La trade deadline è passata, possiamo per favore concentrarci su quanto i Cavaliers siano belli da vedere dopo l’aggiunta di James Harden & Co.?

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Terry Pluto e pubblicata su Cleveland.com, tradotto in italiano da Mattia Tiezzi per Around the Game.
“Pensi che LeBron tornerà?“. Ogni giorno, questa domanda assilla un tifoso dei Cleveland Cavaliers. Forse è un po’ da brontoloni, ma questa ossessione per il ritorno di James a Cleveland sta diventando fastidiosa. O meglio: è fastidiosa a metà febbraio perché la trade deadline è ormai passata. James non andrà da nessuna parte se non a casa sua a Beverly Hills, mentre gioca per i Lakers.
A metà febbraio è difficile sapere cosa succederà nell’NBA a luglio, quando inizierà il mercato dei free agent. Ma adesso? Che ne dite del fatto che i Cavaliers stanno vincendo? Questa è la vera notizia. Il front office di Koby Altman ha fatto diverse mosse audaci questo mese che hanno trasformato la squadra in una legittima contendente per la vittoria della Eastern Conference e per raggiungere le Foinals. Darius Garland, Lonzo Ball e De’Andre Hunter non ci sono più.
Nessuno di loro sta giocando in questo momento. Ball è stato rilasciato. Garland si sta ancora riprendendo dall’infortunio al dito del piede. Dopo essere stato ceduto a Sacramento, Hunter ha subito un infortunio all’occhio, è stato operato e resterà fuori per il resto della stagione. Al loro posto, i Cavaliers hanno James Harden, Dennis Schroder e Keon Ellis. Hanno vinto 12 delle 13 partite giocate fino a venerdì sera. Ripetiamolo: i Cavaliers hanno migliorato notevolmente il loro roster e hanno vinto 12 delle ultime 13 partite, di cui sette consecutive. Questa è la situazione attuale.
Un consiglio: guardate le partite!
L’allenatore Kenny Atkinson e il suo staff avevano già portato i Cavaliers sulla strada giusta prima degli scambi. Avevano vinto 8 partite su 10. Erano ispirati dall’instancabile Donovan Mitchell, dal rinato Jarrett Allen e da un gruppo di giovani giocatori irrequieti (Jaylon Tyson, Craig Porter Jr. e Nae’Quan Tomlin) determinati a dimostrare il loro valore in NBA. Ellis e Schroder si sono uniti ai giovani per aggiungere energia e mentalità difensiva entrando dalla panchina.
Poi c’è Harden, che è tornato al meglio dopo uno scambio. Questo è il suo schema, e al momento sta funzionando a favore dei Cavalier. Harden, una guardia gigante da 196 centimetri per 100 chili, è un passatore sensazionale, soprattutto quando è concentrato su questo e non sente la pressione di dover segnare. I giocatori di stazza normalmente danno il meglio con Harden. Lo stiamo vedendo con Allen e ora vedremo come si muoverà in attacco Evan Mobley (ora in buona salute), altro lungo da 211 centimetri.
Forse il più felice dei Cavaliers è Mitchell, che non ha più il peso di gestire la palla e di dover chiudere da solo ogni partita combattuta. Harden non è un buon difensore, ma è superiore a Garland. Ci sono grandi preoccupazioni per la salute di Garland. I Clippers hanno detto che il suo problema è il dito del piede che ha subito un intervento chirurgico la scorsa estate. È fuori a tempo indeterminato. Con Harden e Mitchell, i Cavaliers sono più grandi, più forti e ancora più esplosivi nel loro backcourt rispetto a quando avevano Mitchell e Garland.
Lo staff tecnico era frustrato nel cercare di ottenere di più da Ball e Hunter, che sembravano un po’ disconnessi in campo. Sono stati sostituiti da Schroder ed Ellis. Questi due sanno come giocare duro ogni sera e amano difendere. Per quanto riguarda Garland, aveva il peggior plus/minus tra i giocatori titolari dei Cavaliers. Cleveland ha subito 40 punti in più quando lui era in campo in questa stagione. Quando viene sollevata la questione LeBron, verrebbe da urlare: “GUARDATE COSA STA SUCCEDENDO ORA! È DIVERTENTE! QUESTI RAGAZZI SONO FORTISSIMI!!!”.

