Tre buone notizie dall’avvio da record dei Detroit Pistons, e due aspetti da migliorare.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Omari Sankofa II e pubblicata su Detroit Free Press, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
I Detroit Pistons hanno chiuso le prime due settimane della stagione NBA 2025-26 con un record di 5 a 2. È il loro miglior inizio di stagione degli ultimi otto anni, dopo un’annata straordinaria conclusasi con 44 vittorie, terminata a un primo turno di Playoffs combattuto contro i New York Knicks, a dir poco incoraggiante. Di seguito, tre aspetti che spingono a essere ottimisti e altri due da migliorare.
1. Buona notizia: Cade Cunningham è un tuttofare
Le sue medie nelle ultime tre partite – 28 punti, 12 assist, 5.7 rimbalzi, due palle recuperate e 1.3 stoppate – non raccontano tutta la storia. Cunningham ha fatto tutto il possibile per i Pistons durante la loro serie di tre vittorie consecutive, scrollandosi di dosso il suo inizio lento e dimostrando perché è una delle guardie emergenti della Eastern Conference.
La prestazione di Cunningham contro gli Orlando Magic – 30 punti, 10 assist, sei rimbalzi, tre palle recuperate e tre stoppate – è stata una lezione magistrale in entrambe le fasi di gioco. Ha poi proseguito con 21 punti e 18 assist contro i Dallas Mavericks, dirigendo lo spettacolo mentre Jalen Duren seminava il caos sotto canestro. Lunedì, poi, ha segnato 19 dei suoi 33 punti (il massimo stagionale) nel quarto periodo, inclusi due tiri da tre punti nell’ultimo minuto e 5 secondi, per respingere la rimonta dei Memphis Grizzlies e chiudere la partita.
Niente di tutto questo dovrebbe essere degno di nota per un giocatore considerato una superstar e reduce dalla sua prima nomina All-NBA, ma non molto tempo fa i Pistons erano una delle squadre più scarse della Lega, in parte a causa della loro incapacità di essere all’altezza del momento. La settimana appena trascorsa è stata un momento importante e necessario per Cunningham, dato che la sua squadra ha registrato il miglior inizio di stagione dal 2017-18.
2. Buona notizia: la crescita di Isaiah Stewart
L’uomo conosciuto come “Beef Stew” si è costruito la sua reputazione su un lato del campo. È stato il pilastro della difesa dei Pistons, tra le prime dieci della scorsa stagione, affermandosi come difensore del pitturato e massimizzando il suo ruolo di centro di riserva con 20 minuti a partita.
In qualche modo, sembra ancora più forte in difesa in questa stagione. Stewart ha annientato diversi avversari sotto canestro, compreso Caleb Martin dei Mavs in un malaugurato tentativo di poster. Se mantenesse la media di 2.3 stoppate a partita, Stewart supererebbe il suo record personale di 1.4 della scorsa stagione. Finora i Pistons sono stati tra le migliori difese della lega sotto canestro, soprattutto grazie a Stewart.
Ha soprattutto fatto un salto in avanti in attacco, reintroducendo il tiro da tre punti nel proprio repertorio (con una percentuale di realizzazione del 40.9% finora) e raggiungendo già due volte la soglia dei 20 punti. Stewart non ha mai segnato più di 20 punti in una partita nella scorsa stagione. La sua prestazione contro i Grizzlies – 26 punti, 14 rimbalzi e quattro stoppate – è stata una dimostrazione a tutto tondo del suo valore per i Pistons.
3. Buona notizia: Jalen Duren è il padrone del pitturato
Secondo le sue stesse parole, il centro al quarto anno non ha iniziato la scorsa stagione come avrebbe voluto. “Sono stato soft…”, le sue esatte parole. Ha fatto la sua parte per iniziare questa stagione con un tono più duro.
Il ventunenne ha travolto i frontcourt avversari. La mancanza di profondità dei Mavericks nel ruolo di centro è stata evidente quando Duren ha ricevuto un lob dopo l’altro da Cunningham e ha dominato la partita con 33 punti e 10 rimbalzi. Oltre alle schiacciate, ha anche mostrato un gioco offensivo più completo.
Il gioco di Duren è esploso nella prima parte della stagione, consentendogli di superare con facilità i centri più lenti in palleggio. I suoi passaggi dallo short-roll hanno fornito a Cunningham un prezioso e necessario sbocco, con le squadre che lo marcavano aggressivamente a uomo e lo intrappolavano. Inoltre, ha realizzato l’86% dei suoi tiri liberi, che se mantenuto supererebbe il suo precedente record personale del 79%.
1. Cosa migliorare: l’attacco è ancora mid
I Pistons si sono prefissati l’obiettivo di dominare l’area quest’anno. Secondo Cleaning The Glass, il 36.4% dei loro tentativi di tiro è stato effettuato entro quattro piedi dal canestro, il sesto risultato più alto della lega. Tuttavia, stanno chiudendo con una percentuale di realizzazione più o meno uguale a quella della scorsa stagione, ovvero il 65.5%, che li colloca al 22° posto.
Dalla linea dei tre punti hanno avuto una precisione nella media (36.2%), ma con uno dei volumi più bassi della lega: il 31.4% dei loro tentativi totali, che li colloca al 27° posto. Anche questo dato è simile alla scorsa stagione, quando hanno convertito i tiri da tre punti con una percentuale accettabile, ma hanno chiuso tra gli ultimi 10 per numero di tentativi.
In altre parole, il loro attacco in questa stagione sembra quello della scorsa, nella media. E la loro difesa, che li ha portati a un record vincente lo scorso anno, è stata la forza trainante del loro inizio 5-2. Il vecchio adagio dice che la difesa vince i titoli, ma è difficile arrivare in fondo ai Playoffs senza avere anche un attacco di alto livello nell’NBA di oggi.
Tutte e quattro le finaliste della scorsa stagione – Oklahoma City Thunder, Indiana Pacers, Minnesota Timberwolves e New York Knicks – erano tra le prime nove per offensive rating durante la stagione regolare (i Pistons hanno chiuso al 14° posto). Nel 2023/24, le due migliori squadre offensive della Eastern Conference erano i Pacers e i Boston Celtics, che si sono affrontate nella finale di conference.
C’è motivo di pensare che l’attacco dei Pistons abbia un potenziale di crescita, però. Il loro secondo miglior realizzatore previsto, Jaden Ivey, pronto per un ruolo importante, non ha ancora fatto il suo debutto stagionale a causa di un infortunio. Con Ivey e Marcus Sasser entrambi fuori gioco, i Pistons hanno avuto difficoltà nel gestire la palla. Anche Duren e Ausar Thompson stanno chiudendo sotto il loro record personale, ma la situazione potrebbe stabilizzarsi con l’aumentare delle partite.
2. Cosa migliorare: la forma di Caris LeVert
Un infortunio al tendine del ginocchio ha costretto LeVert a saltare due partite di preseason e tre di regular season. Da allora è tornato in campo, ma non ha ancora capito come inserirsi nell’attacco. Le sue percentuali di tiro in quattro partite sono scarse: 36.4% complessivo (8 su 22) e 25% da tre (2 su 8). Inoltre, è stato incline alle palle perse, commettendone cinque in quattro partite contro otto assist.
È troppo presto per farsi prendere dal panico. Sulla carta, LeVert soddisfa molti requisiti come secondo playmaker e realizzatore in grado di aiutare a consolidare la second unit. Il processo di adattamento con la sua nuova squadra è appena iniziato.
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