Dopo che è stato usato come contropartita nella trade Bane, Cole Anthony ha ottenuto il buyout con i Grizzlies per firmare con i Bucks.

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Come in ogni offseason, ci sono quei giocatori che schizzano da una squadra all’altra inseriti in mille pacchetti per poi finire o fuori dalla Lega, o comunque nei bassifondi. Un esempio è Vasilije Micic, transitato da tre squadre diverse in meno di una settimane e ora di ritorno in Europa dopo il buyout concordato con i Milwaukee Bucks.

Tutti argomenti che creano un buon ponte con Cole Anthony, il quale arriverà proprio a Milwaukee dopo aver risolto il proprio contratto di comune accordo con i Memphis Grizzlies. Ricordiamo che il buyout deve essere concordato tra le parti e che il giocatore lascia sul piatto una certa somma, a differenza del taglio che ricade per intero sulle spalle della squadra. Pertanto, sarà da capire quanto dei $13.1 milioni previsti dallo stipendio dell’ex Magic saranno da detrarre.

A differenza di Micic, quindi, Anthony resterà nella Lega, ma anche lui è alla terza canotta in poche settimane, dopo che gli Orlando Magic lo hanno inserito nel pacchetto per Desmond Bane prima del buyout ricevuto da Memphis. Questa sarà probabilmente l’ultima occasione per un comprimario certamente capace di influire in alcune partite in uscita dalla panchina, ma troppo inefficiente per la pallacanestro moderna – da quando è in NBA non ha nemmeno sfiorato la media della Lega al tiro, con un pessimo 49.4 di eFG% nella passata stagione e Playoffs disastrosi con il 28.6% dal campo.

La mossa consente ai Grizzlies di liberare lo spazio per confermare l’estensione di Jaren Jackson Jr. e le firme di Santi Aldama e Ty Jerome, come fatto notare da Bobby Marks di ESPN. Per i Bucks, invece, con i quali firmerà una volta uscito dai waivers, si tratta dell’ennesima aggiunta di una rocambolesca offseason.

I contratti standard, includendo anche i due non-garantiti di AJ Green e Andre Jackson, sono adesso 14 in proiezione, uno in meno del massimo consentito, con ampio margine di manovra al di sotto del primo apron, limite che non possono superare a causa dell’hard cap, e anche sotto la luxury tax, grazie al taglio proprio di Micic e soprattutto a quello di Damian Lillard.

Sono stati confermati Bobby Portis, Ryan Rollins, Kevin Porter Jr., Taurean Prince. Jericho Sims e Gary Trent Jr., mentre le due aggiunte secondarie – oltre a quella celebre di Myles Turner – sono curiosamente entrambe da Orlando, entrambe guardie veterane, dato che Cole Anthony ritroverà Gary Harris, arrivato con una firma in free agency.

Tutto nel tentativo di garantire il maggior supporto possibile accanto all’unica superstar, Giannis Antetokounmpo, il quale, chissà, potrebbe anche aver chiesto la firma di Anthony dopo la clamorosa inchiodata subita in stagione nella sfida contro i Magic: