Merito anche dei Cavaliers, ma le palle perse di Cade Cunningham nel finale sono costate ai Detroit Pistons una gara fondamentale in una serie non facile.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Shawn Windsor e pubblicata su Detroit Free Press, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Sembravano fuori dai giochi, poi hanno recuperato, per poi mandare di nuovo tutto all’aria. E proprio quando sembrava che per i Detroit Pistons fosse finita, sono riusciti a rimettersi in carreggiata ancora una volta. Avevano messo i Cleveland Cavaliers alle loro condizioni: partita in parità, sul finire, con la palla nelle mani di Cade Cunningham.
La stella dei Pistons aveva già deciso le prime due partite di questa serie del secondo turno e, nonostante una prestazione altalenante e a tratti imprecisa, ha avuto la possibilità di chiuderla ancora una volta. Se ci fosse riuscito, la serie sarebbe finita. Ma a 2:32 dalla fine e con il punteggio in parità a 104, Cunningham ha cercato di rimettere la palla in gioco per Daniss Jenkins e non ci è riuscito. Max Strus l’ha rubata su un passaggio impreciso e ha corso in contropiede per un layup.
Qualunque fosse l’ansia che i Cavaliers provavano dopo aver sprecato un vantaggio di 17 punti nel terzo quarto, in quel momento è svanita. Il passaggio sbagliato si è inserito tra altri due turnover di Cunningham nel finale, e quelle giocate errate sono costate ai Pistons la possibilità di chiudere definitivamente la serie. Invece, Cleveland ha ripreso vita, riuscendo a battere i Pistons 116-109.
Cunningham non ha tirato bene per tutta la partita. Si possono accettare i tiri sbagliati nel finale, specialmente se provengono dai suoi punti preferiti. I migliori giocatori nella storia di questo sport hanno sbagliato più tiri di quanti ne abbiano realizzati alla fine delle partite dei playoffs. Eppure, ci è voluto un tiro da tre di James Harden – ehi, prima o poi doveva pur rovinarsi la reputazione nei playoffs, no? – per ribaltare finalmente l’esito della partita. Ma le palle perse? Quelle devono cambiare.
La stella di Detroit sta ancora imparando. E lo stesso vale per questi Pistons. Soprattutto che quando hanno la possibilità di affossare una squadra, devono coglierla. Se non altro, hanno dimostrato di poter continuare a lottare e ci sono quasi riusciti quando Duncan Robinson ha pareggiato con una tripla, per poi provocare un fallo in attacco. Questo dopo aver segnato una tripla a tabellone all’inizio del quarto quarto.
A volte serve un po’ di fortuna. A volte te la crei da solo. Per un po’ sembrava che la partita si sarebbe conclusa così, quando i Pistons hanno dato una spinta nel terzo quarto dopo un secondo quarto altalenante. Ma poi i Cavaliers hanno chiuso il terzo quarto con un parziale di 9-0, finché Tobias Harris non ha realizzato un tiro in corsa, subendo fallo. Ha realizzato il tiro libero. Poi Caris LeVert ha rubato il passaggio in entrata e Harris ha segnato con un layup.
La serie di 5-0 di Harris ha salvato i Pistons da un crollo nel finale di quarto, dopo tutto il buon lavoro fatto per recuperare lo svantaggio di 17 punti. Per due volte, i Pistons hanno avuto la palla in mano con due punti di vantaggio, senza riuscire ad allungare ulteriormente. Cunningham ha perso palla due volte in quel frangente, tra cui una volta quando ha cercato di rimetterla in gioco sotto il canestro dei Cavaliers e ha colpito il retro del tabellone. Non è stato l’unico ad avere difficoltà.
Jenkins ha disputato la sua peggior partita dall’inizio del primo turno. Ha permesso a Dennis Schroder di avere la meglio su di lui, mentre entrambi litigavano fin dal primo quarto. Anche Jenkins e Jaylon Tyson sono venuti alle mani e hanno dovuto essere separati. Il primo turno di Jenkins è durato 1:35 prima che J.B. Bickerstaff lo sostituisse. Non è stata una sorpresa. Questa era la sua prima partita in trasferta nel secondo turno dei playoffs, e imparerà, come ha fatto nel primo turno.
Jalen Duren, nel frattempo, continua ad avere problemi sotto canestro contro Evan Mobley e Jarrett Allen. La loro statura sembra disorientare Duren. Fa una mossa, gira su se stesso e sembra non sapere dove si trova rispetto al canestro. Allen lo ha surclassato. Mobley lo ha surclassato. Se non fosse stato per l’impegno di Paul Reed nel secondo tempo, i Pistons non sarebbero riusciti a rimontare e non avrebbero avuto alcuna possibilità.
Reed ha sostituito Isaiah Stewart, che continua a sembrare un po’ lento. Questo ha dato una possibilità ai Pistons. E, in fin dei conti, è tutto ciò che si può chiedere in trasferta nei playoffs. In questo senso, hanno dimostrato qualcosa. Non mollano mai. Questo continua a giocare a loro favore. E dovrebbe continuare a offrire loro delle opportunità. Devono solo approfittarne. A partire da Cunningham.