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	<title>Genny Markabaoui | Around the Game</title>
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	<description>Dove il basket sopravvive agli highlight</description>
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		<title>Pascal Siakam è un bel rebus per i Bucks</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/senza-giannis-pascal-siakam-e-un-bel-rebus-per-i-bucks/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Genny Markabaoui]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 11:28:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
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					<description><![CDATA[Un approfondimento sulle prime due gare di Pascal Siakam.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/GL9zYxaXAAAnkds-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-57173" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/GL9zYxaXAAAnkds-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/GL9zYxaXAAAnkds-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/GL9zYxaXAAAnkds-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/GL9zYxaXAAAnkds-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/GL9zYxaXAAAnkds-1080x607.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/GL9zYxaXAAAnkds.jpg 1350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: X / Indiana Pacers</figcaption></figure>



<p>Con le prime due gare andate, i tifosi dei <strong>Milwaukee Bucks</strong> possono esser certi di una cosa: gli <strong>Indiana Pacers</strong> torneranno al Fiserv Forum. Il resto è completa oscurità, perché fra Gara 1 e Gara 2 abbiamo visto due partite completamente diverse, la seconda delle quali forse più vicina al reale andamento della serie, ma una sola costante: il dominio di <strong>Pascal Siakam</strong>. L&#8217;ex Raptors non a caso è momentaneamente il top scorer di questi Playoffs (sample ovviamente bassissimo) dopo aver segnato 37 e 36 punti, favoriti ovviamente dall&#8217;assenza principale per i Bucks, quella di <strong>Giannis Antetokoumpo</strong>. Come previsto, la sua assenza sta pesando soprattutto nella difesa in aiuto e nei matchup con i pariruolo rispetto alla metà campo offensiva, dove i Bucks non sembrano avere troppi problemi, almeno non con un <strong>Damian Lillard</strong> da 35 punti in Gara 1 e 32 in Gara 2, con il 70% di True Shooting. Ma per una Milwaukee che, via Woj, spera di riaverlo in buone condizioni per fine serie (sebbene ci sia <a href="https://aroundthegame.com/post/antetokounmpo-non-riesce-ancora-a-correre-laggiornamento-che-spaventa-i-bucks/">qualche ambiguità da decifrare</a>), c&#8217;è bisogno assolutamente di trovare alternative per evitare che le chanche di giocare il secondo turno si avviino verso lo zero nelle prossime due partite ad Indiana. Per questo, dovendo ragionare senza Giannis, andiamo a vedere come nelle due partite (specialmente in Gara 2), Spicy P sia stato capace di un dominio tale &#8211; prevedendo potenziali soluzioni per i Bucks a partire da Gara 3.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dominio del pitturato </h2>



<p>Per quanto la Gara 1 preparata da <strong>Doc Rivers </strong>sia riuscita a generare alcune palle perse dei Pacers, limitandone le percentuali con tanti stunt&amp;recover che hanno portato a un pessimo 8/39 a lunga distanza (vuoi per la componente emotiva che vedeva ben 7 giocatori dei Pacers alla prima partecipazione assoluta in post-season fuori casa, vuoi per varianza), riproporre lo stesso game plan in Gara 2 non si è rivelata un&#8217;idea brillantissima. Questo perché il tipo di difesa scelto e i closeout fatti sono molto rischiosi se il tiro per la squadra avversaria inizia ad entrare con costanza, come successo in Gara 2 ai Pacers, che solo nel primo tempo hanno chiuso con 10/21, segnando più triple di quante messe nell&#8217;intera Gara 1. Ciò ha inoltre favorito <strong>Rick Carlisle </strong>nello sfruttare l&#8217;opzione offensiva che più di tutte aveva messo in difficoltà i Bucks anche nel secondo tempo di Gara 1, ovvero la possibilità di creare dal post di Siakam. Infatti, nel primo matchup, Doc aveva programmato in marcatura <strong>Brook Lopez</strong>, probabilmente per una assenza di un grosso volume da tre attesa dall&#8217;ex Raptors, togliendone però praticamente tutta la rim protection, anche in aiuto. Inoltre, anche quando Siakam ha deciso di puntare dal post, Lopez ha sofferto molto la differenza di rapidità e mobilità, concedendo nel solo secondo tempo 19 punti nel pitturato al diretto avversario. In Gara 2 il copione si è solo ripetuto: i Bucks hanno accettato tutti i cambi, concedendo fin troppi mismatch e subendo addirittura 28 punti nel pitturato.</p>



<p>Come detto all&#8217;inizio, senza Giannis risulta quasi impossibile per i Bucks difendere questa soluzione senza rinunciare alla rim protection data da Lopez, anche perché il miglior matchup possibile per la difesa, ovvero quello dato da <strong>Bobby Portis</strong>, è stato mandato al macello dalla difesa di Milwaukee. Qui, per esempio, è stata concessa troppo facilmente la ricezione profonda a Siakam da Portis, con Aaron Nesmith e Ben Sheppard bravissimi a riempire il lato debole concedendo l&#8217;iso e negando la possibilità di aiuto ai vari Pat Connaughton e Khris Middleton.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video height="480" style="aspect-ratio: 848 / 480;" width="848" controls src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/WhatsApp-Video-2024-04-24-at-14.59.53.mp4"></video></figure>



<p>In più, questa soluzione in cui Indiana ha riempito il lato debole ha distrutto tutte le alternative dei Bucks, vittima <strong>Jae Crowder</strong>:</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video height="464" style="aspect-ratio: 848 / 464;" width="848" controls src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/WhatsApp-Video-2024-04-24-at-15.00.10.mp4"></video></figure>



<p>L&#8217;obiettivo dei Pacers diventa molto più semplice quando, accelerando il pace, colgono impreparati nei matchup i Bucks in transizione, trovando il bersaglio preferito (Lillard), mismatch evidente di cui Siakam ha quasi abusato:</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video height="480" style="aspect-ratio: 848 / 480;" width="848" controls src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/WhatsApp-Video-2024-04-24-at-15.00.03.mp4"></video></figure>



<p>Guardate ad esempio di seguito come sia facile per Siakam trovare il mismatch giocando un semplice side pick&amp;roll che porta fuori Lopez, stesso copione del matchup con Portis: lato debole riempito e perimetro carico, per Siakam è solo uno scherzo chiudere così su Lillard, con il rim protector principale dei Bucks tagliato completamente fuori.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video height="480" style="aspect-ratio: 848 / 480;" width="848" controls src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/WhatsApp-Video-2024-04-24-at-14.59.59.mp4"></video></figure>



<p>Ovviamente uno dei grossi problemi dei Bucks è anche la dimensione da playmaker di Spicy P: la possibilità di quest&#8217;ultimo di creare dallo short roll o al gomito si è vista benissimo quando, dopo il mismatch creato, è arrivato un aiuto da Portis o da Lopez nel perimetro e l&#8217;ex Raptors è riuscito a sfruttare al massimo lo spacing che quasi tutte le lineup dei Pacers offrono, arrivando addirittura a 6 assist, a discapito dei soli 2 raccolti nella prima gara:</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video height="480" style="aspect-ratio: 848 / 480;" width="848" controls src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/WhatsApp-Video-2024-04-24-at-15.00.15.mp4"></video></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La possibile soluzione</h2>



<p>Costretti a considerare Giannis fuori anche per le prossime partite, i Bucks dovranno trovare una soluzione anche senza di lui, che sembra chiara: negare la ricezione profonda nei primi secondi. Questo va fatto con un sistema di aiuti più intenso, dove il matchup iniziale deve essere aiutato subito in ricezione, mettendo in funzione una rotazione efficace e veloce da parte degli altri componenti del quintetto. Un esempio può essere quello che si è visto l&#8217;anno scorso nella serie fra Nets e 76ers, quando per i primi si presentò un problema ben superiore, a nome Joel Embiid, arginato in parte grazie alla difesa di Dorian Finney-Smith coadiuvata ai vari Dinwiddie e Bridges, subito a raddoppiare per poi iniziare il recovery sul perimetro. Tecnica che per i Nets ha portato a un calo di prestazioni da parte dell&#8217;MVP, ma che ha visto comunque la difesa sgretolarsi con la crescita di Maxey, giocatore che va a nozze con l&#8217;attaccare il vantaggio creato &#8211; ma che non ha eguali, guardando al roster a disposizione di coach Carlisle.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video height="720" style="aspect-ratio: 1280 / 720;" width="1280" controls src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/the-high-low-every-basketball-play-searchable-every-possibl-7.mp4"></video></figure>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
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			</item>
		<item>
		<title>In chiamata con Simone Fontecchio</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/in-chiamata-con-simone-fontecchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Genny Markabaoui]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 09:31:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[detroit pistons]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[simone fontecchio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il resoconto della chiamata organizzata da NBA con Simone Fontecchio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="886" height="498" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-290.png" alt="" class="wp-image-56540" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-290.png 886w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-290-300x169.png 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-290-150x84.png 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-290-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 886px) 100vw, 886px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: Zoom Call NBA</figcaption></figure>



<p>Giusto nel pomeriggio di ieri abbiamo preso parte a una chiamata su Zoom, organizzata da NBA, con altri media italiani per fare una chiacchierata con <strong>Simone Fontecchio</strong>, attualmente ai Detroit Pistons &#8211; per chi si fosse perso i movimenti della trade deadline. Nonostante ci abbia tenuto sulle spine, arrivando un po&#8217; dopo l&#8217;orario previsto, ne è valsa &#8211; eccome &#8211; la pena, essendo riusciti anche a rivolgergli una domanda di persona. <a href="https://aroundthegame.com/post/a-tu-per-tu-con-simone-fontecchio/">Non è la prima volta</a> che capita ad AtG, ma è sempre un piacere e un onore poter interagire direttamente con l&#8217;azzurro, al quale è giusto lasciare subito la parola:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sull&#8217;infortunio del 17 maggio:</strong></li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Abbastanza casuale, sull&#8217;ultima azione della partita ho sbattuto la punta del piede forte, inizialmente credevo fosse solo una botta ma alla fine si è rivelata più grave interessando alcuni legamenti del piede, ci vivo ancora adesso. Nulla di particolarmente grave per il futuro, però.</em></p>
</blockquote>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sui progressi più importanti di quest&#8217;anno:</strong></li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Sono molto contento di questa stagione e di quello che ho fatto, considerando che al training camp di Utah ero nel terzo quintetto e fuori dalla rotazione. Un po&#8217; di fortuna con infortuni e lavoro in allenamento e sono riuscito a prendermi questo ruolo. Sono fiero di essere stato scambiato come giocatore di quintetto, oltre ai numeri mi importava dimostrare di essere uno affidabile in tutte le condizioni</em>.</p>
</blockquote>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>la nostra domanda, sulla transizione da un sistema motion come quello di Utah a uno più tradizionale di Detroit:</strong></li>
</ul>



<p><em>Abbiamo caricato la risposta direttamente su X </em>⬇️</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Oggi per <a href="https://twitter.com/AroundTheGameIT?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">@AroundTheGameIT</a>, insieme ad altri media italiani, ho avuto la possibilità di un breve incontro con <a href="https://twitter.com/simofonte13?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">@simofonte13</a>: <br><br>Lui super disponibile, si è parlato del suo infortunio con Miami che lo sta tenendo fuori, della sua crescita, della trade, del nuovo ruolo. <a href="https://t.co/eKuzwPGfdc">pic.twitter.com/eKuzwPGfdc</a></p>&mdash; gennywhirlpool (@GennaroBuckets) <a href="https://twitter.com/GennaroBuckets/status/1779983007702491442?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 15, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sulle differenze fra gli allenatori &#8211; Will Hardy ai Jazz, Monty Williams ai Pistons:</strong></li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Mi trovo bene con entrambi, con Hardy ancora mi ci sento spesso, lì probabilmente avevo un ruolo più diverso, in difesa mi veniva chiesto di difendere molto spesso sul giocatore migliore. A Detroit mi trovo bene anche con Monty, che ha una ossessione maniacale nei dettagli, si vede la sua esperienza, ci chiede molta attenzione. Monty mi dà anche più responsabilità</em>.</p>
</blockquote>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Su come abbia vissuto lo stare fuori dalle rotazioni:</strong></li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>È difficile perché stare fuori dal campo, provi a pensare ad altro ma è difficile, io a inizio stagione scherzavo dicendo di voler essere zen, e diciamo che sono stato messo molto alla prova tra ruolo e trade, però riuscivo ad andare avanti e la pazienza ha pagato, ho sempre lavorato tantissimo, soprattutto quando non giocavo. E ha pagato</em>.</p>
</blockquote>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ci sarai ai Giochi Olimpici?</strong></li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>In questo momento non lo so, sono concentrato al 100% a tornare e tornerò in Italia per lavorare col mio fisioterapista e preparatore, poi penserò alla nazionale. Adesso non mi sento di dire ancora nulla</em>.</p>
</blockquote>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sulle squadre che usciranno vincitrici dal Play-In:</strong></li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Lakers, Warriors, Heat e Bulls.</em></p>
</blockquote>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sulla sua reazione alla trade:</strong></li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Sapevo che c’era qualcosa soprattutto su altre squadre, sapevo che qualcosa sarebbe successo ma poi quando l’ho vista è stata tosta, più per la mia famiglia che per me. Il momento non è stato semplice ma sono un giocatore NBA e so che fa parte di questo mondo qua, si va avanti e adesso a Detroit sono molto contento di questi due mesi</em>.</p>
</blockquote>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sulla vita negli Stati Uniti:</strong></li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>La vita è simile a quando ero in Spagna o in Germania, tra famiglia, allenamento e partita, certo gli Stati Uniti sono molti diversi dall’Europa tra cultura e abitudini. Le persone in Italia le sento molto meno ma la routine è uguale</em>.</p>
</blockquote>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sui momenti che non dimenticherà mai di questi 2 anni:</strong></li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Momenti belli ne ho tanti, il game winner con Golden State in casa me lo porterò per sempre, banalmente anche mettere una divisa NBA ti mette tanto orgoglio, le sequenze di partite in casa, al Madison Square Garden &#8211; sono cose che quando uno ci pensa ti viene la pelle d’oca</em>.</p>
</blockquote>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sul fattore che gli abbia permesso di arrivare a questo punto e se lo abbia aiutato il percorso in Europa:</strong></li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Un mix di tutto credo, io ho avuto la fortuna di avere un&#8217;opportunità importante e sono riuscito a sfruttarla, in più dietro c’è tanto lavoro, tanta preparazione e i miei anni in Europa mi hanno aiutato, perché anche a Milano ad esempio ho dovuto conquistarmi il posto dovendo lavorare tantissimo da solo</em>.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ambigua stagione di Paolo Banchero</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/lambigua-stagione-di-paolo-banchero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Genny Markabaoui]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 12:53:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Orlando Magic]]></category>
		<category><![CDATA[paolo banchero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=55293</guid>

