
Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Marc J. Spears e pubblicata su Andscape, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.
Appena qualche giorno fa Jonathan Kuminga, ala dei Golden State Warriors, si dirigeva con ottimismo a lavoro in vista della potenziale stagione della sua consacrazione All-Star. Ma quando il giovane nativo della Repubblica Democratica del Congo è giunto al Chase Center tutta la sua gioia si è convertita in tristezza, dopo aver appreso della scomparsa del suo leggendario connazionale Dikembe Mutombo. “Ero alla guida verso l’arena con un amico per il Media Day, ascoltando musica diretti verso The City [San Francisco, ndr].”. Ha rivelato Kuminga alla fine della seduta d’allenamento del 4 ottobre a BYU-Hawaii.
“Il mio amico ha aperto Instagram e la prima immagine che è saltata fuori riguardava la morte di Dikembe Mutombo. Subito dopo ho spento la musica. Siamo rimasti in silenzio e non abbiamo detto nulla l’un l’altro per un pò.”
“Ho iniziato a pensare ‘Perché? Che succede? Che cosa sta succedendo?’. Per me è stata una brutta notizia da ricevere così tanto presto. Una brutta notizia sotto tutti gli aspetti. Molto triste. Sapevo che fosse malato. Gli avevo scritto un paio di mesi fa per avere sue notizie. Sapevo che fosse malato, ma non che stesse così tanto male.”
Jonathan Kuminga
Mutombo è deceduto all’età di 58 anni il 30 settembre a causa di un cancro al cervello. L’Hall of Famer NBA è 2° in classifica generale per numero di stoppate, dietro solo all’altro atleta di origini africane, Hakeem Olajuwon. L’8 volte All-Star è stato nominato 4 volte Defensive Player of the Year e la sua canotta #55 è stata ritirata da parte dei Denver Nuggets e degli Atlanta Hawks. Mutombo potrebbe essere ricordato più per le sue gesta sul lato umano e umanitario. Dikembe, 1° Ambasciatore Globale NBA, ha dato vita ad un ospedale ed una scuola nella sua città natale di Kinshasa. Mutombo ha inoltre probabilmente avuto il ruolo più importante nel convincere la NBA a dare inizio alla Basketball Africa League, ed andava frequentemente agli eventi BAL. “Conoscevo già Mutombo prima ancora che conoscessi altri giocatori NBA molto più famosi e popolari come Kareem Abdul-Jabbar e tutti gli altri grandissimi. Mio padre parlava sempre di lui, e ci aveva giocato contro da ragazzo.”. Ha affermato Jonathan Kuminga, la cui città natia di Goma si trova a circa 3 ore di volo da Kinshasa.
“Mutombo ha creato un grande ospedale per aiutare la gente che ne aveva bisogno. Il Congo non possiede quel tipo di ospedali dotati di molta strumentazione, come ad esempio la macchina per la Risonanza Magnetica. Inoltre, l’ospedale è stato costruito in nome di sua madre. Per lui poterlo realizzare è stata una cosa molto speciale.”
“Molta gente della mia città andava spesso in India o in Sud Africa per ricevere assistenza medica. Non devono più andare così lontano. Possono andare all’ospedale di Mutombo. Ha inoltre avuto un enorme valore per gli studenti-atleti provenienti dal Congo. Per noi lui è tutto.”
Jonathan Kuminga
In quintetto come ala, Kuminga ha messo a referto 7 punti e 4 rimbalzi, con 3/8 al tiro in 19 minuti d’impiego durante la vittoria in preseason nell’esordio contro i Los Angeles Clippers il 5 ottobre allo University of Hawaii’s Stan Sheriff Center, vittorioso per 91-90 per i Golden State Warriors. Kuminga ha rivelato che Mutombo è stato un mentore per lui, al quale si rivolgeva spesso via sms, aggiungendo che l’ultima volta che lo aveva incontrato era accaduta 2 anni prima, durante una sfida di preseason in Giappone dei Warriors.
“L’ultima volta che ho visto Mutombo mi ha detto ‘Continua a fare, continua a lavorare. Hai un grande futuro davanti. Ricordati sempre da dove provieni’.”
