Jalen Duren ha confermato valida la nomina ad All-Star con un filotto di prestazioni straordinarie per i Pistons. Ma questo non gli basta.

Jalen Duren e Cade Cunningham, stelle assolute dei Detroit Pistons.
FOTO: The Detroit News

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Omari Sankofa II e pubblicata su Detroit Free Press, tradotto in italiano da Mattia Tiezzi per Around the Game.


Se l’All-Star Weekend è stato il debutto ufficiale di Jalen Duren nello stardom NBA, la settimana appena trascorsa è stata un lungo bis. Il 22enne giocatore dei Detroit Pistons, già di alto livello, ha dominato fisicamente la competizione. Nelle quattro partite giocate dopo la pausa (e la sua sospensione di due partite), ha registrato una media di 28.3 punti, 14.5 rimbalzi, un recupero e una stoppata con il 65.2% di tiri realizzati.

La sua prestazione di venerdì 27 febbraio – 33 punti (eguagliando il record personale), 16 rimbalzi e tre stoppate nella vittoria ai supplementari contro i Cleveland Cavaliers – è arrivata contro uno dei frontcourt più imponenti della lega, composto da Jarrett Allen ed Evan Mobley. Duren ha travolto il secondo e ha aggirato il primo, dimostrando perché è emerso come un vero e proprio co-protagonista insieme a Cade Cunningham nella migliore squadra della Eastern Conference.

Duren ha guidato la squadra nello scoring nel quarto quarto e nei tempi supplementari – 15 punti – dopo che Cunningham è stato espulso per falli a 1:56 dalla fine del quarto.

“Ha un vantaggio rispetto alla maggior parte dei giocatori di stazza che affronta. Dipende da chi è. È più veloce dei giocatori grandi e forti. È più forte dei giocatori alti e longilinei. Spetta alle guardie assicurarsi che riceva la palla dove serve, in modo che possa sfruttare queste caratteristiche, ma lui fa un ottimo lavoro nel procurarsi la palla da solo, sia che si tratti di andare a rimbalzo o di mostrare le mani, assicurandosi di riceverla. È cresciuto ogni anno e stasera è stata sicuramente una grande serata per lui.”

– Cade Cunningham, dopo la partita contro

Allen e Mobley sono stati uno dei frontcourt difensivi più soffocanti della lega, costruiti, potenzialmente, per rallentare un giocatore importante come Duren. Entrambi sono tra i migliori difensori della Lega e sono il motivo per cui i Cavaliers hanno la seconda miglior difesa del campionato, secondo Cleaning The Glass, e per cui hanno battuto i Pistons un paio di notti fa, vendicandosi. Duren ha comunque avuto il secondo miglior plus/minus di squadra, chiudendo con 24 punti e 14 rimbalzi, con 7 su 9 dal campo e 14 tiri liberi tentati.

Le due torri dei Cavs hanno sofferto Duren in entrambe le gare, ma soprattutto nella prima. Il lungo dei Pistons ha superato Mobley in forza in diversi uno-contro-uno, a partire dal suo primo canestro. Mobley inizialmente lo ha stoppato, ma Duren ha preso il rimbalzo e ha concluso con un gancio destro che lo ha superato. Poco dopo, ha intercettato Allen a 4/5 metri dal canestro e ha creato con sicurezza lo spazio con una rotazione verso il canestro, concludendo con la mano destra.

In un’altra occasione, ha ricevuto la palla a metà campo e ha superato Allen in isolamento, palleggiando a sinistra prima di girare a destra e fare un layup. Più tardi nel terzo quarto, ha ricevuto la palla in punta, ha fatto qualche palleggio e ha lasciato andare un tiro in sospensione dalla media distanza.

Duren riceverà un sostanzioso aumento di stipendio quest’estate come free agent con restrizioni. Le sue azioni salienti in attacco dopo il Break hanno dimostrato i vari modi in cui è diventato uno dei marcatori più efficienti della Lega. La sua forza fisica, unita al suo equilibrio e alla sua presa salda, lo rendono un problema per gli avversari ogni sera. “È arrivato nell’NBA con il fisico di un uomo, già definito” – ha detto la stella dei Golden State Warriors Draymond Green dopo la vittoria dei Pistons il 30 gennaio – “Ora sa come usarlo. Il suo uso del corpo è completamente diverso rispetto a quando è entrato nella Lega”.

“Come per Cade, solo per vedere la sua crescita, li guardo un po’ più degli altri perché vengo dal Michigan e voglio vederli fare bene. Guardo le loro partite e lui gestisce meglio la palla, fa delle belle giocate, ma la differenza più grande è che ora usa il suo fisico. Quando hai un corpo come il suo e impari a usarlo, diventa un’arma e lui la usa, ora gioca con fisicità”.

– Draymond Green

Duren è diventato il primo giocatore dei Pistons dopo Bob McAdoo nella stagione 1980/81 a segnare almeno 25 punti e 10 rimbalzi in quattro partite consecutive. Questa settimana ha brillato sotto i riflettori nazionali contro le contender alle Finals NBA: 25 punti, 14 rimbalzi e due palle recuperate contro i San Antonio Spurs lunedì, seguiti da 29 punti e 15 rimbalzi contro gli Oklahoma City Thunder mercoledì, oltre alle due prestazioni contro Cleveland.

Per Duren, però il risultato di squadra è più interessante dei numeri personali. La partita contro gli Spurs è stata persa, così come la seconda contro i Cavs, ma le tre in mezzo sono state vinte, consentendo ai Pistons (45-15) di eguagliare il totale delle vittorie della scorsa stagione con 24 partite ancora da giocare. È questa la serie che Duren è più interessato a mantenere:

“Finché vinciamo, mi va bene. Venticinque e 10 con un sacco di sconfitte non è la stessa cosa. I numeri non mi interessano, mi interessa di più vincere. Finché vinciamo, non me ne potrebbe fregare di meno”.


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