FOTO: NBA.com

Questo contenuto è tratto da un articolo di Ben McCormick per The Lead SM, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Trascorso il primo scorcio di Regular Season NBA, i Milwaukee Bucks possono pensare a tirare le prime somme in vista del prosieguo della Stagione 2023/24. Uno dei dati emersi osservando le statistiche è che gli uomini allenati da coach Adrian Griffin abbiano trovato qualche difficoltà in fase difensiva, rimarcata dal loro 20° posto per quanto riguarda il Defensive Rating. Parte di ciò è attribuibile di certo al fatto che l’allenatore dei Bucks sia giunto da poco alla guida dei suoi uomini, che necessitano tempo prima di assimilare i nuovi dettami tecnico-tattici. Ci si aspettano, infatti, diversi miglioramenti da giocatori del calibro di Giannis Antetokounmpo o Brook Lopez, due dei cardini difensivi della squadra. Ammesso che i Bucks vogliano davvero avere delle chance di vincere il Titolo NBA.


Mantenere un ritmo alto sin dall’avvio di stagione può essere un fattore importante, ed a volte è possibile comprendere l’incombenza di piccoli intoppi da risolvere prima che si trasformino in vere e proprie grane in vista dei Playoffs. Per quanto riguarda i Bucks, ciò descrive alla perfezione la situazione legata alla difesa del perimetro. Per quanto le rotazioni rimarranno invariate, tanto permarranno questo tipo di intoppi, col rischio di fornire a coach Griffin poche soluzioni in vista dei Playoffs. Innanzitutto, va detto che il tempo limerà da sé alcuni dettagli, rimarcando ancora una volta il primordiale stage stagionale attuale. Consoliderà l’apprendimento degli schemi e la chimica di squadra tra i giocatori presenti in roster ed i nuovi arrivati. In compenso, sembrerebbe ci voglia un ulteriore supporto per poter difendere meglio sul perimetro. 

  • Le soluzioni di coach Griffin

Coach Adrian Griffin ha già provato ad apportare qualche miglioria per porre rimedio alla questione. Ad esempio, trovando una soluzione di comune accordo con i giocatori una volta apprese le difficoltà riscontrate da Brook Lopez, un difensore di livello All-NBA, nei nuovi schemi di coach Griffin. Lopez, pur essendo un solido difensore, non dispone di leve veloci per affrontare lunghi più agili di lui. E se Mike Budenholzer è stato ampiamente criticato per le difficoltà riscontrate nel risolvere i problemi a stagione in corso, quanto meno è stato abile nel conferire alla squadra una chiara disposizione ed attitudine difensiva. Il suo sistema adoperava Brook Lopez in drop coverage, ottimizzando le sue caratteristiche e potenziale difensivo. Perciò, quando la squadra ha proposto ad Adrian Griffin l’idea del lungo in posizione arretrata, l’allenatore dei Bucks l’ha accolta volontariamente. Si è adattato alle caratteristiche della squadra: esattamente ciò che l’ambiente voleva dal neo allenatore. Adesso i Milwaukee Bucks, infatti, hanno sulla loro panchina un coach dalla mentalità tatticamente più aperta e propenso a cambiare, in meglio, le sue idee di gioco. 

Il dubbio seguente riguarda quanti aspetti di tattiche e schemi difensivi di coach Griffin abbiano effettivamente bisogno di essere rivisti e riadattati. A parte Brook Lopez, che col tempo riacquisterà la sua efficienza difensiva, ed avendo a disposizione un difensore d’élite come Giannis Antetokounmpo, c’è poco altro da inventare e mettere a punto con le risorse attuali (QUI le parole di Giannis al riguardo). C’è bisogno di qualcuno che fermi il possesso avversario prima dell’ingresso nel pitturato e prevenga una “grandinata” di triple da oltre l’arco. Questa carenza ha le sue fondamenta nel backcourt, carente dell’apporto di difensori d’esperienza – ruolo che fino all’anno scorso è stato di Jrue Holiday e Wesley Matthews. Una possibile soluzione sarebbe l’arretramento di Malik Beasley in second unit

  • Il ruolo di Malik Beasley all’interno del roster

Il passaggio da Jrue Holiday a Damian Lillard ha dato un enorme boost in fase offensiva e realizzativa, di contro ha tolto parecchia attitudine difensiva alla squadra (avevamo affrontato QUI questa tematica). Tuttavia, le differenze nello stile di gioco dei due non è radicale nelle problematiche attuali dei Bucks, poiché la loro difesa del perimetro non sarebbe così scarsamente efficiente affiancando a Dame Dolla un altro giocatore dalle spiccate doti difensive. Ciò che, finora, non è stato Malik Beasley. Nelle sue prime partite in Wisconsin si è dimostrato fumoso in fase offensiva, totalizzando solo 5 punti nella gara d’esordio ma 18 in quella successiva. Questo suo andamento altalenante si è protratto fino agli 0 punti, 3 rimbalzi e 3 assist a referto nella vittoria dei Bucks contro i NY Knicks. Si tratta di una porzione di stagione fin troppo limitata per poterne estrapolare dati significativi. Tuttavia, l’ex Lakers si è rivelato una risorsa affidabile in fase offensiva, per via della sua attitudine al tiro. Ha messo a referto prestazioni brillanti, raggiungendo con 30 punti il Season High contro i Toronto Raptors. Ma le sue carenze difensive sono tali da non compensare il suo supporto sotto il ferro avversario.

