
Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Nick Richard e pubblicata su The Lead, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Gli Oklahoma City Thunder hanno trascorso anni a costruire le basi per questo momento. Dopo una ricostruzione paziente e un impegno costante nello sviluppo dei giocatori, ora si trovano in una posizione ideale per puntare al titolo NBA.
Con Shai Gilgeous-Alexander che gioca a livello da MVP e il resto della squadra che sale di colpi nel momento giusto, il futuro dei Thunder appare estremamente luminoso.
Pronti alla battaglia
All’inizio dei playoff di quest’anno, la squadra è stata criticata dai media per la poca esperienza in post-season. Finora, però, questa mancanza ha avuto un impatto minimo, se non nullo.
Oklahoma City ha dimostrato di essere molto più di una squadra giovane e promettente. Sono costruiti per competere ad alti livelli nei playoff.
Nella durissima serie di secondo turno contro i campioni i ben più esperti Denver Nuggets, i Thunder hanno dominato Gara 7. Una prova che questa squadra è pronta a rispondere quando la pressione sale.
Mostrare sangue freddo nei momenti decisivi, durezza difensiva e capacità di reagire alle difficoltà ha consolidato lo status di contendente al titolo per OKC.
Molti giocatori della panchina hanno risposto presente nel momento del bisogno. Cason Wallace ha dato energia e impatto immediato entrando dalla panchina, mentre Alex Caruso ha rafforzato il suo ruolo chiave nella serie.
Nei playoff, il talento delle stelle è fondamentale, ma spesso è la profondità del roster a decidere chi arriva in fondo a giugno. Una second unit affidabile può cambiare l’esito di una serie.
L’apporto di Wallace e Caruso potrebbe essere ciò che separa una buona corsa playoff da una vera e propria consacrazione.
NBA Finals in vista
Prima di poter pensare alle Finals, OKC deve superare un ultimo ostacolo importante: i Minnesota Timberwolves. Le dimensioni, la versatilità difensiva e la fisicità dei T’Wolves li rendono uno degli avversari più ostici dell’intera lega. Ma la serie è già sul 2-0 per la squadra di Daigneault.
I Thunder dovranno essere impeccabili su entrambi i lati del campo per dare il colpo del K.O. a Minnesota. Se riuscissero nell’impresa, potrebbero affrontare le Finals con piena fiducia.
Quest’anno OKC ha stabilito un record storico in NBA: 29 vittorie e una sola sconfitta contro squadre della Eastern Conference, il miglior bilancio di sempre.
L’unica sconfitta è arrivata contro i Cleveland Cavaliers, già eliminati al secondo turno dagli Indiana Pacers, contro cui OKC ha un bilancio stagionale di 2-0.
I New York Knicks hanno sorpreso tutti in questi playoff, eliminando i campioni uscenti Boston Celtics. Ma i Thunder hanno battuto sia i Knicks che i Celtics in entrambi gli scontri diretti durante la stagione.
Le eliminazioni di Boston e Cleveland hanno aperto le porte a un possibile accoppiamento in finale molto più abbordabile. La strada verso il titolo per i Thunder sembra oggi molto più percorribile rispetto a quanto si potesse immaginare solo poche settimane fa.
OKC gioca diversamente da tutti gli altri
Ciò che rende i Thunder così difficili da affrontare è il loro stile di gioco poco convenzionale. OKC vive di ritmo, movimento e imprevedibilità.
Mettono costantemente in campo cinque giocatori tecnici, capaci di passare, tirare e difendere ad altissimo livello.
Chet Holmgren, con i suoi 2,13 metri e abilità da esterno, allarga il campo e crea spazi per le penetrazioni di Shai Gilgeous-Alexander e Jalen Williams.
Con un centro “stretch” come Holmgren, l’area si apre in attacco come poche altre volte si è visto.
Anche in difesa, OKC è estremamente fastidiosa. Cambiano su più ruoli, recuperano rapidamente e usano la loro lunghezza per interrompere le linee di passaggio e contestare i tiri senza commettere falli inutili.
La squadra preferisce inoltre attaccare il ferro piuttosto che accontentarsi di tiri da tre: in Gara 1 contro Minnesota hanno tentato solo 21 triple, ma hanno vinto con un margine di 26 punti davanti al proprio pubblico.
Se riusciranno a superare Minnesota, non c’è motivo di pensare che non possano completare l’opera e portare a casa il primo titolo NBA nella storia della franchigia di Oklahoma City.
Il loro basket privo di ruoli fissi, basato sulla condivisione e sull’intelligenza, è qualcosa di unico nel panorama attuale della lega. È difficile da prevedere, difficile da difendere e ancora più difficile da battere in una serie.
Questa unicità, unita al talento e alla profondità del roster, rende questa stagione l’occasione migliore che OKC abbia avuto dai tempi d’oro dei primi anni 2010.