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Questo contenuto è tratto da un articolo di Oliver Fox per Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


È stato pressoché patetico. Non si era mai vista tanta mancanza di attitudine e d’ispirazione nel condurre un gioco altrimenti destinato al fallimento. I Boston Celtics sicuri di sé visti in Gara 1, 2 e 3 sono stati accidentalmente inviati altrove, anziché al terminal del volo di ritorno verso Boston. Per fortuna ci sarà il tempo di recuperare il bagaglio prima di Gara 5. I Celtics si sono presentati in campo per Gara 4 con i cappellini in testa e le trombette in mano, pronti per dare avvio ai festeggiamenti, senza considerare che ci fosse ancora una partita da vincere. Perciò hanno trascorso i 48 minuti di gioco di Gara 4 ostacolandosi l’un l’altro mentre i Dallas Mavericks scappavano via con la torta in mano. Una squadra è scesa in campo decisa a non far terminare la sua stagione, l’altra invece lo ha fatto come se fosse proprio terminata l’altro ieri. I 35 punti messi a segno nella prima parte di gara sono stati il parziale più basso negli ultimi 2 anni – meno di quanto abbia prodotto il solo duo composto da Kyrie Irving e Luka Doncic, e meno di quanto possa accettare una squadra che aspira ad essere ricordata tra le migliori della storia della NBA. I Mavs sono scesi in campo randellando gli avversari con manganelli di titanio. I role player, che finora avevano avuto timore nel colpire gli avversari, hanno dimostrato di saper sfruttare le loro risorse off-the-catch, mentre Dereck Lively III e Daniel Gafford sembrerebbero aver compreso che nessuno tra le fila dei bianco-verdi possieda una stazza fisica equiparabile alla loro. Inoltre, hanno optato per decisioni importanti ed influenti, senza mai attendere che l’inerzia del gioco li costringesse ad una sola giocata possibile. In breve, sono scesi in campo per vincere. 


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Invece, i Celtics non hanno reagito al colpo, senza imporre pressione agli avversari con il loro possesso palla e senza far nulla di particolare per ostacolare quelli dei Mavs. La sfida era già virtualmente chiusa dopo il 2° Quarto, quando Doncic e compagni hanno riportato sulla Terra la difesa fino ad allora stellare dei bianco-verdi, mentre gli stessi continuavano a svolgere l’equivalente di tirare pallonate contro un muro – effettuando pochi palleggi, quasi nessun passaggio illuminante o tiri da oltre l’arco che limitassero il vantaggio dei texani. Sembrerebbe quasi l’equivalente di scendere in campo sperando che gli Dei del Basket facciano tutto il lavoro. Senza incidere dal perimetro è impossibile rimontare un divario tanto ampio, ma va anche coadiuvato da un’incessante ed intensa fase difensiva. Non ci sono margini d’errore. Ma gli uomini di coach Joe Mazzulla non hanno prodotto alcuno sforzo, rimanendo compiacenti, col chiaro intento di rispedire indietro questa sfida tramite USPS Priority Shipping, per vincere le NBA Finals sul parquet domestico. Inconsciamente, Boston non è riuscita ad ottenere il proprio obiettivo in anticipo. Inoltre, Scott Foster, veterano tra i giudici di gara della NBA, ha fornito loro la perfetta scusa. L’arbitraggio è stato dubbio nei primi 2 Quarti, concedendo ai Mavs alcuni vantaggi non corrisposti ai Celtics – compreso un fallo inesistente fischiato ad Al Horford, ed alcuni falli non fischiati in favore dei Celtics durante i loro tentativi a canestro. I bianco-verdi hanno preso al volo quella scusa, dirigendosi verso l’uscita. In alcuni frangenti ad inizio secondo quarto hanno stabilito che l’arbitraggio non fosse loro favorevole. Improvvisamente, Jayson Tatum e Jaylen Brown hanno attaccato il ferro presumendo che nessun fallo sarebbe stato fischiato in loro favore e incredibilmente la palla è sempre andata fuori dal cesto. Non ci sono state reazioni, solo delusione e carenza di fiducia – ovviamente, a loro discapito. In pratica, i Celtics hanno sconfitto sé stessi, mostrando chiaramente agli uomini di coach Jason Kidd che questa sfida sarebbe stata alla loro portata. I Mavericks l’hanno colta al volo, vincendo la partita in ogni suo aspetto. La scelta dei Boston Celtics è stata influenzata dalla consapevolezza di avere a disposizione Gara 5 in Massachussetts, e di fare una sorta di passerella in Gara 4, attraverso una sconfitta dalla quale si può apprendere ben poco. Oltre ad essere sul punteggio di 3-1 nella serie, non ci sono momenti rilevanti o altri spunti significativi da poter utilizzare in futuro. Invece, i Dallas Mavericks hanno alimentato le loro speranze, pronti a partire per Boston e continuare la serie. Forse si tratta solo di un’enorme esca alla quale i rivitalizzati Mavs stanno abboccando, prima di infrangere le proprie speranze di fronte ai Boston Celtics festanti di fronte ai propri tifosi. Ma ciò che si è visto in Gara 4 è stata una squadra svogliata, ed è inaccettabile vista la posta in palio.