La questione LeBron
James ama giocare con i media, alimentando le speculazioni su dove andrà come free agent. Ad essere onesti con James, lui non è come Harden, che negli ultimi sei anni ha chiesto quattro volte di essere ceduto e ha fatto tutto il necessario per ottenere ciò che voleva. James gioca fino alla scadenza del contratto, poi valuta il mercato. Tutto secondo le regole. In un campionato in cui molti giocatori amano chiedere di essere ceduti, James non ha mai giocato a quel gioco.
I media nazionali sono fissati con James perché è uno dei più grandi giocatori nella storia dell’NBA. È il migliore della sua generazione. È un argomento che attira l’attenzione. Ma James ha 41 anni. Rimane un All-Star, ma non è più il LeBron James del 2014-18 che ha portato i Cavaliers alle finali NBA per quattro anni consecutivi. Almeno due volte (2015 e 2018) ha trascinato una squadra malconcia alle finali.
Da quando è passato ai Lakers, la squadra ha vinto il titolo nel 2020, ha raggiunto le finali della Western Conference nel 2023 e ha mancato i playoffs nel 2019 e nel 2022. Nelle ultime due stagioni, i Lakers sono stati eliminati al primo turno. Prima di passare ai Lakers, l’unica volta in cui James ha mancato i playoffs è stata nelle sue prime due stagioni con i Cavaliers.
Nei successivi 13 anni, non solo ha raggiunto i playoffs, ma non ha mai perso al primo turno! Si tratta di nove anni (due periodi a Cleveland) e quattro anni a Miami. Ripetiamo, non ha mai perso al primo turno dei playoffs fino all’arrivo ai Lakers. In quattro dei suoi sei anni con i Lakers, ha mancato due volte i playoffs e ha subito due eliminazioni al primo turno.
James ha una media di 22 punti, 5,8 rimbalzi e 7,1 assist. Ha una percentuale di tiro dal campo del 50% e del 30% nei tiri da tre punti. Recentemente ha realizzato una tripla-doppia all’età di 41 anni. È incredibile. Rimane un All-Star, ma non è più lo stesso LeBron James che abbiamo visto a Cleveland.
Non è una critica a James, che sfida il tempo. Ma gli infortuni si sono moltiplicati. Ha 41 anni. I tifosi dei Cavaliers devono superare l’idea che James debba tornare per salvare la franchigia.

La realtà
A causa delle varie restrizioni sul tetto salariale, nessuna squadra NBA può comportarsi come i Dodgers nel baseball e ingaggiare chiunque desideri a qualsiasi cifra. I Cavaliers hanno trovato il modo di aggiungere grandi talenti al loro roster e di tagliare circa 100 milioni di dollari in tasse di lusso e stipendi. Tuttavia, rimangono leggermente al di sopra della temuta soglia del secondo apron, di circa 4 milioni di dollari.
Non si sa cosa abbiano fatto i Cavs per convincere Harden a rinunciare alla sua clausola di non trasferibilità e venire a Cleveland. Chiedeva ai Clippers di garantire interamente il suo contratto da 42 milioni di dollari (di cui solo 13 milioni garantiti) per il 2026-27. Credo che i Cavs garantiranno almeno il suo contratto da 42 milioni di dollari per il 2026-27 (ne abbiamo parlato QUI).
Quindi Harden sarà nella squadra il prossimo anno all’età di 37 anni. James ne avrà 41. Il maggiore interesse dovrebbe essere che i Cavs giochino abbastanza bene in questa stagione da convincere Mitchell a firmare un altro rinnovo contrattuale quest’estate. Bobby Marks, esperto di salary cap di ESPN ed ex assistente GM dei Nets, ha affermato che James dovrebbe firmare un contratto minimo per giocare con le contender come Cleveland, New York e Denver. Tutte e tre le squadre hanno problemi di salary cap.
James guadagnerà 52 milioni di dollari in questa stagione. Da quando è tornato a Cleveland nel 2014, ha sempre chiesto (e ottenuto) il massimo salariale. Ma fermiamoci qui. I Cavaliers sono nuovi di zecca, migliorati e vincenti. Per quanto riguarda James o altre mosse post-stagionali, non c’è motivo di rifletterci finché non sapremo cosa succederà nei playoffs.
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