato Klay Thompson a OKC. E lo stesso Klay, qualche anno dopo, è stato vicino ai Timberwolves in cambio di Kevin Love. Andando indietro fino al 2009, invece, l’altro Splash Brother, Stephen Curry, avrebbe potuto salutare la Baia subito dopo esserci arrivato, nel Draft 2009. Ma non è tutto, anzi.

Nel 2011, gli Warriors proposero una trade in cui offrirono Curry e Thompson in cambio di Chris Paul, ai tempi in uscita dai New Orleans Hornets. Secondo quanto riportato da CBS Sports, Dell Demps (general manager degli Hornets) era aperto a considerare uno scambio del genere, nonostante i dubbi sull’integrità fisica di Steph e il fatto che Klay fosse ancora un rookie. CP3, però, non era affatto convinto di andare a giocare ad Oakland. Gli Warriors erano andati ai Playoffs solo una volta dal 1994 a quel momento, e Paul voleva unirsi a una squadra con cui competere per il titolo.

Secondo quanto raccontato da Ethan Sherwood Strauss in “The Victory Machine: The Making and Unmaking of the Warriors Dynasty”:

Gli Warriors tentarono di scambiare Curry e Thompson per Chris Paul nel 2011. Non è stata l’unica volta in cui Curry è stato inserito in una trattativa, ma in questo caso l’affare fu davvero vicino al realizzarsi. Bob Myers fece l’offerta e il GM degli Hornets, Dell Demps, la accettò. Il problema era Chris Paul: voleva andarsene da New Orleans, ma non aveva intenzione di giocare per i “tristi Golden State Warriors”. Perciò, fece capire agli Warriors che potevano fare questo scambio, ma che non sarebbe rimasto lì quando il suo contratto sarebbe scaduto l’estate successiva.

Lo stesso Chris Paul ha confermato questa versione dei fatti:

Gli Hornets, come detto, non sono stati l’unica organizzazione ad andare vicina all’acquisizione degli Splash Brothers in quel periodo. Sempre secondo Ethan Sherwood Strauss:

Come mi ha raccontato un General Manager NBA, “gli Warriors sono stati estremamente fortunati a non scambiare Steph e Klay per gli All-Star che gli sono stati offerti in cambio. Tante squadre hanno cercato di prendere i due a quei tempi”.

What if…