Un’analisi delle offerte che Brooklyn potrebbe ricevere in giro per la Lega e della complessità di renderle accettabili.

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Kevin Durant ha richiesto la trade, e questo lo sappiamo bene. Il vero problema, adesso, sta nel capire fino a che punto i Brooklyn Nets si spingeranno avanti per ricavarne un compenso adeguato. Uno scambio simile, per un giocatore di questo calibro e quattro anni di contratto è un unicum anche per una Lega notoriamente legata al mercato come l’NBA.

Facendo un’analisi lucida della situazione, i Nets non hanno motivo di affrettare le cose, né con KD, né con il suo compagno in uscita Kyrie Irving – nonostante i rumors che lo vedono molto propenso a trasferirsi verso LA. Entrambi sono regolarmente a contratto per la stagione 2022/23, e per entrambi Brooklyn ha il diritto di chiedere qualsiasi pacchetto che più li aggradi, anche a costo di mantenerli a roster entro l’inizio della stagione.

Sembra piuttosto ovvio, quindi, che il prezzo per Kevin Durant rimarrà piuttosto alto. Per fare un esempio, di recente i Timberwolves hanno offerto un pacchetto di dimensioni epiche per arrivare a Rudy Gobert. Secondo le voci emerse da The Athletic riguardo una trattativa fallimentare proprio con Minnesota, Brooklyn sarebbe alla ricerca di una combinazione di uno o più All-Star (o giovani con un potenziale da All-Star) e un sostanzioso capitale di scelte al Draft non protette – o pick swaps. Qualcosa di ancor superiore rispetto al pacchetto metto sul piatto per il francese ex Utah.

Sebbene Phoenix Suns e Miami Heat siano le destinazioni preferite di Durant, si presenterebbero diverse difficoltà per uno scambio con entrambe le squadre.

La prima, e non da poco, è che Devin Booker e Bam Adebayo sarebbero le richieste di Sean Marks. Quale è il problema di una simile richiesta? Beh, semplicemente il fatto che nessuno dei due può essere scambiato a causa della cosiddetta Designated Rookie rule, una norma che stabilisce che due giocatori reduci da una Designated rookie extension non possano giocare assieme qualora uno dei due venga acquisito via trade. A causa della presenza a roster di Ben Simmons, questo esclude una serie di eventuali target per i Nets, tra cui Booker e Bam. Questione incompatibile per le richieste di Sean Marks.

In quest’ottica, partendo dai Suns, l’unico pacchetto realistico ruoterebbe attorno a Deandre Ayton tramite una sign&trade. Anche qui, però, con delle problematiche non da poco. A causa di una regola ufficiosamente definita Base Compensation rule, il salario di DA in uscita tramite sign&trade viene valutato come il 50% del salario reale. In poche parole, se i Suns volessero cedere il giovane lungo, dovrebbero aggiungere contratti per un’altra ventina di milioni di dollari per il salary matching con le cifre di KD. Secondo HoopsHype, un pacchetto che includa Cam Johnson, Torrey Craig e Jae Crowder, oltre a Ayton, basterebbe a far quadrare i conti, anche se sembra piuttosto complicato che i Nets non chiedano, giusto per fare un nome, anche Mikal Bridges.

Lato Heat, invece, Tyler Herro potrebbe essere il giovane che Brooklyn cerca, ma necessiterebbe ovviamente dell’aggiunta di svariati asset che Miami, al momento, non ha.

Mentre in giro per Twitter e sui media emergono rumors di ogni tipo, dalla possibile offerta di Marcus Smart e Jaylen Brown da parte dei Boston Celtics alle tentate persuasioni di Joel Embiid, nelle ultime ore è emersa un’altra possibile meta per l’approdo di KD.

Adrian Wojnarowski di ESPN ha citato Toronto come squadra “in agguato” per Durant (ne abbiamo parlato QUI). I Raptors hanno numerosi asset a disposizione, la mole dei quali il seguente estratto dal nostro articolo di approfondimento può rendere l’idea:

I Raptors dispongono di tutte le proprie prime scelte future, di due “big-money contracts” come Pascal Siakam ($35.4M) e Fred VanVleet ($21.2M), di due contratti appetibili come Gary Trent Jr e OG Anunoby (entrambi intorno ai $17M), di un giovane di grande prospettiva come Scottie Barnes e di un altro giovane interessante come Precious Achiuwa. Inoltre, i canadesi hanno a disposizione due trade exception – generate da Lowry ($3M) e Dragic ($5.5M) – che possono aiutare per il salary matching.

Dunque, mentre il campo delle contender nelle trade talks sembra ridursi a queste tre squadre, resta il dubbio su come e quando (o se) Durant possa trovare davvero il modo di forzare una trade. I Nets hanno rinunciato a un pezzo importante come Bruce Brown nel frattempo, ma hanno ancora a disposizione giocatori abbastanza funzionali da rendere un nucleo con KD e Kyrie molto competitivo.

Nonostante i dubbi su Ben Simmons, il rientro di Joe Harris assieme a due tiratori come Seth Curry e Patty Mills (appena rifirmato), oltre alla conferma di Nic Claxton e all’arrivo di Royce O’Neale, fanno di Brooklyn una squadra ancora molto interessante, che potrebbe garantire alle due superstar la possibilità di lottare per il bersaglio grosso ai Playoffs, senza farsi scoraggiare dalla passata stagione ricca di problematiche, dall’assenza di Irving alla condizione fisica di KD.

Se Kevin Durant si muoverà da Brooklyn, lo farà a caro, carissimo prezzo. E questo basta a rendere il tutto estremamente complicato.