
Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Simon Opatz e pubblicata su The Lead Sports Media, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
I Minnesota Timberwolves hanno avuto una stagione difficile. Le aspettative erano giustamente alte dopo l’ottima run Playoffs dell’anno scorso, terminata nelle finali della Western Conference. I Timberwolves hanno una delle giovani stelle più interessanti dell’NBA, Anthony Edwards, e molti giocatori di rotazione di livello. Con una maggiore esperienza, sia a livello individuale che collettivo, la squadra sembrava pronta per una stagione regolare molto positiva e prevedeva di essere una seria contender. Sebbene l’offseason abbia visto cambiamenti significativi, tra cui la cessione del secondo miglior giocatore della squadra, Karl-Anthony Towns, il ritorno – Donte DiVincenzo e Julius Randle – è stato considerato da molti sufficiente a mantenere i Timberwolves tra le squadre di punta. Non è stato così per molti motivi: la mancanza di spaziature in attacco, la scarsa partenza al tiro di DiVincenzo, la deludente difesa di Randle, l’inconsistenza di Jaden McDaniels e la lentezza generale della squadra. Questi sono solo alcuni dei tanti fattori che hanno contribuito al deludente inizio dei Timberwolves. Uno dei meno discussi, ma tra i più preoccupanti, è il declino di Mike Conley.
Un declino improvviso
Conley sembra essere invecchiato più velocemente di quanto ci si aspettasse. La scorsa stagione, il presidente dei Timberwolves Tim Connelly gli ha fatto firmare un contratto biennale da 20.75 milioni di dollari, ma è chiaro che non potesse prevedere un declino così rapido. La scorsa stagione coach Chris Finch ha detto: “Non c’è un modo originale per dire quanto sia importante, se non dicendo che è davvero maledettamente importante. Spero che questo aiuti a capirlo”. Quindi è lecito pensare che anche l’allenatore abbia approvato il nuovo contratto. Anche la maggior parte dei tifosi dei Timberwolves e la comunità NBA in generale hanno considerato l’accordo come una mossa positiva per la squadra. Il declino di Conley è stato una sorpresa per molti.
L’eye test
La regressione di Conley è evidente, non si muove più con la stessa agilità di un tempo e in difesa è più vulnerabile che mai. In attacco, il suo corpo non riesce a tenere il passo con la mente, provocando reazioni ritardate che si traducono in passaggi sbagliati e in errori. Inoltre, ora è una minaccia ridotta in fase di scoring, limitata ai tiri da tre punti.
I numeri
Anche le statistiche riflettono questa regressione. Nella scorsa stagione, Conley ha realizzato una media di 11.4 punti con il 45.7% dal campo e il 44.2% da tre punti, aggiungendo 5.9 assist a partita. In questa stagione, invece, è sceso a soli 8.1 punti a partita, tirando con il 35.4% dal campo e il 36.6% da oltre l’arco, aggiungendo solo 4.4 assist. Si tratta di un calo di quasi 4 punti di media su una proiezione per 100 possessi.
Manca qualcosa
Nella scorsa stagione, Mike Conley ha svolto un ruolo cruciale di primo piano in attacco. Nei momenti più importanti della partita, si è distinto per aver messo i suoi compagni nelle posizioni giuste e per averne facilitato il successo. Poteva attaccare il ferro e distribuire passaggi precisi, fare un lob per il lungo o segnare con un floater. Lontano dalla palla, si è mosso rapidamente per trovare spazi senza marcatura per il tiro da tre. Quando era in campo, l’attacco scorreva senza problemi: la palla si muoveva e tutti conoscevano il proprio ruolo. Senza il Conley della scorsa stagione, i Timberwolves mancano di consistenza e di fluidità in attacco, troppo spesso il loro gioco sembra disarticolato o stagnante. Con Edwards e Randle, il resto della squadra resta a guardare, mentre i due si ritrovano in un cestistico “tocca a te, tocca a me” poco efficace. Senza un vero playmaker titolare che organizzi e diriga l’attacco, i Timberwolves continueranno a faticare nel produrre un buon attacco con continuità.
Rob Dillingham è la soluzione?
La speranza era che, mentre Conley avrebbe iniziato lentamente il declino, il rookie Rob Dillingham gli avrebbe alleggerito il peso nella posizione di point guard. Ci si aspettava che Dillingham guadagnasse alcuni dei minuti del veterano, che svolgesse il ruolo di playmaker nei minuti di riposo del titolare e che portasse anche una scintilla in fase di scoring che Conley non era più in grado di fornire. Purtroppo, il declino è stato più rapido del previsto, creando un senso di urgenza maggiore per Dillingham, che ora deve essere pronto per un ruolo più ampio e significativo di quanto previsto inizialmente nella sua stagione da rookie. Sebbene di recente abbia avuto problemi alla caviglia, quando è sceso in campo ha mostrato lampi davvero impressionanti.
È incredibilmente veloce e non c’è difensore in NBA che non possa superare. Ha anche dimostrato di saper tirare da tre, un’abilità fondamentale per le guardie nell’NBA di oggi. Sebbene il suo playmaking e la sua difesa fossero inizialmente fonte di dubbio, ha dimostrato una forte volontà di muovere la palla e trovare i compagni. Nonostante i limiti di stazza, lavora incessantemente in difesa per avere un impatto. Finora, quando Dillingham è stato in salute, la sua sfida più grande è stata quella di scendere in campo, dato che coach Finch non si fida ancora abbastanza di lui per concedergli minuti costanti. Detto questo, se il declino di Conley continuerà, Finch potrebbe non avere altra scelta che affidarsi a Dillingham. Con la riduzione del ruolo del veterano, l’opportunità per il rookie di dimostrare il proprio valore crescerebbe in modo significativo. Se Dillingham riuscisse a diventare un playmaker titolare legittimo, Conley potrebbe uscire dalla panchina, cosa a cui potrebbe essere più adatto a quest’età.
Un cambiamento
La prova di questo cambiamento si è vista lunedì sera contro i Los Angeles Clippers, quando Finch ha scelto di far partire DiVincenzo come playmaker al posto di Conley. Sebbene i Timberwolves abbiano iniziato a rilento, alla fine hanno vinto la partita anche grazie al fatto che Donte ha trovato presto il suo ritmo, che lo ha aiutato a tirare in modo più efficiente. Con un carico di lavoro più leggero, anche Conley ha tirato bene, segnando 11 punti con il 50% dal campo e il 67% da tre. Ha concluso la partita con un plus-minus di +11.
Non è chiaro se il declino di Conley continui o se stia semplicemente impiegando più tempo del previsto per trovare il suo ritmo in questa stagione. Forse un cambio di ruolo – spostandolo in panchina – potrebbe essere ciò di cui ha bisogno per tornare ad essere il giocatore produttivo che è stato per i Timberwolves. In ogni caso, qualcosa deve cambiare, altrimenti la stagione continuerà a peggiorare.