					<description><![CDATA[Un approfondimento sulla stagione di Paolo Banchero.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/169-9-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-55368" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/169-9-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/169-9-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/169-9-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/169-9-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/169-9-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/169-9-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/169-9.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: NBA.com</figcaption></figure>



<p>Chi avrebbe puntato più di due cents a inizio stagione su questi <strong>Orlando Magic</strong>? Insomma, partiti fra mille dubbi e una scelta al Draft che sembrava un po&#8217; controcorrente alla loro timeline, si ritrovano a poche partite dalla fine della Regular Season a lottare per un accesso ai Playoffs diretto, senza però aver allontanato il rischio Play-In. Fra i dubbi che accennavamo all&#8217;inizio e leggevamo a settembre rigiravano sempre gli stessi: la rotazione delle guardie, il ritorno di <strong>Jonathan Isaac</strong>, la costanza dei singoli come <strong>Wendell Carter Jr.</strong> e <strong>Paolo Banchero</strong>. Se il primo sta attraversando una stagione travagliata per via di alcuni guai muscolari, il secondo sta sicuramente facendo parlare più di sé come traghettatore offensivo di questa squadra e per la sua prima stagione da All-Star da sophomore, a testimonianza di una grandissima stagione personale. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Paolo Banchero aveva già segnato qualche game winner in stagione, così stavolta, contro i Pistons, ha deciso di farlo in condizioni di equilibrio decisamente precarie.<a href="https://twitter.com/hashtag/AtG?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#AtG</a> <a href="https://t.co/zKzHl6J7SJ">pic.twitter.com/zKzHl6J7SJ</a></p>&mdash; Around the Game (@AroundTheGameIT) <a href="https://twitter.com/AroundTheGameIT/status/1761647181058973799?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">February 25, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Quanto di questo successo dei Magic dipende però da Banchero? Insomma, primo violino offensivo sì, ma di uno dei peggiori attacchi della lega in quasi tutte le metriche avanzate e nella maggior parte delle situazioni (metà campo e transizione). Cosa porta a pensare tutto ciò? Una sopravvalutazione della stagione di Paolo? Più complicato di così, possiamo provare a capirlo descrivendo un po&#8217; la regular season da sophomore della giovane stella, del suo passaggio dalla stagione da rookie, dei dubbi che riguardano il suo gioco e di cosa porterebbe una possibile esperienza ai Playoffs.</p>



<h2 class="wp-block-heading">(Quasi) un anno dopo, cosa è cambiato?</h2>



<p>Facciamo un confronto proprio con quello che c&#8217;era, anche perché la prima cosa ad essere cambiata sono proprio i Magic: quest&#8217;anno Orlando non è proprio uno dei migliori attacchi della lega, a differenza dell&#8217;anno scorso, su dati quantomeno accettabili. Parliamo di un attacco molto stagnante di una squadra che gioca a un estremizzato basso pace &#8211; da 15esimi dell&#8217;anno scorso a 28esimi &#8211; e che va al ferro più di tutte le altre (da decimi per rim frequency a primi quest&#8217;anno con il 38% dei loro tiri), che limita molto i tiri dall&#8217;arco, anche perché nella maggior parte dei quintetti non è lo spacing a farne da padrone &#8211; per intenderci, la lineup con la maggiore frequenza di tiri perimetrali (44%) è quella composta da Suggs-Houstan-Okeke-Banchero-Bitadze, ovvero per 3/5 dalla panchina. Alla luce di questi dati, verrebbe da dire che questi Magic sono una squadra costruita ancora più su misura di Banchero, cercando la &#8220;pulizia&#8221; del ferro e dipendendo dalla lentezza degli attacchi che spesso cercano i post-up di Paolo dopo aver mosso la difesa.</p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">Qui ad esempio una tipica azione dei Magic con Paolo prima in ricezione passiva, cerca e trova il cambio con Lonnie poi la sua gravity in questa azione è visibile con DFS che molla completamente Ingles per occupare il ferro, nonostante l’aiuto di Claxton <a href="https://t.co/4u3apBJKPG">pic.twitter.com/4u3apBJKPG</a></p>&mdash; gennywhirlpool (@GennaroBuckets) <a href="https://twitter.com/GennaroBuckets/status/1768578717406712018?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">March 15, 2024</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<p>Per quanto ciò possa far ben sperare, non c&#8217;è stato un grande upgrade nei numeri da parte di Banchero. Nonostante la squadra si sia messa più al suo passo affidandosi alle sue strepitose qualità atletiche e alla self creation, provando a valorizzare le sue migliori caratteristiche, i numeri non testimoniano miglioramenti: un 64% di conversione al ferro (30esimo percentile) rimane comunque basso per uno con quei volumi. Discorso che si amplia per quanto riguarda i midrange: Paolo è tra i percentili migliori per quanto riguarda frequenza di conclusioni in tutti gli spot di questo tipo di tiro, ma ancora nella conversione i dati calano, con un 41esimo percentile per gli short-mid e un più modesto 67esimo percentile per i long-mid. Diventa sicuramente un problema fondare un attacco su uno scorer totale e sui suoi punti forti se poi lui non riesce a concludere i tiri creatisi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La difficoltà a variare</h2>



<p>Nonostante la bassa efficienza statistica non si stia rivelando un grosso problema per i Magic, capaci di compensare un attacco non perfetto con una difesa tra le migliori in NBA, il grosso problema che sembra emergere per Banchero è uno: la difficoltà che ha nel crearsi tiri diversi dai suoi spot privilegiati. Nel concreto, abbiamo parlato dei midrange, abbiamo specificato i post-up, ma la dimensione di Paolo Banchero sembra restringersi ai tiri dal gomito alla sinistra del pitturato, come testimonia la sua shot chart:</p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">E far guidare un attacco da Paolo comporta queste caratteristiche nella selezione dei tiri: da notare la shot chart di Paolo, e il quanto si limiti ai suoi spot e come l’efficienza (complessiva non ottima) ne risenta quando selezioni i SUOI tiri <a href="https://t.co/T7zneH4kA6">pic.twitter.com/T7zneH4kA6</a></p>&mdash; gennywhirlpool (@GennaroBuckets) <a href="https://twitter.com/GennaroBuckets/status/1768578725656883438?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">March 15, 2024</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<p>Questo è un problema che molte squadre conoscono e al quale hanno saputo reagire di conseguenza, specie quelle dotate di una buona rim protection secondaria e veloci nei raddoppi, anche e soprattutto perché l&#8217;assenza di spacing (perfino statico) dei Magic fa in modo che lo stunt aggressivo per impedire una ricezione pulita o addirittura un blitz sul pick&amp;roll per cercare l&#8217;isolamento siano strategie estreme ma molto funzionali per contrastare il gioco di Banchero.</p>



<p>Prendiamo come esempio concreto una partita in particolare, contro una delle squadre che anche in regular season è capace di mostrare quanto siano efficaci alcune strategie difensive, ovvero la partita contro i Miami Heat del 12 gennaio, persa di 3 punti da Orlando, con Paolo che mette a referto 25 punti con 10/26 al tiro, 6 assist e 3 turnover. Vediamo alcune soluzioni nello specifico.</p>



<p>La prima, basilare, con una specie di box-and-one degli Heat con Adebayo al centro, lo scarico mette Banchero proprio nel suo spot ma con più di un problema: l&#8217;ottima difesa in post di Jaquez, la posizione di Robinson che evita a Banchero di raggiungere il pieno gomito per via di un raddoppio, Bam in roaming che è bravo a proteggere il ferro. Qui l&#8217;errore, oltre al tiro, è quella della poca visione e capacità di creare per i compagni, vedendo anche la posizione di Houstan libero per un tiro ad altissima percentuale. Un problema che ritornerà frequentemente.</p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">Quanto ami la ricezione profonda, ma al contempo quanto le sue poche abilità di playmaking non riescano a far sfruttare il raddoppio di Robinson che aveva liberato il perimetro<br>Da notare anche il roam di Bam che lo ha più volte messo in difficoltà per il ferro <a href="https://t.co/k9czQ0KjNC">pic.twitter.com/k9czQ0KjNC</a></p>&mdash; gennywhirlpool (@GennaroBuckets) <a href="https://twitter.com/GennaroBuckets/status/1768578810176237848?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">March 15, 2024</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<p>Altra situazione: Banchero questa volta parte palla in mano e cerca lui di arrivare a un pull-up sempre sul lato destro del gomito. Gli Heat rispondo con una hard drop di Love che poi subito lascia di nuovo Highsmith sull&#8217;attaccante dei Magic il quale, non trovando spazio e alternative, prova a inventarsi un difficile fade-away. Anche qui gli errori sono due: non essere stato aggressivo su Love e la  grossa difficoltà a trovare il ferro in una situazione nettamente a favore di Paolo, oltre che l&#8217;errore nel non sapere rigirare l&#8217;azione in favore dei compagni, quando la sua gravity aveva attirato più di un avversario a sé. Ancora problemi di playmaking.</p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">Questa volta Paolo parte in ricezione: hard drop di Love che dà tutto il tempo ad Highsmith di non cambiare, con nel mentre il ferro rimasto vuoto e un taglio del bloccante non visto.<br>Più di una soluzione, prende la peggiore <a href="https://t.co/ITR0RVWnJd">pic.twitter.com/ITR0RVWnJd</a></p>&mdash; gennywhirlpool (@GennaroBuckets) <a href="https://twitter.com/GennaroBuckets/status/1768578878421733610?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">March 15, 2024</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<p>Di seguito Banchero svolge un doppio ruolo: passivo per il pin down di Fultz (non servito da Bitadze) e attivo quando deve essere lui a innescare. Guardate quanto sia profonda la posizione di Adebayo in questa situazione e quanto estremizzi la posizione di roaming per non concedergli il ferro, facendo capire che agli Heat la soluzione del pull-up non dal suo &#8220;tassello&#8221; piace, la vogliono. Anche qui errore sul playmaking, con addirittura non uno, ma due tiratori in spot sul lato debole pronti a essere serviti che non riceveranno mai il pallone.</p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">Situazione simile a quella con BRK: cerca e ottiene il cambio con Jacquez, ma si incaponisce totalmente nel prendere il suo tiro così da ignorare completamente il perimetro, che sul lato debole aveva sia Harris che Houstan (miglior tiratori di Orlando) liberi <a href="https://t.co/VlhKcCvtue">pic.twitter.com/VlhKcCvtue</a></p>&mdash; gennywhirlpool (@GennaroBuckets) <a href="https://twitter.com/GennaroBuckets/status/1768578949003518013?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">March 15, 2024</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<p>Come visto per gli Heat, ci sono tante squadre contro cui Paolo Banchero ha avuto lo stesso problema, anche per motivi diversi: contro i Knicks, ad esempio, è stato messo in crisi da un difensore dalle lunghe leve come OG Anounoby e dal pre-switch effettuato dai Knicks, facendo fatica nello sfruttare il pick&amp;roll e altre situazioni dinamiche che lo potessero mettere nei suoi spot.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le soluzioni</h2>



<p>Questo tipo di problemi non è una novità per una superstar alla quale viene chiesto di trascinare l&#8217;offensiva dei suoi (ogni riferimento a Jayson Tatum è puramente casuale) ma, nel caso di Banchero, le possibili soluzioni sono sotto gli occhi di tutti: la prima sarebbe quella di allargare il range di tiro anche per quanto riguarda la self creation<strong> </strong>&#8211; delle 96 triple tentate in stagione, 65 sono assistite &#8211; e quindi diventare una minaccia su tre livelli, che aumenterebbe di certo la possibilità del suo gioco. Altra soluzione, come accennato più su, consiste nello sfruttare le abilità di playmaking: per quanto i Magic e la composizione del roster spesso non aiutino, l&#8217;essere un eccellente scorer ma con pochissime possibilità di avvantaggiare i compagni grazie alla propria gravity potrebbe rivelarsi una cosa bella da vedere ma inutile, nel senso che le soluzioni aggressive della difesa e la sua incapacità di variare potrebbero risultare più che dannose all&#8217;attacco, arrivati ad un certo punto. </p>



<p>Per quanto sia brutto fare paragoni, basti anche guardare la traiettoria avuta da Julius Randle nelle sue campagne Playoffs con i Knicks e come la sua incapacità di rivelarsi anche un buon creator per gli altri sia stata fondamentale nel non successo e nei brutti numeri offensivi dell&#8217;attacco Knicks. Come lui, però, è anche il dato della chiusura al ferro a preoccupare, poiché alzare quel numero migliorando non solo nelle occasioni &#8220;individuali&#8221;, create da sé, ma anche dare la possibilità di agire come play finisher sarebbe un grande upgrade per l&#8217;attacco Magic, attualmente privo di questa possibilità per quanto riguarda i giochi a due uomini.</p>



