Il pacchetto dei Miami Heat per Antetokounmpo ha battuto l’offerta dei Boston Celtics, concentrata attorno a Jaylen Brown. Come mai?

NBA: Antetokounmpo va ai Miami Heat
FOTO: Bleacher Report

418 giorni dopo, la saga di Giannis Antetokounmpo si è conclusa. Ma questo si sapeva già che sarebbe successo in queste 48 ore. Ad essere sconosciuta era solo la destinazione, divenuta ufficialmente Miami, che ha superato Boston in una corsa a due.

I Celtics hanno offerto un pacchetto composto da Jaylen Brown e due first-round pick, ma i Bucks hanno deciso di optare per l’offerta degli Heat: Tyler Herro, Kel’el Ware, Jaime Jaquez Jr., Kasparas Jakucionis, scelta 13 al Draft 2026, first-round pick 2031 e 2033, pick swap 2030 e second-round pick 2033. Nello scambio, per far quadrare i conti, a volare in Florida è anche Bobby Portis. Perché questo pacchetto e non quello dei biancoverdi?

Jaylen Brown

In primis, la questione Jaylen Brown. Parliamo di un All-Star conclamato, ma, senza nulla togliere a Brown, il suo rendimento migliora molte se adoperato in un sistema ad hoc con altri creatori di fianco, anziché come primo responsabile di tutto l’attacco di squadra e trascinatore nel bel mezzo del nulla cosmico che avrebbe trovato a Milwaukee. Non si tratta, insomma, di un giocatore sul quale fondare ambizioni nel presente, né nel futuro, trattandosi comunque di un 30enne, bensì di un profilo adatto a squadre che cerchino qualcuno con punti nelle mani.

I Bucks si sarebbero inoltre trovati in mano i suoi oltre $57 milioni di contratto, ai quali aggiungere altre due stagioni oltre i $60 milioni di stipendio. Non facile da gestire in una eventuale permanenza, considerando anche tutti i problemi legati agli anni precedenti che hanno portato a tagliare Damian Lillard, lasciando un’ingente quantità di stipendi “morti” sul tavolo, e quasi impossibile da scambiare, eventualmente – tanto che sarebbe intervenuto l’owner Jimmy Haslam nel rifiutare questo possibile scenario, accettando il pacchetto di Miami.

Il futuro arriva da Miami

Il quantitativo di scelte in arrivo da Miami è molto superiore e consente di avere una doppia pick al Draft 2026, oltre a un surplus dal 2031 in poi – quando Giannis Antetokounmpo avrà una certa età e quindi quelle pick avranno acquisito un discreto valore.

Inoltre, Tyler Herro è nativo di Milwaukee e ha 27 anni. Sebbene non sia Jaylen Brown, ha un contratto in scadenza da $33 milioni che apre le porte a praticamente qualunque scenario. Si può optare per una permanenza a prezzi comodi per ambo le parti, per un rinnovo per uno scambio futuro, per una trade nell’immediato e basta.

Jakucionis, Jaquez e Ware, già di per sé, non sono inoltre un brutto trio di giocatori NBA, sia come livello attuale, sia in termini di margine di miglioramento. Shams Charania ha spiegato che a Boston si chiedevano anche Scheierman e Gonzalez, proposta rifiutata dai Celtics, il che fa capire quanta importanza dessero i Bucks più alla futuribilità, che al presente.

La logistica

Lo scambio comunque di The Greek Freak potrà completarsi solo dopo la deadline del 6 luglio, pertanto potrebbe espandersi. Al momento, la trade è sostanzialmente divisa in due differenti parti: Antetokounmpo per Herro, Portis per gli atri tre comprimari in arrivo da Miami. Come funziona?

Portis e il suo stipendio da $14.5 milioni verranno assorbiti da Miami con la traded player exception (TPE) di Duncan Robinson da $16.8 milioni, completando sostanzialmente uno scambio a parte. In questo modo, Milwaukee creerà una TPE a sua volta del valore di $25.5 milioni, utile per continuare ad assorbire eventuali stipendi brutti in cambio di first-round pick nel corso di questa fase di ricostruzione. Il tutto, diminuendo il payroll di oltre 20 milioni di dollari. Per Milwaukee, praticamente un no-brainer.