Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Nate Moskowitz e pubblicata su Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


L’infortunio di Jayson Tatum e l’eliminazione precoce dai playoff lasciano i Boston Celtics in una posizione strana. Sono troppo forti, nella loro forma attuale, per pensare a un “tank”, ma allo stesso tempo non abbastanza convincenti, senza il loro miglior giocatore, per puntare seriamente al titolo.

E questo, in un certo senso, è un pensiero inquietante.

Boston è da anni stabilmente tra le squadre in corsa per il titolo, e con Tatum al comando, ha sempre avuto una chance concreta. Anche seguendo una tabella di recupero più ottimistica, il giocatore franchigia non tornerà ad allenarsi sul campo prima della pausa dell’All-Star Game. I Celtics non hanno alcuna intenzione di forzare il suo rientro.

Il lato positivo, però, è che nonostante l’infortunio, questa non dev’essere per forza una stagione persa. Anzi, l’incertezza potrebbe perfino rivelarsi un’opportunità.

Un cambiamento era già inevitabile per i Celtics, a prescindere da come si sarebbe conclusa la stagione. È chiaro che evitare di superare la cosiddetta “seconda soglia” salariale (second apron) sarà una priorità, e il processo inizierà quest’estate. Ciò che incoraggia, però, è che il ventaglio di possibilità si è ampliato notevolmente.

Boston può optare per un reset drastico già dal prossimo anno, oppure scegliere una strada più strategica e metodica per pianificare la stagione successiva.

I Celtics potrebbero diventare venditori durante l’offseason — o alla trade deadline — ed entrare nella corsa alla lottery del draft. Sarebbe quasi impossibile autodistruggersi al punto da raggiungere i livelli delle squadre in fondo alla classifica, ma i record di 39-43 e 34-48 hanno garantito a Mavericks e Spurs la prima e la seconda scelta assoluta quest’anno. Non è un invito a truccare il draft, ma il talento locale AJ Dybantsa, originario di Brockton, Massachusetts, è proiettato tra le prime tre scelte. Stavolta potrei anche chiudere un occhio.

Anche senza fortuna alla lottery, avere una scelta tra le prime 14 sarebbe comunque utile. Che sia per aggiungere un giovane talento a basso costo o come pedina da scambio per rifondare, il valore è tangibile.

Realisticamente, è difficile immaginare che la nuova proprietà dei Celtics dia carta bianca alla dirigenza per puntare al tank. Jaylen Brown e Derrick White non sono il nucleo di una squadra perdente, e con le giuste mosse di contorno, potrebbero tranquillamente garantire un piazzamento tra la terza e la sesta posizione nella Eastern Conference attuale.

In ogni caso, la conferenza stampa di fine stagione di Brad Stevens ha ribadito che l’obiettivo resta sempre lo stesso. «Come possiamo metterci nella posizione migliore per competere per il titolo?», ha dichiarato Stevens.

Non ha promesso un percorso breve, preferendo concentrarsi sulla strada più efficace. Nella maggior parte dei casi, ciò significa costruire un roster e una struttura che siano pronti per il ritorno di Tatum.

Bisogna stabilire se ciò sia fattibile già in una sola off-season. Fortunatamente, avere una delle menti più brillanti del basket moderno a prendere queste decisioni è un fattore decisamente rassicurante in un momento così delicato.

Stevens ha a disposizione risorse sufficienti per ristrutturare il monte salari e allo stesso tempo costruire una squadra che valorizzi al massimo la versatilità di Tatum. I contratti di Kristaps Porzingis e Jrue Holiday sono le opzioni più evidenti da muovere, ma Boston dovrebbe restare aperta a qualsiasi offerta vantaggiosa.

L’idea di una grande rivoluzione non è nuova, considerando che Stevens ha già spedito via due beniamini del pubblico come Marcus Smart e Robert Williams per allestire un roster da titolo. I cambiamenti futuri potrebbero non essere così radicali, ma non si può escludere nulla.

Anche se tutta questa imprevedibilità può risultare scoraggiante, l’obiettivo della franchigia è e resterà sempre lo stesso: riportare un altro titolo a Boston, costi quel che costi.

Per quanto diverso possa apparire questo gruppo il prossimo anno, l’anello conquistato nel 2024 rende tutto molto più facile da accettare.