Bravo E fortunato. Abbiamo parlato anche del game winner di Luka Doncic contro i Nuggets – e delle scelte, giuste e sbagliate – che si è preso.

Luka Doncic esulta con i Lakers dopo il game winner contro i Nuggets.
FOTO: CBS Sports

Per citare un nostro caro utente intervenuto in chat in una live dedicata: “I game winner non si disegnano, si segnano”. Ed effettivamente questo è quello che sa fare Luka Doncic, come ha dimostrato contro i Denver Nuggets. Una partita punto a punto vinta dai Los Angeles Lakers, la squadra più clutch dell’intera NBA, su un game winner cadendo indietro, praticamente da dietro il tabellone, messo a segno dallo sloveno. Ma – premesso, di nuovo, che finché segna ha ragione lui – è stata la scelta corretta?

Non si parla di semplice logica, ma di metodo. O, meglio, in quella esatta situazione, ci sono più chance di segnare con quel genere di conclusione o l’opzione migliore sarebbe stata uno scarico? Il ritmo partita, il feeling con palla e canestro, il concetto di ritmo non sono (al momento) quantificabili da nessun dato, certo, pertanto l’idea di passare palla alla superstar e s’abbracciamo, in molti casi, premia l’attacco. Basti vedere, in termini di impossibilità di intervenire da parte della difesa in alcune situazioni, il tiro per l’overtime proprio dalla medesima partita contro i Nuggets segnato da Austin Reaves – ne abbiamo parlato QUI.

Ma per chi non ha Luka Doncic, come si ragiona? E soprattutto, se in quelle situazioni lo sloveno si dimostra umano e sbaglia? Dopotutto, è successo anche di recente contro gli Orlando Magic.

Nel caso del game winner contro i Denver Nuggets, le principali soluzioni a disposizione dello sloveno erano, per come si è evoluta l’azione, molteplici:

  • il tiro dalla media distanza cadendo indietro, conclusione specifica che Doncic converte con il 57.1% da due punti in stagione, 48 canestri su 84 tentativi
  • lo scarico su Marcus Smart libero nell’angolo opposto, quello destro, spot dal quale il giocatore tira con il 38.2% (13/34) in stagione
  • lo scarico su Austin Reaves in punta, conclusione che il giocatore converte con il 36.0% in stagione (85/236)

Vedendola così, ovviamente, il tiro a più alta percentuale è proprio quello segnato da Doncic. Ma ovviamente non vige un rapporto diretto tra numeri e contesto. Reaves, dalla punta, tira con il 36% in stagione, certo, ma nella partita contro Denver ha chiuso con 32 punti, 12/21 dal campo e 3/8 da tre punti, quindi aveva la mano calda. In più, era galvanizzato dal tiro del pareggio precedente, aspetto che conferisce fiducia e ritmo. In più il 36% è sulle conclusioni totali, anche quelle contestate, e magari dallo scarico di Doncic ne sarebbe uscito un tiro smarcato del tutto o quasi.

Per non parlare, poi, della posizione. Sia del tiro dello sloveno, avvenuto da una zona molto defilata, quindi a più bassa percentuale rispetto al classico tiro dalla media. Sia dell’eventuale passaggio sempre verso la punta, per chi abbia toccato almeno un pallone nella maggior parte dei casi il preferito dal tiratore, perché la palla arriva dritta per dritta e già dotata di “energia”. Lo stesso vale per l’eventuale ribaltamento in angolo, una zona dalla quale si entra più facilmente in ritmo.

E via dicendo, risparmiandoci di parlare di tempo – al momento del tiro c’erano due secondi sul cronometro, e con il punteggio pari concludere è la soluzione più sensata per non rischiare palle perse – e di tempi – quelli sbagliati del raddoppio di Bruce Brown, che potevano portare anche prima a uno scarico anziché al fadeaway.

Come si può notare, le sfaccettature di un semplice tiro sono molte, al punto che nel nostro ultimo episodio del podcast The Weak Side ne abbiamo parlato per un quarto d’ora abbondante, concentrandoci sia sulle scelte della difesa che su quelle dell’attacco, proiettando sullo schermo il tiro di Doncic.

Se vi interessa ascoltare, e vedere, quello che ne pensiamo, qua sotto lasciamo il video. Se vi piace, seguiteci su YouTube e Twitch, dove trovate l’episodio live completo, nel quale parliamo anche degli 83 punti di Bam Adebayo!