Nuggets e Timberwolves sono alla terza serie Playoffs in quattro stagioni, e fin qui non hanno mai deluso. Questa è la nostra preview.

Siamo ai Playoffs 2023, i Denver Nuggets superano in cinque partite i Minnesota Timberwolves al primo turno, aprendo la strada al rettilineo verso le NBA Finals e il titolo. Sembra tutto normale, ma non è così. Quella serie, nonostante l’esito apparentemente netto, è molto equilibrata, partita dopo partita. Jaden McDaniels, il miglior difensore perimetrale dei T-Wolves, non ha giocato poiché infortunato, e come lui Naz Reid. Karl-Anthony Towns, co-star della squadra, è reduce da un’intera stagione fuori. Bruce Brown, a fine anno, spiegherà che l’avversario più difficile è stato Minnesota. Anthony Edwards chiude quelle cinque partite a 31.6 punti di media, dimostrando che nessuno con la canotta di Denver può marcarlo.
Siamo ai Playoffs 2024, un anno dopo, e succede di tutto. I Timberwolves vincono le prime due a sorpresa, poi perdono le successive tre e, infine, completano la rimonta più pesante mai avvenuta in una Gara 7, dal -20. Facciamo prima a mostrarvi il video piuttosto che a usare le parole, per ricordarvelo:
Adesso siamo ai Playoffs 2026 e, dopo un anno sabbatico dove le due squadre non si sono incontrate, sta per cominciare la terza serie in quattro stagioni tra Minnesota e Denver. Entrambe sono molto diverse. I T-Wolves non hanno più Towns, scambiato per Julius Randle e Donte DiVincenzo, cedendo taglia per un po’ più di dinamismo palla in mano. Ma non hanno nemmeno più Nickeil Alexander-Walker, pestifero 3&D che ha contribuito ad annullare Jamal Murray e gli esterni dei Nuggets nel 2024.
Anche in Colorado manca Michael Porter Jr., ceduto ai Nets, e al suo posto nelle rotazioni sono subentrati ottimi tiratori nonché attaccanti del closeout come Cam Johnson e Tim Hardaway Jr. Bruce Brown è tornato, e c’è un backup di Jokic nelle rotazioni, Jonas Valanciunas, sebbene non si tratti proprio di un giocatore da Playoffs. Una squadra più profonda, ma anche acciaccata: Aaron Gordon ha vissuto l’inferno quest’anno a livello muscolare, così come Christian Braun ha perso molte partite, e ora nell’injury report persistono i nomi di esterni con minuti nelle mani come Peyton Watson e Spencer Jones.
Ciononostante, Denver sembra aver risolto le proprie debolezze, mentre Minnesota appare un po’ indebolita. Prendiamo i precedenti stagionali, vinti in tre casi su quattro dai Nuggets, in netta controtendenza alla striscia perfetta dei Timberwolves nel 2025. Nikola Jokic ha girato a 35.8 punti, 15.0 rimbalzi e 11.3 assist di media, il primo 35/15/10 mai rifilato da un giocatore a una squadra nel corso di una regular season NBA. Nella partita di Natale, dove Gobert ha avuto problemi di falli, il serbo ha dimostrato quanto sia insostenibile per Minnesota l’assenza del francese in questa serie, bullizzando Randle e facendo pagare l’assenza di taglia ai T-Wolves:
Occhio, però, a dare per morti i Wolves. In quella stessa partita si è avuta un’anticipazione della resilienza di Minnesota, che ha forzato un overtime pirotecnico e costretto Jokic e i Nuggets a sudarsela. In questo, c’è un aspetto importante da tenere in considerazione: Anthony Edwards odia i Nuggets. Per dirla con parole sue, “esistono molte rivalità nella Lega, e penso che quella tra ME e Denver sia una di esse”.