Jonathan Kuminga

La Repubblica Democratica del Congo ha sfornato diversi talenti NBA, tra cui gli stessi Mutombo e Kuminga, Bismack Biyombo, D.J. Mbenga, Christian Eyenga, Emmanuel Mudiay e Oscar Tshiebwe. Mutombo non solo possiede il miglior profilo cestistico, ma è anche l’unico adatto a scendere in campo in un All-Star Game. Kuminga ha mostrato sprazzi del suo talento All-Star nelle precedenti 3 stagioni. L’atletica ala, alta 201 centimetri e dal peso di 102 kilogrammi, ha messo a referto 16.1 punti e 4.8 rimbalzi in 26.4 minuti d’impiego in carriera. Con Klay Thompson in uscita verso i Dallas Mavericks dopo una sign&trade quest’estate, ci si aspetta che Kuminga assuma un ruolo importante, offensivamente parlando, al fianco di Stephen Curry. Con l’All-Star Game 2025 già previsto e locato a San Francisco, Jonathan ha delle motivazioni extra nel personale obiettivo di ottenere la sua 1° apparizione all’All-Star Game.
“Abbiamo una squadra diversa, non sono sicuro di sapere cosa potrà accadere. Ma comunque, qualsiasi cosa accada, la mia mente è preparata ad affrontare tutto.”
Jonathan Kuminga
Quando è stato interrogato sulle sue aspettative verso Kuminga, coach Steve Kerr ha dichiarato quanto segue.
“Ha bisogno di mantenersi nel suo stato di crescita attuale. Ha compiuto passi in avanti più grandi di chiunque altro. Il suo tiro da oltre l’arco è molto importante, specie per la moderna NBA. La sua abilità nel catch&shoot messe in pratica costantemente gli permetteranno di aprire spazi offensivi per i suoi compagni.”
“Difensivamente, deve continuare a migliorare sfruttando il suo atletismo e la sua forza, in modo che riesca ad avere un impatto rilevante sugli avversari. Queste sono le cose su cui siamo concentrati per adesso.”
Coach Steve Kerr
Jonathan Kuminga, che ha da poco compiuto 22 anni, spera di poter firmare un prolungamento con i Golden State Warriors. I Warriors e Kuminga hanno espresso reciproco interesse nel portare a termine l’estensione prima della Rookie scale deadline del 21 ottobre. Attualmente Kuminga guadagna $7.6 milioni nel suo ultimo anno di contratto, e sarà Restricted Free Agent nel 2025 se il suo prolungamento contrattuale non dovesse esser messo nero su bianco entro la deadline.
“Il mio agente si sta occupando di tutto questo. Io devo solo concentrarmi su ciò che dovrò raggiungere. Ci sono tanti traguardi da raggiungere. Più ne riesco a superare e meglio andranno le cose in generale, aggiustandosi da sé.”
Jonathan Kuminga

Mentre Mutombo è deceduto, ci sono svariate star del basket africano nella NBA ed altre in arrivo all’orizzonte. C’erano 19 giocatori nati in Africa nella scorsa stagione in NBA, incluso Kuminga, l’MVP Joel Embiid e l’All-Star degli Indiana Pacers, Pascal Siakam. La NBA Academy Africa ha inoltre pagato ulteriori dividendi, con l’arrivo di Khaman Maluach a Duke, della scelta del Big Man Ulrich Chomache al Draft da parte dei Toronto Raptors e la firma di un Exhibit 10 contract da parte di Babacar Sane con gli Utah Jazz. Kuminga crede che la legacy di Mutombo continuerà attraverso gli attuali ed i futuri giocatori africani in NBA. “Provo ad essere un gran giocatore e dare il massimo che posso.”. Ha rivelato Kuminga, che ha visitato il Congo per l’ultima volta dopo aver vinto il Titolo NBA con i Golden State Warriors nel 2022.
“Mutombo ha fatto il massimo che potesse, ed è tornato per dare una mano. E questo è tutto ciò che conta: dare il massimo che si possa dare, di qualsiasi cosa si tratti, in modo da poter restituire qualcosa alla gente e fare in modo di mostrare loro che questo è ciò che conta.”
“Ho sempre dato il mio aiuto. Cercato di restituire qualcosa. Di aiutare la gente. Regalando Scarpe, aiutando certi bambini. Sto lavorando per creare un camp quando ritornerò, ad un certo punto, ed aiuterò alcuni degli studenti congolesi, offrendo loro borse di studio e scuole per la loro istruzione.”
Jonathan Kuminga