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	<title>Gianluca Bortolomai | Around the Game</title>
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	<description>Dove il basket sopravvive agli highlight</description>
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		<title>Lettera a Pascal Siakam</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/lettera-a-pascal-siakam/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Bortolomai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2024 09:13:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[indiana pacers]]></category>
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					<description><![CDATA[Scambiato da poco agli Indiana Pacers, Pascal Siakam ha voluto raccontare la sua esperienza in una lettera d'addio a Toronto su The Players' Tribune.]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Scambiato da poco agli Indiana Pacers, Pascal Siakam ha voluto raccontare la sua esperienza in una lettera d&#8217;addio a Toronto su The Players&#8217; Tribune.</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam-1024x576.jpg" alt="Pascal Siakam in campo coi Raptors" class="wp-image-54031" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: SPORTSNET</figcaption></figure>



<p><em>Questo contenuto contiene un estratto dall’articolo “<a href="https://www.theplayerstribune.com/posts/pascal-siakam-toronto-raptors-indianapolis-pacers-nba-basketball" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Toronto Forever</a>”, pubblicato in data 19 gennaio 2024 su&nbsp;<a href="https://www.theplayerstribune.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Players’ Tribune</a>.</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Ok, il titolo giusto sarebbe stato forse &#8220;Lettera DI Pascal Siakam&#8221; dovendo riportare qualche sua parola. Non è quello che però voglio fare, non oggi. Oggi l&#8217;oggettività va a farsi benedire. Potevo anche chiamarla &#8220;Lettera di un tifoso col cuore spezzato&#8221; per quanto vale. Ci ho messo un po&#8217; a digerire la cosa, soprattutto dopo essere entrato il giorno stesso della trade nella Scotiabank e non aver visto la sua solita routine nel prepartita: qualche tiro di riscaldamento, qualche tripla, giochi in post, risate, il gran finale con palleggi da calciatore, il passaggio al preparatore, l&#8217;alley oop, l&#8217;urlo liberatorio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Ad un certo punto i Raptors hanno fatto capire che stavano andando in un&#8217;altra direzione, non volevano prolungarmi, stava per arrivare una trade. Il mio agente, sapete, stava facendo il suo lavoro, concentrandomi sul futuro, cercando di ricordarmi che ci sono cose buone all&#8217;orizzonte. Quindi mi ha chiesto: &#8220;P, dove ti vedi?&#8221;. E sarò sincero su ciò che ho risposto. Ho detto: &#8220;Dove mi vedo? Voglio dire&#8230; Toronto.</em> <em>Toronto è tutto ciò che ho conosciuto e che ho sempre voluto conoscere. Non ho mai chiesto uno scambio. Forse sembrerà ingenuo, ma sentivo di poter essere una di quelle bandiere che passano tutta la carriera in una sola squadra.</em></p>
</blockquote>



<p>Nelle favole a lieto fine si sarebbe trovato un accordo e Pascal sarebbe rimasto. Ma non è una favola. <a href="https://aroundthegame.com/post/la-fine-dei-toronto-raptors-passa-da-ujiri/" data-type="link" data-id="https://aroundthegame.com/post/la-fine-dei-toronto-raptors-passa-da-ujiri/">Pascal Siakam è un giocatore degli Indiana Pacers.</a></p>



<p>Parlo come se i Raptors si fossero privati del nuovo Dio del basket e so benissimo che non è così. Per molti Siakam è solo un ottimo giocatore, forse qualcosina in più, ma niente che non possa essere sostituito. Non per Toronto, e non parlo della società. Ma della città. Il giorno dopo, parlando con i colleghi di lavoro, uno di loro mi ha detto &#8220;<em>Certo, probabilmente andava fatto, ma abbiamo appena dato via un pezzo di storia per niente</em>&#8221; (Scusa Bruce, non ce l&#8217;hanno personalmente con te).</p>



<p>Un pezzo di storia, perché effettivamente Spicy P è entrato di diritto nell&#8217;Olimpo della franchigia canadese. Un ragazzo camerunese un po&#8217; spaesato, scelto come ventisettesimo al Draft 2016, entrato in punta di piedi in una franchigia che fino ad allora non aveva ottenuto niente e andato via lasciando record su record frantumati. Così come altrettanti cuori.</p>



<p>Perfino per me che sono in Canada da relativamente poco tempo non è stato facile riordinare le idee immediatamente dopo aver letto la notizia. Il colpo è stato forte, non lo nascondo, perché in un modo o nell&#8217;altro Siakam è andato veramente oltre il basket per la città di Toronto. Tutti gli interventi fatti nelle scuole e nelle comunità, la PS43 Foundation, la sua faccia in ogni dove, dal distretto finanziario alla periferia più sperduta. La gentilezza, la professionalità e l&#8217;enorme sorriso di quel ragazzo sono stati la costante che ha accompagnato i tifosi per otto anni.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Tutto ciò non cambia quello che Toronto ha significato per me e continuerà a significare. Questa è la cosa principale che volevo dire a tutti: questa è casa. Toronto mi ha fatto sentire a casa fin dal primo giorno. Farò sempre parte di questa comunità. È il luogo in cui vivo. È qui che si concentrano molte delle cose a cui tengo</em>.</p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam-foundation-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-54032" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam-foundation-1024x683.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam-foundation-300x200.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam-foundation-150x100.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam-foundation-768x512.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam-foundation-1080x720.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/02/pascal-siakam-foundation.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: PS43 FOUNDATION</figcaption></figure>



<p>L&#8217;atmosfera all&#8217;Arena il 17 gennaio era funebre come poche volte ho visto in uno stadio. La schiacciante vittoria contro gli Heat ha mitigato un po&#8217; la tristezza ma non sentire più &#8220;We keep it Spicy at the Forward&#8230;.representing Cameroon&#8230;..&#8221; durante l&#8217;annuncio dei quintetti è stata una mazzata. In cuor mio posso essere felice di essere stato presente alla sua ultima partita non sapendo che sarebbe stata l&#8217;ultima.</p>



<p>Voglio condividere un aneddoto personale che spiega l&#8217;uomo più che il giocatore. Novembre 2019, i Raptors sono freschi di titolo e io arrivo a Toronto con l&#8217;idea di sondare il terreno per un eventuale spostamento. È il mio primo viaggio oltreoceano e già che ci sono ne approfitto per andare a vedere la mia prima partita NBA. Capirete sicuramente l&#8217;emozione. La mia ragazza mi consiglia di fare un cartello, sai mai che&#8230;. E lo faccio. Arriviamo in larghissimo anticipo all&#8217;arena, la canotta #43 fresca di acquisto addosso, e Siakam è lì che si scalda. </p>



<p>Tiro su il cartello tremando come una foglia, l&#8217;espressione inebetita per essere stato catapultato nel mondo che fino a pochi giorni prima guardavo solo in TV. Un fotografo lo vede, avvisa uno dei PR che mi fa segno di scendere verso la panchina. Incredulo mi avvicino e mi dicono gentilmente di aspettare lì la fine dell&#8217;allenamento per incontrarlo. Nel mentre mi passano di fianco e mi salutano i vari Powell, VanVleet, Gasol. </p>



<p>Pascal finisce la sua routine e arriva sorridente, mi stringe la mano e mi chiede &#8220;Ma davvero sei venuto fin dall&#8217;Italia per questo? Com&#8217;è andato il viaggio?&#8221;. In tutto questo io biascico una risposta a malapena intelligibile, tanta era l&#8217;emozione che mi ero pure dimenticato di avere un pennarello in tasca per far firmare la maglia (uno dei più grandi rimpianti della mia vita). Scambiamo due chiacchiere, il fotografo dei Raptors scatta una foto, parliamo ancora un momento e ci facciamo un&#8217;altra foto col mio telefono, mi saluta e andando verso gli spogliatoio si ferma a parlare con altri che, come me, erano lì praticamente solo per lui. Uno ad uno.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">La mia prima partita NBA in assoluto nel 2019, quando scrivere di basket era solo un pensiero. Giusto il tempo di entrare, mostrare il banner e mi scortano in panchina. Arriva lui, scambiamo due chiacchiere, mi chiede com’è andato il viaggio.<br><br>Il resto è un meraviglioso ricordo. <a href="https://t.co/eiLlqR8Kto">pic.twitter.com/eiLlqR8Kto</a></p>&mdash; Gianluca Bortolomai (@GianluBorto) <a href="https://twitter.com/GianluBorto/status/1747721493050433971?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">January 17, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>E lo ha fatto tutte le volte. Tutte le volte che ha visto qualcuno con la sua maglia in attesa all&#8217;ingresso del tunnel si è fermato quantomeno a dare un cinque e scambiare un sorriso. Negli ultimi due anni l&#8217;ho visto compiere questi piccoli gesti una quantità infinita di volte. Lui stesso racconta dell&#8217;effetto che gli fa tutt&#8217;ora vedere una sua maglia in tribuna.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Quando sono stato scelto, il mio agente è andato al negozio della squadra per comprare una maglia di Siakam&#8230; e non l&#8217;avevano nemmeno in vendita!</em> <em>La prima volta che ne ho vista una sugli spalti, guardandomi intorno durante gli inni, ho praticamente esultato.</em></p>
</blockquote>



<p>Maglie &#8220;Siakam 43&#8221; ce ne sono state da allora in avanti e ce ne sono tutt&#8217;ora. Nessuno se lo dimentica. Un titolo, qualche riconoscimento individuale, più di un record di franchigia in tasca. Toronto è una città riconoscente verso i suoi giocatori, presenti e passati, stelle e comprimari. Con lui si è chiuso un cerchio, l&#8217;ultimo dei cinque titolari del campionato vinto nel 2019 ad essersene andato altrove. Accompagnato gentilmente alla porta, sarebbe meglio dire, ma questa non è la &#8220;Lettera di un tifoso incazzato con la dirigenza&#8221;, questa è un&#8217;altra storia.</p>



<p>Pascal Siakam è stato Toronto per otto anni e nessuno dubita del fatto che un po&#8217; di tutto quello se lo sia portato in Indiana. Non ho sbagliato a scrivere, è stato proprio parte integrante del tessuto della città. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Quando il mese prossimo tornerò da avversario e ci sarà l&#8217;inno nazionale, mi guarderò intorno. Spero di trovare almeno un&#8217;altra maglia. E di nuovo esulterò dentro di me. Avrà comunque un grande significato. Perché è sempre una cosa di Toronto. E io sono Toronto per sempre.</em></p>
</blockquote>



<p>Ne hai viste <a href="https://x.com/noorrzainab/status/1757944951629824211?s=20">più di una</a>, Pascal, ma avevo pochi dubbi su questo. Un giorno, per il lieto fine, la vedrai anche appesa di fianco al banner del titolo, com&#8217;è giusto che sia. Lassù, nell&#8217;Olimpo di Toronto. Per sempre.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rajaković: “In Serbia nessuno credeva che Jokic sarebbe diventato un campione”</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/rajakovic-serbia-nessuno-credeva-jokic-campione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Bortolomai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Dec 2023 09:57:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
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					<description><![CDATA[Il coach dei Raptors elogia il connazionale Nikola Jokic prima della sfida contro i campioni NBA]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Il coach dei Raptors elogia il connazionale Nikola Jokic prima della sfida contro i campioni NBA</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/nikola-jokic-1024x683.jpg" alt="Nikola Jokic in campo con Denver
" class="wp-image-53217" style="width:856px;height:auto" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/nikola-jokic-1024x683.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/nikola-jokic-300x200.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/nikola-jokic-150x100.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/nikola-jokic-768x512.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/nikola-jokic-1080x720.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/nikola-jokic.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: SPORTING NEWS</figcaption></figure>



