Messa alle spalle una stagione con i crismi della “fine di un ciclo”, gli Utah Jazz si sono proiettati molto rapidamente nel proprio processo di ricostruzione, partito dagli addii di coach Quin Snyder, Rudy Gobert e Royce O’Neal (e precedentemente di Joe Ingles), e proiettato al domani con l’enorme Draft capital ottenuto da Minnesota. Ora, la questione più urgente e rilevante riguarda il futuro di Donovan Mitchell.

Secondo Adrian Wojnarowski (ESPN), in questi giorni Danny Ainge e soci hanno avuto delle conversazioni riguardo una possibile trade per Mitchell con altri executive della lega, ma hanno sempre risposto fermamente che è il loro “cornerstone player” e che il “retooling” dei Jazz parte da lui.

Tony Jones (The Athletic) ha ribadito dopo la trade-Gobert che il front office non ha fretta e che non intende cederlo in questa sessione di mercato. Mitchell ha un contratto di quattro anni e la franchigia per il momento si è detta intenzionata a costruire intorno a lui. Secondo Andy Larsen (Salt Lake Tribune), però, Danny Ainge mantiene un approccio “possibilista” alla situazione: un’offerta particolarmente sostanziosa in termini di asset futuri – come quella ricevuta per Gobert – potrebbe far vacillare la dirigenza.

Lo scenario, in ogni caso, cambierebbe drasticamente se fosse lo stesso Mitchell, adesso o a stagione in corso, a chiedere di essere ceduto: è quanto si aspettano Brian Windhorst e Tim MacMahon (ESPN), secondo cui “molto probabilmente” il giocatore avrà salutato Salt Lake City entro la trade deadline.