FOTO: Boston Sports Journal

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Nirav Barman e pubblicata su Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Non c’è dubbio: i Boston Celtics dell’anno scorso sono stati una delle migliori squadre della storia dell’NBA. Hanno concluso la stagione regolare con il record numero uno, vincendo 64 partite. Hanno concluso con ben 7 partite di vantaggio sulla seconda squadra migliore in assoluto, gli Oklahoma City Thunder, e con ben 14 partite di vantaggio sulla squadra numero due a est, i New York Knicks. A ciò ha fatto seguito un 16-3 nei Playoffs, vincendo il 18° titolo nella storia della franchigia e il primo in 16 anni. Questo successo ha creato grandi aspettative per i Celtics di quest’anno, soprattutto considerando che il roster è essenzialmente lo stesso. Purtroppo per loro, la stagione regolare è piuttosto lunga. Con l’elevata concorrenza nella lega, le sconfitte e i passi falsi di Boston ricevono molta attenzione. Alcune critiche sono giustificate, ma bisogna fare un passo indietro e guardare al quadro generale.

Non si intende dire che i Celtics siano sembrati i soliti, non è così. Sono 14-10 dal 1° dicembre, e molte di queste sconfitte sono arrivate contro avversari più deboli a causa di diverse combinazioni di cattiva difesa, tiri sbagliati e scarsa esecuzione. Un crollo a metà stagione non è però una novità per una squadra reduce da un titolo. Negli ultimi 10 anni, solo due squadre vincitrici del Larry O’Brien hanno migliorato il loro record l’anno successivo: i Nuggets (2023/24) e i Warriors (2015/16). Nessuna delle due ha vinto il titolo in questi anni.

Solo poche squadre NBA hanno vinto un titolo e contemporaneamente almeno uno dei loro giocatori ha vinto la medaglia d’oro olimpica nello stesso anno, ma i Celtics dello scorso anno si sono uniti a questa rara schiera. Jayson Tatum, Jrue Holiday e Derrick White si sono uniti a Team USA per le Olimpiadi, vincendo sul palcoscenico mondiale poco dopo aver conquistato l’NBA. Nella maggior parte dei casi, quando almeno un giocatore ha vinto un titolo e una medaglia d’oro olimpica nello stesso anno, le squadre hanno avuto record peggiori nella stagione regolare, ma un successo simile nei Playoffs.

Ecco un breve sguardo alla storia. I Chicago Bulls vinsero il titolo nella stagione 1991/92, con Michael Jordan e Scottie Pippen che parteciparono alle Olimpiadi di Barcellona durante l’estate e portarono a casa la medaglia d’oro. La stagione successiva i Bulls vinsero 10 partite in meno, ma si riconfermarono campioni. Chicago vince tutto anche nella stagione 1995/96. Anche in questo caso, Scottie Pippen si unisce a Team USA alle Olimpiadi estive e torna con l’oro. La stagione successiva i Bulls vincono tre partite in meno, ma si riconfermano campioni.

Nella stagione 2011/12, LeBron James ha vinto il suo primo anello con i Miami Heat. In seguito si reca a Londra per vincere l’oro olimpico con Team USA. I Miami Heat del 2012/13 sono l’unica squadra di questa lista ad aver aumentato la propria percentuale di vittorie l’anno successivo, anche se va notato che nel 2011/12 l’NBA era in lockout, il che ha portato a giocare solo 66 partite di regular season invece delle solite 82. Tra le due stagioni, la percentuale di vittorie di Miami è passata dal 69.7% all’80.5%. In quella stagione vinsero anche un altro anello.

LeBron è tornato a Cleveland nella stagione 2015/16, ma è stato il suo compagno di squadra, Kyrie Irving, ad andare alle Olimpiadi per vincere l’oro dopo che i Cavaliers avevano vinto il titolo in quella stagione. Nella stagione successiva, i Cavs hanno perso altre 6 partite di regular season e sono andati a perdere le Finals solo dopo che i Golden State Warriors avevano firmato Kevin Durant.

Di recente, la tendenza è proseguita con i Milwaukee Bucks. A causa della pandemia COVID-19, la stagione 2020/21 è stata accorciata e le Olimpiadi del 2020 sono state rinviate al 2021. Milwaukee ha vinto il titolo in quella stagione e ha mandato Jrue Holiday e Khris Middleton a Tokyo per portare a casa l’oro. La stagione successiva i Bucks hanno vinto 5 partite aggiuntive, ma ne hanno perse altrettante, facendo scendere la loro percentuale di vittorie dal 63.9% al 62.2%. Come ricorderanno i tifosi dei Celtics, Giannis ha fatto del suo meglio per riportare Milwaukee alle Finals, ma è stato mandato a casa dopo aver incontrato Boston nelle semifinali della Eastern Conference. I Bucks sono quindi l’unica squadra a non essere tornata alle Finals l’anno successivo.

Quindi, tifosi di Boston, fate un bel respiro. L’anno scorso i Celtics sono stati storici. Può sembrare che siano regrediti, visto che hanno un ritmo di vittorie inferiore a quello di una stagione fa, ma è perfettamente naturale. La scorsa stagione hanno giocato 101 partite come squadra e quest’anno hanno avuto un’offseason insolitamente breve a causa delle Olimpiadi e dell’inizio anticipato della pre-season. Potrebbero subire qualche sconfitta in più, ma questo non significa che siano meno capaci di ripetere il successo dell’anno scorso.