<p><strong>Darko Rajaković</strong> ha voluto spendere parole al miele per il suo illustre avversario della serata. Prima di una complicatissima sfida casalinga contro i campioni in carica, il coach serbo ha elogiato a trecentosessanta gradi il suo connazionale, il due volte MVP e neo campione NBA <a href="https://aroundthegame.com/post/nikola-jokic-basket-semplice-antidivo/" data-type="link" data-id="https://aroundthegame.com/post/nikola-jokic-basket-semplice-antidivo/">Nikola Jokic</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>È un talento generazionale. Il gioco in post, la visione di gioco, il fatto di essere un pass-first player, non c’è niente del suo gioco che abbia difetti. L’hanno paragonato ad Arvydas Sabonis ma nei suoi anni in NBA ha avuto 2.8/3 assist di media. Poi chiaro, era un gioco diverso.</em></p>



<p><em>Nikola il gioco lo ha cambiato, non vinci due MVP consecutivi e un titolo per caso.</em></p>



<p><em>Nessuno fa quello che fa lui. Per me è il miglior giocatore al mondo, bisogna lanciargli contro tutto per fermarlo, non useremo una sola tattica, per arginarlo serve essere abili a cambiare in corso d’opera. Difficile marcare tutto quello che può fare e creare. Togliergli il gioco fisico forse è la prima cosa ma può essere in grado di batterti in altri modi perciò dovremo essere bravi su più livelli.</em></p>



<p><em>Il talento? Fa esattamente le stesse cose che faceva a 16 anni, ovviamente con un grado di difficoltà diversa, ma il talento è sempre stato quello cristallino che vediamo oggi. Era un giocatore di prospettiva ma nessuno si aspettava che avrebbe dominato la lega, stessa cosa per Doncic. Tanti in Serbia vi diranno diversamente ma non c’era una possibile comparazione per lui, un giocatore su cui dire “ok, questa sarà la sua strada”, perciò nessuno ha dato il giusto valore al suo essere un “unicorno”.</em></p>



<p><em>Poi non fatevi ingannare, sembra disinteressato ma è perfettamente consapevole di quello che fa a livello di gioco, di quello che succede nella lega, ma va considerato come è stato educato e dove è cresciuto. Rispetta assolutamente il gioco, la sua professione, i compagni e gli avversari ma si concentra anche molto sulla vita al di fuori, non gliene si può fare una colpa. Ho avuto a che fare con lui, i suoi fratelli, i suoi genitori, il suo modo di fare rappresenta i valori familiari con cui è cresciuto.</em></p>
</blockquote>



<p>Stima e rispetto assolutamente ricambiati da Jokic, che solo pochi mesi fa si era così espresso sull’assunzione di Rajaković come head coach della franchigia canadese (ne abbiamo parlato anche noi <a href="https://aroundthegame.com/post/darko-rajakovic-mentalita-e-attitudine/">QUI</a>):</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>È una persona fantastica e lo apprezzo molto. È qui da tanto, tanto tempo. Dieci anni per arrivare da allenatore di G League, assistente, a capo allenatore in NBA…C&#8217;è molto rispetto per lui e per il suo lavoro.</em></p>



<p><em>Personalmente penso che se lo meriti. Ne ha viste tante. Ne ha passate tante. Penso che si meriti tutto. Penso che farà un ottimo lavoro.</em></p>
</blockquote>



<p>Lavoro che al momento è ancora tutto in salita visto che il mago di Sombor ha provveduto ad affossare i Raptors con la solita prestazione a tutto tondo da 31 punti, 16 rimbalzi e 6 assist. Toronto si trova ora a 11 vittorie e 16 sconfitte con molta strada da fare per sperare di raggiungere i posti validi per i Play-In.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Thibodeau: “La World Cup ci ha dato una mano”</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/thibodeau-la-world-cup-ci-ha-dato-una-mano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Bortolomai]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Dec 2023 00:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel prepartita della sfida contro i Raptors coach Thibodeau ha parlato dell’impatto della World Cup sulla preparazione dei giocatori]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Nel prepartita della sfida contro i Raptors coach Thibodeau ha parlato dell’impatto della World Cup sulla preparazione dei giocatori</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/img_3322-1-1024x576.jpg" alt="Coach Thibodeau a colloquio coi suoi giocatori 
" class="wp-image-52689" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/img_3322-1-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/img_3322-1-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/img_3322-1-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/img_3322-1-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/img_3322-1-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/12/img_3322-1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: THE SCORE</figcaption></figure>



<p>Nel prepartita della sfida contro i Raptors coach <strong>Tom Thibodeau</strong> ha parlato <a href="https://aroundthegame.com/post/pillole-di-world-cup-shai-barrett-e-brooks-portano-il-canada-in-semifinale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dell’impatto della World Cup</a> sulla crescita dei giovani, riferendosi nella fattispecie al percorso fatto dai suoi giocatori, <strong>RJ Barrett </strong>(medaglia di bronzo, e della questione abbiamo parlato anche <a href="https://aroundthegame.com/post/la-world-cup-puo-aiutare-rj-barrett-a-crescere/">QUI</a>) e <strong>Jalen Brunson</strong>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Credo che la World Cup e le competizioni internazionali abbiano un impatto incredibile sullo sviluppo dei giocatori giovani o veterani che siano, si fanno trovare già pronti per l’inizio della stagione, la loro condizione è ottimale perché hanno già giocato gare di alto livello per quasi un mese.</em></p>



<p><em>Penso che in particolare i giocatori più giovani si rendano conto del beneficio che traggono nell&#8217;accettare la convocazione della propria nazionale per mettersi alla prova contro giocatori di pari livello e di pari età da tutto il mondo.</em></p>



<p><em>Il fatto che le squadre convochino giocatori sempre più giovani e non necessariamente i top dei top non è un svilimento della competizione tanto quanto un banco di prova per vedere a che punto si è con lo sviluppo del proprio progetto.</em></p>



<p><em>Mi ricordo ancora che quando allenavo Chicago nel 2010 <strong>Derrick (Rose)</strong> è arrivato fresco e carico dalla nazionale dopo aver vinto il Mondiale, quello stesso anno ha vinto il titolo di MVP, era pronto come non mai e questo lo dobbiamo anche al fatto che avesse giocato per tutta l’estate con gli Stati Uniti.</em></p>



<p><em>Nel nostro caso ci siamo ritrovati con RJ e Jalen assolutamente preparati e questo inizio di campionato lo sta dimostrando, stanno giocando un basket completo e stanno migliorando non solo le statistiche ma le prospettive di squadra.</em></p>



<p><em>Oltretutto questo palcoscenico permette di vedere quanto il basket si sia sviluppato nel corso degli anni, stiamo vedendo sempre più giocatori positionless. Giocatori piccoli che fanno cose che facevano i centri una volta, vediamo centri agire da point guard. Stiamo vivendo un basket al più alto dei livelli.</em></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">31 punti, 13 su 14 dal campo e questo canestro per pareggiare la partita (vinta poi all&#39;overtime) contro la Germania.<br><br>Sarà la stagione di RJ Barrett? <a href="https://t.co/Jd8bASryvt">pic.twitter.com/Jd8bASryvt</a></p>&mdash; Around the Game (@AroundTheGameIT) <a href="https://twitter.com/AroundTheGameIT/status/1690966486469267456?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">August 14, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Devin Booker, professione playmaker</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/devin-booker-professione-playmaker/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Bortolomai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2023 00:12:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’inizio di stagione ci sta mostrando Devin Booker in una nuova veste con la palla in mano, sempre più simile ad una point guard pura.]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">L’inizio di stagione ci sta mostrando Devin Booker in una nuova veste con la palla in mano, sempre più simile ad una point guard pura</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1200" height="675" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/IMG_3280-edited.jpeg" alt="Devin Booker in azione coi Suns
" class="wp-image-52639" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/IMG_3280-edited.jpeg 1200w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/IMG_3280-edited-300x169.jpeg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/IMG_3280-edited-1024x576.jpeg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/IMG_3280-edited-150x84.jpeg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/IMG_3280-edited-768x432.jpeg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/IMG_3280-edited-1080x608.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: DRAFTKINGS</figcaption></figure>



<p>C’era una volta Devin Booker, &#8220;l’attaccante&#8221;. </p>



<p>Il prodotto di Kentucky si è affermato in NBA grazie alle sue straordinarie qualità di scorer, come dimostrato nel corso di tutta la sua carriera. Finora i nove anni nella lega ci hanno messo davanti un giocatore di rara pericolosità, in grado di attaccare il ferro quanto di essere letale dalla lunga distanza.</p>



<p>Oggi stiamo vedendo una versione molto diversa, sotto tanti aspetti. Ad ora il tre volte All Star sta avendo <a href="https://www.nba.com/player/1626164/devin-booker" target="_blank" rel="noreferrer noopener">delle medie impressionanti</a>, mettendo a referto un career-high in praticamente ogni voce statistica e sta dando un contributo alla squadra sia in attacco che sul piano difensivo. </p>



<p>La libertà data dal poter contare su compagni di squadra del calibro di Kevin Durant e Bradley Beal (seppur al momento i due non si siano ancora trovati insieme sul parquet) sta permettendo a Booker di giocare un basket sempre più a 360°, il neo ruolo di point guard pura si sta sviluppando davanti a tutti e l’efficacia al tiro è sempre altissima nonostante ne prenda meno rispetto agli anni precedenti. Poco meno, sia chiaro.</p>



<p>Il buzzer beater messo a segno contro New York è soltanto l’ultima delle sue prove in termini offensivi per dimostrare di essere ancora il perno della squadra (l’assenza di KD ha aiutato ma non sono pochi a pensare che il tiro l’avrebbe preso comunque D-Book).</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">In una partita &quot;brutta e cattiva&quot;, non poteva che deciderla tutta la bellezza della prodezza balistica di Devin Booker.<a href="https://twitter.com/hashtag/AtG?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#AtG</a> <a href="https://t.co/QN1Cq6q4nG">pic.twitter.com/QN1Cq6q4nG</a></p>&mdash; Around the Game (@AroundTheGameIT) <a href="https://twitter.com/AroundTheGameIT/status/1729024755959754900?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">November 27, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Phoenix in tutto questo è terza nella Western Conference con un record di undici vittorie e sei sconfitte dopo un inizio abbastanza stentato a cui hanno fatto seguito sette vittorie consecutive ad oggi e <a href="https://aroundthegame.com/post/in-season-tournament-le-qualificate-ai-quarti-di-finale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qualificata ai quarti di finale del In-Season tournament</a> per cui è attesa ad affrontare i Lakers martedì prossimo nello scontro per accedere alle semifinali.</p>



<p>Gli 8.9 assist a referto sono al momento 3.4 in più rispetto alla media della stagione precedente: il già accennato arrivo delle altre superstar può sgravare le sue spalle da tante responsabilità offensive in termini di scoring ma non per questo viene “tenuto lontano” dalla palla.</p>



<p>Il fatto di venire finalmente considerato una two-way point guard ha fatto sorridere Booker al punto tale da portarlo a domandare ai giornalisti se avessero effettivamente prestato attenzione alle sue prestazioni fatte in carriera fino al momento.</p>



