“Chet Holmgren non è che una frazione del giocatore che diventerà”, parola di Shai Gilgeous-Alexander.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Joe Musatto e pubblicata su The Oklahoman, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.
Il modo in cui lunedì scorso Shai Gilgeous-Alexander ha parlato del compagno Chet Holmgren, durante il Media Day degli Oklahoma City Thunder, dovrebbe far venire i brividi alla schiena di ogni squadra che voglia primeggiare su OKC quest’anno.
“Penso che chiunque al mondo guardi il basket può riconoscere che Chet Holmgren non è che una frazione del giocatore che diventerà. Ha saltato così tante partite. E nel miglior palcoscenico, nella partita più importante nel mondo del basket, ha messo a referto cinque o più stoppate, cambiando completamente la sfida.”
Shai Gilgeous-Alexander
Ben 5 stoppate, 18 punti e 8 rimbalzi per Chet Holmgren in Gara 7 delle NBA Finals. Siamo con Shai. Abbiamo solo avuto un antipasto di ciò che il giovane lungo potrebbe diventare, per questo si parla anche del giocatore più intrigante del roster di OKC nella loro difesa al Titolo NBA. SGA è l’MVP in carica, Jalen Williams è un All-NBA… e che dire del terzo membro dei Big Three di OKC? Nessuna traccia di quanto forte possa diventare. A differenza dei primi due, gran parte di sviluppo e crescita di Holmgren dipendono dal suo stato di salute, e forse da questo derivano le ingiuste critiche al suo contratto.
Chet ha saltato l’intera Stagione 2022/23 per un infortunio al piede. Nella stagione successiva, quella che per lui è stata ufficialmente la stagione da rookie, ha giocato in tutte e 82 le sfide. La scorsa stagione si trova più o meno a metà delle prime due. Una frattura all’anca lo ha limitato a sole 32 presenze.
Chet Holmgren ha giocato 114 di 246 possibili presenze in carriera – il 46% del totale. In caso sia necessario ricordare ciò che può fare al massimo della forma – fino ad ora – basta riprendere le statistiche delle prime 9 sfide della scorsa stagione, prima dell’infortunio: una media di 29 minuti d’impiego, 18.2 punti, 9.2 rimbalzi, 2.2 assist, 2.9 stoppate, 52% dal campo e 40% dal perimetro.
Nelle restanti 22 partite disputate dopo il ritorno dall’infortunio ha messo a referto una media di 28 minuti, 14.3 punti, 7.7 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate, 48% dal campo e 38% da 3 punti. Infine, ecco le sue statistiche ai Playoffs: 30 minuti sul parquet, 15.2 punti, 8.7 rimbalzi, 1 assist, 1.9 stoppate, 46% dal campo e 30% dal perimetro.
Chet Holmgren non è mai più tornato ai livelli pre-infortunio lo scorso anno, ma, come mostrano anche i numeri, è migliorato gradualmente da dove era ripartito. “Ovviamente il suo infortunio ha cambiato il corso della scorsa stagione, e lui ha fatto un lavoro incredibile per risalire su un treno in corsa ed aiutare i suoi compagni a vincere il Titolo l’anno scorso”, ha affermato Coach Mike Daigneault.
“Ha messo a referto numeri importanti e produttivi in estate. Sul livello che potrebbe aver raggiunto adesso, provo a rimanere abbastanza aperto di mentalità: non provo a fare previsioni.”
Coach Mike Daigneault
Holmgren ha rivelato di sentirsi “parecchio meglio” adesso rispetto a quando è tornato in campo dall’infortunio.
“Ho compreso a che livello fosse arrivata la squadra mentre ero infortunato, avevamo l’opportunità di fare qualcosa di speciale. Volevo tornare in campo il prima possibile per rimettere le gambe in forma, riottenere quella sensazione di giocare a basket al più presto, per concedermi più tempo per scaldare i motori prima dei Playoffs.”
“Non penso che alcuna delle decisioni prese fosse sbagliata. Rifarei tutto allo stesso modo, ma non ho davvero avuto tutto il tempo necessario per permettere al mio corpo di tornare al livello necessario quando era richiesto.”
Chet Holmgren
Ecco dove il discorso diventa spaventoso. I Thunder hanno vinto il Titolo NBA nonostante il loro terzo miglior giocatore a roster fosse mentalmente e fisicamente limitato e un po’ fuori forma. Senza contare che Jalen Williams, il secondo miglior giocatore della squadra, ha dovuto fare i conti con un polso che avrebbe richiesto un intervento chirurgico. Certo, Chet è stato comunque determinante attraverso le sue incredibili giocate difensive – messe in atto grazie alla sua stazza “da Pterodattilo”. Ma non era davvero sé stesso in fase offensiva. Non aveva la stessa elevazione nei jump shot o la stessa fiducia nel suo ball-handling visto nelle 9 sfide pre-infortunio.
Holmgren ha affermato di aver trascorso diverse ore in estate sia in sala pesi che sul lettino del fisioterapista. “Chet è nato per giocare a basket e per essere un vincente, considerando la sua stazza, il suo istinto e conoscenza del gioco”, ha dichiarato Shai Gilgeous-Alexander.
“E non farà altro che continuare a crescere e migliorare, perché ha una mentalità che lo rende diverso da tutti gli altri.”
Shai Gilgeous-Alexander
Chet concorda sul fatto che ci sia un altro livello da raggiungere per lui. “Per me è gran parte dei motivi per cui lavoro così tanto, perché so che c’è molto ancora da poter sfruttare”, ha rivelato lo stesso centro di OKC.
“In verità non c’è una lista di obiettivi per riuscirci. Bisogna solo lavorare ogni giorno con la giusta mentalità.”
Chet Holmgren
Shai Gilgeous-Alexander, infine, ha ulteriormente innalzato l’asticella delle aspettative su ciò che arriverà.
“La gente in tutto l’universo non ha scelta se non osservare Chet Holmgren crescere e migliorare, diventando il giocatore speciale che sarà.”
Shai Gilgeous-Alexander