<p>Il personale parere di chi scrive è che una campagna (anche breve) ai Playoffs potrà solo aiutare Paolo Banchero, magari contro squadre dell&#8217;Est che vanno ad esaltare questi difetti (proprio gli Heat o i Knicks, ma anche i Celtics), per dare un piccolo senso d&#8217;urgenza a un ragazzo che, seppur giovanissimo, ha tutto in regola per poter anche scalare quel range dei top NBA in cui si trova ora e che potrebbe essere molto più capace a guidare un attacco di quanto non abbia già fatto vedere.</p>
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		<title>Il premio di MVP vale ancora qualcosa?</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/il-premio-di-mvp-vale-ancora-qualcosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Genny Markabaoui]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2024 00:56:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[damian lillard]]></category>
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		<category><![CDATA[joel embiid]]></category>
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					<description><![CDATA[Quali sono le criticità nell'assegnazione del premio di MVP?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1200" height="675" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/1487862357.0-edited.jpg" alt="" class="wp-image-54918" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/1487862357.0-edited.jpg 1200w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/1487862357.0-edited-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/1487862357.0-edited-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/1487862357.0-edited-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/1487862357.0-edited-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/03/1487862357.0-edited-1080x608.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: Pounding The Rock</figcaption></figure>



<p>Dai tempi della sua introduzione, il riconoscimento individuale più ambito, il premio a cui ogni rookie sogna di arrivare un giorno, per il quale ogni superstar prepara uno spazio sulla mensola di casa, immaginandosi (anche se ora non più, visto che degli NBA Awards non si ha traccia dal pre-Covid) avvolti da outfit stravaganti per pronunciare il più strappalacrime dei discorsi è senza dubbio quello di Most Valuable Player, comunemente detto <strong>MVP</strong>. Il motivo dietro a questo dovrebbe essere quasi scontato, no? Si tratta del certificato di iscrizione alla lista dei più grandi della storia, un riconoscimento palpabile del proprio status come <em>uno dei</em> &#8211; anzi, no, come <em>il miglior</em> giocatore di pallacanestro al mondo&#8230; diciamo che non è proprio così.</p>



<p>Insomma, non è nel 2024 che dobbiamo parlare per la prima volta di chi sia il miglior giocatore al mondo, ma delle tante volte che lo si è fatto: quante volte erroneamente si è usato il criterio dell&#8217;MVP vinto (o in alcuni casi noti non vinto) per attribuire valore alla carriera o allo status di un giocatore? Non ci sono possibilità di verificare per mezzo di una percentuale o una statistica, ma sicuramente è possibile quantificare l&#8217;affidabilità di un simile argomento in una discussione. Detto questo, quanto vale ancora il premio di MVP?</p>



<p>Per partire a discuterne, c&#8217;è sicuramente bisogno di capire il significato di MVP. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Most_Valuable_Player" target="_blank" rel="noopener">Il più schietto dei &#8220;copia e incolla&#8221;</a> ci suggerisce che: <em>Il termine inglese <strong>Most Valuable Player</strong> (acronimo &#8220;MVP&#8221;), indica, nel linguaggio giornalistico e nella letteratura sportiva anglosassone, il riconoscimento assegnato al giocatore che ha ottenuto i risultati migliori in un evento sportivo</em>. Diventa un tema però capire come ciò si traduca nel mondo NBA, quali siano realmente i criteri che indicano i migliori giocatori in un evento, se ciò coincida con il più impattante, quello con le migliori cifre, il più importante della migliore squadra etc. etc.</p>



<p>Negli anni ne abbiamo viste di tutti i colori a riguardo, anche perché chi assegna questo premio (i fatidici 100 giornalisti al voto) non ci ha mai fatto capire come ciò avvenga, quale criterio o categoria sia tenuta maggiormente in considerazione fra quelle sopracitate, e questa &#8220;<em>ipersoggettività</em>&#8220;, checché se ne dica, si rispecchia nei risultati finali. L&#8217;MVP di <strong>Giannis Antetokounmpo</strong> nel 2019 non è certo lo stesso MVP di <strong>Russell Westbrook</strong> nel 2017, a sua volta diverso dall&#8217;MVP di <strong>Kevin Durant</strong> nel 2014, altrettanto differente da quello di <strong>Derrick Rose</strong> nel 2011(che al mercato mio padre comprò), e si potrebbe andare avanti tranquillamente per almeno altri dieci nomi solo in questo millennio. Ciò preclude l&#8217;accesso a un criterio assoluto che aiuterebbe nell&#8217;assegnazione del premio e in generale di azzerare le polemiche, aggiungendo quel fattore personale che favorisce le discussioni tossiche.</p>



<p>Per esempio, stando all&#8217;umile opinione di chi scrive (senza che essa voglia avere assolutamente alcun valore imperativo), l&#8217;MVP andrebbe riconosciuto in primis a chi abbia un maggior impatto generale &#8211; specie dal punto di vista analitico &#8211; nel corso della competizione, cercando di slegarlo dal contesto squadra, dal record, dalla partecipazione ai Playoffs o no, fattori che spesso vanno ad escludere alcune annate molto rilevanti di un singolo. Per fare un esempio, una delle più eclatanti degli ultimi anni è sicuramente la stagione avuta da <strong>Damian Lillard</strong> lo scorso anno, numericamente (On/Off, cifre, BPM, splits) la migliore della sua carriera, ma che non lo ha mai visto andare sopra il settimo posto nella classifica MVP per via di una disastrosa stagione dei Trail Blazers. Ma di esempi se ne potrebbero aggiungere altri, spiegando come impattino anche su quella nuvoletta che cammina sulle teste dei giocatori, chiamata legacy: il più eclatante è probabilmente quello di <strong>Chris Paul</strong>, per il quale il mancato trofeo incide sul pensiero che se ne ha oggi nei discorsi fra le migliori point guard di sempre, sottovalutando quello che è stato negli anni 2008-2013; ma anche e soprattutto <strong>Kawhi Leonard</strong>, Playoffs performer tra i migliori della storia, ma che non è mai riuscito ad arrivare il premio fra i mille asterischi della sua carriera. Questo discorso non è per cercare di far assegnare l&#8217;MVP 2023 a Damian Lillard, ma per introdurre uno dei tanti problemi alla base della premiazione: non essendoci criteri oggettivi o anche solo coerenti per valutare, qualunque discussione con un minimo di senso critico va a farsi benedire, lasciando tutto nelle mani di alcuni individui (e qui si potrebbe aprire un discorso su quanto influisca il rapporto fra media a squadre/giocatori).</p>



<p>Dopo questa piccola premessa, ricolleghiamoci con la attuale corsa: la regola delle 65 gare ci ha privati di un candidato che, per rendimento statistico, stava vivendo una delle migliori stagioni offensive di sempre e che sarebbe stato il chiaro MVP, ovvero <strong>Joel Embiid</strong>, lasciandoci in una potenziale corsa a quattro.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://t.co/wWGNmWnCY9">https://t.co/wWGNmWnCY9</a>’s updated MVP Ladder:<br><br>1. Nikola Jokic <br>2. Shai Gilgeous-Alexander<br>3. Giannis Antetokounmpo<br>4. Luka Doncic <br>5. Jayson Tatum <br>6. Kawhi Leonard / Domantas Sabonis<br>8. Donovan Mitchell <br>9. Kevin Durant <br>10. Anthony Davis</p>&mdash; NBACentral (@TheDunkCentral) <a href="https://twitter.com/TheDunkCentral/status/1758493652739916153?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">February 16, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Chi statisticamente sta dominando la scena in regular season fra questi quattro è indubbiamente <strong>Luka Doncic</strong>, che nel mese di Febbraio 2024 ha dei numeri spaventosi come i 33.4 PPG ad alta efficienza (65.7% è tra le migliori True Shooting nel ruolo), accompagnati dai 10.6 APG. Il più &#8220;popolare&#8221;, essendo alla guida di una nuova squadra che sembra apparentemente pronta per contendere in breve, è sicuramente <strong>Shai Gilgeous-Alexander</strong>, miglior giocatore nella squadra con le migliori prestazioni di questa regular season (anche se non prima per record), anche lui con numeri da stagione offensiva da MVP &#8211; specie nello scoring, dove è il migliore relativamente all&#8217;efficienza al tiro e con il miglior percentile al ferro fra i contendenti con volume simile. Il più impattante fra tutti nella propria squadra è sicuramente <strong>Nikola Jokic</strong>, con numeri impressionanti nella produzione per i compagni e uno spaventoso on/off di +23.6 (di cui +18.5 solo offensivamente). Questo per dire che già solo tre dei quattro contendenti abbiano valide motivazioni per il premio a seconda del criterio di cui si vuole prediligere.</p>



<p>Al di là di qualunque criterio si usi, il punto è che, ultimamente, sono davvero pochi gli anni in cui si possa associare il vincitore dell&#8217;MVP a quello che è effettivamente il migliore giocatore al mondo, e il motivo è di fronte agli occhi di tutti: la discrepanza tra il gioco Playoffs e quello della Regular Season. Ciò fa sì che l&#8217;MVP premi semplicemente chi performa meglio a un livello di pallacanestro mediocre, a discapito di giocatori anche migliori che potrebbero contendere al premio tranquillamente, ma che non lo fanno per <em>diversi</em> motivi. Questo lo rende automaticamente un premio di immagine, svalutato, anche perché il vincitore è poi chiamato a ripetersi in un incredibilmente pesante banco di prova chiamato Playoffs. E negli anni (specie gli ultimi) ne abbiamo visti di MVP <em>underperformanti</em> in post-season: da Westbrook fuori al primo turno contro i Rockets a<strong> </strong>Joel Embiid fuori dopo una serie sottotono contro i Celtics al secondo turno, passando per il secondo turno di Antetokounmpo con gli Heat della bolla.</p>



<p>La soluzione a questo problema potrebbe essere abbastanza semplice: MVP dei Playoffs, che premia il miglior giocatore durante la competizione nel miglior momento possibile della stessa, nonostante il volume delle partite sia alquanto basso ma sufficiente a rispecchiare molto meglio quello che è il livello della lega attualmente. Dare quindi molta più importanza ai Playoffs performer e sfruttare al massimo il momento in cui il livello sarebbe estremamente competitivo, soluzione che andrebbe ad eliminare anche alcuni <em>bias</em> dovuti a calendari favorevoli, statpadding contro squadre molto peggiori, dislivello di competitività fra le due Conference. </p>



<p>Facciamo un esempio, prendendo come annate di riferimento il 2017 e il 2018. Partendo dal primo: nel 2017 Russell Westbrook finisce una storica regular season in tripla-doppia di media (31.4/10.4/10.7), cosa che non si vedeva dai tempi di Oscar Robertson nel 1962, oltre a un impatto enorme sulla Regular Season di una OKC per il primo anno orfana di KD, con il migliore BPM della lega con 11.7, un WS/48m di 0,224 e un On/Off di +13.4 (97esimo percentile); arrivati i Playoffs, in quella fatidica serie di cinque partite contro i Rockets, i dati crollarono in termini di efficienza (da 47.7 eFG% &#8211; già di per sé sotto la media, al 31esimo percentile &#8211; a 43.1%, terrificante sesto percentile di <a href="https://cleaningtheglass.com/" target="_blank" rel="noopener">Cleaning the Glass</a>), il WS/48 dimezzato e molte prestazioni da empty points (come i 51 punti di gara due, dove sono serviti 43 tiri) che hanno messo in luce alcuni dei suoi difetti principali, come la mancanza del tiro (13/45 da tre nella serie) e le eccessive palle perse (6 a partita), arrivando a una serie tutto sommato salvabile ma non da MVP in carica &#8211; quando poi, dall&#8217;altro lato del tabellone, Kevin Durant arrivava al suo primo titolo in carriera con una run Playoffs importante impreziosita da una serie finale tra le migliori del millennio (35.2 PPG da 70% di True Shooting), con un livello delle due squadre altissimo. In quel momento, sapevamo tutti quanto il premio di miglior giocatore nella stagione fosse da attribuire a Kevin Durant, arrivato solo nono nella classifica finale per via di una regular season &#8220;sottotono&#8221; e con poche partite giocate.</p>



<p>E ancora, senza nulla togliere a uno dei migliori attaccanti che la storia del gioco abbia mai visto,<strong> James Harden</strong> nel 2018 mise dei numeri senza senso in un attacco che riusciva a guidare alla perfezione, ma anche lì, alla fine dell&#8217;anno, venne eclissato dal fatto che ad Est si verificò una delle run Playoffs più dominanti di sempre: le famose serie di <strong>LeBron James </strong>contro Indiana e Boston, con uno sweep a Toronto di mezzo, la gara leggendaria dei 51 alla Oracle Arena nelle Finals, uno spaventoso WS/48 di 0.269, BPM migliore dei Playoffs con 12.7, il tutto con una efficienza abbastanza alta per il carico offensivo e il load difensivo riservato dalle varie squadre (61% di True Shooting su 25.6 tiri a partita).</p>