<p>Coach Vogel ha elogiato Book per il suo lavoro come ball handler e sottolineato il suo ruolo da point guard più tradizionale in quella che è adesso la tattica di Phoenix, in cui sarà chiamato a farsi carico del peso offensivo della squadra non soltanto per segnare ma anche per facilitare. L’aumento consistente degli assist è una evidente prova del suo successo in questa fase:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Deve solo preoccuparsi di farlo per tutta la stagione, è questa l’unica cosa che gli viene richiesta per continuare a migliorare, è sul lungo che si vedranno i risultati, per il momento sta facendo un eccellente lavoro. È questa la differenza sostanziale tra le superstar che sviluppano il proprio talento e quelli che alla fine si affermano come giocatori di medio livello, l’etica del lavoro. L’ho visto allenando LeBron James e l’ho visto ora allenando Kevin Durant, sono due giocatori di talento assoluto ma quello che fa la differenza è il lavoro che fanno al di fuori delle partite. Devin ha imparato molto da Kevin così come ha imparato molto da Chris (Paul) nelle stagioni precedenti, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo delle sue caratteristiche come point guard (nel caso di CP</em>).</p>
</blockquote>



<p>Anche coach Rajaković a inizio partita ha speso qualche parola in favore di Booker, specialmente dopo averlo visto in azione durante il periodo del draft:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>È un drogato di basket, lo abbiamo visto durante il Draft quando ero assistente a Oklahoma, ci eravamo già accorti tutti di quanto fosse speciale. È un giocatore che non vede l’ora di migliorare in ogni aspetto del gioco, sappiamo tutti cosa può fare con la palla in mano specialmente per segnare ma quello che sta mostrando adesso va oltre ogni aspettativa in termini di playmaking.</em></p>
</blockquote>



<p>La velocità nell’esecuzione dei giochi in pick&amp;roll, il senso della posizione nei movimenti senza palla sui due lati del campo, le indicazioni ai compagni nella chiamata degli schemi e nel gestire i possessi stanno dipingendo il quadro di un potenziale generale in campo chiamato non solo a togliere le castagne dal fuoco alla squadra con tiri pesanti ma anche ad accompagnarla nel prossimo stadio della sua evoluzione verso una nuova identità. </p>



<p>Al momento l’intesa con Beal è ancora tutta da decifrare vista la reiterata assenza dell’ex Wizard, il cui rientro sembra essere previsto per metà dicembre. Nel caso la previsione si rivelasse azzeccata, i Suns avrebbero tutto il tempo di provare questa versione di Devin Booker in veste point guard con un’ulteriore bocca da fuoco al fianco. Coach Vogel sembra ottimista a riguardo e parlando della costruzione del gioco in vista dei Playoffs ha confermato l’importanza di cementare la chimica il prima possibile:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>In ogni squadra che ho allenato in cui c’è stata la possibilità di vincere un titolo, la costruzione è partita dalla regular season</em>. <em>Ogni partita permette di aggiungere un dettaglio o lavorare su altri per arrivare al massimo ai Playoffs. Il torneo In-Season per cui ci siamo qualificati è un ulteriore banco di prova che i ragazzi non vedono l’ora di affrontare e il ritorno di Bradley ci darà ulteriori risposte su dove siamo come squadra.</em></p>
</blockquote>



<p>Una prima risposta sembra già essere in atto sul campo, dove i Suns viaggiano nella Top-10 per punti, assist, stoppate e plus/minus, con Booker quarto per assist (8.9) e ottavo per punti (29.4). Numeri alla mano, Devin sta avendo al momento la miglior stagione della sua carriera e lo sta facendo abbracciando un ruolo tutto nuovo. Se questo basterà a Phoenix per eguagliare la run del 2021 e magari spingersi un po&#8217; più in là lo dirà solo il tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Darko Rajakovic, mentalità e attitudine</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/darko-rajakovic-mentalita-e-attitudine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Bortolomai]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 15:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[darko rajakovic]]></category>
		<category><![CDATA[dennis schroder]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[og anunoby]]></category>
		<category><![CDATA[pascal siakam]]></category>
		<category><![CDATA[toronto raptors]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo appena un mese Darko Rajakovic ha già conquistato i Raptors in toto, giocatori, società e pubblico, grazie al suo approccio interamente basato sull'assenza di individualismi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Dopo appena un mese Darko Rajakovic ha già conquistato i Raptors in toto, giocatori, società e pubblico grazie al suo approccio interamente basato sull&#8217;assenza di individualismi</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1200" height="675" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/darko-rajakovic-edited.jpg" alt="Darko Rajakovic alla Scotiabank Arena" class="wp-image-52453" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/darko-rajakovic-edited.jpg 1200w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/darko-rajakovic-edited-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/darko-rajakovic-edited-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/darko-rajakovic-edited-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/darko-rajakovic-edited-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/darko-rajakovic-edited-1080x608.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: TORONTO STAR</figcaption></figure>



<p>Toronto non è una piazza facile. Il campionato vinto nel 2019 è stato una benedizione senza ombra di dubbio ma ha lasciato alla squadra l&#8217;idea di essere quasi intitolata ad un posto nella parte alta della classifica, cosa che nelle ultime stagioni è quanto di più lontano dal vero.</p>



<p>Su queste note non particolarmente liete e sull&#8217;onda del non-entusiasmo lasciato da <a href="https://aroundthegame.com/post/toronto-raptors-nick-nurse-cosa-riserva-2023/">Nick Nurse</a> è arrivato in estate <strong>Darko Rajakovic</strong>. Chiamato a raccogliere un&#8217;eredità pesante, ossia quella del coach che ha prima portato i Raptors sul tetto della NBA per poi metaforicamente buttarli giù dallo stesso, il quarantaquattrenne serbo sta sfruttando al massimo la sua prima esperienza interamente alla guida di una squadra NBA per affermarsi come un promotore in tutto e per tutto del gioco di squadra.</p>



<p>Ok, il basket di per sé è un gioco di squadra e su questo non ci piove, ma in una NBA sempre più dominata dagli individualismi è confortante vedere un coach imprimere a fuoco il valore ultimo di questo sport nella mente del suo roster. Non è un caso che la vittoria contro Indiana sia corrisposta all&#8217;undicesima partita consecutiva con 25+ assist di squadra, record di franchigia. Non è un caso che Pascal Siakam, Scottie Barnes e Dennis Schröder abbiano in mano le chiavi della squadra smazzando rispettivamente 5.1, 5.7 e 6.7 assist.</p>



<p>Mentre scrivo dalla Scotiabank Arena i Raptors stanno giocando contro i Bulls, è il primo quarto e sono già arrivati quattordici assist; a fine partita saranno trentadue. Toronto è terza in NBA con 28.8 passaggi decisivi a partita. L&#8217;anno scorso era ventitreesima. Questo è il salto di qualità che vuole Rajakovic e i giocatori eseguono alla perfezione.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">“We were hoping to get 60 assists,” jokes Raptors head coach Darko Rajakovic. <br><br>Darko says the goal is to have 30 assists as a team every game. <a href="https://t.co/sUPUyjNLSY">pic.twitter.com/sUPUyjNLSY</a></p>&mdash; Toronto Star Sports (@StarSports) <a href="https://twitter.com/StarSports/status/1728254009029579211?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">November 25, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Partiamo da un presupposto: un cambio di scenario era fondamentale. L&#8217;atmosfera intorno ai canadesi era ormai stantia e rarefatta dall&#8217;eccesso di controllo di Nurse. Non che gli insuccessi siano stati esclusivamente colpa dell&#8217;ex coach ma il rapporto con giocatori e società era praticamente insanabile. Scottie Barnes non ha mancato di esprimerlo implicitamente all&#8217;ultima visita dei Sixers.</p>



<p>Il primo cambiamento apportato da Rajakovic è stata una politica di porte aperte. Anche per i giocatori avere accesso a Nurse era una missione, ora trovano un allenatore sempre pronto al dialogo ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Non è un aggiustamento facile come ha confermato lui stesso, ma è quello che sta cercando di fare per il bene della squadra:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Quando ero assistente allenatore il mio tempo era perfettamente scandito, sapevo cosa avrei fatto ogni giorno. Adesso, dopo un mese alla guida, posso dire che la gestione e l&#8217;adattamento ai ritmi è totalmente diverso, in un modo o nell&#8217;altro non ho un secondo libero ma è quello che voglio fare per essere sempre a disposizione della squadra.</em></p>
</blockquote>



<p>Una filosofia indubbiamente accolta con favore dai giocatori che più di tutti avevano bisogno di un cambio di scenario. Barnes gioca più spensierato, Siakam più altruisticamente, Anunoby non ha paura di tentare più conclusioni; anche la panchina, scoraggiata da uno scarso utilizzo sotto Nurse, sembra aver trovato nuova linfa. Soprattutto, si è tornati a giocare di squadra.</p>



<p>Le promesse fatte durante il media day, in cui lo stesso Ujiri si era detto tanto entusiasta da voler cambiare il nome in Ujirovic, stanno prendendo forma in tutto e per tutto. Tutti apprezzano il fatto che si faccia sentire durante gli allenamenti e gli shootaround, mostrando di persona ciò che si aspetta e di cui ha bisogno invece di limitarsi a parlarne e lasciare che sia un assistente a insegnarlo.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Cose che non ti aspetti alla press conference introduttiva dedicata a Darko Rajakovic, nuovo head coach dei Raptors: Masai Ujiri che se ne esce con &quot;questo è un buon momento per i serbi, voglio essere Masai Ujirionovic (?)&quot;.<a href="https://t.co/2acExWxi3j">pic.twitter.com/2acExWxi3j</a></p>&mdash; Around the Game (@AroundTheGameIT) <a href="https://twitter.com/AroundTheGameIT/status/1668966531248672768?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">June 14, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le iso play concluse con un nulla di fatto che tanto hanno fatto dannare la SBA le passate stagioni hanno lasciato il posto ad un ritmo forsennato in attacco per cercare la soluzione migliore. Non è raro vedere un extra pass per trovare il compagno meglio posizionato anche dai giocatori più “egoisti”. Questo perché il primo focus di Darko Rajakovic è la squadra in tutto e per tutto.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>C&#8217;è ancora tanto da lavorare, sacrifichiamo ancora troppe palle perse. Sono contento, se si può dire così, di come arrivino quei turnover perché nella maggior parte dei casi sono passaggi non concretizzati; i ragazzi si cercano e stanno imparando a posizionarsi, a capire quando seguire al meglio gli schemi o quando lasciarsi all&#8217;improvvisazione, è una questione di chimica che stiamo sviluppando. Ogni giorno cerchiamo di capire cosa possiamo fare meglio offensivamente e difensivamente. Poi certo, perdere tanti palloni vuol dire lasciare troppi punti per strada, lo stesso quando ci troviamo a commettere fallo in attacco. Sono tutte accortezze che dobbiamo imparare ad avere come automatismo. Per me rimane comunque tutta questione di mentalità e attitudine</em>.”</p>
</blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>C&#8217;è un buon equilibrio, gli errori sono &#8220;pensati&#8221;, cerchiamo di fare qualcosa per cui bisogna ancora affinare l&#8217;esecuzione, questo si vede alle volte quando i passaggi vanno nel nulla mentre i giocatori si stanno ancora muovendo negli spazi. Ad inizio stagione avevamo tanti problemi coi blocchi illegali e li abbiamo risolti, stiamo lavorando anche su questi aspetti; prendersi cura della palla è una parte troppo importante del vincere partite. Tenere bassi i turnover ti da dieci, dodici tiri a partita in più e realizzarli col quaranta o cinquanta percento può veramente fare la differenza.</em></p>
</blockquote>



