Anthony Edwards ha fatto bene in Gara 3, ma questa non è la sua migliore versione. E non è detto che la vedremo in questi Playoffs.

Anthony Edwards contro Victor Wembanyama NBA
FOTO: New York Times

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Jace Frederick e pubblicata su Twin Cities Pioneer Press, tradotto in italiano da Mattia Tiezzi per Around the Game.


Dopo un primo quarto in attacco decisamente disastroso per Minnesota nella Gara 3 di venerdì sera, Anthony Edwards ha acceso la miccia che ha infiammato il Target Center. La stella della squadra ha infilato una tripla a 26 secondi dalla fine del primo quarto, riducendo a quattro punti lo svantaggio che aveva toccato anche i 15 punti. Poi, nell’azione successiva, ha sfrecciato lungo il campo e ha provato un tiro molto contestato proprio allo scadere del tempo – mettendolo a segno. In qualche modo, alla fine di un quarto d’inferno, i Timberwolves erano sotto di un solo punto. Ma soprattutto, Anthony Edwards sembrava tornato.

La superstar ha dato il massimo in questi playoffs, prima lottando contro un infortunio al ginocchio, poi tornando in campo solo nove giorni dopo aver subito un’iperestensione e una contusione ossea al ginocchio sinistro. È stato sicuramente d’aiuto. Ma non si era ancora visto al meglio. Venerdì Anthony Edwards è sembrato più vicino che mai alla sua forma migliore. Ha segnato 32 punti – di cui 13 nel primo quarto – oltre a 14 rimbalzi, eguagliando il suo record personale nei playoffs.

«È stato fantastico. È stato bravissimo. È andata bene. Ne aveva bisogno, ne avevamo bisogno, e sta lottando per ritrovare una partita come questa. E non poteva capitare in un momento migliore. Purtroppo, non siamo riusciti a ottenere il risultato che ci si aspettava.»

– coach Chris Finch

Soggetto in precedenza a un limite di minuti, Anthony Edwards ha giocato 41 minuti in Gara 3. Prima della partita aveva detto a Finch che avrebbe potuto giocare tutti i minuti necessari. Il suo impegno è stato eroico. Si aveva l’impressione di una squadra che stava dando tutto ciò che aveva, eppure, quando le energie si sono esaurite, Minnesota è rimasta comunque a mani vuote.

Parte del motivo è che i compagni di squadra di Edwards non sono riusciti a realizzare abbastanza tiri. Una prestazione balistica scadente ha rovinato una serata che altrimenti avrebbe visto un buon gioco offensivo. Minnesota ha totalizzato 45 potenziali assist, il numero più alto di questi playoffs e un aumento significativo rispetto a quanto prodotto nelle prime due partite della serie.

Ma le opportunità sono state raramente sfruttate, dato che Minnesota ha tirato con il 38% dal campo. Un altro motivo della sconfitta è stato Anthony Edwards. Come può essere vero in una serata in cui si è caricato di un peso così grande? Semplicemente perché non era la versione al massimo che siamo abituati a vedere. Il che non è colpa sua, il suo fisico sta limitando le sue capacità in questi playoffs, e lo ha fatto anche in questa spettacolare Gara 3.

Anthony Edwards ha realizzato solo 5 canestri su 13 tentativi dal campo nel secondo tempo e ha chiuso con appena cinque punti nell’ultimo quarto, quando la partita era in bilico. Tre di questi sono arrivati con una tripla a 24 secondi dalla fine, quando i Wolves erano sotto di otto punti. Edwards non ha ritenuto difficile liberarsi della marcatura nel finale, ma ha faticato a trovare tiri di qualità quando la partita era in bilico.

Come hanno fatto in Gara 2, venerdì gli Spurs hanno messo in atto delle difese trap su Anthony Edwards nel secondo tempo. Quest’ultimo ha cercato occasionalmente di superare i due difensori dal palleggio – cosa che può fare quando è al massimo della forma. Ma al momento gli manca lo scatto necessario per portare a termine una manovra del genere, il che lo ha costretto a tentare tiri in sospensione difficili in numerose occasioni.

La guardia degli Spurs Devin Vassell ha detto che il piano di San Antonio su Edwards era quello di ‘mettergli pressione, rendergli la vita un inferno’. L’esecuzione della missione va a merito di San Antonio. Ma un Edwards al massimo della forma trova spesso il modo di far pagare agli avversari tale aggressività, accendendo i motori per cambiare direzione e andare a canestro con grinta.

Sfortunatamente per i Wolves, quella non è la versione della superstar che possono schierare al momento.