Dopo il tragico finale contro i Timberwolves, è arrivato il momento di prendere decisioni drastiche sul minutaggio di Russell Westbrook

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Troy Renck e pubblicata su The Denver Post, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
La Russell Westbrook Experience ci ha lasciati nauseati.
Mentre si trovava nell’angolo, con il cronometro vicino allo zero, Westbrook fissava l’arbitro incredulo. Il suo disperato tentativo di contestare il tiro si è tradotto in un fallo. I successivi tiri liberi di Nickeil Alexander-Walker hanno portato alla sconfitta dei Nuggets dopo un doppio overtime contro i Minnesota Timberwolves.
Arrabbiatevi, tifosi dei Nuggets. Ne avete tutto il diritto. Denver ha allungato la sua striscia di sconfitte contro i Timberwolves a sei partite consecutive. E Westbrook, pur non essendo l’unico colpevole, ne è stato il principale responsabile. In soli 14 secondi, ha dimostrato chiaramente perché il suo ruolo dovrà essere ridimensionato nei Playoff.
Westbrook ha avuto un blackout mentale come non si vedeva dai tempi in cui J.R. Smith indossava la maglia dei Cavs.
Sì, è stato così brutto. Inspiegabile. Nel momento peggiore possibile. Con i Nuggets aggrappati a un vantaggio di 139-138 e solo 14,2 secondi da giocare, Westbrook ha intercettato un passaggio sbagliato.
È partito in velocità, perché gioca sempre e solo a una marcia: quella massima. Attraversata la metà campo, aveva due opzioni: andare a canestro o far scorrere il tempo. Era una scelta facile. E lui ha fatto l’opposto.
Avrebbe dovuto rallentare, portare palla nell’angolo e aspettare che Nikola Jokić – autore di una prestazione storica da 61 punti – lo raggiungesse. Passargli la palla, costringere Minnesota al fallo con sei secondi rimanenti e andarsene dal campo con una vittoria.
Invece, Westbrook ha scaricato la palla a Christian Braun sulla linea da tre punti. Braun gliel’ha restituita, e lui ha sbagliato il layup. Quattro passaggi dopo, Anthony Edwards ha trovato Alexander-Walker completamente libero. Westbrook ha saltato per contrastarlo, ma il contatto con il braccio e l’anca ha fatto partire il fischio arbitrale.
Volete discutere sul fatto che il fischio fosse generoso? Va bene. Ma ciò che non si può discutere è quanto sia stata pessima la sequenza finale di Westbrook.
Conoscendo Russ, probabilmente si sentirà responsabile per gran parte di questa sconfitta. Abbiamo perso. I Denver Nuggets hanno perso. Noi, come squadra, abbiamo perso questa partita. Non un singolo giocatore.
Parole da allenatore, comprensibili. Ma Westbrook ha troppa esperienza per commettere errori del genere. Soprattutto dopo che Jokić ha trascinato la squadra sulle spalle, firmando la terza tripla doppia da 60 punti nella storia dell’NBA.
Era un 2-contro-1 in campo aperto. Come allenatore, dovrei stare in piedi a bordo campo a urlare ‘Fermati!’? Voglio dire, avevamo un layup facile. Ma è semplice dirlo col senno di poi, visto che l’abbiamo sbagliato e loro hanno ottenuto tre tiri liberi. È stato un momento cruciale della partita. Parlerò con Russ in privato. Ma è un professionista. È un guerriero. È un ragazzo tosto. E penso che sappia che ogni persona in quello spogliatoio è dalla sua parte.
Dietro quelle porte chiuse, Malone dovrà avere una conversazione difficile con Westbrook che va oltre gli ultimi 14 secondi di partita. Quando la squadra sarà al completo – Jamal Murray era fuori per precauzione alla caviglia e Michael Porter Jr. assente per motivi familiari – Westbrook dovrà essere semplicemente un’arma dalla panchina.
Nient’altro.
Ex MVP, Westbrook ha costruito gran parte della sua carriera accumulando triple doppie e infrangendo record statistici degni di Wilt Chamberlain. Ma negli ultimi momenti decisivi, ha evocato più i ricordi di Will Barton.
Per un giocatore destinato alla Hall of Fame, la mancanza di consapevolezza nei momenti chiave è sconcertante. E imbarazzante.
Malone deve ridurre i suoi minuti dai 29,2 che sta giocando in questa striscia di 11 vittorie e 10 sconfitte. Non per punizione. Ma perché è la scelta migliore per lui e per la squadra. Dare qualche minuto a Jalen Pickett. Usare un po’ di più Peyton Watson.
Westbrook gioca ogni possesso come se fosse una battaglia personale. È ciò che lo rende amato dai tifosi – la grinta, l’energia – ma anche il suo più grande limite.
Sì, è già successo.
Ricordate la partita contro Washington? Westbrook non ha chiuso su Jordan Poole, caldissimo in quel momento, e lui ha punito i Nuggets con una tripla da 35 piedi.
La sconfitta di martedì ha confermato due cose: i Nuggets non sarebbero la terza testa di serie della Western Conference senza il contributo di Westbrook, ma non possono più permettersi di chiedergli così tanto. Non se vogliono arrivare alle finali di Conference.
Westbrook deve essere utilizzato a piccole dosi. Non in eccesso. Più gioca, più cancella i benefici che porta alla squadra. Deve stare in campo con Jokić per massimizzare il suo impatto con i tagli e le penetrazioni. E nei Playoff, quando Jokić gioca quasi sempre, questo sarà più facile da gestire a sprazzi.
Dopo l’All-Star Break, Westbrook sta tirando col 41% dal campo e il 33% da tre (su 100 tentativi). Peggio ancora, per essere un giocatore con la palla in mano, tira i liberi con un desolante 62,5% dal 22 febbraio.
Ancora più preoccupante è il numero di possessi sprecati. Per quanto si possa lodare la sua visione di gioco – e a volte è davvero notevole, come nella recente vittoria contro Houston – Westbrook ha totalizzato 81 palle perse contro 124 assist nella seconda metà della stagione. Oltre ai problemi difensivi dei Nuggets, questo spiega il suo plus/minus di -77 nelle ultime 21 partite.
C’è chi dirà che per battere Denver i Timberwolves hanno avuto bisogno di una prestazione straordinaria di Edwards. Che la squadra ha risposto alla sfida di Malone con carattere.
Blah. Blah. Blah.
I Nuggets non cercano vittorie morali. Vogliono un altro anello. E non c’è nessuna possibilità che accada senza una riduzione dei minuti di Westbrook.