<p>Mentalità e attitudine che si vedono anche negli sforzi dei giocatori sotto tutti i punti di vista, dall&#8217;esecuzione puramente tattica allo sforzo in campo nel buttarsi su ogni pallone. Sotto Nurse i Raptors erano ultimi nella lega per rimbalzi e  la mancanza di voglia di mettere il fisico nel taglia-fuori si vedeva lontano un miglio; nella prima era di Darko Rajakovic, Toronto è nona per rimbalzi totali con 45.5 a partita, di cui 12 offensivi (ottavi in NBA).</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>C&#8217;è una parte che provi in allenamento, che sia la copertura sui pick&amp;roll, gli esercizi sul box out o i cambi di marcatura. Qualche volta è solo puro sforzo e concentrazione su quello che dobbiamo fare nel capire come siamo messi in campo, chi abbiamo davanti e la posizione della palla. Una squadra che tira dal perimetro rischia di farci trovare rimbalzi lunghi, chi gioca nel pitturato ci costringe a lavorare sui centri e sui rimbalzi corti. Anche questa è un&#8217;area in cui abbiamo mostrato miglioramenti e dobbiamo continuare a portarli avanti perché è utilissimo per mettere in ritmo anche l&#8217;attacco.</em></p>
</blockquote>



<p>Queste le sue parole prima della vittoria schiacciante contro Chicago in una partita che ha evidenziato tutto quanto messo sul piatto, quasi profeticamente, dal coach. I Raptors vincono e convincono, magari non ancora al cento percento in termini di gioco ma in termini di sforzo collettivo: Rajakovic parla e i giocatori ascoltano, lo seguono ed eseguono; Ujiri osserva dall&#8217;alto compiaciuto per poi andare a complimentarsi a bordocampo.</p>



<p>Ogni partita si conclude con un&#8217;analisi lucida degli aspetti da migliorare, mettendosi al primo posto sul banco degli imputati quando le cose vanno male, e un plauso ai suoi giocatori quando invece arrivano le vittorie. E non è una facciata per ingraziarsi il roster o il front office. La naturalezza e la genuinità con cui parla di tutti gli aspetti sono evidenti e difficili da simulare, lo sanno i giocatori e lo sa il resto dello staff. Arriva per primo agli allenamenti, lavora su tutti gli ambiti da perfezionare, è l&#8217;ultimo ad andarsene dopo aver parlato con ogni singolo giocatore.</p>



<p>Darko Rajakovic chiede solo questo, mentalità e attitudine. In primis a sé stesso.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;NBA Encore Jam&#8221;: quando i GOAT hanno incontrato i GOAT</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/nba-encore-jam-goat-incontrato-goat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Bortolomai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 21:18:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[chicago bulls]]></category>
		<category><![CDATA[cleveland cavaliers]]></category>
		<category><![CDATA[lebron james]]></category>
		<category><![CDATA[michael jordan]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=51809</guid>

					<description><![CDATA[Micheal Jordan e Michael Jackson, LeBron James e Jay-Z: il racconto di due crossover tra NBA e musica, tra GOAT di entrambe le categorie, avvenuti a vent'anni di distanza]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Michael Jordan e Michael Jackson, LeBron James e Jay-Z: il racconto di due crossover tra NBA e musica, tra GOAT di entrambe le categorie, avvenuti a vent&#8217;anni di distanza</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="536" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-encore-1024x536.jpg" alt="" class="wp-image-52141" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-encore-1024x536.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-encore-300x157.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-encore-150x79.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-encore-768x402.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-encore-1080x565.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-encore.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">COVER: ALBERTO VELARDI</figcaption></figure>



<p>Che lo sport trascenda i campi in cui viene praticato è storia vecchia come il mondo. Vedere VIP di ogni categoria seduti a bordocampo ad una partita di basket o viceversa giocatori presenti ad eventi è ormai parte della quotidianità. Le personalità però non sono tutte uguali e capita ogni tanto che a collidere in mondi diversi siano le superstar delle superstar, i grandi tra i grandi. </p>



<p>Michael Jordan e LeBron James sono sempre stati accostati nel dibattito sul miglior giocatore di tutti i tempi: due simboli fin ancora prima di mettere piede sul parquet della NBA, due modelli di stile, due carri armati una volta alzata la palla a due. </p>



<p>Il parallelismo trova però un altro risvolto nell&#8217;amicizia. Storicamente due personaggi riservati e attenti a chi viene introdotto nel loro circolo ristretto, entrambi possono vantare nel loro curriculum la vicinanza con altre due stelle assolute, tra le più grandi del firmamento musicale. Con dinamiche diverse His Airness e il Re sono entrati intimamente in contatto con un mondo che non è il loro neanche per sbaglio, uscendone possibilmente più grandi, più forti e più iconici che mai. Ma andiamo con ordine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prima parte &#8211; Jam</h2>



<p><strong><em>Jam (basketball)</em></strong>: la &#8220;Jam&#8221;, o schiacciata, è il fenomeno per cui un pallone da basket viene depositato con forza direttamente in un canestro, con la palla saldamente nelle mani del giocatore.</p>



<p><strong><em>Jam (musica)</em></strong>: dall&#8217;inglese &#8220;to jam&#8221; significa improvvisare musica senza una preparazione approfondita o accordi predefiniti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>&#8220;Michael, ti hanno proposto di comparire in un video!&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Chi?&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Michael Jackson&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Cosa??&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Sì, Michael Jackson&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;E cosa vuole che faccia?&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Beh, ballare probabilmente&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;No no, io non ballo. Sono un giocatore di basket, non un ballerino&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Ma ti spiegheranno tutto, ti guiderà lui stesso, non vede l&#8217;ora di incontrarti, è un grande fan!&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Sarà imbarazzante&#8230;.&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Quindi è un sì?&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Sarà imbarazzante ma sì, quando mi ricapita di poter girare un video con Michael Jackson?&#8221;</em></p>
</blockquote>



<p>Ecco, è una libera interpretazione di come credo siano andate le cose ma stando alle testimonianze dei <a href="https://www.nickiswift.com/238507/inside-michael-jordan-and-michael-jacksons-friendship/" data-type="link" data-id="https://www.nickiswift.com/238507/inside-michael-jordan-and-michael-jacksons-friendship/" target="_blank" rel="noopener">diretti interessati</a> non devo esserci andato tanto lontano. È la primavera del 1992, i Chicago Bulls si sono laureati campioni NBA per la prima volta la stagione precedente e sono in corsa per vincere il secondo titolo consecutivo (e poi il terzo&#8230;): <strong>Michael Jordan</strong>, già da anni giocatore più rappresentativo della lega, vincerà da lì a poco il suo terzo titolo come MVP, il suo secondo premio come MVP delle Finals e una medaglia d&#8217;oro olimpica.</p>



<p>Il tutto mentre al di fuori continua ad essere un&#8217;emblema di stile: ogni ragazzino stressa i genitori per avere, a non modico prezzo, <a href="https://aroundthegame.com/post/michael-jordan-23-storie-su-mj-e-le-sue-sneakers/" data-type="link" data-id="https://aroundthegame.com/post/michael-jordan-23-storie-su-mj-e-le-sue-sneakers/">un paio di Air Jordan ai piedi</a>;  la maglia numero 23 indossata non solo sui campi da basket ma anche come abito da sera; interviste con GQ, Vanity Fair, Vogue oltre alle riviste di pallacanestro più in vista. Insomma, una figura trascendentale e poliedrica perfettamente in grado di spaccare il muro di separazione tra giocatore e icona.</p>



<p><strong>Michael Jackson</strong> è intanto quanto di più vicino ci sia al Dio della musica. &#8220;Thriller&#8221;, pubblicato dieci anni prima nel 1982, è l&#8217;album più venduto della storia (e lo è ancora oggi), &#8220;Bad&#8221; e &#8220;Dangerous&#8221; arrivano poco dopo e i video che accompagnano ogni disco sono dei piccoli capolavori di cortometraggio. Michael? MJ? Userò i cognomi, troppa confusione, troppa simmetria. </p>



<p>Jackson nasce tra l&#8217;altro a Gary, Indiana, a pochi passi da Chicago. Per capirci, la distanza tra casa sua e Windy City è di trentacinque minuti. Con Indianapolis sono almeno cinque ore di macchina. Il legame è quindi inevitabilmente più forte con la capitale cestistica dell&#8217;Illinois che non con il suo stesso Stato. Si appassiona al basket e segue quando può Jordan e i Bulls nella loro ascesa verso la cima della NBA, in estasi come tutti per ogni giocata del prodotto di North Carolina. L&#8217;idea di invitarlo a partecipare ad un suo video non ci mette un secondo a passare da ipotesi a realtà.</p>



<p>È lo stesso Jackson a prendere contatti con Jordan per spiegargli il progetto. Dopo i vari passaparola tra gli entourage i due finalmente si siedono al tavolo per parlarne e venire a capo della cosa. Da lì si parte.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jordan-jackson-1024x576.jpg" alt="Jordan, stella NBA, e Jackson, re del pop, uno contro uno" class="wp-image-51810" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jordan-jackson-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jordan-jackson-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jordan-jackson-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jordan-jackson-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jordan-jackson-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jordan-jackson.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: 247SPORTS</figcaption></figure>



<p>Jackson si presenta a Chicago nell&#8217;edificio del South Side predestinato ad essere teatro dell&#8217;incontro tra i due mostri sacri, debitamente allestito come un campo da basket. Il suo arrivo è discreto e passa inosservato, tanto che perfino il capo della polizia chiamato per garantire la sicurezza non si rende conto della sua presenza fino a poco dopo il suo ingresso nel palazzo. &#8220;<em>Non posso crederci che non mi abbiate detto che c&#8217;è Michael Jackson, è una follia. Dobbiamo far venire più poliziotti, potrebbe scoppiare un putiferio!</em>&#8220;. </p>



<p>Nello stesso momento in cui vengono pronunciate queste parole a Phil Rose, uno dei produttori, una BMW accosta e scende Michael Jordan. &#8220;<em>Mi state prendendo per il culo? Jordan e Jackson???</em>&#8220;. Inutile dire che la sicurezza viene triplicata.</p>



<p>Il video fila sul velluto, i due Michael si divertono e insegnano all&#8217;altro parte del loro lavoro. Jordan si lascia andare a passi di danza studiati per la coreografia di &#8220;Jam&#8221;, Jackson lo sfida nel più improbabile degli 1 vs 1. Il Re del Pop è un grandissimo fan del #23 e si presta volentieri:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Ho avuto la possibilità di lavorare con la più grande leggenda sportiva di tutti i tempi. Abbiamo anche giocato uno-contro-uno, è stato imbarazzante, non sbagliava mai. Ma alla fine il mio obiettivo era quello: insegnargli a ballare mentre lui mi insegnava a giocare a basket.</em></p>
</blockquote>