<p>Facendo un giochino su quanto varierebbe la lista degli MVP con questa differenza di assegnazione, chi sarebbero gli MVP dal 2014 al 2023? P.S. ovviamente, ancora una volta, non siamo noi ad avere la verità in tasca, è solo un metodo &#8220;ludico&#8221; e dimostrativo per far percepire la variazione rispetto ai fatti &#8211; se per voi nel 2015 l&#8217;MVP Playoffs debba comunque essere Curry, nessuno in redazione si strapperà le vesti.</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>  MVP</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>MVP Playoffs</strong></td></tr><tr><td>2023</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Joel Embiid</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Nikola Jokic</td></tr><tr><td>2022</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Nikola Jokic</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Stephen Curry</td></tr><tr><td>2021</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Nikola Jokic</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Giannis Antetokoumpo</td></tr><tr><td>2020</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Giannis Antetokoumpo</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">LeBron James</td></tr><tr><td>2019</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Giannis Antetokoumpo</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Kawhi Leonard</td></tr><tr><td>2018</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">James Harden</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">LeBron James</td></tr><tr><td>2017</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Russell Westbrook</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Kevin Durant</td></tr><tr><td>2016</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Stephen Curry</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">LeBron James </td></tr><tr><td>2015</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Stephen Curry</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">LeBron James</td></tr><tr><td>2014</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Kevin Durant</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Kawhi Leonard</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Parliamo di un futuro distopico in cui probabilmente non esisterebbe il Finals MVP, abbastanza inutile, essendoci un premio che contestualizza tutta la run Playoffs e non solo quella della serie di finale, eliminando ben due premi di pura &#8220;immagine&#8221;. Probabilmente una variazione nel metodo non avverrà mai e il premio continuerà a svalutarsi con l&#8217;ulteriore diminuzione di agonismo in regular season, ma lasciateci fantasticare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Los Angeles Lakers: tre trade per i Playoffs</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/los-angeles-lakers-tre-trade-per-i-playoffs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Genny Markabaoui]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 15:45:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[charlotte hornets]]></category>
		<category><![CDATA[lebron james]]></category>
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		<category><![CDATA[westbrook]]></category>
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					<description><![CDATA[I Los Angeles Lakers hanno 24 ore per scuotere il roster un'ultima volta.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-1-4-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-35975" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-1-4-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-1-4-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-1-4-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-1-4-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-1-4-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-1-4-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-1-4.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: New York Post</figcaption></figure>



<p>La trade deadline è alle porte, e una delle squadre più chiacchierate della NBA non vorrà certo stare a guardare. D&#8217;altronde, per quanto tutti distratti <a href="https://aroundthegame.com/post/le-prime-parole-di-lebron-dopo-aver-battuto-il-record/">dal record di Lebron James</a>, i <strong>Los Angeles Lakers</strong> hanno bisogno disperato di muoversi per riacciuffare un posto ai Playoffs ed evitare quello che, al secondo anno di fila, sarebbe un vero fallimento per la franchigia.</p>



<p>D&#8217;altronde, i problemi strutturali di Los Angeles sono più che evidenti, tra mancanza di size e effort difensivo, oltre a quello delle spaziature che li porta a essere uno dei peggiori attacchi NBA su questo aspetto (24esimi per tentativi dall&#8217;arco, 26esimi per percentuale di conversione). Il sogno Kyrie Irving è già sfuggito (i dettagli dell&#8217;accordo mancato <a href="https://aroundthegame.com/post/kyrie-irving-lakers-il-dietro-le-quinte-di-un-accordo-mancato-ancora/">QUI</a>), ma possiamo provare a rimediare con 3 fanta-trade, come abbiamo fatto per Blazers (<a href="https://aroundthegame.com/post/portland-trail-blazers-3-trade-per-i-playoffs/">QUI</a>) e Raptors (<a href="https://aroundthegame.com/post/toronto-raptors-3-trade-per-iniziare-la-rivoluzione/">QUI</a>), dando un prezioso suggerimento a <strong>Rob Pelinka</strong> e al suo staff, che cercheranno sicuramente di rimediare ad alcuni errori già fatti nelle passate free agency e deadline. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Trade 1: Washington Wizards </h2>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Washington riceve</strong></td><td><strong>Los Angeles riceve</strong></td></tr><tr><td>Patrick Beverley ($13M)<br>Max Christie ($1M)<br>First Round Pick 2027 via LAL</td><td>Deni Avdija ($4.9M)<br>Corey Kispert ($3.6M)<br>Daniel Gafford ($1.9M)</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Partiamo da una proposta molto leggera: dopo che l&#8217;asse Los Angeles &#8211; Washington ha trovato una buona intesa nelle recenti stagioni, sia con la trade Westbrook, sia con quella Hachimura, proviamo a portare alla corte del re altri tre alfieri che possano fornire un buon rendimento a Los Angeles. I tre risolverebbero in parte tutti i problemi all&#8217;inizio elencati per i Lakers: Deni Avdija è un buon difensore 1-5, che porta size sotto canestro e non, sapendo anche mettere benissimo palla a terra; Corey Kispert è un tiratore efficace da 41% su 4.5 tentativi di media e un difensore non negativo; Daniel Gafford, infine, allungherebbe la rotazione dei lunghi, composta dai soli Bryant e Jones nello spot di 5. Lato Wizards, si rinuncerebbe a tre giocatori dalle aspettative non elevatissime, e soprattutto che andranno estesi in un contesto che mira già a flirtare con la luxury tax, per portare un asset importante come la prima scelta Lakers 2027 &#8211; la quale, viste le condizioni della franchigia, potrebbe rilevarsi un asset importantissimo da spendere più avanti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Trade 2: Charlotte Hornets</h2>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Charlotte riceve</strong></td><td><strong>Los Angeles riceve</strong></td></tr><tr><td>Russell Westbrook ($47M)</td><td>Terry Rozier ($21.5M)<br>Kelly Oubre Jr. ($12.6M)</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Passiamo al pezzo forte. Abbiamo visto molti modi con cui i Lakers avrebbero potuto liberarsi di Westbrook in questi mesi, e uno di quelli più realistici ha ricevuto un secco no dai Brooklyn Nets proprio in questi giorni (<a href="https://aroundthegame.com/post/kyrie-irving-lakers-il-dietro-le-quinte-di-un-accordo-mancato-ancora/">QUI</a> i dettagli). Virando su altre sponde, l&#8217;accordo con gli Hornets ci sembra quello più vantaggioso per entrambe le parti, con i Lakers che saluterebbero un contratto troppo limitante come quello di Westbrook per accogliere due giocatori capaci di aprire il campo e costruirsi un buon tiro come Rozier e Oubre, il quale garantirebbe anche un ottimo effort sul lato difensivo . D&#8217;altra parte gli Hornets saluterebbero un contratto pesante per il futuro della franchigia come quello di Rozier (molto più sostenibile in un big market da luxury tax come i Lakers) per accogliere un contratto in scadenza e che non rinnoverebbero questa estate, liberando moltissimo spazio salariale e continuando con il loro tanking per mettere a disposizione in futuro il massimo possibile attorno alla superstar Lamelo Ball. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Trade 3:</h2>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Toronto riceve</strong></td><td><strong>Los Angeles riceve</strong></td></tr><tr><td>Juan Toscano Anderson ($1.8M)<br>Dennis Schroder ($1.8M)<br>First Round Pick 2029 via LAL<br>2x Second Round Pick via LAL</td><td>Gary Trent Jr. ($17.5M)</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Ultima trade che porterebbe un contributo fondamentale vicino a Lebron James e Anthony Davis. Gary Trent Jr è uno dei migliori 3&amp;D della lega, capace di allargare benissimo il campo e fornire una difesa efficace sulle guardie e in zona POA, oltre a saper switchare anche contro non pari ruolo più grossi di lui.</p>



<p>Per lui i Lakers sacrificherebbero un paio di expiring contract e una delle due prime rimaste dallo scambio AD, con due seconde ad accompagnare. Non sembra essere la migliore proposta per Toronto, che sembra stia chiedendo di più per l&#8217;ex Blazers, ma il liberarsi di un contratto importante come GTJ già questa estate e avere a disposizione una prima scelta, potenzialmente molto alta, potrebbe accontentare la richiesta dei Raptors per accelerare la smobilitazione in questa deadline.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I nuovi Lakers:</h2>



<p><strong>PG</strong> Lebron James, Terry Rozier</p>



<p><strong>SG</strong> Gary Trent Jr, Lonnie Walker IV, Austin Reaves</p>



<p><strong>SF</strong> Kelly Oubre, Corey Kispert, Deni Avdija, Troy Brown Jr.</p>



<p><strong>PF</strong> Anthony Davis, Rui Hachimura, Wenyen Gabriel</p>



<p><strong>C</strong> Daniel Gafford, Thomas Bryant, Damian Jones</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Toronto Raptors, 3 trade per iniziare la rivoluzione</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/toronto-raptors-3-trade-per-iniziare-la-rivoluzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Genny Markabaoui]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 14:59:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[dallas mavericks]]></category>
		<category><![CDATA[fred vanvleet]]></category>
		<category><![CDATA[golden state warriors]]></category>
		<category><![CDATA[los angeles clippers]]></category>
		<category><![CDATA[og anunoby]]></category>
		<category><![CDATA[pascal siakam]]></category>
		<category><![CDATA[toronto raptors]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=35850</guid>

					<description><![CDATA[Tre proposte per rivoluzionare i Toronto Raptors entro la trade deadline.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-7-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-35964" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-7-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-7-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-7-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-7-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-7-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-7-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/169-7.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: Toronto Star</figcaption></figure>



<p>Si sa, la NBA è una lega ciclica. Per una squadra, la costruzione di un core per approfittare delle finestre da titolo a disposizione è un processo diviso in diverse ere, che porta alla costruzione, crescita e smantellamento dei vari roster. E, dopo un gran viaggio, i <strong>Toronto Raptors</strong> sembrano arrivati alla loro ultima fase.</p>



<p>A quanto pare, <strong>Masai Ujiri </strong>ha capito che finestre aperte per questo roster non ci saranno nel breve a meno di un cambiamento sostanziale, passando da trade e anni di attesa e di crescita. Non a caso, come scritto anche <a href="https://aroundthegame.com/post/toronto-raptors-smantellamento-i-piu-e-meno-vendibili-in-3-categorie/">QUI</a>, i canadesi sono una delle squadre più telefonate di questa deadline, pronti a piazzare i vari asset per arrivare a costruire un nuovo nucleo promettente intorno all&#8217;uscente Rookie Of the Year, <strong>Scottie Barnes</strong>, accompagnati da un potenziale ricco in termini di Draft capital.</p>



<p>Cerchiamo di immaginare 3  scambi che possano aiutare i Toronto Raptors a ottimizzare le risorse a disposizione, come abbiamo già fatto per Portland Trail Blazers (<a href="https://aroundthegame.com/post/portland-trail-blazers-3-trade-per-i-playoffs/">QUI</a>) e Los Angeles Lakers (<a href="https://aroundthegame.com/post/los-angeles-lakers-tre-trade-per-i-playoffs/">QUI</a>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trade 1: Portland Trail Blazers</h2>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Portland riceve</strong> </td><td><strong>Toronto riceve</strong></td></tr><tr><td>OG Anunoby ($17.4M)</td><td>Shaedon Sharpe ($6M)<br>Josh Hart ($13M)<br>2x First Round Pick via POR<br>Second Round Pick 2024 via NOLA </td></tr></tbody></table><figcaption class="wp-element-caption"> </figcaption></figure>



<p>Partiamo da una trade che avevamo già proposto nel pezzo sui Blazers, parlando però del pacchetto ricevuto da Toronto: <strong>Shaedon Sharpe</strong> è un <a href="https://twitter.com/gennarobuckets/status/1593222394906574850?s=21" target="_blank" rel="noopener">rookie importante</a>, il più giovane dell&#8217;ultima classe, e che si è già fatto trovare pronto al primo rodaggio in NBA. Fin dall&#8217;esordio sta dimostrando qualità fisiche eccezionali, miste a una confidenza straordinaria per un rookie: con un po&#8217; di sviluppo sul lato tecnico e il tempo necessario, può realmente diventare una bocca di fuoco importante in una contender. Gli altri asset sono principalmente costituiti da <strong>Josh Hart</strong>, contratto (player option da $13M anno prossimo) più leggero di quello di Anunoby (altri due anni, $18.6M e player option 2024/25 da $19.9M) e facilmente girabile a chiunque, e da un ottimo Draft capital, composto da due prime scelte non garantite di una squadra come i Blazers &#8211; che potrebbe essere destinata a crollare insieme alla tenuta fisica delle sue stelle (principalmente Damian Lillard). Il sacrificio di Anunoby corrisponderebbe con la scomparsa del secondo asset più prezioso a disposizione di Toronto oggi, ma in un pacchetto che soddisferebbe tutte le richieste già fatte da Ujiri in questa deadline.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trade 2: Los Angeles Clippers</h2>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Los Angeles riceve</strong></td><td><strong>Toronto riceve</strong></td></tr><tr><td>Fred Vanvleet ($21.3M)</td><td>Luke Kennard ($14.4M)<br>Terrence Mann ($1.9M)<br>Jason Preston ($1.6M)<br>2x Second Round Pick via LAC</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Restiamo ad Ovest e concentriamoci su una trade che vedrebbe lasciare Toronto a uno dei protagonisti di quel titolo 2019. Per <strong>Fred</strong> <strong>Vanvleet</strong> sembra essere arrivata l&#8217;ora dei saluti con il Canada, con la sua timeline completamente fuorigioco rispetto a quella della franchigia e la richiesta (vista l&#8217;età) di muoversi verso una contender. Con lui infatti, i Clippers troverebbero finalmente la point guard che tanto vanno cercando da vari anni, problema a cui John Wall (in partenza, i dettagli <a href="https://aroundthegame.com/post/john-wall-e-i-clippers-ai-saluti-a-la-si-cerca-una-point-guard-e-non-solo/">QUI</a>) non è riuscito a rimediare. Il prezzo sarebbe abbastanza salato, rinunciando a due seconde scelte e due giocatori da rotazione (che Toronto potrebbe tranquillamente girare in poco, nel caso di Kennard), ma nel disperato tentativo di affiancare a Paul George e Kawhi Leonard &#8211; <a href="https://aroundthegame.com/post/kawhi-leonard-vuole-portare-fred-van-vleet-o-kyle-lowry-ai-clippers/">che avrebbe spinto proprio per l&#8217;arrivo di VanVleet</a> &#8211; una terza forza che possa risolvere i problemi di playmaking primario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trade 3: Golden State Warriors &#8211; Dallas Mavericks</h2>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Golden State riceve</strong></td><td><strong>Dallas riceve</strong></td><td><strong>Toronto riceve</strong></td></tr><tr><td>Pascal Siakam ($35.5M)</td><td>Draymond Green ($25.8M)<br>Gary Trent Jr. ($17.5M)</td><td>Tim Hardaway Jr. ($19.6M)<br>Christian Wood ($14.3M)<br>Jonathan Kuminga ($5.7M)<br>Jaden Hardy ($1M)<br>2x First Round Pick via GSW<br>2x First Round Pick via DAL</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Ok, diamo spazio alla più fervida immaginazione e proviamo a spiegare squadra per squadra le motivazioni di una blockbuster trade del genere.</p>



