I Denver Nuggets potrebbero doversi adattare alla volontà di Jonas Valanciunas di tornare in Europa, direzione Panathinaikos.

Jonas Valanciunas Nuggets Panathinaikos
FOTO: The Denver Post

Il mercato dei Denver Nuggets si prospettava perfetto. Grazie allo scambio di Michael Porter Jr. non sono solo riusciti ad acquisire un altro grande tiratore come Cameron Johnson, ma anche allo stesso tempo a liberare lo spazio salariale necessario alle ottime firme di Bruce Brown e Tim Hardway Jr. e ad effettuare uno scambio con i Sacramento Kings per Jonas Valanciunas.

Il lituano, arrivato liquidando Dario Saric, si presentava come una valida alternativa (almeno in Regular Season) a Nikola Jokic, un’urgenza non da poco per la squadra del Colorado, a lungo in cerca di un backup capace di garantire respiro al tre volte MVP senza subire eccessivi parziali negativi. Ma l’imperfetto è necessario, dato che questo posto potrebbe restare ancora vacante.

Secondo quanto riportato da Donatas Urbonas su BasketNews e confermato da Marc Stein, il Panathinaikos avrebbe avanzato un’offerta per un triennale da quasi $13 milioni a Valanciunas, nel tentativo di convincerlo a spostarsi in Europa. Stando ai vari report di Stein e Jake Fischer – i due insider sono collaboratori – lo scambio originario tra Nuggets e Kings non dovrebbe saltare.

Ricordiamo che gli scambi non possono essere ufficializzati prima del 6 luglio, quelle di questi giorni sono solo bozze di accordi che al 99% diventeranno definitivi, ma si prevedono numerose variazioni – la trade di Durant potrebbe ampliarsi a sette squadre, l’arrivo di Schroder (toh!) a Sacramento è ancora intriso di mistero. Ma anche ipotizzando che la trade avvenga, è necessario chiarire alcuni punti.

In primis, chiariamo un aspetto importante: ipotizzando che la trade venga comunque completata, come sembra, il lungo non può andarsene da Denver così, come se nulla fosse. Servono o un taglio, o un buyout, due cose molto differenti: nel primo caso, il giocatore lascia sul piatto una porzione del proprio stipendio e quella porzione viene ripagata dalla franchigia con un accordo reciproco; nel secondo caso, la franchigia termina il contratto e lo ripaga interamente, che sia in una volta sola o spalmandolo negli anni.

Come avvenuto lo scorso anno con Sasha Vezenkov, la strada del buyout è la più probabile. Vezenkov, desideroso di tornare in Europa, ha ottenuto lo scambio sempre dai Kings in direzione Toronto Raptors, con i quali è riuscito ad accordarsi per il rilascio. A differenza del taglio, i canadesi in questo modo non hanno uno stipendio morto che grava sul loro salary cap.

Che interesse avrebbero i Nuggets a rilasciare il giocatore? La situazione di Vezenkov viene ancora in soccorso. Il cestista dell’Olympiakos con il buyout lasciò sul piatto l’intera somma rimanente prevista da contratto garantito, che nel caso di Valanciunas vorrebbe dire i $10.4 milioni del 2025/26 – i $10M del 2026/27 sono totalmente non-garantiti.

Questo aprirebbe spazio salariale per Denver, che sbloccherebbe la piena non-taxpayer MLE da $14.1 milioni e si troverebbe abbastanza sotto il primo apron – soglia salariale che non può superare – da utilizzarla per lo slot di centro di riserva – Al Horford?

Le ultime dalla coppia Stein-Fischer dicono che la situazione è fluida e i Nuggets hanno interesse a convincere il giocatore a restare in NBA, ma è difficile capire come andranno le cose.

Denver ha ovviamente il coltello dalla parte del manico, e Valanciunas potrebbe benissimo decidere di completare un’ultima stagione in NBA per poi contrattare con più calma con la squadra o il rilascio, o il taglio del contratto non-garantito per il 2025/26 – se effettuato entro il 29 giugno 2026, non peserebbe sulle casse di Denver. Si attendono dunque aggiornamenti.