<p>Jackson si diverte sul set e trascina Jordan in un&#8217;esperienza per lui del tutto nuova ma tutt&#8217;altro che spiacevole. Dopo questa prima avventura insieme, rimarranno in ottimi rapporti e sempre fan l&#8217;uno dell&#8217;altro. Per i cultori degli Anni &#8217;90 questo è stato uno dei più grandi e più ambiziosi crossover della storia.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Michael Jackson - Jam (Official Video)" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/JbHI1yI1Ndk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Seconda parte &#8211; Encore</h2>



<p>Flash forward vent&#8217;anni dopo. 26 giugno 2003: Michael Jordan si è appena ritirato, questa volta per davvero, dopo una brevissima parentesi con gli Washington Wizards e al Madison Square Garden si presenta un giovanotto da Akron, Ohio, uscito direttamente dalla high school di St. Vincent &#8211; St. Mary per fare il salto in NBA. <strong>LeBron James</strong> mostra tutta la sicurezza della prima scelta dopo aver spazzato la concorrenza nei tornei statali e nazionali ed essere stato nominato All-American. </p>



<p>Anche lui come Jordan arriva nella lega già forte di una fama e di un hype quasi surreale per un ragazzino di diciannove anni e le promesse da lì in avanti vengono mantenute. Non starò ad elencare i riconoscimenti e i traguardi, vi lascio il link di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/LeBron_James#Awards_and_honors" data-type="link" data-id="https://en.wikipedia.org/wiki/LeBron_James#Awards_and_honors" target="_blank" rel="noopener">Wikipedia</a> per quelli. Basta solo dire che il ragazzo fa un salto talmente grande da trascendere il basket: dopo pochi anni in NBA comincia a diversificare i suoi investimenti al di fuori del parquet entrando in contatto con un mondo lontanissimo dalla pallacanestro per un giocatore, quello del business.</p>



<p>Non è raro infatti vedere James al fianco di personaggi come Warren Buffett o Lynn Merritt, mogul della finanza e dello sport nella sua parte più imprenditoriale. Inserisce anche la sua ristretta cerchia di amici in questo ambiente, aiutandoli a trovare lavoro come ingranaggi all&#8217;interno di questa macchina. E, sempre diversificando, <strong>LeBron entra in contatto con Jay-Z</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="578" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-all-star-game-1024x578.jpg" alt="" class="wp-image-51935" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-all-star-game-1024x578.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-all-star-game-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-all-star-game-150x85.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-all-star-game-768x433.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-all-star-game-1536x867.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-all-star-game-2048x1156.jpg 2048w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/nba-all-star-game-1080x610.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: USA TODAY</figcaption></figure>



<p>Stavolta i video musicali c&#8217;entrano ben poco.</p>



<p>Il 23 dei Cleveland Cavaliers viene invitato dal rapper ad un torneo organizzato poco dopo il draft. Da grande ammiratore di Jay-Z non potrebbe chiedere di meglio. I due si sono conosciuti la primavera precedente al McDonald&#8217;s All-American Tournament e chiacchierando hanno scoperto di essere molto più simili di quanto si pensi. </p>



<p>Anche lui cresciuto nelle case popolari di Bed-Stuy a Brooklyn, Shawn Carter amava leggere e scrivere versi per le sue prime canzoni. Dopo l&#8217;abbandono del padre in giovane età però le cose prendono una brutta piega e si ritrova a spacciare cocaina rischiando la vita in più occasioni. Il richiamo della musica nel suo caso non è solo una passione ma un&#8217;ancora di salvezza che lo riporta sulla strada giusta.</p>



<p>Si ispira, guarda un po&#8217;, a Michael Jackson e a ventisei anni pubblica il suo primo album &#8220;Reasonable Doubt&#8221;. Da lì il decollo è inarrestabile e Shawn, ormai divenuto Jay-Z, si afferma come uno dei più grandi, se non il più grande sulla scena del rap e hip-hop. Arrivato ad essere uno dei musicisti di maggior successo, decide di investire i suoi guadagni tanto da diventare un imprenditore altrettanto affermato. E LeBron James prende spunto.</p>



<p>I due parlano, parlano, parlano. Si frequentano quando possibile e non è raro vedere James in sua compagnia prima dei concerti. Una volta anche durante. Il 27 ottobre 2005 Jay-Z è a due passi da casa, alla Continental Arena a East Rutherford, New Jersey, per il suo tour &#8220;I Declare War&#8221;. Durante la performance di &#8220;Encore&#8221;, accompagnato da calibri come Kanye West, P.Diddy e Nas, arriva LeBron e canta una strofa. Il pubblico è in delirio.</p>



<p>Passano gli anni e arriva <em>The Decision</em>, uno dei momenti più controversi e discussi della carriera del Re, che annuncia in diretta televisiva il suo passaggio ai Miami Heat nella speranza di mettere finalmente un anello al dito. La sua scelta, così come il mezzo per comunicarla, vengono massacrati da pubblico e stampa: a Cleveland magliette col numero 23 vengono bruciate in pubblica piazza; Dan Gilbert, proprietario dei Cavaliers, spende parole al vetriolo per la sua ex stella (occhio, Dan&#8230;); gli unici a non dargli contro sono i tifosi di Miami e la sua stretta cerchia di amici, tra cui proprio Jay-Z.</p>



<p>Lo stesso Jay-Z che è parte della cordata dei Brooklyn Nets inviata a convincere LBJ a firmare con la squadra newyorkese: i due sono amici ma il rapper non fa leva neanche una volta su questo aspetto, rispettando le richieste e le condizioni di James con l&#8217;ottica del businessman. La scelta di spostarsi in Florida non intacca minimamente il rapporto tra i due.</p>



<p>Tanto che in un altro momento difficile si fa avanti per supportare un LeBron in cerca di una figura di mentore e amico: è l&#8217;estate del 2011, gli Heat hanno appena perso le Finals contro i Mavericks in una sfida che erano chiamati non a vincere ma a stravincere. LBJ si rinchiude in se stesso, non ha contatti con nessuno dei compagni e degli amici, quasi neanche con la sua famiglia. Non ha qualcuno in NBA a cui chiedere aiuto o consiglio come Bryant faceva con Jordan.</p>



<p>Interviene allora Shawn che ricorda all&#8217;amico tutti i motivi che ha per tener duro e ribaltare la situazione. LeBron esce dal suo guscio, vince due titoli di MVP e due titoli con gli Heat nelle due stagioni successive. E da lì in avanti i due non si fermano più: continuano a supportarsi a vicenda nelle battaglie sociali, nelle campagne elettorali per Obama, nell&#8217;educare i cittadini al voto, si fanno sempre più i portavoce degli afroamericani alla corte della politica nazionale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="743" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jay-z-lebron-1024x743.jpg" alt="" class="wp-image-52236" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jay-z-lebron-1024x743.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jay-z-lebron-300x218.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jay-z-lebron-150x109.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jay-z-lebron-768x558.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jay-z-lebron-1080x784.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/jay-z-lebron.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: PEOPLE MAGAZINE</figcaption></figure>



<p>Perché per loro essere icone non vuol dire avere la macchina migliore o il vestito all&#8217;ultima moda: significa essere dei modelli di vita, dei supporti, dei padri sotto certi aspetti, compensando mille volte quel vuoto incolmabile nelle loro vite. E ci stanno riuscendo benissimo direi, pur continuando ad essere dei mostri sacri nei rispettivi campi: LeBron ha vinto un altro titolo coi Lakers nel 2020 e solo l&#8217;anno scorso ha battuto il record di Kareem Abdul-Jabbar come miglior realizzatore di tutti i tempi.</p>



<p>Jay-Z è un titano onnipresente, con una firma in quasi ogni tipo di business: sport, musica, tecnologia, media. Ha la sua compagnia a gestire tutto, la Roc Nation. Ha innumerevoli premi a testimoniare la cosa, talmente tanti da non poterli mettere tutti per iscritto senza far diventare un libro questa storia. Il premio più importante per lui però è quello di aver abbattuto i pregiudizi che lo hanno sempre circondato: non è più Shawn Carter, spacciatore. Adesso è Jay-Z. Punto, non serve altro.</p>



<p>Ed è in questo palcoscenico, il basket, il punto di contatto tra questi mondi, che ancora una volta gli slogan dell&#8217;NBA riecheggiano senza sembrare poi così triti e semplicistici: <em>more than a game, more than an athlete</em>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A tu per tu con Danilo Gallinari: un anno dopo</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/a-tu-per-tu-con-danilo-gallinari-un-anno-dopo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Bortolomai]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 06:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiba]]></category>
		<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[bilal coulibaly]]></category>
		<category><![CDATA[danilo gallinari]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo scambiato due parole con Danilo Gallinari in occasione della visita a Toronto degli Wizards per l'ultima partita di preseason]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Abbiamo scambiato due parole con Danilo Gallinari in occasione della visita a Toronto degli Wizards per l&#8217;ultima partita di preseason</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/10/danilo-gallinari-1024x576.jpg" alt="Danilo Gallinari in maglia Wizards" class="wp-image-51041" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/10/danilo-gallinari-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/10/danilo-gallinari-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/10/danilo-gallinari-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/10/danilo-gallinari-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/10/danilo-gallinari-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/10/danilo-gallinari.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: MONUMENTAL SPORTS</figcaption></figure>



<p>Poco meno di un anno fa, a dicembre, i Boston Celtics arrivavano a Toronto. Tra le loro fila c&#8217;era <strong>Danilo Gallinari</strong>, firma illustre durante l&#8217;estate per garantire ai biancoverdi l&#8217;aiuto di un veterano e provare a rimettere l&#8217;anello al dito. A settembre però l&#8217;infortunio, uno stop frustrante e un lungo recupero. Al suo arrivo in Canada, una trasferta che avrebbe potuto sicuramente evitare viste le temperature proibitive, Danilo si è messo l&#8217;abito migliore e ha supportato i compagni dalla panchina, esultando per ogni canestro e incoraggiando dopo ogni errore. Nei minuti prima della partita <a href="https://aroundthegame.com/post/a-tu-per-tu-con-danilo-gallinari/" data-type="link" data-id="https://aroundthegame.com/post/a-tu-per-tu-con-danilo-gallinari/">ho scambiato quattro chiacchiere con lui</a> riguardo alla sua condizione, il suo impatto all&#8217;interno dello spogliatoio e il suo entusiasmo nell&#8217;essere un Celtic. </p>



<p>Un anno dopo le cose sono molto diverse: la squadra, per cominciare. Durante l&#8217;estate il Gallo è arrivato agli Wizards come parte del pacchetto che ha portato <a href="https://basketnews.com/news-190978-kristaps-porzingis-traded-to-celtics-danilo-gallinari-also-involved.html" data-type="link" data-id="https://basketnews.com/news-190978-kristaps-porzingis-traded-to-celtics-danilo-gallinari-also-involved.html" target="_blank" rel="noopener">Kristaps Porzingis</a> a Boston (&#8220;Non vedo l&#8217;ora di giocare, segnerò tutte le partite contro di loro con una X sul calendario&#8221; ha scherzato durante il suo podcast).  Ma soprattutto, <strong>Danilo Gallinari è tornato sul parquet</strong>. </p>