<p>Lato Golden State: <strong>Pascal Siakam</strong> è ancora nel prime della propria carriera e, per le abilità difensive e palla in mano che ha, sarebbe l&#8217;erede naturale di <strong>Draymond Green</strong> nel sistema Warriors (con le dovute proporzioni), dato che il 4 volte campione NBA potrebbe essere ai saluti nella prossima stagione e una delle mete da lui preferite sembra proprio essere Dallas.</p>



<p>Lato Mavs, infatti, la perdita di altre due scelte (oltre quella sacrificata per Kyrie Irving), un lungo della rotazione principale come Wood, un giovane come Hardy e Tim Hardaway verrebbe ben ricompensata da uno dei migliori difensori della lega su tutti i ruoli come Draymond Green, e non solo. Un altro elemento non da sottovalutare è proprio <strong>Gary Trent Jr</strong>., capace di aprire il campo con il suo gioco off ball e che andrebbe ad arricchire il reparto ali di un corpo molto scalabile difensivamente. Il tutto per completare il roster intorno alle due star, Doncic e Irving.</p>



<p>Infine, lato Raptors, sarebbe lo scambio che sancirebbe la rivoluzione: al posto di Siakam e GTJ, due giovani molto interessanti come Kuminga e Hardy (il primo era stato indicato tra i migliori 5 giocatori del suo Draft e su di lui c&#8217;erano, e ci sono, aspettative altissime), un pezzo da girare ulteriormente come Tim Hardaway Jr. e un <em>expiring contract </em>come quello di Christian Wood, conditi da un Draft capital enorme composto da 4 prime scelte non protette. Insomma, il massimo possibile da due giocatori che, al giorno d&#8217;oggi, stanno meglio in una contender. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Portland Trail Blazers: tre trade per i Playoffs</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/portland-trail-blazers-3-trade-per-i-playoffs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Genny Markabaoui]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2023 18:56:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[cleveland cavaliers]]></category>
		<category><![CDATA[og anunoby]]></category>
		<category><![CDATA[portland trail blazers]]></category>
		<category><![CDATA[toronto raptors]]></category>
		<category><![CDATA[utah jazz]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre scambi che potrebbero svoltare la stagione dei Portland Trail Blazers]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Tre scambi che potrebbero svoltare la stagione dei Portland Trail Blazers</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/Lillard-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-35887" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/Lillard-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/Lillard-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/Lillard-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/Lillard-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/Lillard-1080x607.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/02/Lillard.jpg 1366w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La trade deadline è sempre più vicina, e tra grandi movimenti c&#8217;è ancora chi, dopo un&#8217;estate movimentata e diversi rumors, è rimasto ancora a guardare, e aspetta l&#8217;occasione per rendersi protagonista entro questo giovedì. </p>



<p>Tra queste franchigie, abbiamo sicuramente i <strong>Portland Trail Blazers</strong>. Occupano una posizione di classifica che sicuramente non credevano di poter occupare a inizio stagione (attualmente 11esimi a Ovest, record di 26-28) ma impossibile da evitare, nonostante le grandissime prestazioni di <strong>Damian Lillard</strong> in questo ultimo mese. </p>



<p>Effettivamente, le pecche del roster sembrano evidenti: la mancanza di un lungo che possa trascinare la difesa si sta facendo sentire, e tra giocatori che stanno deludendo e una rotazione da allungare, i Blazers adesso si trovano praticamente costretti a muoversi sul mercato. </p>



<p>Seguono tre fantasiosi suggerimenti per il GM Cronin, dove abbiamo provato a risolvere qualche problema strutturale per permettere al roster di Portland di sopperire alle principali lacune.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trade 1: Utah Jazz</h2>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Utah riceve</td><td>Portland riceve</td></tr><tr><td>Justise Winslow (4&#215;1)<br>First Round Pick 2025 via POR</td><td>Jarred Vanderbilt (4&#215;2)</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Partiamo dalla prima trade, che vede, per quanto fantasiosa, un <a href="https://twitter.com/shamscharania/status/1621286673601396739?s=21" target="_blank" rel="noopener">fondo di verità</a>: <strong>Jarred Vanderbilt</strong> è sicuramente uno dei giocatori più chiacchierati di questa deadline, e nell&#8217;inaspettato inizio di stagione dei Jazz ha messo in luce tutte le sue qualità: difensore versatile, capace in molti casi di marcare tutti i ruoli, garantendo velocità nella marcatura di guardie più piccole, ma anche una forte presenza sotto canestro per quanto riguarda i lunghi avversari. </p>



<p>Offensivamente risulta un po&#8217; limitato, ma non rappresenterebbe un grande problema nello scacchiere di <strong>Chauncey Billups</strong>, già pieno di pedine importanti in quella metà campo, che potrebbero anche sfruttare le buone abilità di Jarred come bloccante. </p>



<p>Lato Utah, <strong>Danny Ainge</strong> e il GM Zanik hanno fissato il prezzo di una prima scelta non protetta, che in questo caso verrebbe accompagnata, come salary filler, da <strong>Justise Winslow</strong>. In scadenza di contratto quest&#8217;anno, potrebbe essere una buona mossa per i Jazz per arricchire le casse degli asset e svuotare quelle del salary cap per la prossima stagione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trade 2: Cleveland Cavaliers</h2>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Cleveland riceve</td><td>Portland riceve</td></tr><tr><td>Josh Hart (12&#215;2)</td><td>Isaac Okoro (7&#215;3)<br>First Round Pick 2023 via CLE<br>Salary Filler </td></tr></tbody></table></figure>



<p>Anche in questo caso, è stato reso noto da Shams Charania nei giorni scorsi di un interesse da parte dei <strong>Cleveland Cavaliers</strong> per un&#8217;ala, e tra i nomi figurava anche quello di <strong>Josh Hart</strong>: l&#8217;ex New Orleans è una delle delusioni di questo inizio stagione per Portland, dopo una fine annata scorsa a livelli strabilianti. Le sue ottime qualità difensive non hanno compensato il downgrade offensivo che sta subendo, soprattutto a causa della regressione al tiro. </p>



<p>Per quanto il problema di allargare il campo in casa Blazers non sia una grossa emergenza, Hart sta diventando quasi insostenibile per Billups, che, data la ripresa fisica di <strong>Gary Payton II</strong>, gli sta concedendo meno minuti. Proprio per questo i Blazers potrebbero cercare di liberarsi di Hart per <strong>Isaac Okoro</strong> (ottimo difensore sugli esterni, meno spendibile per avversari più grossi rispetto ad Hart) e draft capital potenzialmente utilizzabile in altri scambi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trade 3: Toronto Raptors</h2>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Toronto riceve</td><td>Portland riceve </td></tr><tr><td>Josh Hart (12&#215;2)<br>Shaedon Sharpe (6&#215;5)<br>2x First Round Pick via POR</td><td>OG Anunoby </td></tr></tbody></table></figure>



<p>A Toronto c&#8217;è aria di smobilitazione: come detto da Woj ieri sera, i Raptors sono una delle squadre più chiacchierate per trade e grandi pacchetti in queste giornate, e uno dei loro pezzi più richiesti è proprio l&#8217;ala <strong>OG Anunoby</strong>. Conosciamo tutti le enormi qualità di OG: uno dei migliori difensori della lega in praticamente qualsiasi aspetto (anche rim protection secondaria, di cui Portland ha disperato bisogno) e un attaccante capace di mettere palla a terra e che, con le spaziature adatte, può aprire ulteriormente il campo. </p>



<p>Il conguaglio in scelte chiesto da <strong>Masai Ujiri</strong> sappiamo essere molto salato (almeno 3 pick e un giovane promettente), ma con l&#8217;inserimento di un pezzo importantissimo come <strong>Shaedon Sharpe</strong> e un asset girabile con valore di mercato come Hart, l&#8217;offerta potrebbe essere accettata, portando un potenziale innesto da contender alla corte di Lillard.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come è uscito Trae Young da questi Playoffs?</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/come-e-uscito-trae-young-da-questi-playoffs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Genny Markabaoui]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 18:48:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[atlanta hawks]]></category>
		<category><![CDATA[miami heat]]></category>
		<category><![CDATA[playoffs]]></category>
		<category><![CDATA[trae young]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=17993</guid>

					<description><![CDATA[Dopo la sonora eliminazione degli Atlanta Hawks per mano dei Miami Heat, andiamo a scoprire il motivo delle difficoltà incontrare da Trae Young.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Dopo la sonora eliminazione degli Atlanta Hawks per mano dei Miami Heat, andiamo a scoprire il motivo delle difficoltà incontrate da Trae Young.</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/trae-huddle-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-18039" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/trae-huddle-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/trae-huddle-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/trae-huddle-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/trae-huddle-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/trae-huddle-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/trae-huddle-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/trae-huddle.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>FOTO: NBA.com</figcaption></figure></div>



<p>Alla luce di una serie terminata dopo sole cinque partite, Atlanta ha terminato la propria stagione uscendo con una netta sconfitta subita dai Miami Heat. Ricordando la fantastica Run Playoffs di solo un anno fa, terminata addirittura nelle Eastern Conference Finals, questo tracollo potrebbe risultare agli occhi di alcuni come sorprendente.</p>



<p>Soprattutto se, alla luce di questo pensiero, ci sono i numeri e le prestazioni a cui <strong>Trae Young</strong> ci aveva abituato nella scorsa post-season &#8211; oltre che in questa stagione. E, quindi, se dopo un anno la star degli Atlanta Hawks non è riuscito a brillare, la domanda viene più che lecita: quali responsabilità ha Trae Young per l&#8217;eliminazione della sua squadra da questi Playoffs? Proviamo a rispondere in più punti a questa domanda. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il pre-Playoffs</h2>



<p>Senza giri di parole: Trae Young aveva dominato le ultime partite prima di questi Playoffs, le due gare di Play-In comprese. Infatti, se la stagione di Atlanta ha sempre avuto dei risultati molto altalenanti, i numeri e le prestazioni di Trae hanno sempre mantenuto una costante positiva, chiudendo quella che è probabilmente la miglior stagione in carriera, culminando nel &#8220;Pre-Playoffs&#8221; con una storica prestazione al Play-In contro i Cavaliers, da 38 punti e 9 assist (4/11 dall&#8217;arco con il 65% di True Shooting).</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Trae Young Ignites For 38 PTS In Cleveland 🔥🔥" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/4p8tUGriRAs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Deciso quindi l&#8217;accoppiamento per la post-season, nonostante le potenzialità offensive di Young, era già prevedibile come una delle migliori difese della lega potesse, verrebbe da dire quasi &#8220;facilmente&#8221;, arginarlo, mettendo in mostra alcuni suoi limiti, a furia di switch difensivi e raddoppi in fase di possesso di palla.</p>



<p>Infatti, come anticipato nella <a href="https://aroundthegame.com/post/playoffs-preview-luci-e-ombre-dei-miami-heat/">preview della serie</a>, la difesa della squadra di Spoelstra ha rispettato i pronostici della vigilia, dimostrandosi probabilmente il peggior accoppiamento possibile per le caratteristiche offensive di Trae, sia qualora Miami decidesse di giocare con una lineup più fisicamente forte con Tucker e Bam pronti a switchare sull&#8217;11, sia qualora Miami adattasse un quintetto small, fornendo sì occasione a Trae di trovare un punto attaccabile, ma che lo mettesse però nella condizione più difficile di segnare canestri forzati, dopo raddoppi e buone difese di sistema.</p>



<p>Col passare del tempo e delle partite, Trae ha mostrato pian piano come la difesa di Miami sia arrivata a limitarlo a cifre non da lui.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Trae Young ha chiuso così la serie di primo turno:<br><br>15.4 ppg <br>6.0 apg<br>5.0 rpg<br>6.0 tov pg (1.0 ast/to)<br>27.5% FG (22/69)<br>16.6% 3P (7/38) <br>36/33 FT<br>46% TS</p>&mdash; gennywhirlpool (@GennaroBuckets) <a href="https://twitter.com/GennaroBuckets/status/1519135109731000322?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 27, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Gara 1</h2>



<p>Gara 1 è probabilmente la più indicativa per descrivere l&#8217;andamento discendente avuto da Trae nelle cinque partite. Fin dall&#8217;inizio la star degli Hawks ha fatto vedere quanto la difesa degli Heat lo mettesse in crisi non solo nel prendere scelte, ma anche nell&#8217;applicazione di esse, con una difficoltà su tutte: Trae non riusciva a superare i suoi avversari in situazioni ISO, anche in quelli che teoricamente avrebbero dovuto rappresentare dei mismatch.</p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">Ancora qui è Tucker che difende benissimo anche dal palleggio, ma a un certo punto con Trae non può far nulla e si spende il fallo (Heat 25esima squadra della lega per falli a partita, 20.8). <a href="https://t.co/vEZyogeFKK">pic.twitter.com/vEZyogeFKK</a></p>— gennywhirlpool (@GennaroBuckets) <a href="https://twitter.com/GennaroBuckets/status/1516354408556158979?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 19, 2022</a></blockquote> <script async="" src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<p>Questo ha costretto Young a due opzioni: chiudere il possesso con un suo pull up dall&#8217;arco o cercare di passare la palla fra le linee difensive Heat &#8211; in quel momento probabilmente la peggior cosa che potesse provare a fare. Non a caso, infatti, il resoconto è stato disastroso: peggior prestazione alle percentuali in carriera chiudendo con 1/12 FG e 0/7 da tre e 6 palloni persi, di cui 4 per un passaggio sbagliato, derivato dalla fretta di scaricare per il raddoppio e il blitz in arrivo da parte della difesa di Miami.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Primissimo possesso, Strus tiene Trae e PJ è nella giusta posizione per raddoppiare. Gallinari evita il blocco e cerca di trovare una posizione per avere un tiro open, Trae non attacca e raddoppiato non cerca uno scarico semplice, ma la butta via molto male <a href="https://t.co/IScS4KPcIL">pic.twitter.com/IScS4KPcIL</a></p>&mdash; gennywhirlpool (@GennaroBuckets) <a href="https://twitter.com/GennaroBuckets/status/1516354239307698177?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 19, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Quello che quindi era emerso fin da Gara 1 era che una soluzione concreta per Trae sarebbe stata attaccare tanto in situazioni di isolamento e affidarsi alle sua qualità dal palleggio e nell&#8217;attacco uno-contro-uno, approfittando anche di un noto problema di falli di cui Miami soffre da inizio stagione, &#8220;accontentandosi&#8221; di un tiro più semplice da realizzare per le sue caratteristiche.</p>