Messaggio cristallino, quanto i suoi 30.3 punti di media segnati in stagione nei tre precedenti ai quali ha preso parte, o i 29.3 a partita con i quali viaggia nelle serie Playoffs contro la squadra del Colorado. Minnesota è cambiata, ma non bisogna dimenticare che questa squadra arriva da due anni di fila alle Western Conference Finals. Mai e poi mai darli per scontati.
Le chiavi della gara
Dal momento che si tratta di una serie già vista più e più volte, ricordiamo semplicemente alcuni concetti significativi:
- il ruolo difensivo di Rudy Gobert: Nikola Jokic, in puri termini di accoppiamento, domina il matchup con il lungo francese. Il quale però NON è il marcatore primario del serbo. Come è possibile? I Timberwolves preferiscono utilizzarlo come una presenza vagante nel pitturato, in posizione di roaming, prevalentemente in aiuto scommettendo un po’ sulle percentuali di Aaron Gordon, dal cui miglioramento al tiro (41.3% su 3.8 tentativi in queste ultime due stagioni, molto incoraggiante) passa questa serie. Questo sotto è il best case scenario per i T-Wolves:
- l’aggiustamento di Nikola Jokic: a Minnesota adesso manca quella stazza inviata a New York. Jokic dà svariati centimetri e un quantitativo indefinito di chili a Julius Randle e Naz Reid. Quest’ultimo si è adattato bene con un minutaggio ridotto al matchup ai Playoffs 2024, mentre l’ex Knicks in stagione è stato tritato. Non abbastanza forte per tenerlo spalle a canestro, non abbastanza consapevole dei blocchi o dei giochi in arrivo per tenerlo quando si muove senza palla, che sia per un taglio dentro o per attaccare frontalmente. A Natale, a un certo punto, è toccato a Jaden McDaniels seguire Jokic sul perimetro per disperazione, pagando in un paio di occasioni poi la discrepanza di taglia. Le due clip di seguito, inoltre, sono ottime difese, semplicemente Jokic è Jokic – e ha più visione su quei tiri contro avversari più piccoli:
- i drive dei Timberwolves: si classifica come “drive” ogni incursione al ferro palla in mano eseguita da un giocatore. I Timberwolves, contro i Nuggets, lo fanno benissimo dal 2023, motivo per cui Anthony Edwards viaggia a cifre da capogiro contro Denver. Forse questa è la serie che lo motiva di più perché sa di poter andare come un treno in area ogni volta che vede Jokic come aiuto secondario (inesistente), o di poter passare su chiunque provi a chiuderlo – questo dipenderà tanto dalle condizioni di Gordon e Braun, considerando che gli acciacchi di Jones e Watson. Denver risponderà con tante uscite alte e raddoppi, come nel seguente caso:
Minnesota, a questo punto, dovrà essere sveglia ad attaccare la superiorità o a sfruttare la prima occasione buona per inserire Jokic in ogni azione. I flare al gomito con i due lunghi, che ci sia in campo Randle o Reid assieme a Gobert, sono azioni dinamiche che si vedono dai tempi di Towns, e con Donte DiVincenzo verranno utilizzati molto per cercare il serbo. A quel punto, chiunque se lo trovi davanti, dovrà attaccarlo con convinzione:
Tutto il resto sarà deciso da:
- la capacità di Rudy Gobert di rimanere sul parquet, ricordando che con lui in campo i T-Wolves concedono 11.8 punti per 100 possessi in meno rispetto a quando è fuori, difensore più impattante del pianeta dopo Victor Wembanyama
- dalle percentuali al tiro pesante di Denver – che ha il migliore offensive rating NBA per distacco – dalle quali dipende la difesa del pitturato
- dalla salute dei giocatori. Anche Edwards è in dubbio, per esempio, e questo ovviamente annullerebbe qualunque parvenza di equilibrio, ma anche tutti gli acciacchi di Denver si faranno sentire soprattutto nella metà campo difensiva.
Non resta che mettersi comodi e aspettare le 21:30.