<p>Durante le gare di preseason ha mostrato ancora di poter avere un impatto tenendo 11 punti, 4 rimbalzi e 1.5 assist a partita in poco più di 18 minuti e con ogni probabilità, se dimostrerà di essere tornato ai suoi livelli, Washington non sarà la sua ultima destinazione: un giocatore con la sua esperienza può fare gola a molte contender e nella finestra di gennaio potrebbe trovare casa altrove. Intanto però si gode il ritorno in campo coi nuovi compagni, al quale non manca di dispensare consigli e aiuto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">WIZARDS &#8211; RAPTORS: PREGAME<br>(Per <a href="https://twitter.com/AroundTheGameIT?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">@AroundTheGameIT</a> )<br><br>Ho chiesto a Wes Unseld Jr l’importanza di un veterano come Gallinari nel ruolo di mentore a giovani prospetti col suo stesso background europeo, come Bilal Coulibaly: <a href="https://t.co/TU34eXZErS">pic.twitter.com/TU34eXZErS</a></p>&mdash; Gianluca Bortolomai (@GianluBorto) <a href="https://twitter.com/GianluBorto/status/1715494651719766177?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">October 20, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Bilal Coulibaly</strong>, settima scelta al Draft di quest&#8217;anno con un trascorso nel Metropolitan 92 in Francia al fianco di Wembanyama, mi ha appunto sottolineato l&#8217;importanza e l&#8217;utilità di avere Danilo al suo angolo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Sa veramente tutto su come muoversi in NBA, ha giocato in tante situazioni diverse. Sta cercando di aiutarmi in ogni modo ad adattarmi all&#8217;NBA in ogni sfaccettatura, dallo stile di gioco alle abitudini fuori dal campo, ogni volta che può mi da una mano, quando mi siedo in panchina è sempre pronto a dare consigli. Ogni giorno mi dice qualcosa di nuovo, potrei dirti molto a riguardo, ci staremmo tutto il giorno</em> (ride)<em>. È veramente molto gentile con me.</em></p>
</blockquote>



<p>Il diretto interessato ha raccontato non solo questi aspetti ma anche le fasi del suo recupero:</p>



<p><strong>Ci siamo lasciati l&#8217;anno scorso sempre qui, stavi recuperando da un infortunio, la squadra era diversa, ci ritroviamo qui un anno dopo: come sta andando il recupero? Le gare di preseason sembrano aver dato un ottimo segnale, come ti stai integrando all&#8217;interno di uno spogliatoio nuovo con ambizioni diverse?</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Tutto sta andando molto bene, è bello tornare a fare quello che amo, indipendentemente dalla squadra dopo tredici mesi c&#8217;era tanta voglia di giocare a pallacanestro. Sono molto contento di essere rientrato, è chiaro che quando hai un infortuno del genere e stai fuori per tanto tempo c&#8217;è ovviamente un po&#8217; di ruggine iniziale però sono contento, fisicamente sto bene, mi sono integrato molto bene con il gruppo ma diciamo che non avevo dubbi, sono tanti anni che gioco quindi l&#8217;integrazione nel gruppo era la cosa più semplice da fare.  </em></p>



<p><em>È un gruppo che ha un buon mix di giovani e veterani, un gruppo talentuoso quindi possiamo pensare di fare bene. Abbiamo iniziato bene la preseason, più che le vittorie o le  sconfitte conta migliorarsi partita per partita per arrivare pronti alla stagione. Ci rimane l&#8217;ultima qui a Toronto poi si comincia.</em></p>
</blockquote>



<p><strong>Ti ritrovi tra l&#8217;altro ad essere uno dei veterani di maggior esperienza appunto all&#8217;interno di un gruppo molto giovane,<br>in cui trovi anche altri che come te hanno un background europeo come Dani Avdija e Bilal Coulibaly. Bilal è un rookie, Dani comincia il suo quarto anno: quanto aiuto stai dando a giocatori come loro, che vengono da un ambiente diverso come quello dell&#8217;Europa?</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Tanto di sicuro. Dani come hai detto tu è al quarto anno, quindi ha già un&#8217;idea di com&#8217;è la lega. Chiaramente Bilal è giovanissimo, ha diciannove anni, è appena arrivato, un po&#8217; com&#8217;ero io quando sono stato scelto alla sua stessa età. Sto cercando sicuramente di aiutarlo e a cercare di fargli capire come funziona, come funziona un po&#8217; il campionato, le regole, il gioco. Soprattutto la differenza più grossa che troverà è la quantità di partite che si giocano, dovrà cercare di imparare a prendersi cura del proprio corpo: penso che sia una cosa fondamentale ed è quello che gli dico sempre.</em></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="920" height="613" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/10/coulibaly-gallinari.jpg" alt="" class="wp-image-51042" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/10/coulibaly-gallinari.jpg 920w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/10/coulibaly-gallinari-300x200.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/10/coulibaly-gallinari-150x100.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/10/coulibaly-gallinari-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 920px) 100vw, 920px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: SB NATION</figcaption></figure>



<p><strong>Anche tu sei stato come lui una scelta alta, tu sesta, lui settima: qual è stato l&#8217;impatto all&#8217;epoca con un campionato come l&#8217;NBA? Avevi avuto una percezione ovviamente diversa rispetto al gioco a cui eri abituato: che approccio ha avuto il resto della lega nei tuoi confronti e come erano visti i giocatori europei quando sei arrivato?</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Sì, quando sono entrato io c&#8217;era ancora un po&#8217; questo stereotipo di giocatore europeo soft che però penso sia stato superato dopo tutti questi anni di giocatori arrivati dall&#8217;Europa e di caratura internazionale che hanno dimostrato di essere tra i migliori al mondo. Ormai diciamo che è un concetto che non c&#8217;è più, però c&#8217;era sicuramente quando sono arrivato in NBA; la cosa più difficile per me, ma penso per tutti, era stata proprio gestire la quantità di partite perché non sei abituato a giocarne così tante. Adesso in Europa se ne giocano sempre di più ma c&#8217;è sempre una grossa differenza rispetto a qui</em>.</p>



<p><em>Gestire le partite, i viaggi, il recupero, queste cose qua sono state i passi più difficili. Poi è anche un gioco differente, soprattutto quando giocavo a New York con Mike (D&#8217;Antoni) non è stato facile integrarsi subito. In Europa quando arrivi in attacco ci sono magari tre o quattro passaggi prima di arrivare ad una conclusione, vengono chiamati degli schemi. Qui si gioca in maniera molto più veloce, devi prendere la prima cosa che arriva, devi essere aggressivo e cercare subito la soluzione, capita sempre più spesso che arrivi giù un attacco e dopo il primo passaggio c&#8217;è un tiro, quindi è un gioco completamente diverso a cui abituarsi.</em></p>
</blockquote>



<p><strong>Passata questa stagione e recuperata la forma ci saranno le Olimpiadi. Dopo aver saltato la World Cup, Parigi 2024 è un obiettivo?</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Sì chiaramente sarebbe un onore poter aiutare la squadra. Sicuramente è un obiettivo che mi pongo e rimango sempre a disposizione della Nazionale</em>.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché la World Cup 2023 viene dopo l&#8217;NBA</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/perche-mondiale-2023-dopo-nba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Bortolomai]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Aug 2023 09:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[fiba]]></category>
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					<description><![CDATA[Molte stelle NBA hanno già rifiutato la convocazione con le rispettive nazionali e, tra tanti dubbi e risposte tardive, potrebbe non essere finita qui.]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Molte stelle NBA hanno già rifiutato la convocazione con le rispettive nazionali e, tra tanti dubbi e risposte tardive, potrebbe non essere finita qui</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="538" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/Mondiale-2023-1024x538.jpg" alt="Il logo del mondiale a cui non parteciperanno alcune stelle NBA" class="wp-image-48874" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/Mondiale-2023-1024x538.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/Mondiale-2023-300x158.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/Mondiale-2023-150x79.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/Mondiale-2023-768x403.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/Mondiale-2023-1080x567.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/Mondiale-2023.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: F.I.P</figcaption></figure>



<p><strong>Nikola Jokic</strong> ha già confermato che non sarà presente, <strong>Giannis Antetokounmpo</strong> è in &#8220;forse&#8221; per un problema al ginocchio che non vuole riacutizzare prima dell&#8217;inizio della stagione. Nella nottata è arrivata l&#8217;esclusione di <strong>Al Horford </strong>dalla lista dei convocati della Repubblica Dominicana dopo solo una settimana dal suo inserimento. <strong>Jamal Murray</strong>, neo campione NBA, è in dubbio.</p>



<p>Gli Stati Uniti, che possono contare sempre sui gioiellini in uscita dalla lega più seguita al mondo, schierano un roster di tutto rispetto ma ben lontano per prestigio dai fasti delle vittorie nel 2010 e 2014, quando a scendere in campo con la canotta americana erano veterani già affermati affiancati da giovani stelle in forte ascesa. Non che quest&#8217;anno manchi la consueta dose di talento smisurato ma, guardando la lista, nomi altisonanti proprio non ce ne sono.</p>



<p>Rimangono pochi baluardi che dall&#8217;NBA decidono di rappresentare la propria nazionale, restituendo un po&#8217; del meritato prestigio ad una competizione che di prestigioso sembra avere sempre meno per chi in inverno dovrà affrontare la campagna verso il Larry O&#8217;Brien Trophy. Ma perché tutto ciò?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il valore della competizione</h2>



<p>Partiamo dagli USA: storicamente chiamati a dominare in ogni competizione possibile, gli americani vedono nei Giochi Olimpici più che nel campionato mondiale una sfida degna di una convocazione. L&#8217;oro olimpico, mistificato nell&#8217;immaginario comune dal Dream Team del 1992 a Barcellona, è visto come un traguardo importante ben più che la vittoria del Mondiale. Non che non siano arrivate soddisfazioni anche in World Cup, ma dopo l&#8217;ultima vittoria del 2014 il concorso iridato sembra aver perso fascino e attrattiva sia per i tifosi che soprattutto per gli addetti ai lavori.</p>



<p>La differenza di roster in termini di qualità (anche se qui si potrebbe aprire un dibattito) rispetto ai predecessori è piuttosto evidente e quello che dovrebbe essere lo strapotere assoluto della nazionale viene meno. Tanto meglio per le altre squadre e per lo spettacolo, sicuramente, ma il quadro che ne esce fuori è che semplicemente gli atleti di punta non sono interessati.</p>



<p>Discorso diverso per i rappresentanti (o almeno la maggioranza) delle nazionali europee, storicamente più attaccati alla maglia e devoti nel rappresentare la nazione su ogni palcoscenico, da quello olimpico a quello mondiale<strong>. Luka Doncic, Nikola Vucevic, Rudy Gobert o Lauri Markkanen</strong> sono solo alcuni dei nomi di stelle che parteciperanno alla competizione e che non hanno mai marcato visita una volta convocati.</p>



<p>Stessa cosa per nazionali di altri paesi come l&#8217;Australia, che può contare su un folto gruppetto di giocatori NBA su cui spiccano Patty Mills, Joe Ingles e Josh Giddey, o il Canada, forte di un roster che alcuni ritengono secondo (se non pari) a quello americano, ma per cui anche qui spiccano alcune assenze non indifferenti: <strong>Ben Simmons</strong> per i Boomers, Andrew Wiggins e il dubbioso Jamal Murray per la nazionale della foglia d&#8217;acero.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="960" height="539" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/canada-basketball.jpg" alt="Shai Gilgeous-Alexander e Kelly Olynyk, entrambi giocatori NBA" class="wp-image-48878" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/canada-basketball.jpg 960w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/canada-basketball-300x168.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/canada-basketball-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/canada-basketball-768x431.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: OLYMPICS</figcaption></figure>



