I Los Angeles Lakers si presentano al primo turno senza Luka Doncic e Austin Reaves contro dei Rockets da 9 vittorie nelle ultime 10. L’esito sembra già scritto. A meno che LeBron James non torni LeBron James.

LeBron James ai Lakers.
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Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Mirjam Swanson e pubblicata su LA Times, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Per la piega che ha preso, questa stagione dei Los Angeles Lakers potrebbe trasformarsi in uno dei più grandi what if, interrogativi e chissà se della storia della franchigia. 

Delusione condivisa da una legione di tifosi dei Lakers che, con il 15-2 di marzo, risuonavano alla stessa melodia della squadra, gridando come bimbi in età infantile e felici per la rincorsa al premio MVP di Luka Doncic. Ma poi le cose si sono complicate – con lo stiramento di 2° grado al tendine di Doncic (vero e proprio disastro) e quello di 2° grado al muscolo obliquo subito da Austin Reaves -, per sembrare quasi ovvie adesso: con due dei loro tre migliori fuori causa a tempo indefinito, ci si aspetta che i Lakers calino il sipario presto quest’anno. A meno che LeBron James non riesca a tirare fuori il suo secondo miglior risultato in 23 anni di carriera. 

A meno che non riesca a trascinare i Lakers oltre i fortemente favoriti Houston Rockets in una Serie al meglio delle 7 gare che avrà inizio stanotte alla Crypto.com Arena. A meno che l’ultima superstar rimasta ai Lakers – in quella che potrebbe essere la sua ultima apparizione in questa squadra o nella lega, cosa che nessuno sa – non riesca a tenere aperta la porta abbastanza da permettere il rientro di Doncic e Reaves per il Round 2. 

Si, i Los Angeles Lakers si affidano a un quarantunenne che ha iniziato la stagione ai margini per via di problemi alla sciatica. La loro intera stagione si poggia sulle spalle del terzo violino della squadra. Sarà tutto nelle mani dell’uomo che ha completato la Regular Season guadagnandosi il suo 70° Conference Player of the Week, con a referto 4 Titoli NBA e 3 Medaglie d’Oro, ma che non sarebbe riuscito a terminare la post-season lo scorso anno se i Minnesota Timberwolves ci avessero messo più di 5 sfide a battere i Lakers. Reminder: James ha subito uno stiramento di 2° grado del legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro nel corso della sconfitta decisiva. 

Perciò non dovrebbe esserci molto d’aspettarsi. Ma non bisogna neppure sottovalutare LeBron. The Kid from Akron ha spesso e volentieri rovesciato i pronostici in passato. Lui direbbe che li ha battuti per tutto il tempo, visto il punto di partenza e la sua attuale stazione d’arrivo, essendo divenuto un cestista miliardario e businessman, avendo segnato più punti di chiunque altro. Fa la storia ogni volta che scende in campo, e a volte lo fa al fianco di suo figlio Bronny James. Se il famoso meme può essere citato, neppure LeBron James può credere che questa sia davvero la sua vita.

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Lui ritiene, comunque, di essere il GOAT. Lo ha detto in un episodio del 2018 di More Than An Athlete su ESPN mentre rifletteva sul riportare i Cleveland Cavaliers in carreggiata nella Serie sul punteggio di 3-1 per i Golden State Warriors, detentori del record di 73 vittorie stagionali due anni prima.

“Pensavo: ‘Questa cosa qui ti ha reso il miglior giocatore di tutti i tempi.'”

LeBron James

Nessuna squadra ha mai vinto più gare di Regular Season di quella di Stephen Curry nel 2016. E nessuna è riuscita a ribaltare una sconfitta parziale di 3-1 nel corso di una Serie di NBA Finals fino ai Cavaliers di LeBron. Ciò è accaduto largamente per via dei suoi 41 punti e sforzi in back-to-back in Gara 5 e 6, nonché del suo momento migliore raggiunto in Gara 7, quando ha segnato 11 dei suoi 27 punti totali nel quarto periodo e ha messo in mostra l’iconica stoppata salva-Serie che ha permesso poi il game-winner di Kyrie Irving. 

Una vittoria dei Lakers, rattoppati e al 4° Seed, contro i Rockets in ascesa dal 5° Seed non potrebbe raggiungere tutto ciò. Nulla potrebbe. E non farebbe la differenza nel dibattito sul GOAT. Se quella rimonta dal 3-1 non ha fatto di LeBron James un giocatore da Olimpo del basket, non ci sono molti margini per discutere oltre. Ma superare questa Serie contro dei Rockets atletici, fisici, con un roster lungo e reduci da 9 vittorie nelle ultime 10 partite? Potrebbe rientrare al 2° posto tra i risultati più importanti dell’eterna carriera di LBJ.

E mettere in difficoltà i Rockets, facendolo senza Luka Doncic – che ha messo a referto rispettivamente 36 e 40 punti nelle vittorie gialloviola contro Houston? Ribaltare una situazione tremendamente depressiva per via degli infortuni, contro la miglior squadra in NBA a rimbalzo? Contro il rivale di una vita, Kevin Durant?

Nulla, a parte la rimonta del 3-1, potrebbe avvicinarsi a tutto ciò. Sarebbe anche più sorprendente dei suoi altri tre Titoli, compreso quello vinto con i Lakers durante la Bubble di Orlando. Si classificherebbe più in alto dei 45 punti di LeBron per salvare i Miami Heat dall’eliminazione contro i Boston Celtics nel 2012, e la partita in cui ha segnato 29 degli ultimi 30 punti dei Cavs per sconfiggere i Detroit Pistons, 1° Seed a Est, nella Serie di Eastern Conference Finals 2007.

O qualunque altra vittoria di rilievo che si possa tirare in ballo. Sarebbe di quella grandezza monumentale. Un risultato di quella portata. Epico. Ed ecco perché nessuno, a parte i Los Angeles Lakers stessi, ha fiducia in tutto ciò. 

Tutti e 6 gli esperti di CBS Sports hanno scelto Houston. NBA.com dà i Rockets vincenti in 5 sfide, The Athletic invece lo pronostica in 6. Ben 7 su 12 esperti di ESPN hanno scelto i Rockets e tutti i maggiori siti di scommesse li danno come grandi favoriti, con DraftKings ad esporre una quota di 4.5 in Gara 1 a Los Angeles. Siamo realistici. I pensieri razionali lasciano presumere l’ovvio: l’esito è scontato. A meno che…

A meno che James possa farsi beffa di Padre Tempo ancora una volta, dando vita ad un’altra epocale vittoria.