Allen Iverson compie 50 anni, ma il suo gioco, la sua influenza e il suo conto in banca invecchiano come il vino.

FOTO: The Philadelphia Inquirer

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Vishwesha Kumar e pubblicata su Fadeaway World, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Allen Iverson ha compiuto 50 anni sabato scorso, ma The Answer è tutt’altro che dimenticato – che si parli di campo, cultura o del suo conto in banca. La leggenda dell’NBA, che ha cambiato non solo il modo di giocare ma anche di percepire il gioco, continua a guadagnare 800.000 dollari all’anno grazie al suo contratto di sponsorizzazione a vita con Reebok. E quando compirà 55 anni, nel 2030, riceverà un’incredibile somma di 32 milioni di dollari da quello stesso contratto, una bomba che dimostra che lo status di icona di Iverson non ha mai avuto a che vedere solo con il basket.

I suoi guadagni in 14 stagioni nella Lega ammontano infatti a $155 milioni, già di per sé un ben di Dio, ma superano comodamente i $200 milioni se si tiene conto di tutti gli sponsor. Iverson ha firmato per la prima volta con Reebok nel 1996, quando è entrato nella lega come prima scelta assoluta da Georgetown, garantendosi un contratto da $50 milioni per 10 anni. Ma nel 2001, all’apice della sua carriera, quando vinse l’MVP e arrivò alle NBA Finals, Reebok gli offrì un accordo a vita. Una sliding door che la vita gliel’ha davvero cambiata.

AI ha infatti dichiarato bancarotta nel 2012, appena due anni a seguito del proprio ritiro dalla Lega. Non solo sul suo conto in banca non avrebbe avuto “i soldi necessari a comprare un cheeseburger”, come raccontò alla ex moglie al momento del divorzio, ma si sarebbe trovato indebitato per una somma di circa $900mila dollari con un gioielliere della Georgia. Ornamenti di lusso, macchine costosissime e uno stile di vita notturno sregolato hanno sempre fatto parte del suo personaggio, alimentando leggende attorno a esso, ma non possono che alimentare alla lunga una spirale autodistruttiva. Solo Reebok, come si diceva, lo ha salvato.

L’accordo gli garantisce un pagamento annuale di 800.000 dollari per tutta la durata della sua vita, il che lo ha aiutato a ritirarsi su dopo il fallimento e a investire in attività redditizie. Per non parlare dell’ingente somma forfettaria che riceverà il giorno del suo 55esimo compleanno, o del fatto che nel 2023 il suo rapporto con Reebok è andato addirittura oltre. Allen Iverson è infatti diventato ufficialmente vicepresidente di Reebok Basketball, affiancando Shaquille O’Neal, nel ruolo di Presidente.

E pensare che tutto questo poteva andare molto diversamente. Come rivelato nella serie Netflix Power Moves with Shaquille O’Neal, a far cambiare idea all’allora CEO di Reebok, Paul Fireman, restio a concedere quel contratto ad AI, furono due giovani executive, Que Gaskins e Todd Krinsky, che ebbero con il loro superiore uno scambio del genere:

CEO Paul Fireman: “Ci sarà sempre un altro Allen Iverson.”

I due, all’unisono: “No, non ci sarà.”

Per non parlare del fatto che lo stesso AI, al tempo, si trovò a rifiutare un’offerta da parte del Jordan brand, che si presentò da lui con una signature shoe:

Lo ricordo come se fosse ieri, perché è stata una decisione importante per me. Ripensandoci, mi sento bene per la decisione che ho preso per la lealtà di Reebok e per il nostro rapporto.

Gli altri mi proposero una scarpa, ma quando sono andato all’incontro con Reebok mi sono convinto che era quello che volevo fare. Erano ottimi venditori e mi hanno messo a mio agio per arrivare al punto in cui mi trovo ora con l’azienda.

– FONTE: Sports Illustrated