<p>Una menzione anche per gli Azzurri: <a href="https://olympics.com/it/notizie/mondiale-basket-2023-italia-convocati-training-camp" data-type="URL" data-id="https://olympics.com/it/notizie/mondiale-basket-2023-italia-convocati-training-camp" target="_blank" rel="noopener">la lista diramata da Pozzecco</a> presenta il meglio che il basket italiano ha da offrire, con anche qui un pizzico di NBA. <strong>Simone Fontecchio</strong> risulta essere tra i migliori della compagine italiana e <a href="https://aroundthegame.com/post/a-tu-per-tu-con-simone-fontecchio/" data-type="URL" data-id="https://aroundthegame.com/post/a-tu-per-tu-con-simone-fontecchio/">la sua prima annata con gli Utah Jazz</a> ha dato la prospettiva di un giocatore perfettamente in grado di inserirsi nelle meccaniche del campionato americano, seppur con qualche prima difficoltà. </p>



<p>Nessuna sorpresa sugli altri convocati, nomi come Melli, Mannion, Tonut, Polonara e Luigi Datome, alla sua ultima avventura con la maglia della nazionale. Le sensazioni sono positive per quanto le avversarie siano temibili, ma la volontà dei nostri migliori giocatori di presenziare mette sicuramente in buona luce il progetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso dell&#8217;NBA</h2>



<p>Oltre al valore in sé della competizione, non necessariamente ritenuto altissimo, la stagione NBA ha un peso enorme: non è infatti un caso che i primissimi nomi menzionati all&#8217;inizio siano quelli di giocatori che puntano alla vittoria finale, così come tanti altri che preferiscono evitare uno sforzo ritenuto &#8220;inutile&#8221; in termini di fatica in relazione al prestigio. </p>



<p>Il campionato dura 82 partite più eventuali Playoffs, il che porterebbe i giocatori che arrivano fino in fondo (vedi Murray e Jokic) ad avere pochissimo tempo a disposizione per un pieno recupero. La stessa guardia dei Nuggets ha ammesso a Josh Lewenberg di TSN di non essere ancora al suo massimo dopo la cavalcata trionfale verso l&#8217;anello:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>È un processo, il mio stato fisico e il mio ritmo sono un po&#8217; diversi da quelli degli altri al momento, perciò devo rimettermi in forma e nel mentre faccio affidamento solo sul mio jump shot.</em></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I asked Jamal Murray if he expects to play in the WC. Like Rowan Barrett yesterday, he was non-committal. &quot;It&#39;s a process&#8230; My body &amp; my pace is a little different than everyone else&#39;s so I&#39;m just trying to keep cool &amp; stick to my jump shot right now. I can rely on that always&quot;</p>&mdash; Josh Lewenberg (@JLew1050) <a href="https://twitter.com/JLew1050/status/1686875932911407104?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">August 2, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Come confermato dal GM della nazionale canadese, dipenderà dallo staff medico dare il via libera al nativo di Kitchener. </p>



<p>Discorso simile per Antetokounmpo, ancora nel limbo tra la partecipazione e l&#8217;esclusione, e Ben Simmons, escluso per ragioni mediche dopo essere stato fermo tutta la stagione e ancora in cerca della migliore condizione.</p>



<p>Nikola Jokic, due volte MVP e anche lui neo campione con tanto di MVP delle Finals, ha invece deciso di saltare la competizione proprio per riposare e preparare al meglio la prossima stagione, così come il compagno di nazionale Vasilije Micic appena arrivato agli Oklahoma City Thunder. La Serbia sarà quindi pesantemente ridimensionata viste le assenze e si troverà a fronteggiare le avversarie senza i migliori giocatori.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="681" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/jokic-micic-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-48890" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/jokic-micic-1024x681.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/jokic-micic-300x200.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/jokic-micic-150x100.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/jokic-micic-768x511.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/jokic-micic-1080x718.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/jokic-micic.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: YAHOO SPORTS</figcaption></figure>



<p>Il valore della NBA in merito non è quindi solo in termini di scotto fisico ma anche sul diametralmente opposto discorso di prestigio: per quanto OKC non abbia grandi ambizioni in termini di titolo, Micic, alla prima esperienza oltreoceano, ha preferito passare l&#8217;estate ad allenarsi per i nuovi ritmi piuttosto che tentare il percorso con la nazionale. Gli altri menzionati, tra cui anche Wiggins, hanno dato priorità allo stesso modo ad un totale recupero fisico in modo da aumentare le chance di vittoria sul suolo americano piuttosto che sul campo internazionale.</p>



<p>La NBA viene quindi vista come il vero banco di prova a discapito delle altre competizioni internazionali (Olimpiadi escluse), le ottantadue partite di regular season come lo scoglio da affrontare per essere pronti ai Playoffs e per cui è necessario rinunciare ad una vetrina in teoria importante come la coppa del mondo.</p>



<p>Allo stesso modo i contratti garantiti dalla lega più seguita al mondo sono estremamente ghiotti e chi si affaccia per la prima volta in questo mondo non può e non vuole rischiare di perdere visibilità e introiti per infortuni occorsi in competizioni evidentemente ritenute secondarie. Chi invece ha già uno status affermato punta a mantenerlo, cercando di arricchire la bacheca della squadra. Ovviamente è un discorso generale non applicabile a tutti per i motivi più disparati ma, tirando le somme sui rifiuti arrivati nel corso degli anni, il quadro generale che sembra uscirne non è lontano da questo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa rimane del Mondiale</h2>



<p>La competizione rimane comunque interessante e di sicuro valore per tutti i partecipanti, una vetrina per giocatori meno conosciuti per mostrarsi su un palcoscenico mondiale e una passerella per le stelle per confermare il loro peso specifico all&#8217;interno di ogni squadra. Non mancheranno come detto nomi prestigiosi chiamati a dare lustro al torneo a colpi di canestri spettacolari e azioni decisive su entrambi i lati del campo, alcune già in mostra nelle amichevoli di questi giorni.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Luka chose violence.<br><br>Via <a href="https://twitter.com/kzs_si?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">@kzs_si</a> <a href="https://t.co/VehkpnmBv4">pic.twitter.com/VehkpnmBv4</a></p>&mdash; Around the Game (@AroundTheGameIT) <a href="https://twitter.com/AroundTheGameIT/status/1686830782067687424?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">August 2, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Possiamo quindi aspettarci un torneo di alto livello, di grande competitività e apparentemente equilibrato nonostante spicchino molte nazioni su altre, ma bisogna chiedersi a livello internazionale cosa si può fare per evitare che anche una competizione come il Mondiale non arrivi a perdere completamente il suo peso e la sua appetibilità per i profili più in vista del basket, specialmente quello NBA.</p>



<p>Nel mentre, a venti giorni dall&#8217;inizio, non possiamo fare altro che allacciare le cinture e prepararci a seguire i nostri Azzurri e i nostri beniamini dal campionato più bello del mondo. Almeno quelli che decideranno di partecipare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I Denver Nuggets hanno vinto e l&#8217;NBA è un posto migliore per questo</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/denver-nuggets-vinto-nba-posto-migliore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Bortolomai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jun 2023 08:16:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aaron Gordon]]></category>
		<category><![CDATA[denver nuggets]]></category>
		<category><![CDATA[jamal murray]]></category>
		<category><![CDATA[Miami Heat]]></category>
		<category><![CDATA[mike malone]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[nba finals]]></category>
		<category><![CDATA[nikola jokic]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la conquista del loro primo titolo NBA, i Denver Nuggets hanno dato lustro non solo alla città ma anche all'intera lega.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Con la conquista del loro primo titolo NBA, i Denver Nuggets hanno dato lustro non solo alla città ma anche all&#8217;intera lega.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/denver-nuggets-1024x576.jpg" alt="I Denver Nuggets campioni NBA" class="wp-image-45460" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/denver-nuggets-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/denver-nuggets-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/denver-nuggets-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/denver-nuggets-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/denver-nuggets-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/denver-nuggets.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: CNN</figcaption></figure>



<p>Mi è rimasto impresso all&#8217;inizio di questa serie come queste siano state definite le Finals con meno appeal degli ultimi anni, da chi poi non si sa (sebbene <a href="https://aroundthegame.com/post/nuggets-e-appeal-mediatico-non-sono-molto-interessanti-francamente/">QUI </a>ci siano un paio di indizi). Sono quelle opinioni che ti passano davanti quando apri il feed di Twitter e si allargano, trovano consenso e si ingigantiscono, infarcendosi lungo la strada di statistiche, dati, citazioni da fonti (presunte) autorevoli che giustifichino queste affermazioni.</p>



<p>Non so quanti poi le abbiano effettivamente trovate noiose, magari in tanti. Un esito scontato? Può essere, ma personalmente questa visione di noia non mi trova d&#8217;accordo. Lungi da me dal voler imporre un pensiero, ma credo che ci metteremo un po&#8217; a capire a cosa abbiamo assistito e magari mi viene da scrivere tutto questo sull&#8217;onda del romanticismo che mi suscitano immagini come quella che vedete in copertina.</p>



<p>Di foto scattate per celebrare un campionato se ne sono viste tante, tantissime, tutte belle a loro modo, ma quando guardo questa non riesco a fare a meno di pensare ad una foto di famiglia: Bruce Brown che fa le boccacce nelle retrovie, Jokic con la piccola Ognjena sulle spalle, Murray sorridente ai limiti dell&#8217;esausto, Christian Braun il cugino sempre imbronciato, Malone il papà un po&#8217; imbarazzato.</p>



<p>Alla fine la sensazione che dà è quella di freschezza, di un finale di stagione cucito a pennello per quanto del tutto inaspettato. Perché, checché ne dicano i dietrologi, un epilogo del genere non se lo aspettava nessuno, forse solo i <strong>Denver Nuggets</strong>. E la NBA non può che esserne felice.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scontro fra (non) Titani</h2>



<p>Ad inizio anno i bookmakers non prendono quasi in considerazione una seria candidatura di Denver o Miami come potenziali vincitrici, semplicemente non sembrano avere quello che ci vuole. Gli Heat sono eterni incompiuti, tosti sicuramente, ma non abbastanza da essere visti come pericolosi; Denver non parliamone neanche, considerata come la classica squadra da stagione regolare che diventa fuoco di paglia ai Playoffs. E badate bene, i fatti fino ad oggi hanno effettivamente detto questo.</p>



<p>Ma allora perché sprecarsi a giocare delle partite se l&#8217;esito è così scontato? Sembra una domanda stupida, provocatoria e anche banale se volete. Ma non lo è, perché quello che vuole più di tutto un tifoso alla fine è essere meravigliato, alle volte smentito.</p>



<p>Non mi interessa minimamente quale sia stato lo share di queste Finals, non so quanto abbia ricavato la NBA dalle trasmissioni (spoiler: <a href="https://twitter.com/MMcCarthyREV/status/1666937269482078208?s=20" target="_blank" rel="noopener">cifre da record</a>). Avevo pronosticato tutt&#8217;altri Playoffs, sia ad inizio anno che ad inizio post season: non ho azzeccato nulla, neanche per sbaglio. E sono contento, perché ho finalmente guardato delle serie non sapendo quello che sarebbe successo. Anche ieri notte, in Gara 5, quando il finale sembrava deciso, per un attimo ho creduto che gli Heat potessero farcela.</p>