<p>Questa è una soluzione che è arrivata durante Gara 1, ma Young non è mai riuscito realmente a sfruttarla al massimo, chiudendo con soli 7 liberi guadagnati la partita &#8211; a cui sono seguiti i 4 di Gara 2 e addirittura soltanto 1 in Gara 4.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Qui ad esempio Butler non è capace di stargli dietro quando attacca il ferro, e lui riesce a mettersi in una posizione ottimale per un tiro che converte con il 52% (96esimo percentile). Dopo un primo quarto di errori però, quasi in crisi butta un altro pallone per un altro TOV <a href="https://t.co/mE6X1ZMUW7">pic.twitter.com/mE6X1ZMUW7</a></p>&mdash; gennywhirlpool (@GennaroBuckets) <a href="https://twitter.com/GennaroBuckets/status/1516354350821556225?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 19, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Considerazioni finali</h2>



<p>E se focalizzarci su Gara 1 era doveroso, altrettanto è dire come queste situazioni abbiano fatto uscire (fisicamente e soprattutto mentalmente) Trae dalla serie, non riuscendo mai a trovare una soluzione alternativa al suo tiro, tanto che addirittura la prima tripla realizzata è arrivata a 4:18 dalla fine del primo quarto di Gara 2. Per non parlare dell&#8217;alto quantitativo di turnover, arrivati addirittura a toccare la doppia cifra nella seconda gara. Quindi, riprendendo la domanda iniziale: Young è il colpevole numero uno? Ovviamente no. </p>



<p>Il prototipo di giocatore alla Trae Young è il miglior accoppiamento possibile per la difesa di Miami, costruita volutamente per fermare quei profili che abusano del pick&amp;roll e che possono andare in difficoltà quando vanno incontro a switch che non garantiscono un vero e proprio mismatch. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇮🇹La differenza di produzione di Trae Young derivante dal pick&amp;roll:<br><br>🇺🇸Trae Young PnR derived offense:<br><br>Regular Season:<br>26.2 poss/game<br>1.1 Point Per Possession<br>57.8% aFG%<br>48.3% score freq%<br><br>Playoffs<br>17.2 poss/game<br>0.86 PPP<br>46% aFG%<br>37.2% score freq%<br><br>Via <a href="https://twitter.com/SynergySST?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">@SynergySST</a>.<a href="https://twitter.com/hashtag/AtG?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#AtG</a></p>&mdash; Around the Game (@AroundTheGameIT) <a href="https://twitter.com/AroundTheGameIT/status/1519353926545457155?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 27, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Questi sono numeri che non derivano dalla sue incapacità di giocare uno-contro-uno, dal momento che, come abbiamo visto, in situazioni del genere ha avuto la possibilità di essere efficiente, ma sono frutto semplicemente dalla qualità eccellente dei difensori di Miami e dalla preparazione del sistema. </p>



<p>Questo è un indice di quanto Trae Young non avesse concrete soluzioni per provare a dominare, come ci aveva abituati nell&#8217;ultimo anno, in questa serie, ma che avesse solo un numero ridotto di opzioni per provare ad essere efficiente, mai sfruttate a dovere nel corso delle cinque partite. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Gli switch di Miami hanno ucciso Trae Young.<br><br>Ma per essere chiari, non è che lui non sappia giocare in iso. Sempre da <a href="https://twitter.com/SynergySST?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">@SynergySST</a>, Isolation derived offense in RS:<br>1.005 PPP (70esimo %ile)<br>50% aFG<br>Ai PO:<br>0.6 PPP (3rzo %ile)<br>27% aFG<br><br>Semplicemente Miami ha difensori incredibili. <a href="https://t.co/jK3xgYN3pr">https://t.co/jK3xgYN3pr</a></p>&mdash; Emil Cambiganu (@emilan46) <a href="https://twitter.com/emilan46/status/1519355164641144832?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 27, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Playoffs Preview: luci e ombre dei Miami Heat</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/playoffs-preview-luci-e-ombre-dei-miami-heat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Genny Markabaoui]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Apr 2022 01:38:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[bam adebayo]]></category>
		<category><![CDATA[duncan robinson]]></category>
		<category><![CDATA[erik spoelstra]]></category>
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		<category><![CDATA[miami heat]]></category>
		<category><![CDATA[playoffs]]></category>
		<category><![CDATA[Tyler herro]]></category>
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					<description><![CDATA[Andiamo a scoprire i pregi e i difetti della squadra allenata da coach Erik Spoelstra in vista del debutto in post-season.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Andiamo a scoprire i pregi e i difetti della squadra allenata da coach Erik Spoelstra in vista del debutto in post-season.</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/MIA_20220408AD1953MiamiHeatvsAtlantaHawks-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-17383" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/MIA_20220408AD1953MiamiHeatvsAtlantaHawks-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/MIA_20220408AD1953MiamiHeatvsAtlantaHawks-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/MIA_20220408AD1953MiamiHeatvsAtlantaHawks-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/MIA_20220408AD1953MiamiHeatvsAtlantaHawks-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/MIA_20220408AD1953MiamiHeatvsAtlantaHawks-1080x607.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/MIA_20220408AD1953MiamiHeatvsAtlantaHawks.jpg 1140w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>FOTO: NBA.com</figcaption></figure></div>



<p>Per ritrovare dei <strong>Miami Heat</strong> in cima alle standings della Eastern Conference bisogna tornare alle 66 vittorie dei Big Three che, nel 2012-2013, si apprestavano a dominare i Playoffs per portarsi a casa il loro secondo anello consecutivo. Oggi di quegli Heat è rimasto poco, pochissimo, giusto uno dei tasselli più importanti, a nome coach Erik Spoelstra. Dopo 10 accessi alla post-season, Spo condurrà gli Heat nei Playoffs dopo un ritrovato (e per molti inaspettato) primo seed, a seguito di una lunga stagione che ha lasciato non pochi punti da chiarire per il cammino di Butler&amp;Co. &#8211; trattato nel dettaglio in un primo momento già <a href="https://aroundthegame.com/post/la-formula-vincente-dei-miami-heat/">QUI</a>.</p>



<p>Dopo l&#8217;acquisizione di <strong>Kyle Lowry</strong> nella scorsa offseason, si era già pensato a cosa potessero essere gli Heat durante questa stagione: una squadra difensivamente élite e offensivamente vacillante, aspettative che hanno trovato un pieno riscontro nella realtà. I numeri apparentemente sembrano dare ragione alla generale descrizione della squadra. Parliamo della quarta migliore difesa NBA per Defensive Rating (109.2), con 105.6 punti concessi mediamente a partita (quarti nella lega), ma dell&#8217;undicesimo attacco per Offensive Rating (114.2), che produce 110.0 punti di media a partita (17esimi nella lega), a cui si integra un 95.7 di Pace, terza peggiore per numeri di possessi giocati a partita. Vediamo però meglio alcuni punti su quello che potranno dare (e su quello che può far male) nei prossimi incontri agli Heat. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La probabile rotazione </h2>



<p>Uno dei tanti punti di forza degli Heat degli ultimi anni è sempre stato quello di permettersi una lunghezza a roster tale da concedere tanto spazio in regular season a chi poi non sarebbe stato incluso nella rotazione ai Playoffs &#8211; basti pensare ai vari Olynyk o Meyers Leonard tra gli esempi più recenti. Anche quest&#8217;anno, Spo sembra essere stato chiaro su alcune gerarchie con cui arriverà a stabilire la definitiva rotazione a 9 uomini.</p>



<p>Fra le guardie c&#8217;è da dire di come <strong>Max Strus</strong> abbia vinto definitivamente il posto nella starting lineup al fianco di Kyle Lowry: la sua presenza nei quintetti aiuta (come d&#8217;altronde <a href="https://twitter.com/gmarkabaoui/status/1514900041101721601?s=21" target="_blank" rel="noopener">faceva anche <strong>Duncan Robinson</strong></a>) a migliorare le spaziature degli Heat, trovandosi al 91esimo percentile per efficienza dall&#8217;arco, con un 42% che diventa 50% se si parla di tiro dall&#8217;angolo (sempre 91esimo percentile). Strus ha inoltre dato prova di un ottimo IQ difensivo, vera chiave della difesa di Miami. Oltre a questo, dare tanti minuti a Robinson dalla panchina permette un accoppiamento e fit molto favorevole con <strong>Tyler Herro</strong>, visto il tipo di possessi che propone il miglior attaccante della squadra. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">SOUND ON<br><br>Tyler Herro and Duncan Robinson Film Dive<br><br>Robinson&#39;s continued success against drop coverage and Herro making reads at another level right now<a href="https://twitter.com/5ReasonsSports?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">@5ReasonsSports</a> <a href="https://t.co/vKvEXYPlye">pic.twitter.com/vKvEXYPlye</a></p>&mdash; Brady Hawk (@BradyHawk305) <a href="https://twitter.com/BradyHawk305/status/1480173218870837252?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">January 9, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Altro spot fra le guardie sarà occupato sicuramente da <a href="https://twitter.com/gmarkabaoui/status/1514974525468946441?s=21" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gabe Vincent</strong></a>, vincitore del ballottaggio con <strong>Victor Oladipo</strong> per l&#8217;ultimo posto in rotazione. Cosa può dare Gabe in più dell&#8217;ex All-Star dei Pacers? Quello che sembra aver convinto Spoelstra è la ottima capacità di secondary playmaking mista a quella di scoring del giocatore, che permette tanto alla second unit (e non) degli Heat di aprire il campo. Vincent ha mantenuto un 63.0% di 3PAr quest&#8217;anno, tirando con il 36.8% su 4.8 triple a partita e mantenendo una buona ture shooting del 55.1%.</p>



<p>Oltre alle qualità balistiche ci sono quelle difensive in cui, nonostante la scarsa stazza, Gabe dà un contributo importante sui raddoppi sistematici e sulle palle rubate (71esimo percentile, con 1.8% di Steal%), come vedremo più avanti. Non saranno tanti i minuti che gli spetteranno nella rotazione, ma avrà l&#8217;importante compito di dare affidabilità nei possessi in cui sarà Kyle Lowry a sedersi. Non un facilissimo compito.</p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">Gabe Vincent VS MIL<br><br>In una partita Gabe ha fatto capire perché meritatamente sarà in rotazione a discapito di Oladipo: playmaking, scoring e un tiro affidabile. <a href="https://t.co/84PcOYGoRr">pic.twitter.com/84PcOYGoRr</a></p>&mdash; gennymulinello (@GMarkabaoui) <a href="https://twitter.com/GMarkabaoui/status/1514974525468946441?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 15, 2022</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<p>Fra i lunghi, invece, molti meno dubbi: <strong>Jimmy Butler</strong>, <strong>Bam Adebayo</strong> e <strong>PJ Tucker</strong> saranno il corpo centrale, a ruotare con loro sarà <strong>Dewayne Dedmon</strong> (15.9 minuti di media in stagione), preferito a Omer Yurtseven, che sembrava sì aver preso spazio durante la stagione, ma messo fuori durante le partite finali della Regular Season, quelle in cui lo stesso Spo aveva avvisato di star testando la rotazione definitiva.</p>



<p>Proprio per queste dichiarazioni, arrivate alla vigilia della partita con i Knicks del 25 Marzo, è rimasta una incognita il ruolo che avrà <strong>Caleb Martin</strong>. Tra i protagonisti della stagione con 22.9 minuti di media in 60 partite, partendo dalla starting lineup 12 volte, è stato convertito da two-way a contratto regolare proprio per essere eleggibile nei Playoffs, anche se lo stesso Spoelstra ha deciso più volte di metterlo fuori nelle partite più importanti (solo 4 volte in campo su 8 dalle dichiarazioni del coach). Caleb rimane una risorsa importante per questi Heat: difensore di gran livello sia di sistema, sia in ISO, sta vivendo la sua miglior stagione in carriera al tiro con un 41.3% su 2.6 tentativi da tre punti a partita e un 61.1% di true shooting. Il suo utilizzo sembra molto variabile a seconda dell&#8217;accoppiamento: ad esempio, contro difese con cui Miami può servirsi di un quintetto small, <a href="https://twitter.com/GMarkabaoui/status/1514974536277577728?s=20&amp;t=zfKcul2kjDQb0-K6vMk-mg" target="_blank" rel="noopener">è molto interessante</a>.</p>



<p>Tracciati quindi i 9/10 della rotazione, i quintetti di Miami sembrano abbastanza definiti, e ci avviano a capire quali siano i punti di forza e quali le debolezze fondamentali di Miami.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">1, 3, 4 (con Bam al posto di Dedmon) sono i tre quintetti in cui vedo meglio Miami per i PO. <a href="https://t.co/oxTVhQjTNu">pic.twitter.com/oxTVhQjTNu</a></p>&mdash; gennymulinello (@GMarkabaoui) <a href="https://twitter.com/GMarkabaoui/status/1515151469359546369?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 16, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<h2 class="wp-block-heading">Una difesa poco contrastabile</h2>



