Il Fenerbahçe è solo la più accanita delle pretendenti per Vasilije Micić, ufficialmente in uscita dall’NBA

Il ritorno in Europa di Vasilije Micic è ufficiale. Dopo l’Odissea di questa settimana, che lo ha visto tornare da Phoenix a Charlotte nello scambio per Mark Williams e infine a Milwaukee per Pat Connaughton, la stella serba si è accordata con i Bucks per un buyout. Ricordiamo che non è un taglio: il giocatore lascerà sul piatto una parte degli $8.1 milioni dovutigli, che recupererà con la nuova firma altrove.
Quanto alle cifre, il taglio di Damian Lillard fa sì che i Bucks abbiano già sin troppi soldi impiegati in stipendi morti, pertanto Micic dovrà lasciare sul piatto una grossa fetta del proprio stipendio – stando a Spotrac, $6.1 milioni degli 8.1 previsti da contratto. Pertanto, qualunque offerta oltreoceano dovrà tenere conto di questi numeri, magari partendo da un biennale da circa $3 milioni a stagione o simili. Dove?
Già un mese fa un Tweet di Chema de Lucas, ripreso da HoopsHype, accennava a un accordo vicino alla chiusura con il Fenerbahçe, campione in carica di Eurolega e prima pretendente al giocatore. Ma esistono anche alternative. Stando ad AS.com, l’Olympiacos sarebbe intenzionato a provarci, sebbene gli ingaggi già altissimi di Vezenkov e Fournier limitino un po’ le capacità di finanziare tale impresa.
Tra i nomi frenati da questo aspetto anche il Barcellona, mentre Stella Rossa e Hapoel Tel Aviv sarebbero da mantenere nella convo. Soprattutto il club israeliano potrebbe andarci vicinissimo, non badando a spese, ma il condizionale è d’obbligo: secondo la rivista Encestando, il giocatore avrebbe rifiutato a causa del conflitto in corso a Gaza, sebbene notizie recenti parlino di un buon rapporto con il proprietario del club Ofer Yannay.
Con oltre $15 milioni – e la fetta del buyout in arrivo – guadagnati in due stagioni, Vasilije Micic dovrebbe essere abbastanza soddisfatto finanziariamente dell’esperienza in NBA, nonostante si sia rivelata a dir poco modesta in termini “di campo”.
L’atletismo fuori scala della Lega americana e l’incostanza al tiro sono stati sin qui deleteri per la stella serba, che per ottenere minuti avrebbe dovuto essere incisivo nella sua metà campo forte. Appena sette punti e quattro assist con efficienza ampiamente sotto la media non sono abbastanza per restare in questa NBA.