Nonostante abbia limato le imperfezioni in fase offensiva, i suoi problemi difensivi persistono. I Bucks hanno già offerto il fianco varie volte a molte guardie ed ali in questa prima frazione di stagione. Eccone alcuni esempi:

  • Tyler Herro, 35 punti nella sfida contro i Miami Heat del 30 Ottobre;
  • Jalen Brunson, 45 punti contro i New York Knicks il 3 Novembre;
  • Mikal Bridges, 31 punti contro i Brooklyn Nets il 6 Novembre;
  • Cam Thomas, 41 punti, stessa partita precedente; 
  • Cade Cunningham, 33 punti contro i Detroit Pistons l’8 Novembre;

Queste prestazioni non sono state causate esclusivamente dalle carenze di Beasley, poiché la fase difensiva riguarda tutti gli uomini in campo. Ma con Khris Middleton ancora a minutaggio ridotto – dati i suoi costanti fastidi al tallone d’Achille – gran parte del fardello difensivo è ricaduto sulle spalle dell’ex Florida State Seminoles, col risultato di mettere in risalto le sue difficoltà. Non si tratta di una crociata anti-Beasley, poiché la sua importanza all’interno del roster è innegabile. Ma viste le sue difficoltà in fase difensiva, probabilmente sarebbe meglio se impiegato in uscita dalla panchina. 

Jrue Holiday gioca ormai nei Boston Celtics e Malik Beasley non è l’uomo più adatto da affiancare a Damian Lillard. Chi potrebbe esserlo, dunque, nel roster attuale?

  • L’infortunio di Jae Crowder

Fino a qualche settimana fa il principale candidato pareva essere Jae Crowder. Tuttavia, lo staff medico dei Bucks ha recentemente annunciato che il veterano abbia dovuto sottoporsi ad intervento chirurgico a causa di una grave lesione ai muscoli addominali ed adduttori. I tempi di recupero si aggirano attorno alle 8 settimane, permettendo all’ex Phoenix Suns di tornare in campo attorno a metà Gennaio 2024. Al momento, Crowder non può essere considerato la soluzione ai problemi difensivi dei Bucks, suo malgrado. Ha dimostrato di avere ottime risorse nelle sue corde in passato, annoverando inoltre esperienza in post-season.

Durante la vittoriosa Playoffs run del 2021, Khris Middleton ha tratto molto beneficio dalla presenza al suo fianco di un giocatore dalle spiccate doti difensive come PJ Tucker. Tucker si è assicurato la presenza in quintetto quasi esclusivamente per via delle sue abilità in difesa. Nonostante Crowder non sia esattamente PJ Tucker, ha abbastanza esperienza sulle spalle da poter difendere al meglio quando richiesto. Inoltre, a differenza di PJ, Jae apporta un livello di scoring nettamente superiore. Se Crowder e Middleton saranno in forma potrebbero costituire il miglior mix di esperienza, efficacia nelle giocate ed affidabilità a disposizione del roster dei Milwaukee Bucks. 

  • Le idee dal trade marker

L’ipotesi di Malik Beasley fuori dal quintetto iniziale non prevede ancora un rimpiazzo all’interno del roster a disposizione di coach Adrian Griffin. Ancora una volta prenderemo l’esempio di PJ Tucker come riferimento: arrivato via trade a stagione in corso dagli Houston Rockets, senza quasi lasciar traccia fino all’arrivo dei Playoffs. I Bucks potrebbero provare a mettere a segno un colpo simile quest’anno. Il nome più caldo potrebbe essere quello di Alex Caruso, rimbalzato più di frequente tra i titoli mediatici. Seppur di difficile attuazione, viste le possibili alte richieste dei Chicago Bulls, l’idea rimane in auge in Wisconsin. In giro per l’NBA c’è un ala dall’attitudine difensiva che fa al caso dei Milwaukee Bucks, che attende solo di essere portata al fianco di Giannis Antetokounmpo e Damian Lillard e fornire il boost per poter puntare al Larry O’Brien Trophy

  • Spazio ai giovani

Se i problemi di Jae Crowder dovessero persistere o se dovesse subire un calo delle prestazioni a seguito dell’intervento chirurgico e la successiva assenza, il roster dei Bucks possiede comunque qualche alternativa. A seguito degli infortuni e del minutaggio controllato di Khris Middleton, Andre Jackson Jr ha avuto diverse chance di aumentare il proprio minutaggio, seppur non mettendo a referto numeri da capogiro – meno di 2 punti di media a partita. Possiede però importanti doti difensive che potrebbero fare al caso dei Bucks. Ed il fatto che coach Griffin abbia dato tanta fiducia alla giovane scelta al Second Round del Draft è abbastanza auto-esplicativo. 

Un altro giovane in rampa di lancio potrebbe essere MarJon Beauchamp: ha skills e talento. Probabilmente necessita di più tempo per potersi esprimere al meglio e di lavoro in palestra per migliorare la sua struttura fisica, ma potrebbe ipoteticamente partire in quintetto quanto prima. 

In conclusione, i Bucks hanno bisogno di trovare una soluzione, a prescindere da dove essa provenga. Non possono permettersi di arrivare ad Aprile col rischio di affrontare i Playoffs con l’attuale solidità difensiva a fasi alterne. Hanno bisogno di trovare un quintetto che funzioni e che (ri)dia solidità difensiva – senza pretendere eccessi, poiché gli asset potrebbero non essere abbastanza. Ma che sia una soluzione interna o proveniente dal trade market, coach Adrian Griffin ha bisogno di trovarla al più presto, per evitare futuri intoppi ai suoi Milwaukee Bucks e poter puntare realmente alla vittoria del Titolo NBA.