<p>Per quanto introdotto prima e la combinazione di uomini che comporranno la rotazione, sembra chiara una cosa: i Miami Heat sono difensivamente la miglior squadra in questi Playoffs. L&#8217;obiettivo di diventare élite della lega in questo aspetto sembrava già chiaro con le acquisizioni di Lowrry e (soprattutto) PJ Tucker, ed adesso tutto ciò è una realtà assodata.</p>



<p>Gli Heat hanno terminato la stagione regolare al quarto posto per punti concessi per 100 possessi (CtG), con 109.4 punti a partita. Ciò che rende così forte il loro sistema è la possibilità di difendere in moltissimi modi diversi alla stessa efficienza: classico della difesa di Miami è l&#8217;uso costante di switch, blitz e raddoppi sistematici, tutti con il fine di arrivare a concedere il peggior tiro all&#8217;avversario diretto. </p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">Due difese perfette di MIA: switch continui e raddoppi sotto canestro: non si cerca la STL ma il peggior tiro per gli avversari, che infatti arriva. <a href="https://t.co/HJ5Il8v4Od">pic.twitter.com/HJ5Il8v4Od</a></p>&mdash; gennymulinello (@GMarkabaoui) <a href="https://twitter.com/GMarkabaoui/status/1514930798994108416?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 15, 2022</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<p>Proprio per questo, molte volte le squadre avversarie sono costrette a una giocata rischiosa o a un tiro molto difficile. Il 15.4% degli attacchi avversari termina con un <a href="https://twitter.com/gmarkabaoui/status/1514974612345479174?s=21" target="_blank" rel="noopener">turnover</a>, e in più gli Heat mantengono le migliori percentuali per quanto riguarda l&#8217;efficienza di tiro avversaria, sempre sotto il 40% nei Long Mid e nelle triple (37.6% corner, 32.7% non corner, 34.1% totale). Quando si tratta di coprire il ferro, invece, un po&#8217; peggio, dato che le percentuali si alzano vertiginosamente a un 66.1%, ma con una frequenza molto bassa (30.1%, 8° in NBA).</p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">Qui ancora una dimostrazione di quanto la difesa Heat può essere forte sui megacreator: switch di Strus e raddoppio di Vincent (che ingenuamente fa fallo).<br>Raddoppi sistematici e Blitz sono la miglior arma che MIA può giocare contro questo tipo di giocatori avversari <a href="https://t.co/2YjFTnYniM">pic.twitter.com/2YjFTnYniM</a></p>&mdash; gennymulinello (@GMarkabaoui) <a href="https://twitter.com/GMarkabaoui/status/1514931037796765698?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 15, 2022</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<p>Problema degli attacchi avversari sarà quindi trovare il modo di provare a superare una delle migliori difese della lega, soprattutto quando Spo si potrà permettere di schierare nei minuti finali quintetti composti da Lowry-Strus-Butler-Tucker-Bam, dalle soluzioni difensive varie. Si è tante volte visto il blitz sul pick&amp;roll o lo switch, ma con uno come Lowry potrebbero arrivare anche molti hedge. Inoltre, contro questa lineup, neppure la più classica delle soluzioni ISO è spendibile, <a href="https://twitter.com/GMarkabaoui/status/1514930876446130185?s=20&amp;t=6HQNzgpiaUFvw85TVINWog" target="_blank" rel="noopener">vista la qualità dei singoli difensori</a>.</p>



<p>Proprio per questo, l&#8217;accoppiamento al primo turno contro gli Atlanta Hawks appare molto favorevole agli Heat, che avranno il compito unico di arginare Trae Young il più possibile, già svolto molto bene in regular season, quando la stella degli Hawks ha spesso mostrato tante difficoltà con i ripetuti switch di Tucker e dai raddoppi sistematici fatti dalla second unit (Vincent-Herro-Robinson-Martin-Dedmon), portandolo nei quattro scontri in stagione regola a realizzare 25.5 punti a partita (43% FG, 31% 3PT) e 7.3 assist. In una serie in cui uno dei migliori tiratori e attaccanti in circolazione dovrà adoperarsi contro la miglior difesa sul perimetro della lega, è impossibile non dare come netta favorita la banda di Erik Spoelstra.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<h2 class="wp-block-heading">Un attacco molto arginabile</h2>



<p>Se il discorso sulla difesa accetta solo lodi, stesso non si può dire per quanto riguarda l&#8217;attacco dei Miami Heat, dato che permettersi in campo contemporaneamente tutti quegli eccellenti difensori come Tucker e Butler porta a rinunciare a tante cose nell&#8217;altra metà campo.</p>



<p>Infatti, in una starting lineup ormai definita, sembrano essere due i principali fattori negativi: <em>in primis</em> l&#8217;assenza quasi totale di spacing, che si limita alla presenza di Strus/Robinson, capaci di offrire una costante minaccia dall&#8217;arco, e a un discreto 37.7% su 6.1 tentativi di Kyle Lowry unito al 41.5% di PJ Tucker, noto tiratore in Spot Up che quest&#8217;anno ha migliorato ancora le sue prestazioni dall&#8217;arco (il 99% delle sue triple sono assistite); in secondo luogo, la mancanza di vere alternative, con le azioni offensive Heat che molto spesso terminano in un possesso iso o comunque un tiro allo scadere, tendenza che si riflette nell&#8217;essere 28esimi per Pace nella lega.</p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">In campo per MIA un quintetto molto limitato offensivamente, con Strus l’unico capace di aprire il campo. Butler prima opta per un ISO che terminerà con una palla persa, poi a completare l’opera ci pensa dopo proprio MS <a href="https://t.co/5d3j6oWaiV">pic.twitter.com/5d3j6oWaiV</a></p>&mdash; gennymulinello (@GMarkabaoui) <a href="https://twitter.com/GMarkabaoui/status/1514930742752690182?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 15, 2022</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<p>Per quanto riguarda la varietà di soluzioni, il 31.2% degli attacchi Heat termina con un tiro dal midrange (con una precisione del 42.3%, 11° in NBA) e il 38.6% in triple, convertite con un ottimo 38.6% (1° in NBA) &#8211; pompato dall&#8217;alta frequenza di triple dall&#8217;angolo, per cui Miami è prima tirando con la quarta miglior percentuale.</p>



<p>Il problema quindi risulta essere più la fluidità rispetto all&#8217;efficienza, con Spoelstra che dovrà evitare di giocare possessi in ISO o con l&#8217;area intensamente piena, cercando di valorizzare al meglio le ottime capacità realizzative degli Heat. Proprio su questo, un set molto proposto è quello che vede protagonista Adebayo, capace di portare fuori il centro avversario approfittando delle proprie qualità da bloccante e palleggiatore per creare un tiro aperto a favore dei compagni tiratori.</p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">Uno dei veri vantaggi di avere Bam&amp;DRob/Strus insieme in campo è la capacità di Bam nei dribble hand off e come bloccante, così da liberare sempre il tiratore. <a href="https://t.co/tBmXYkTRnm">pic.twitter.com/tBmXYkTRnm</a></p>&mdash; gennymulinello (@GMarkabaoui) <a href="https://twitter.com/GMarkabaoui/status/1514974666456248320?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 15, 2022</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Tyler Herro</h2>



<p>Proprio per ciò che abbiamo detto sull&#8217;attacco degli Heat, è importante capire quanto Herro potrà dare a Spoelstra. Il probabile sesto uomo dell&#8217;anno sta vivendo la miglior stagione in carriera, portando ai suoi 20.7 punti a partita con una buona efficienza: 44.7% dal campo, 39.9% da tre punti e una true shooting del 56.1%, tutti dalla panchina. Accorpato alla second unit, Tyler sembra molto più a suo agio nelle gerarchie Heat, garantendosi una usage% molto elevata (28.9%, 94esimo percentile) e una certa libertà di terminare l&#8217;attacco con le sue ottime capacità in ISO. Proprio per questo, quella di Herro sembra essere una arma a doppio taglio per Miami: un inserimento nella second unit funzionale per l&#8217;attacco che potrebbe però tramutarsi in un boomerang di errori nel caso in cui Herro non dovesse viaggiare sempre sulle percentuali a cui ci ha abituato questa stagione.</p>



<p>Questo rendimento potenzialmente altalenante di Herro è un po&#8217; lo specchio dell&#8217;attacco degli Heat, e sarà compito di Erik Spoelstra quello di far girare al meglio un roster tanto completo, quanto instabile.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Tyler Herro drops NEW SEASON HIGH | Highlights vs. Charlotte Hornets | 35 POINTS (05.04.2022)" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/CtxzP-GUOg8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
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			</item>
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		<title>Come siamo arrivati alle Final Four della March Madness</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/come-siamo-arrivati-alle-final-four-della-march-madness/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Genny Markabaoui]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 02:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[duke]]></category>
		<category><![CDATA[final four]]></category>
		<category><![CDATA[kansas jayhawks]]></category>
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		<category><![CDATA[ncaa]]></category>
		<category><![CDATA[north carolina]]></category>
		<category><![CDATA[paolo banchero]]></category>
		<category><![CDATA[villanova]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco una presentazione delle Final Four che avranno inizio questa sera - e che vedranno protagonista anche Paolo Banchero.]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Ecco una presentazione delle Final Four che avranno inizio questa sera &#8211; e che vedranno protagonista anche Paolo Banchero.</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/1200x0-edited.jpg" alt="" class="wp-image-16504" width="641" height="361" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/1200x0-edited.jpg 1200w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/1200x0-edited-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/1200x0-edited-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/1200x0-edited-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/1200x0-edited-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/04/1200x0-edited-1080x608.jpg 1080w" sizes="(max-width: 641px) 100vw, 641px" /><figcaption>FOTO: Sfchronicle.com</figcaption></figure></div>



<p>È il 17 Marzo 2022, le sessantotto squadre collegiali uscite &#8220;vincitrici&#8221; dal Selection Sunday sono pronte a iniziare la 83esima edizione della <strong>March Madness</strong>, il torneo collegiale e il raduno per i prospetti del prossimo Draft più grandi e noti al mondo. Dopo un folle percorso fra run insperate e upset sconcertati &#8211; come quelli dei campioni uscenti di Baylor di Jeremy Sochan<strong> </strong>e Kendall Brown, o dei favoritissimi Zags di <strong>Chet Holmgren</strong>, fino alla Auburn<strong> </strong>di <strong>Jabari Smith</strong> e Purdue di Jaden Ivey (solo per citarne alcuni) &#8211; eccoci finalmente arrivati al 3 Aprile, giorno di inizio delle <strong>Final Four</strong>. </p>



<p>A uscirne vivi da questo lungo cammino sono i 4 campioni delle 4 Region: i primi sono i <strong>Villanova Wildcats</strong>, secondo seed della South Region, guidati dallo storico e Hall of Famer Jay Wright, che dovranno vedersela con il roccioso e solidissimo primo seed della Midwest Region, <strong>Kansas</strong>, in una sfida dagli aspettati tatticismi. Dall&#8217;altro lato del bracket una sfida che sa già di storia: per la prima volta alla Madness ci sarà lo scontro fra la <strong>UNC</strong> (University of North Carolina) di un clamoroso Brady Manek, vincitrice della Eastern Region, e la rivale storica <strong>Duke</strong> del &#8220;nostro&#8221; Paolo Banchero, campioni uscenti della Western Region. </p>



<p>Ma vediamo adesso di focalizzarci sulle quattro squadre che prenderanno parte non solo a una delle tappe fondamentali per arrivare preparati al <a href="https://twitter.com/fra_sempru/status/1503345892383932418?s=21" target="_blank" rel="noopener">NBA Draft 2022</a>, ma anche a un weekend da seguire per tutti gli appassionati, e non, del basket collegiale, che terminerà con la finale nella notte tra lunedì e martedì.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://static01.nyt.com/images/2022/03/29/multimedia/00mcbb-villanova/00mcbb-villanova-articleLarge.jpg?quality=75&amp;auto=webp&amp;disable=upscale" alt="" width="450" height="300"/><figcaption>FOTO: nytimes.com</figcaption></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">Villanova Wildcats  </h2>



<p>Partendo probabilmente dai meno conosciuti (dato che nessuno degli attuali giocatori si dichiarerà eleggibile probabilmente in questo Draft, nonché squadra reduce da uno scivolone avvenuto durante le prime partite di stagione), i Wildcats partivano da secondo, e non favorito, seed della South Region. Lo storico college che ha visto uscire tanti giocatori ancora presenti nelle file NBA (Donte DiVincenzo e Jalen Brunson, per dirne un paio) e il suo storico coach Jay Wright si apprestano a tornare alle Final Four dopo l&#8217;ultima apparizione del 2018.</p>



<p>Ciò che quest&#8217;anno ha reso Villanova parte di una &#8220;rimonta&#8221; nel mese di marzo è stato, ancora, il fatto di essere una delle migliori difese del torneo, la migliore delle quattro rimaste. Capaci di mantenere gli avversari al 37.3% dal campo durante la competizione e addirittura al 21.3% da tre punti, hanno prestato fede a quello che avevamo visto durante la Regular Season, con i numeri delle squadre affrontate che si aggiravano attorno al 40% di Field Goal% e al 30% da dietro l&#8217;arco.</p>



<p>Ad aggiungere acqua al mulino di Jay Wright è uno stile offensivo rodato, intelligente e ormai noto dello stile del coach, con attenzione massima sui turnover (8.5 per partita), frutto della grandissima fluidità dell&#8217;attacco che prevede una gran circolazione e un pace molto basso e moderato, il tutto per arrivare a utilizzare molto il tiro da tre, che li rende una squadra molto influenzabile dalle percentuali. </p>



