Tyrese Maxey è sparito dalla serie contro i Knicks grazie a Mikal Bridges e Jalen Brunson.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Marcus Hayes e pubblicata su The Philadelphia Inquirer, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Tyrese Maxey è stato un vero e proprio candidato al titolo di MVP in questa stagione. Durante le frequenti assenze di Joel Embiid, Maxey ha tenuto i Sixers in corsa per i playoffs grazie a un impegno instancabile, a un gioco offensivo sempre più maturo, alla sua capacità di dirigere il gioco e, soprattutto, al suo contributo in fase realizzativa. Ha segnato una media di 28.3 punti, piazzandosi al quinto posto nella classifica NBA. Ha tirato in media 21.4 volte a partita, risultando terzo in questa statistica.
Nelle tre partite contro i Knicks, ha una media di 18.7 punti e 14.7 tiri. I Sixers hanno perso le prime tre partite di questa serie del secondo turno, l’ultima delle quali è stata una sconfitta per 108-94 venerdì sera. I Knicks possono chiudere la serie domenica pomeriggio. I motivi principali: Mikal Bridges e Jalen Brunson.
Forse Bridges anche più di Brunson. Con i suoi 198 cm, Bridges ha un vantaggio di 10 cm in altezza, e con un’apertura alare di 216 cm, beh, diciamo solo che è come se Maxey cercasse di tirare sopra l’Empire State Building. C’era da aspettarselo. Bridges è stato un giocatore del primo All-Defensive Team nel 2021-22. Il suo soprannome è “The Warden”, il guardiano, perché mette in cella gli avversari. Il suo allenatore a Villanova, Jay Wright, ha lodato lo sviluppo di Bridges come difensore, dato che Bridges gli ha fatto vincere due campionati nazionali.
“Lui è così”, ha detto Brunson, suo compagno di squadra a Nova e nei Knicks, prima di aggiungere: “È un compito difficile. È un’impresa ardua, il modo in cui è in grado di manovrare, superare i blocchi, fare tutte quelle cose”. Senza essere provocato, le prime parole uscite dalla bocca dell’allenatore dei Knicks Mike Brown venerdì riguardo alla partita sono state:
«Non farei il mio dovere se non sottolineassi l’impegno costante che Mikal sta dimostrando in difesa quando si tratta di Maxey. Maxey è un ottimo giocatore. Non riusciremo a fermarlo sempre. Speriamo solo che sbagli qualche tiro.»
Maxey non è stato all’altezza, in realtà. Ha realizzato 8 canestri su 12, ma ha segnato solo 17 punti. È stato efficiente, ma non eccezionale. Tra la pressione di Bridges e i frequenti raddoppi dei Knicks, il gioco di Maxey è stato in gran parte neutralizzato. Ancora una volta.
Ha realizzato il 41,8% dei suoi tiri da tre punti nel primo turno contro i Celtics, ma ha sbagliato 10 dei suoi 12 tentativi da tre contro i Knicks. Ha chiuso con 3 su 9 dal campo in Gara 1 e ha commesso quattro palle perse. In Gara 2 è andato 9 su 23, con sei palle perse. Venerdì ne ha perse solo due, ma ha già totalizzato 12 palle perse in tre partite dopo averne accumulate solo nove nelle sette partite contro i Celtics nel primo turno.
Anche le sue incursioni a canestro sono state meno frequenti e meno fruttuose. Venerdì è stata solo la terza volta in 80 partite in questa stagione che Maxey non ha tentato un tiro libero. Non è stato solo merito di Bridges, ovviamente. La strategia dei Knicks di raddoppiare su Maxey nella maggior parte dei blocchi lo ha portato a passare la palla per superare quella pressione. I suoi compagni di squadra non stanno convertendo.
“Penso che Mikal sia un ottimo difensore. Penso anche che quando si ‘sale’ su ogni blocco e si mettono due uomini sul pallone ogni singola volta, il mio compito sia quello di liberarmene”, ha detto Maxey, che in Gara 3 ha servito sette assist, ma i Sixers hanno tirato con appena il 42,9% dal campo. “Dobbiamo realizzare alcuni di questi tiri”, ha chiuso la combo guard di Phila.
Bridges ha concordato con Maxey sul fatto di non averlo marcato stretto come, ad esempio, Gary Payton fece con Michael Jordan in parte delle finali NBA del 1996. “Voglio dire, è un lavoro di squadra”, ha detto Bridges, “ho altri quattro ragazzi che mi aiutano”. Forse. Ma tutto parte da Bridges.
“Si tratta semplicemente di giocare duro, seguendo le indicazioni dello scout. Sai quanto Tyrese sia importante per la squadra, quanto sia fondamentale e quanto sia bravo, quindi sto solo cercando di rendergli le cose difficili.”
– Mikal Bridges
Missione compiuta. Il calo di Maxey è ancora più evidente se confrontato con la produzione di Brunson. Dopo aver segnato 33 punti venerdì, Brunson ha una media di 31.3 punti nella serie, 5.3 in più rispetto alla sua media in stagione regolare. Ma d’altronde, lui non sta marcando Maxey in difesa. Apprezza l’uomo che lo fa e capisce perché, da Villanova a New York, “The Warden” continui a mettere in difficoltà gli avversari.
«Ha la mentalità di chi pensa solo all’azione successiva, ha la memoria a breve termine: si concentra solo sull’azione che verrà. Qualunque cosa accada, positiva o negativa che sia, lui è già concentrato su quella successiva. È un istinto che non si può davvero insegnare. È fatto così.»
– Jalen Brunson