La prima in assoluto è legata a Jalen Duren, poi ad Ausar Thompson, infine a tutto il resto.

I Detroit Pistons hanno domande a cui rispondere
FOTO: Detroit Free Press

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Omari Sankofa II e pubblicata su Detroit Free Press, tradotto in italiano da Mattia Tiezzi per Around the Game.


Per i Detroit Pistons è iniziata la pausa estiva. La loro corsa nei playoffs NBA più lunga dal 2008 si è conclusa domenica 17 maggio con una sconfitta straziante per 125-94 contro i Cleveland Cavaliers in Gara 7 delle semifinali della Eastern Conference alla Little Caesars Arena. Daniss Jenkins ha segnato 17 punti, ma Cade Cunningham ne ha messi a segno solo 13, mentre Ausar Thompson, Tobias Harris e Jalen Duren ne hanno totalizzati 17 in tre.

Ora, la dirigenza dei Pistons deve prendere decisioni importanti riguardo ai giovani talenti, al Draft NBA 2026 e al mercato dei free agent, con questioni da risolvere relative alle trattative per il contratto di Duren, alla situazione di free agent di Harris, a un potenziale scambio per un secondo realizzatore e altro ancora. Ecco cinque domande che riguardano i Pistons in vista della offseason 2026, durante la quale la pressione inizierà ad aumentare per Trajan Langdon, al suo terzo anno come presidente delle Basketball Operations.

1. Cosa fare con Jalen Duren?

Il rendimento deludente e inopportuno di Duren nei playoffs è arrivato alla vigilia della sua imminente free agency con restrizioni. Dopo che la scorsa estate non è stato raggiunto un accordo per il rinnovo con i Pistons, la squadra ha ora il diritto di eguagliare qualsiasi offerta esterna per Duren.

I Pistons possono offrirgli un contratto massimo di cinque anni per circa 239 milioni di dollari. Ciò rappresenta uno stipendio iniziale di circa 41.4 milioni di dollari, ovvero il 25% del tetto salariale del prossimo anno, con aumenti annuali dell’8%. Le altre squadre sono limitate a un contratto massimo di quattro anni fino a 177.4 milioni di dollari. Se Duren rientrasse in uno dei tre All-NBA Team (15 giocatori), la sua offerta massima con i Pistons aumenterebbe a cinque anni e circa 287 milioni di dollari.

A prescindere da ciò, è difficile immaginare che gli offrano un contratto al massimo. Dopo una stagione regolare da All-Star, Duren ha deluso nei playoffs con una media di 10.2 punti e 8.5 rimbalzi. Il suo calo realizzativo di -9.3 punti è il peggiore nei Playoffs da Elgin Baylor nel 1969. Ma dato che una squadra NBA con spazio salariale può offrire un massimo di 44.3 milioni di dollari all’anno – ciao, Los Angeles Lakers? – un accordo con i Pistons supererebbe probabilmente comunque i 40 milioni di dollari all’anno.

Le sue opzioni quest’estate sono le seguenti:

  • firmare un nuovo contratto con i Pistons
  • firmare con una squadra esterna e consentire ai Pistons di eguagliare l’offerta
  • oppure accettare l’offerta qualificante per diventare free agent senza restrizioni nel 2027.

L’ultima opzione è una scelta estrema, usata raramente, nel caso in cui Duren non fosse soddisfatto delle offerte ricevute. La sua offerta qualificante vale circa 9.6 milioni di dollari e gli darebbe l’opportunità di aumentare il suo valore e le sue opzioni nella prossima stagione, con un maggiore controllo nel determinare il suo futuro.

Estendere Ausar Thompson o aspettare?

Sarà interessante vedere come andranno a finire le trattative tra i Pistons e Thompson, che si è classificato terzo nella votazione per il titolo di “Miglior difensore dell’anno” e che probabilmente entrerà a far parte degli “All-Defense Team”. Ha ulteriormente consolidato la sua reputazione di difensore tra i più versatili ed efficaci in NBA, con una media di 9.9 punti, 5.7 rimbalzi, 3.1 assist, due palle rubate e quasi un stoppata a partita. 

