La difesa dei Thunder ha risposto alla grande dopo Gara 1, e una delle chiavi è stato il contenimento di Pascal Siakam.

Gli Oklahoma City Thunder sono giovanissimi, e si sa che una delle caratteristiche dei giovani è quella di imparare più rapidamente degli altri. Se ne sono accorti gli Indiana Pacers, se ne è accorto Pascal Siakam, riusciti a dominare offensivamente sin qui in questi Playoffs grazie a un concetto molto semplice, ma eseguito meglio di chiunque altro: la ricerca del mismatch.
Siakam in questa post-season sta girando a 1.00 punti per possesso sul post-up, cioè sulle ricezioni spalle a canestro, con un volume più basso di altri ma con qualità elevatissima, pari a circa il 79esimo percentile. E questo è possibile anche grazie a un attacco di squadra capace di garantirgli spesso accoppiamenti favorevoli. In Gara 1, seppur sporadicamente, ha funzionato anche contro la difesa dei Thunder, giocando proprio su uno dei suoi punti di forza, il cambio sistematico.
Più volte OKC, soprattutto cominciando senza Isaiah Hartenstein, si è trovata ad accontentarsi di avere un “piccolo” sul lungo avversario. L’assenza di doppio lungo, grazie alla presenza di un centro capace di allargare il campo come Myles Turner, ha permesso a Indiana di sbizzarrirsi per tirare fuori dall’area il rim protector primario, Chet Holmgren, eliminando così ogni possibilità di stoppare le ricezioni spalle a canestro di Siakam.
Per quanto Cason Wallace sia una divinità per tutto quello che concerne la difesa perimetrale, l’ex Toronto Raptors è più grosso, più lungo e più esperto, pertanto si tratta di un mismatch relativamente facile per lui – un po’ come quando poteva mangiare in testa a Josh Hart nella serie con i Knicks. Giocatori di energia, ai quali si vuole bene, ma serve taglia.
I Thunder, in Gara 1, hanno sofferto questo aspetto anche a rimbalzo offensivo, tanto che due giocate importantissime del quarto periodo – una in particolare – sono nate proprio da queste situazioni, in cui il solito Wallace o lo Shai Gilgeous-Alexander di turno si sono trovati accoppiati a Siakam sotto i tabelloni. Una lotta impari, ma non facile da prevenire.
Anche perché l’attacco di coach Carlisle ha mille controffensive per ogni aggiustamento, come si può notare in questa specifica situazione descritta da Caitlin Cooper, la maggiore esperta di Indiana Pacers al mondo, e registrata da Steph Noh di Sporting News:
Si tratta di una collaborazione chiamata “C” da Cooper a causa del gesto del portatore che la innesca: si libera il lato per Siakam, che porta un blocco leggero quanto basta a forzare il cambio e il mismatch, per poi scivolare a canestro; Turner resta fuori e tocca la palla per attirare il lungo avversario, servendo infine la palla dentro con un alto-basso; in caso di aiuti dal lato debole, i Pacers rispondono o usando Haliburton/un tiratore come “esca” (decoy) impostando un blocco per lui, oppure è lo stesso Siakam a portare un blocco per l’uscita del tiratore sul lato forte, come avvenuto in Gara 1 nella seguente clip.
Come ha reagito OKC? Aumentando l’intensità ed evitando il cambio di Cason Wallace su Spicy P. Il giocatore designato a marcare l’ex Raptors è stato quasi sempre Shai Gilgeous-Alexander, il quale ha svolto un lavoro egregio nel negare le ricezioni del lungo avversario restandogli di fronte o sporcandogli palloni con le lunghissime braccia, mentre l’adattamento di squadra è stato quello non solo di prevenire, ma anche di contenere Siakam dopo la ricezione. Per capirci, un esempio del lavoro di SGA è il seguente:
Per il contenimento, invece, OKC ha semplicemente scelto di non abboccare all’esca sul lato debole, seppur a suo rischio e pericolo. Indiana si è infatti incaponita un po’ troppo nel primo tempo in questa ricerca dei tocchi di Siakam, diventando prevedibile e variando troppo poco rispetto a quanto ci ha abituati in questi Playoffs. Una spiegazione un po’ noiosa viene dalle seguenti clip, al contrario molto interessanti.
Clip 1: la cosiddetta “C action” è stata letta con facilità sia grazie al lavoro di SGA che a quello di Dort, staccatosi da Haliburton
Clip 2: su una ricezione finalmente pulita, i Pacers non hanno approfittato né per far uscire la palla sull’aiuto dal lato forte (il solito Dort) né per spaziarsi bene, tanto che Turner ha portato dentro anche Holmgren, intasando l’area. In quest’ultima situazione, visto che Jalen Williams aveva stretto dentro, il passaggio in angolo di Siakam avrebbe portato a una tripla con spazio per Haliburton, ma lui e Nesmith non si sono capiti e l’ex Raptors ha comunque fatto passi – ottimi lavoro di Shai nel “togliere la sedia”.
Come si potrà capire, c’è un elogio alla maggiore intensità messa da Gilgeous-Alexander nel non farsi mangiare in testa e alla difesa di OKC in generale, più pronta stavolta, ma anche una critica velata alla scarsa capacità di adattamento e letture – per una volta – da parte degli Indiana Pacers.
Comprensibile la scelta di voler cavalcare Siakam ad ogni costo per punire la scelta avversaria di andare più leggeri, senza il doppio lungo, per farli pensare prima di cambiare su tutto, ma semplicemente le cose non stavano funzionando. La chiave sarà probabilmente una maggiore aggressività di Haliburton, e qualche ricezione in più fronte a canestro per Siakam in caso di accoppiamento favorevole, in modo da coinvolgere di più tutti senza concentrarsi troppo in esecuzioni meccaniche e prevedibili.