<p>Proprio su questo, la partita nel turno delle Elite 8 contro <strong>Houston</strong> è il simbolo di ciò che Villanova è e ha dimostrato di essere durante il torneo: in quella che è stata una battaglia tra due delle difese migliori della nazione, con una gara a basso punteggio terminata 44-50, l&#8217;attacco dei Wildcats si è rivelato comunque capace, nonostante palesemente sottotono, di andare 15 volte in lunetta convertendo con il 100%. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Villanova vs. Houston - Elite Eight NCAA tournament extended highlights" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/18hTfjoEEqE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Il roster a disposizione di Wright è sicuramente un passo indietro a quello di scorse annate, ma prevede una serie di giovani esperti e ormai formati alla competizione. Su tutti, il nome da prendere in considerazione è quello di <strong>Collin Gillespie</strong>, mattatore offensivo dei Wildcats e sicuramente una delle guardie più talentuose della NCAA 2022.</p>



<p>Gillespie è uno scorer su tre livelli: miglior tiratore dall&#8217;arco della squadra con un 40.9% su 7.1 tentativi da fuori a partita (13.1 3PTA x 100 possessi), ha la capacità di andare in lunetta con un notevole gioco in post e un Free Throw Rate del 27.5% (5.8 liberi tentati x 100 possessi), il tutto con una True Shooting del 60% e 15.9 punti per partita. Ha ripagato con gli interessi l&#8217;assenza al torneo 2021, con un exploit avuto contro Ohio State.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Villanova vs. Ohio State - Second Round NCAA tournament extended highlights" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/vVz26pTb1J8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Roster che però dovrà fare a meno del &#8220;secondo violino&#8221; a nome <strong>Justin Moore</strong>, dichiarato out for the season dagli stessi Cats per un infortunio al tendine d&#8217;Achille, e non solo: le defezioni costringeranno coach Wright a una rotazione a sei composta dai soli Gillespie, Samuels, Arcidiacono, Dixon, Daniels e Slater.</p>



<p>Saranno assenze pesantissime ma, nonostante ciò, occhio a dare per morti i Wildcats, vera mina vagante delle Final Four. </p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://nypost.com/wp-content/uploads/sites/2/2022/03/kansas-jayhawks-starting-five-e1648773748925.jpg" alt="" width="500" height="333"/><figcaption>FOTO: nypost.com</figcaption></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">Kansas Jayhawks </h2>



<p>Per quanto si sapesse che Kansas fosse una squadra dalle mille risorse, mai ci saremmo aspettati che a questo punto del torneo sarebbero stati i candidati numero uno a strappare il primo biglietto per la finale. Dopo un percorso tutt&#8217;altro che facile nel torneo, più nello specifico a seguito delle gare contro Creighton e, soprattutto, Providence, che hanno messo in seria difficoltà i ragazzi di Bill Self, i Jayhawks si ritrovano un accoppiamento (almeno sulla carta) molto favorevole per queste Final Four.</p>



<p>Il pace basso e i ritmi lenti avversari, in contrapposizione alla qualità in transizione di Kansas vista in stagione, potrebbero giocare un ruolo fondamentale nella partita, e la gran vittoria con Miami nelle Elite 8 è un chiaro segnale.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Kansas vs. Miami - Elite Eight NCAA tournament extended highlights" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/ebSRBKn2_yU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Nonostante i Jayhawks fossero oggettivamente la favorita a passare il turno (Kansas è entrato nella March Madness con il primo seed, Miami il decimo), la squadra di Self è riuscita a cavarsela solo grazie ad un clamoroso parziale di 47-15 nel secondo tempo. A cosa è dovuto tutto ciò? Oltre alla spettacolare e nota difesa di Kansas, con due specialisti clamorosi quali Agbaji e, soprattutto, <strong>Christian Braun</strong>, è emerso anche un attacco decisamente più fluido e di squadra rispetto a quello proposto fino a quel momento nel torneo, che ha visto il &#8220;risveglio&#8221; proprio del già citato <strong>Ochai Agbaji.</strong> </p>



<p>Ochai è sicuramente entrato al torneo come un prospetto pronto a giocarsi un posto nel primo giro del prossimo Draft, grazie alle sue qualità difensive e alle percentuali che lo rendono uno dei migliori tiratori della classe, con un ottimo 39.7% su 6.5 tentativi da tre punti. Se nelle prime tre partite del torneo è sembrato faticare tantissimo a causa della poca qualità offensiva offerta dalla squadra, chiudendo con due 5/14 in back-to-back contro Texas e Creighton e un 2/8 contro Providence, si è poi ripreso grazie ai 18 punti a referto contro Miami, di cui 14 nel secondo tempo. Insomma, se c&#8217;era un momento giusto per tornare quello della Regular Season, ha azzeccato alla grande. </p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.ncaa.com/_flysystem/public-s3/styles/medium_16x9/public-s3/images/2022-03/Hubert-Davis-North-Carolina-Final-Four.jpg?h=1a113d77&amp;itok=6qVWc1g4" alt="" width="641" height="360"/><figcaption>FOTO: NCAA.com</figcaption></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">University of North Carolina</h2>



<p>Passiamo ora alla seconda, forse più interessante, sfida. Infatti, se da un lato il risultato potrebbe incredibilmente essere già scritto, qui il discorso cambia.</p>



<p>Dopo una prima fase del torneo fatta di partite gestite alla perfezione e di upset, come quello con Baylor (primo seed) e UCLA (quarto seed), i ragazzi di UNC entrano alle Final Four con il seed più basso, addirittura l&#8217;ottavo della East Region. Nonostante ciò, ad oggi, la squadra di Coach Davis è probabilmente la migliore nella metà campo offensiva. A permetterlo è stato fino ad ora un trio dominante nelle prime quattro partite del torneo, composto da Caleb Love, Brady Manek e Armando Bacot, che ha dimostrato di garantire scoring di qualsiasi tipo a Davis, regalando (soprattuto nei primi tempi) dei parziali infiniti. In particolar modo, nell&#8217;upset contro Baylor. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="North Carolina vs. Baylor - Second Round NCAA tournament extended highlights" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/QYAoIj5ESSg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>In una partita praticamente già chiusa nel primo tempo, UNC ha messo in luce gioie e dolori di un roster del genere. A fine primo tempo, il tabellino recitava un secco 42-29 e un pazzesco Brady Manek da 19 punti. Nella seconda frazione, probabilmente complice una mentalità che non ha proprio aiutato i Tar Heels per tutto il corso della stagione, un Jeremy Sochan scatenato aveva portato Baylor a rimontarla fino all&#8217;OT, dove si sono dovuti arrendere solo ai colpi di Manek e RJ Davis.</p>



<p>E ancora, nel successivo turno di Sweet 16 contro UCLA, è toccato a Caleb Love prendersi la scena con una prestazione da 30 punti con un 6/13 da tre punti, in una serata in cui realmente sembrava incontrastabile sia dall&#8217;arco che al ferro (partita chiusa con un 6-14).</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Caleb Love isn&#39;t shy, I guess <a href="https://t.co/yG5tDbAljc">pic.twitter.com/yG5tDbAljc</a></p>&mdash; Francesco Semprucci (@fra_sempru) <a href="https://twitter.com/fra_sempru/status/1507661932404301825?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">March 26, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La<em>st but not least, </em>la clamorosa prestazione di Armando Bacot contro la favola di Saint Peters, un 20+22 che lo ha portato ad essere il terzo giocatore alltime capace di realizzare una partita da 20+20 nel torneo.</p>



<p>Come arriva però UNC alla sfida con Duke? Forse un pò &#8220;sorpresa&#8221;. Le squadre che i ragazzi di Davis hanno dovuto affrontare sono quanto di più lontano si possa trovare rispetto alla squadra di Paolo Banchero. La poca versatilità difensiva dei Tar Heels, mista a una inferiorità abbastanza palese, potrebbero portare UNC a un tracollo nella decisiva gara di New Orleans. Ma attenzione al tipo di partita che verrà a crearsi: conoscendo i ragazzi Coach K, si prevede una gara punto-a-punto, in cui le difese lasceranno il dominio agli attacchi, e su questo Manek e soci non partono sicuramente svantaggiati (nonostante Duke sia una corazzata).</p>



<p>In più, per chi non ricordasse, erano stati proprio i rivali di UNC a rovinare la festa di Coach K nell&#8217;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=izgFY8ZYLf0" target="_blank" rel="noopener">ultima partita di regular season</a>. Chissà che non riescano a ripetersi anche in quella che potrebbe essere la sua ultima partita in carriera&#8230;</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://ftw.usatoday.com/wp-content/uploads/sites/90/2022/03/USP-NCAA-Basketball_-NCAA-Tournament-West-Regional.jpg?w=1000&amp;h=600&amp;crop=1" alt="" width="631" height="378"/><figcaption>FOTO: usatoday.com</figcaption></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">Duke Blue Devils </h2>



<p>Ed eccoci qui, è il momento di parlare dei favoritissimi alla vittoria finale del torneo. Coach K è sicuramente arrivato a un appuntamento con la storia, manca solamente l&#8217;ultimo piccolissimo ostacolo a nome UNC e potrà giocarsi il tutto per tutto nella sfida finale di una delle più lunghe carriere del basket collegiale.</p>



<p>Duke è fin da subito sembrata una squadra solidissima e con tante opzioni da sfruttare. Infatti, se pensate che i Blue Devils siano decisi solo a cavalcare l&#8217;onda Banchero, vi sbagliate di grosso.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">It&#39;s been awesome seeing Paolo Banchero&#39;s passing improve throughout the season &amp; the Texas Tech game was probably his best passing game. He showed nice flashes early this season even though he missed some reads, but the passing has stood out at a more consistent level recently <a href="https://t.co/ZjORGMDIpX">pic.twitter.com/ZjORGMDIpX</a></p>&mdash; Zach Milner (@ZachMilner13) <a href="https://twitter.com/ZachMilner13/status/1508499109405073410?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">March 28, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Verissimo, <strong>Paolo Banchero</strong> sta giocando ottimamente il torneo con dei numeri che dicono 18.5 punti , 7 rimbalzi, <a href="https://twitter.com/zachmilner13/status/1508499109405073410?s=21" target="_blank" rel="noopener">3.8 assist</a> con una True Shooting del 62%, con unica nota negativa la partita di Elite 8 contro Arkansas, in cui ha portato una brutta efficienza, giocando male e rispolverando (quello che sembrava) un vecchio problema, ossia quello della shot selection. E questo si ricollega ottimamente a ciò che è Duke: una squadra che, quando Banchero non brilla, vince comunque. </p>



<p>Perchè questo? Per una difesa che, seppur non brillantissima, ha concesso 69.8 punti di media in questa Madness agli attacchi avversari con il 42% dal campo, e soprattutto una versatilità offensiva che vede vicino a Banchero uno dei prospetti che inizialmente sembrava potesse essere nel discorso per la prima scelta assoluta: <strong>AJ Griffin</strong>.</p>



<p>Nonostante AJ sia limitato dagli infortuni, le sue doti offensive sono innegabili e hanno spesso &#8220;salvato&#8221; Paolo e Duke dal peggio, con la possibilità che garantisce di <a href="https://twitter.com/zachmilner13/status/1508473733022838792?s=21" target="_blank" rel="noopener">allargare il campo</a> e di utilizzare la sua self creation come arma primaria in certe situazioni.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Just some shotmaking from AJ Griffin<br><br>Random note, but I can&#39;t remember the last time we had two shooters at a similar level to AJ Griffin and Jabari Smith at the top of a draft <a href="https://t.co/ogEwosI4rG">pic.twitter.com/ogEwosI4rG</a></p>&mdash; Zach Milner (@ZachMilner13) <a href="https://twitter.com/ZachMilner13/status/1508478818322817033?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">March 28, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Questo si è potuto vedere soprattutto nei 18 punti segnati contro Arkansas, frutto di una prestazione al tiro tornata ad essere quella di metà regular season e che lo rende tutt&#8217;oggi uno dei migliori tiratori della classe.</p>



<p>Tutto ciò fa sì che Duke sia capace anche di prestazioni fenomenali come quella contro una, se non la migliore (insieme a Houston), difesa di tutto il torneo: quella di Texas Tech. Unica vera squadra che si pensava potesse mettere in difficoltà i Blue Devils, è stata superata grazie ad una prestazione clamorosa di Banchero, probabilmente la sua migliore dell&#8217;anno (Gonzaga permettendo). Prestazione che, insieme ai tanti nomi che formano questa profondissima Duke, permette di porre la squadra allenata da coach K come favorita. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Paolo Banchero&#39;s footwork has been a consistent talking point this year, and for fair reason. It&#39;s awesome seeing him use his footwork effectively and create good looks for himself at the rim or on turnaround jumpers <a href="https://t.co/OQHXwQjmvb">pic.twitter.com/OQHXwQjmvb</a></p>&mdash; Zach Milner (@ZachMilner13) <a href="https://twitter.com/ZachMilner13/status/1508487197984403461?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">March 28, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Riguardo la profondità è importante sottolineare la presenza e l&#8217;apporto di altri due importantissimi nomi: il primo è ovviamente Mark Williams, centro che già pre-Madness <a href="https://twitter.com/zachmilner13/status/1508489090802495490?s=21" target="_blank" rel="noopener">aveva fatto parlare di sè</a> per quanto riguarda il Draft 2022, e che intriga molto nel matchup previsto con Bacot per sabato; il secondo, più inaspettato, è Jeremy Roach.</p>



<p>Partito in sordina come prospetto da valutare per il Draft, ha innalzato completamente il suo livello nelle quattro partite che hanno portato Duke fino a qui, diventando uno <a href="https://twitter.com/zachmilner13/status/1508525573240352772?s=21" target="_blank" rel="noopener">scorer da 12.8 punti</a> a partita e un difensore da non sottovalutare nella nota zona 2-3 di Coach K. </p>



<p>Tutto ciò ci spinge a pensare ai Blue Devils come favoritissima, ed è giusto farlo: una corazzata che, se portasse ancora e per l&#8217;ultima volta Coach K sul tetto della NCAA, avrebbe rispettato le aspettative di moltissimi. Aspettative che però, allo stesso tempo, si spera non possano giocare un brutto scherzo già questo sabato a Banchero e compagni. </p>
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