Draymond Green sta aiutando Golden State nel firmare LeBron James, ma ci sono altri fattori: Anthony Davis, Porzingis e altro ancora.

La free agency NBA avrà ufficialmente inizio questa notte e la nostra guida è QUI. E partirà col botto! LeBron James ha deciso che non giocherà più con i Los Angeles Lakers, come riportato da Shams Charania. La prossima metà più probabile? Molto probabilmente si tratterà dei Golden State Warriors, rivali di una vita, per fare coppia con Stephen Curry in una The Last Dance per entrambi dal sapore iconico. Ma come funziona?
Golden State si è già mossa con ampio anticipo, trovando particolare supporto nell’intento di firmare LeBron James da parte di Draymond Green. Quest’ultimo ha rifiutato la propria opzione del valore di $27.7 milioni per offrire ai Dubs la flessibilità necessaria a completare una serie di mosse successive per arrivare a LeBron James – e potenzialmente ad Anthony Davis, ma ci arriveremo dopo. Questo è la situazione attuale
- Draymond Green ha declinato la player option, permettendo ai Golden State Warriors di operare in totale libertà nella conferma di alcuni nomi chiave e nella firma di LeBron James a una cifra ben precisa, quella della non-taxpayer mid-level exception (NTMLE) da circa $15.1 milioni. L’eccezione salariale è disponibile per le squadre che operano sopra il cap e al di sotto del primo apron – una soglia salariale teorica per le squadre che pagano un’abbondante penale, superata la quale subentrano alcune restrizioni piuttosto rigide. Usarla significa poi dover rimanere al di sotto del primo apron (hard cap), situato a circa $209 milioni di spesa in stipendi.
- Golden State aveva già firmato Al Horford con un biennale da $13.9 milioni e nei conti rientrerà anche Yaxel Lendeborg, undicesima scelta assoluta chiamata al Draft 2026. Le urgenze, a questo punto, sono diventate l’estensione di Kristaps Porzingis e l’opzione contrattuale a disposizione di De’Anthony Melton.
- Melton ha declinato la propria player option, lasciando di fatto i Golden State Warriors
- Più complessa la questione Porzingis. Dopo lo sconto provvisorio fatto da Green, il lettone ha firmato un biennale da $40 milioni, pari a poco meno del 12% del monte salari, con una opzione da $20.5 milioni a disposizione nella stagione 2027/28. Questa mossa nega momentaneamente ai Dubs la possibilità di firmare LeBron James alle cifre della NTMLE, ma era qualcosa di già calcolato.
- cosa serve fare adesso? Il prossimo step sarà liberarsi dello stipendio da $12.5 milioni di Moses Moody, che sia tagliandolo o scaricandolo altrove in cambi di nulla (o quasi) per aprire spazio. A questo punto, sarebbe possibile sia firmare Green a cifre attorno a quelle chieste da Porzingis, sia LeBron James alle cifre della NTMLE.
Tutt’altro che impossibile. Aggiungiamo all’equazione chel’agente di Moses Moody è Rich Paul di Klutch Sports, il gruppo più potente della NBA e il medesimo agente di LeBron James, Draymond Green e Anthony Davis, quindi non sarà troppo difficile negoziare con il gregario di Golden State un trasferimento. In questo scenario, però, cosa c’entra Anthony Davis?
Inizialmente, Shams Charania ha parlato di un Big Four ai Golden State Warriors, citando AD e spiegando che l’unico modo per portare LeBron James nella Baia di San Francisco fosse anche effettuare una trade per il lungo attualmente in forza ai Washington Wizards. Per arrivare a AD, l’unico modo sarebbe scambiare Jimmy Butler, reduce dall‘infortunio al legamento crociato anteriore. Quest’ultimo problema fisico farebbe propendere per una trade, anche al netto del pesante stipendio da $56.8 milioni, ma non è detto che Golden State la pensi così.
Butler gode di enorme considerazione nell’ambiente Warriors, dalla dirigenza a coach Kerr, passando per Curry e Green. L’agente del giocatore, Bernie Lee, ha rilasciato dichiarazioni che fanno intendere la volontà della franchigia di continuare a puntare sul proprio cliente. Marc Stein, altro insider molto autorevole, ha confermato che l’obiettivo di Golden State è LeBron James e che quest’ultimo non viene considerato in un pacchetto unico con Anthony Davis.
Anche quest’ultimo, dopo tutto, è propenso a infortuni, anche quest’ultimo ha una certa età – quasi 34 anni, al netto dei 37 di Butler – e anche quest’ultimo ha un contrattone da $58.5 milioni di stipendio nella prossima stagione, con un’opzione da $62.8 milioni nel 2027/28. Un impegno non da poco, che costerebbe a Golden State anche una cessione di scelte future al Draft per indorare la pillola e convincere Washington ad accollarsi un 37enne con quello stipendio e reduce da quell’infortunio.
In ogni caso, che ci sia AD o Butler a roster, LeBron James resta un obiettivo plausibile e fortemente desiderato dai Golden State Warriors. Se riuscissero a firmarlo a quelle cifre, confermando poi anche Green con quello che resta, potrebbero completare la squadra con le firme di minimi salariali e ri-firme di giocatori come Quinten Post e Pat Spencer. Come fa notare Yossi Gozlan, il seguente sarebbe lo scenario più plausibile, restando appena sotto il primo apron: