FOTO: San Antonio Current

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Jahlil Williams e pubblicata su Air Alamo, tradotto in italiano da Vincenzo Tassitani per Around the Game.


Chris Paul è uno dei playmaker più rispettati nella storia dell’NBA per diversi motivi. Non solo perché è un grande passatore e ha guidato più volte la lega in assist, e non solo perché è in grado di fare canestro e non mostra mai paura nei momenti di massima tensione. È un vincente. Chris Paul è nella lega dal 2005, e non è mai stato abituato a stagioni con record negativo durante i suoi 19 anni di carriera. Anche se, volendo essere precisi, questo non è del tutto vero. Gli Hornets di Paul hanno concluso la stagione 2009/10 con un record di 37-45, ma CP3 ha giocato solo 45 partite quell’anno a causa di un infortunio, quindi non conta davvero. Tuttavia, vale la pena menzionarlo per motivi di precisione e trasparenza.

San Antonio è reduce da una stagione da 22-60 per il secondo anno consecutivo. Hanno un talento generazionale in Victor Wembanyama e diversi giovani promettenti, ma i fatti sono i fatti. Questa squadra ha molto da imparare e molta strada da fare per raggiungere il potenziale che tutti desiderano. Miglioreranno sicuramente con Point God al timone. Non si ottiene un nome del genere senza un grande rispetto da parte dei colleghi, dei media e dei tifosi. Gli Spurs sono in testa alla NBA per la più lunga striscia di Playoffs nella storia del gioco, 22 anni, durante e subito dopo l’era di Tim Duncan. Paul ha trascorso quasi 17 stagioni consecutive senza mancare il pass per la post-season. Sembra l’accoppiata perfetta per riportare San Antonio ai livelli vincenti a cui è abituata la sua tifoseria.