Un termine di paragone è Dyson Daniels, che lo scorso ottobre ha firmato un rinnovo quadriennale da 100 milioni di dollari con gli Atlanta Hawks. Simile a Thompson, Daniels è un giocatore difensivo di talento con limiti in attacco, che tuttavia è stato fondamentale per il successo della sua squadra. Thompson è stato senza dubbio il secondo miglior giocatore dei Pistons nei playoffs, con una media di 8.2 punti, due palle rubate e 1.8 stoppate in 14 partite.

3. Tobias Harris tornerà in free agency?

Harris diventerà un free agent senza restrizioni dopo aver firmato un contratto biennale da 52 milioni di dollari durante il mercato dei free agent. Il prossimo contratto del giocatore, che sta per compiere 34 anni, avrà sicuramente una retribuzione media inferiore, ma resta da vedere quale cifra sarà disposto ad accettare e quale stipendio i Pistons potrebbero offrirgli.

Harris è stato una figura chiave nella rinascita dei Pistons, giocando da titolare in 136 partite della stagione regolare e consolidando il ruolo di ala grande. Ha segnato una media di 13.3 punti in 63 partite durante la stagione regolare, con 5.1 rimbalzi e 2.5 assist in 27.7 minuti a partita, il suo minutaggio più basso dalla sua seconda stagione nel 2012-13.

Il veterano ha dato il meglio di sé nei playoffs, segnando almeno 20 punti in otto partite consecutive a partire da Gara 3 contro gli Orlando Magic. È stato il secondo miglior realizzatore dei Pistons dopo Cunningham nei playoffs, con otto partite consecutive da almeno 20 punti prima di calare nelle Gare 5-7 contro i Cavs.

4. serve un’altra stella?

Una delle principali conclusioni da trarre dalla corsa ai playoffs dei Pistons è che Cunningham ha bisogno di aiuto. Durante la stagione regolare, l’attacco dei Pistons si è basato sull’elevata capacità di provocare palle perse e di sfruttare le opportunità in contropiede. Nei playoffs, tali opportunità sono state più difficili da creare nelle fasi finali delle partite, e i Cavaliers hanno rallentato il loro attacco marcando Cunningham con più difensori.

Harris è stato una seconda opzione adeguata per gran parte dei playoffs, ma per avere una possibilità di arrivare alle finali della Eastern Conference nella prossima stagione, la squadra dovrà essere in grado di tenere testa a giocatori del calibro di Donovan Mitchell e James Harden, o Jalen Brunson e Karl-Anthony Towns dei New York Knicks.

Probabilmente saranno collegati a grandi nomi, come l’ala degli Utah Jazz Lauri Markkanen − anche se Utah ha appena scambiato Jaren Jackson Jr. per affiancarlo a Markkanen − e la superstar dei Los Angeles Clippers Kawhi Leonard, che entrerà nell’ultimo anno del suo contratto e guadagnerà 50.3 milioni di dollari nel 2026/27 all’età di 35 anni. I Pistons hanno tutte le loro scelte al primo turno, compresa la 21ª scelta assoluta nel Draft NBA 2026 e una serie di scelte al secondo turno da utilizzare in futuro per le trattative. 

5. quali sono le opzioni dei Pistons al Draft 2026?

Grazie allo scambio a tre squadre che a febbraio ha portato Jaden Ivey a Chicago in cambio di Kevin Huerter, i Pistons sono passati dalla 28ª alla 21ª scelta nel draft del 23 giugno, grazie a uno swap con i Minnesota Timberwolves. Dato che il roster diventerà presto più costoso con i potenziali rinnovi di Duren e Thompson all’orizzonte, è un’ottima opportunità per Langdon di trovare un giocatore che dia il suo contributo con un contratto quadriennale a costo controllato.

I Pistons potrebbero anche cercare di salire di posizione nel Draft, dato che hanno giocatori scambiabili e scelte future da mettere sul piatto. Una necessità a lungo termine è quella di un’ala forte, con Harris che sta per iniziare la sua stagione a 34 anni e la free agency senza restrizioni che incombe dopo due stagioni da titolare a Detroit.