Siamo entrati negli ultimi folli giorni che precedono la chiusura del mercato. Queste sono le ore in cui può succedere qualsiasi cosa. In cui un giocatore può essere costretto a fare le valigie e trasferirsi in un’altra squadra, senza alcun tipo di preavviso.

L’NBA è un business, da cui tutti guadagnano tonnellate di soldi, soprattutto i giocatori. Ma le regole della lega danno alle franchigie il diritto di spostare a piacimento le pedine sotto contratto (fatta eccezione per i pochi che hanno la no-trade clause). Nessuno è al sicuro: lo abbiamo visto giusto qualche giorno fa, con la cessione di Luka Doncic, che aveva appena comprato una nuova casa a Dallas.

Nella giornata di ieri Dennis Schroder si è lamentato di questa situazione utilizzando termini probabilmente fin troppo forti:

Alla fine è come schiavismo moderno. Possono decidere dove vai, anche se hai un contratto. Ovviamente guadagniamo un sacco di soldi e possiamo nutrire le nostre famiglie, ma possono dirti “Domani non vieni al lavoro, devi andare là”. Devono cambiare un po’ questa dinamica.

Sono felice di essere qui e di poter vivere tutto questo ogni giorno. Ogni giocatore in questa lega è benedetto. Ma se ci pensate, è incredibile che possano dirci all’improvviso “Devi andare là”.

Si può riparare? O è semplicemente la struttura di una lega in cui più del 70% dei giocatori sono neri eppure nessuno dei maggiori proprietari lo è?

Schroder ha vissuto la situazione sulla propria pelle giusto un mese e mezzo fa, quando i Brooklyn Nets lo hanno ceduto agli Warriors nonostante le sue ottime prestazioni.