E piallare gli Orlando Magic, come si richiedeva proprio ai Detroit Pistons del primo seed.

Pistons Magic NBA
FOTO: Detroit Free Press.com

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Omari Sankofa II e pubblicata su Detroit Free Press, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


L’incredibile scoring run di 30-3 dei Detroit Pistons nel 3°Q ha salvato la serata – se non la Serie -, trasformando una gara punto a punto ferma a quota 46 in un vantaggio di 27 punti. Dopo 8:05 di gioco i Pistons hanno mantenuto gli Orlando Magic alla quota di 1 canestro dal campo. Una squadra proveniente dalla sconfitta più bruciante della stagione in Gara 1, che le ha ricordato la sua natura, e ha aumentato l’intensità difensiva ad un livello che solo i Pistons possono sostenere. I Detroit Pistons sono tornati in vita in Gara 2, vincendo 98-83 e portando la Serie contro i Magic sul punteggio di 1-1 lo scorso mercoledì 22 Aprile. 

La vittoria – la loro prima casalinga in una sfida di Playoffs dal lontano 26 Maggio 2008, ha spezzato una serie negativa di 11 partite NBA – è stato un ritorno allo stato di forma abituale di una squadra proveniente dalla miglior stagione nelle ultime 20 annate, mettendo in scena la difesa più soffocante di tutta la Eastern Conference. I Pistons hanno vinto 60 partite per via di prestazioni difensive come quella di mercoledì. 

“Quando in difesa giochiamo al livello a cui siamo capaci tutto inizia a girare a nostro favore,” ha affermato Coach J.B. Bickerstaff.

“Possiamo essere una squadra elitaria in fase difensiva, un’incredibile squadra difensiva che spinge e ci garantisce punti facili in transizione. E questo è ciò che abbiamo fatto.”

Coach J.B. Bickerstaff

Hanno costretto i Magic alla miseria di 1 su 9 al tiro, forzando ben 6 palle perse durante la run di 30-3, che ha aumentato il loro vantaggio fino al 76-49 con ancora 4:34 sul cronometro del 3° Quarto. Cade Cunningham, che ha condotto i Pistons con 27 punti e 11 assist, ha guidato una scoring run di 11-0 in apertura di frazione. Orlando ha ribattuto con una tripla di Desmond Bane con 8:54 da giocare. Poi è partito l’assalto, con i Pistons a condurre una scoring run di 19-0 prima che i Magic potessero segnare il loro punto successivo – un tiro libero di Goga Bitadze, con 4:20 da giocare. 

I Detroit Pistons hanno vinto il 3°Q col punteggio di 38-16, tirando col 60.9% (e 14/23 dal campo), mentre Orlando ha risposto col 29.4% (5/17 dal campo) e ben 6 turnover. “Ci siamo sincronizzati con l’ambiente e, con fiducia, abbiamo preso il controllo del momento,” ha rivelato Tobias Harris, che ha concluso la gara con una doppia-doppia da 16 punti e 11 rimbalzi, accompagnati da 2 stoppate e 2 palle rubate.

“Sapevamo che la prima metà di gara non era stata ai nostri livelli standard. Dovevamo trovare il modo di avere un impatto sulla partita dal punto di vista difensivo. Pensavo che saremmo scesi in campo con quel tipo di energia e generando quel tipo di sacrifici di cui avevamo bisogno sul versante difensivo, e pensavo anche che così saremmo stati capaci di colmare il gap in fase offensiva per realizzare le giocate di cui avevamo bisogno.”

Tobias Harris

Nella sconfitta per 112-101 di domenica scorsa i Pistons erano sembrati impreparati. Hanno incontrato molte difficoltà nel fronteggiare la fisicità di Orlando, capitolando presto, dopo la scoring run di 18-3 e non avendo mai condotto la partita. I Magic erano on fire dopo aver sconfitto gli Charlotte Hornets nella Finale del Play-In Tournament. Detroit, proveniente da una settimana di allenamenti e senza aver disputato alcuna partita, è sembrata invece un pò arrugginita. 

La prima parte di gara di mercoledì era stata migliore, ma solo di poco. Difensivamente sono stati attenti sin dalla palla a due iniziale, mantenendo i Magic al 26.9% al tiro anche grazie a 7 stoppate. Gli sforzi, sia individuali che di squadra, si sono classificati tra i migliori in stagione, specie se paragonati a Gara 1. Tuttavia non erano riusciti a mantenere il vantaggio. I Pistons avevano totalizzato 11 turnover, concedendo 11 rimbalzi offensivi e sbagliando 5 su 8 tiri liberi nella 1° metà di gara. La disparità nei falli commessi era in favore dei Magic, che aveva tirato 21 tiri dalla lunetta (di cui ne avevano realizzato solo 14). 

Il discorso di metà partita di Coach J.B. Bickerstaff ha aiutato a riportare concentrazione. “Ci ha davvero colpiti in spogliatoio,” ha rivelato ancora Harris. 

“Non ci sono più ‘Colpa mia’. Loro erano lì in campo a fare il gioco duro, prendendoci rimbalzi offensivi in faccia ed erano troppi. Per noi, in quanto squadra, sappiamo che quelli non sono i nostri standard, quindi il Coach ci stava addosso. Ma ovviamente sapevamo tutti, tutto il gruppo, che potevamo e dovevamo fare di più l’uno per l’altro.”

Tobias Harris

I Pistons hanno perso parecchi palloni nella seconda metà di gara, totalizzandone 10. Ma la loro miglior frazione dal punto di vista difensivo è riuscita a sopperire a tutto ciò. Sono migliorati anche in altre circostanze, raccogliendo 6 rimbalzi offensivi contro i 2 di Orlando e tirando più volte dalla lunetta, con 16 contro 11. 

FOTO: Detroit Free Press.com

La loro prestazione non ha mostrato nulla di nuovo. Tuttavia, ha confermato quanto messo in mostra nel corso delle 82 gare di RS – abilità di ribaltare la situazione e sopraffare fisicamente gli avversari. 

Dopo appena 6 frazioni di gioco ad aprire la Serie il margine d’errore è molto sottile. Gara 3 sarà disputata a Orlando, Florida, stanotte. Per vincere, i Pistons dovranno fare affidamento alle lezioni apprese e alle loro buone abitudini consolidate durante la Regular Season. “Non c’è nulla per cui agitarsi,” ha affermato Cunningham. 

“Sapevamo che sarebbe stata una Serie dura. Abbiamo perso in Gara 1. Volevamo ovviamente giocare meglio. Ma avevamo tanto da imparare e da poter migliorare e oggi penso che sia stato mosso un ottimo passo nella direzione giusta per noi. Sarà una Serie lunga, la prossima partita non cambia molto le cose. Dobbiamo continuare ad andare così.”

Cade Cunningham