Una lista di 5 squadre e una trade da comporre: il prossimo capitolo della carriera di Kevin Durant potrebbe concretizzarsi già entro fine giugno

Due anni e mezzo dopo l’arrivo a Phoenix in una mossa che sembrava dover cambiare il destino della franchigia, Kevin Durant e i Suns sembrano essere giunti a un bivio definitivo. Secondo quanto riportato da ESPN, la dirigenza di Phoenix ha avviato una serie di incontri con Rich Kleiman, CEO di Boardroom e storico socio in affari del giocatore, per valutare potenziali scenari di trade che potrebbero concretizzarsi prima del Draft NBA di fine giugno.

La notizia, seppur sorprendente nei tempi, non è del tutto inattesa. Già alla trade deadline di febbraio circolavano indiscrezioni secondo cui i Suns avevano testato il mercato per Durant, valutandone la disponibilità senza però finalizzare alcuno scambio. All’epoca, la reazione del fuoriclasse non fu delle migliori: sorpreso e deluso, aveva preferito concludere la stagione in Arizona. Oggi però il contesto è cambiato: questa volta è in corso un vero e proprio processo congiunto tra la franchigia e il giocatore per individuare una nuova destinazione.

Cinque squadre sono già emerse come interessate al 15 volte All-Star:

  • Houston Rockets
  • San Antonio Spurs
  • Miami Heat
  • Minnesota Timberwolves
  • New York Knicks

A queste si aggiungono alcuni outsider che hanno sondato il terreno negli ultimi giorni. Il contratto di Durant — 54,7 milioni garantiti per la stagione 2025-26 — gli conferisce un margine di controllo considerevole sulle trattative, anche in ottica di una possibile estensione: se scambiato, potrà firmare un nuovo contratto biennale fino a 112 milioni già dal 6 luglio, cifra che potrebbe salire a 124 milioni se decidesse di attendere sei mesi.

Sul piano tecnico, Durant ha dimostrato ancora una volta di essere tra i giocatori più efficienti della lega, chiudendo la stagione con una media di 26,6 punti, 6 rimbalzi e 4,2 assist in 62 partite. Ancora più impressionante è la sua continuità statistica: terzo anno consecutivo con almeno 25 punti, il 50% dal campo e il 40% da tre, qualcosa che nessun altro giocatore ha mai realizzato nella storia NBA. A 37 anni da compiere a settembre, il suo profilo resta tra i più ambiti per qualsiasi franchigia ambiziosa.

I Suns, nel frattempo, si preparano a una nuova era. Dopo aver chiuso la stagione con un deludente 36-46 — record impietoso per la squadra con il monte ingaggi più alto della lega — la dirigenza ha già avviato una ristrutturazione interna. È stato nominato Brian Gregory come nuovo general manager e l’ex assistente dei Cavaliers Jordan Ott è stato scelto come head coach. Due segnali chiari di un cambiamento profondo in corso.