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Questo contenuto è tratto da un articolo di Rhiannon Walker per Andscape, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Bobby Jones ha aspettato pazientemente che “Dr. J”, Julius Erving, creasse separazione dal proprio difensore e sprintasse a canestro da destra. Con 7 minuti e 35 secondi rimasti da giocare in Gara 4 delle NBA Finals 1980 tra Philadelphia 76ers e Los Angeles Lakers, Dr. J si apprestava a scrivere un’altra pagina di storia della pallacanestro. Il passaggio di Jones è passato sopra la testa di una guardia dei Lakers posizionata in mezzo alla linea del tiro libero prima di arrivare fra le mani di Erving. Su di lui, Mark Landsberger, posizionato in difesa ma già lasciato indietro da Dr. J nella sua corsa verso il canestro. Battuto l’avversario con un solo palleggio sulla linea di fondo, Erving ha preso il volo per quello che si prospettava un semplice leyup o una schiacciata. Poi è arrivato in aiuto Kareem Abdul-Jabbare, pronto a stoppare il tiro o a fare fallo. “Ho messo palla a terra passando dietro a Landsberger.” – ha detto Julius Erving al Los Angeles Times – “La miglior cosa da fare in questi casi è andare dritti al ferro e schiacciare, ma ho visto Kareem. Ho cercato Darryl Dawkins, pensando che stesse andando verso canestro dato che Kareem era in marcatura su di lui, ma non sono riuscito a vederlo. Perciò ho spostato la palla dal traffico mentre guardavo in aria, e mi si è aperta una possibilità. Kareem non ha saltato, così ho usato il tabellone ed è andata dentro.”.


Con Erving bloccato dietro al canestro, non sembrava possibile una qualunque giocata – fino a che Erving non ha deciso che l’unica opzione fosse levitare con il proprio corpo e trasformarsi in un personaggio di The Matrix. Rimasto in aria per quella che è sembrata un’eternità, è stato capace di aggirare un gigante come Abdul-Jabbar e di estendere il braccio destro verso la parte sinistra del tabellone abbastanza da chiudere un perfetto appoggio, in reverse.

Quel canestro ha portato Philadelphia sopra per 91-84 e si è trattato di 2 dei 10 punti che Erving ha segnato negli ultimi 7 minuti e 40. Ha concluso con 23 punti, 5 rimbalzi e 3 assist. “Semplicemente era il momento e il fatto che si trattasse dei Playoffs per il titolo”, ha detto Dr. J: “Il fatto è che ci ha regalato un buon margine e che l’arena è esplosa, ma ho fatto movimenti più complessi.”. I fan dei 76ers sono impazziti, realizzando che l’11 maggio 1980 sarebbe diventato un giorno da ricordare per celebrare una delle giocate più iconiche nella storia delle NBA Finals.

Abdul-Jabbar, MVP di regular season, era incredulo. Tutto ciò che ha potuto fare è stato girarsi e andare in attacco. Dr.J non era nuovo a rivoluzionare la pallacanestro o a battere le leggi della gravità. Perciò, per il futuro Hall of Famer, non si è trattato di altro che semplice business, atterrando sul parquet e scattando verso la difesa. Magic Johnson, allora un rookie, ha commentato:

“Ero lì a tentare di vincere un titolo e la mia bocca non riusciva a non restare aperta. Lo ha fatto davvero! Ho pensato: ‘Cosa dovremmo fare? Prenderci la palla, o chiedergli di farlo di nuovo?’. Ad oggi è il miglior movimento che abbia mai visto su un campo da pallacanestro, uno dei più iconici di sempre.”

I Sixers hanno vinto per 105-102 quella sera, portando la serie sul 2-2, prima di arrendersi ai Lakers in 6 gare.