<p>Quelle due squadre non sarebbero neanche dovute essere lì eppure c&#8217;erano, ci hanno divisi, ci hanno uniti, ci hanno fatto tifare per l&#8217;una o per l&#8217;altra, sentirci vicini ad un giocatore e al suo diretto avversario. Ci hanno anche schifato, perché no, perché sicuramente non tutti si sono sentiti così. E poi diciamocelo, al duecentesimo tiro sbagliato di Michael Porter Jr. chi è che non ha lasciato andare un verso misto a disgusto e rassegnazione?</p>



<p>Avete visto &#8220;Ted Lasso&#8221;? Se non lo avete fatto guardatelo (zero spoiler, giuro): c&#8217;è un dettaglio che mi ha fatto pensare a quella serie, una parola che viene ripetuta spesso da chi si gioca un campionato ma è particolarmente adatta a chi quel campionato non dovrebbe vederlo neanche col binocolo. In teoria almeno. Una parola che si può accostare ad entrambe le squadre per il percorso che hanno fatto.</p>



<p>Cosa c&#8217;entra tutto questo coi benefici per l&#8217;NBA? Ci arrivo, ci arrivo. Ma prima&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/ted-lasso-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-45464" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/ted-lasso-1024x683.jpeg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/ted-lasso-300x200.jpeg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/ted-lasso-150x100.jpeg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/ted-lasso-768x512.jpeg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/ted-lasso-1080x720.jpeg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/ted-lasso.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I Miami Heat</h2>



<p>Parto dagli sconfitti, i <strong>Miami Heat</strong>. La &#8220;Heat Culture&#8221;, fatta di tenacia e spirito di squadra, sembrava essersi smarrita quest&#8217;anno, tanto che per accedere ai Playoffs i ragazzi di Spoelstra sono dovuti passare dagli spareggi e non ce l&#8217;hanno neanche fatta al primo colpo. Arrivati però come ottavo seed, la musica è cambiata.</p>



<p>Chiedetelo a Giannis, arrivato alla fine di Gara 5 <a href="https://aroundthegame.com/post/scusa-giannis-ma-i-bucks-hanno-proprio-fallito/" data-type="URL" data-id="https://aroundthegame.com/post/scusa-giannis-ma-i-bucks-hanno-proprio-fallito/">a riflettere sul significato di fallimento</a>. I Bucks erano dati tra i favoriti, di sicuro nella serie almeno, essendo forti del miglior record della lega, eppure sono stati spazzati via senza neanche avere diritto di replica. Giusto una vittoria, per non sporcare ulteriormente quella che è stata a tutti gli effetti un&#8217;umiliazione. E proprio questa umiliazione mi porta a farmi un&#8217;altra domanda: perché siamo così felici di vedere una sfavorita sovvertire il pronostico e quando continua a farlo arriviamo a darlo per scontato al punto da esserne annoiati? </p>



<p>Gli Heat non l&#8217;hanno avuta facile per niente, solo contro New York non è sembrato in dubbio il loro passaggio. Arrivati però alle Finals dopo un altro upset pazzesco contro Boston abbiamo smesso di trovare il loro exploit interessante, ma perché? Perché non sono i Lakers o gli Warriors? Perché non c&#8217;è un blasone storico? Di storia ce n&#8217;è eccome, è recente, ma c&#8217;è. Spoelstra non è arrivato lì per caso, Pat Riley non ha costruito alla cieca, la narrativa dei sette undrafted nel roster non è solo per le prime pagine.</p>



<p>C&#8217;è un&#8217;idea, un progetto, c&#8217;è sempre stato. Solo che se non coinvolge nomi particolarmente interessanti, caldi o controversi, semplicemente ci passa di mente. Ma loro si sono giocati una finale e hanno dato prova una volta di più di quanto possa essere fondamentale una gestione oculata a partire dal front office fino ad arrivare alla panchina. E questo dovrebbe insegnare qualcosa all&#8217;NBA.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Miami Heat&#039;s Improbable Playoff Run | 8th Seed to NBA Finals 🔥" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/J9mfhqHK3hE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<div style="height:36px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">I Denver Nuggets</h2>



<p>&#8220;Sì sì, bello il primo posto, vediamo appena beccano Golden State o i Lakers&#8221;, altro esempio di frase che ha intasato le bacheche dei social. E sia chiaro, non è un giudizio verso nessuno, sfido chiunque a non essere quantomeno scettico dopo anni in cui il ritornello è stato sempre lo stesso.</p>



<p>Dire che Denver fosse favorita è mentire a sé stessi, ci hanno creduto in pochi all&#8217;inizio. Ma faccio un paio di nomi in questo caso.</p>



<p>Ci ha creduto la famiglia Kroenke, proprietari della franchigia ma anche dei Rams in NFL e degli Avalanche in NHL. Da oggi sono gli unici ad aver vinto il campionato in tre sport differenti. I primi a fare il triplete, per dirla in termini calcistici. Ci hanno creduto davvero nel momento in cui si sono trovati ad un bivio, avendo la possibilità di firmare stelle privandosi però dell&#8217;ossatura della squadra, o quando avrebbero potuto tagliare o scambiare Murray dopo l&#8217;infortunio.</p>



<p>Ci ha creduto la squadra intera anche grazie a <strong>Mike Malone</strong>, allenatore troppo spesso etichettato come ancorato al &#8220;palla a Jokic e vediamo cosa succede&#8221;. Partiamo da un presupposto: se voi aveste uno come <a href="https://www.nba.com/news/finals-mvp-resume-nikola-jokic-2023" data-type="URL" data-id="https://www.nba.com/news/finals-mvp-resume-nikola-jokic-2023" target="_blank" rel="noopener">Nikola Jokic</a> in squadra, cosa fareste? Gli dareste la palla in mano e vedreste cosa succede. Non sarà il tattico per antonomasia, ma va reso credito a Malone di non aver mollato un secondo con questa squadra e di averli motivati fino alla fine. </p>



<p>Anche qui, come per gli Heat, l&#8217;intera NBA dovrebbe prendere a modello il progetto. E di questo progetto, sarò ripetitivo, è emblematica la gestione di<strong> Jamal Murray</strong>: in lacrime al suo coach aveva chiesto se sarebbe stato scambiato di lì a poco dopo essersi rotto il crociato. La risposta:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Ricordo che ero nel bus con lui, aveva gli occhi lucidi e quella era la sua preoccupazione. “Ti riprenderai da tutto questo, vedrai. E non solo ti riprenderai, ma tornerai anche più forte di prima”, gli ho detto. L’ho abbracciato e ho ribadito: “Assolutamente no, sei con noi, ti vogliamo bene e ti aiuteremo a ritornare, e tu sarai un giocatore migliore per tutto questo”.</em></p>
</blockquote>



<p>Ieri sera il nativo di Kitchener ha ringraziato lui e i Kroenke, sempre in lacrime, per non averlo abbandonato, per non aver smesso di credere in lui. Quel tipo di affetto e dedizione non la compri con un contratto multimilionario.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Denver Nuggets Larry O’Brien NBA Championship Trophy Presentation 🏆" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/OTggq5fGR1k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
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<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa può imparare l&#8217;NBA</h2>



<p>L&#8217;ho detto fin dall&#8217;inizio, vedo prevalentemente l&#8217;aspetto romantico, ma anche questo può insegnare qualcosa che valga la pena di essere messo in pratica. L&#8217;NBA è un business e su questo non ci piove, nessuno si aspetta che cambi, ma questo non significa che non possa migliorare la mentalità.</p>



<p>Quante firme di giocatori abbiamo visto, completamente a caso, senza un&#8217;idea, senza un pensiero a lungo termine, nel tentativo di mettere una pezza su evidenti problemi di mala gestione sia in campo che fuori. Nella migliore delle ipotesi riesci a strappare qualche soddisfazione ai Playoffs, magari passando il primo turno; nella peggiore, butti alle ortiche le sorti della franchigia per gli anni successivi e poi vedi che divertimento a dover ricominciare da zero senza un progetto.</p>



<p>I miei complimenti non sono applicabili solo a Denver o a Miami, Sacramento ne è stato un altro esempio clamoroso quest&#8217;anno. Sono state fatte delle scelte come franchigia, come roster e queste scelte hanno ripagato, ci vorrà altro tempo per scoprire quanto, ma intanto il risultato sembra già vedersi.</p>



<p>Denver e Miami hanno fatto lo stesso, solo più in grande e con risultati decisamente migliori. Ha pagato la fedeltà, l&#8217;affetto, il senso del gruppo, l&#8217;amicizia, l&#8217;attaccamento alla maglia che sembra una cosa così lontana al giorno d&#8217;oggi. Tempo al tempo, vedremo quante altre franchigie decideranno di seguire il loro esempio invece di buttarsi sempre in scelte scellerate che vincono primi posti solo nelle headlines dei giornali o delle testate online.</p>



<p>E intanto noi romantici possiamo gongolare, godendoci un po&#8217; tutte quelle storie di redenzione, di successi inaspettati, di partite emozionanti per chi sa trovare l&#8217;emozione oltre alla statistica. </p>



<p>Questi Playoffs ci hanno insegnato tanto, sta a noi decidere cosa.</p>
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		<title>Nikola Jokic, il basket semplice di un antidivo</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/nikola-jokic-basket-semplice-antidivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Bortolomai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2023 16:24:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[denver nuggets]]></category>
		<category><![CDATA[jamal murray]]></category>
		<category><![CDATA[mike malone]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[nba finals]]></category>
		<category><![CDATA[nba playoffs]]></category>
		<category><![CDATA[nikola jokic]]></category>
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					<description><![CDATA[Protagonista più che mai nella corsa al titolo, Nikola Jokic si racconta attraverso una lettera scritta dopo il suo esordio in NBA]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Protagonista più che mai nella corsa al titolo, Nikola Jokic si racconta attraverso una lettera scritta dopo il suo esordio in NBA</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1200" height="675" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/nikola-jokic-edited.jpg" alt="Nikola Jokic col trofeo di MVP" class="wp-image-45208" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/nikola-jokic-edited.jpg 1200w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/nikola-jokic-edited-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/nikola-jokic-edited-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/nikola-jokic-edited-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/nikola-jokic-edited-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/nikola-jokic-edited-1080x608.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: FORBES</figcaption></figure>



<p><em>Questo contenuto contiene un estratto dall’articolo “<a href="https://www.theplayerstribune.com/articles/nikola-jokic-nuggets-serbia-basketball" target="_blank" rel="noopener">How We Play Basketball in Serbia</a>”, pubblicato in data 14 aprile 2016 su <a href="https://www.theplayerstribune.com/" target="_blank" rel="noopener">The Players’ Tribune</a>.</em></p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>&#8220;<em>C&#8217;era una volta un ragazzino paffutello di nome Nikola</em>&#8220;&#8230;. Come? L&#8217;avete già sentita? Ok, riprovo.</p>



<p>Il giovane Nikola, nato e cresciuto in Serbia, era un amante delle corse dei cavalli&#8230; No, sapete già anche questa? Anche le storie delle troppe Coca Cole e lui che dormiva durante il Draft?</p>



<p>Certo che le sapete, perché la narrativa dietro<strong> Nikola Jokic </strong>da anni lo ritrae in questo modo: una bizzarra anomalia con un passato e un background non tragico, ma buffo, con delle abitudini non convenzionali per un giocatore di basket nel campionato più famoso al mondo. E lui è un&#8217;anomalia sotto certi aspetti, sia chiaro. Le storie che lo hanno accompagnato finora sono tutte verissime e danno un&#8217;idea ben precisa di chi sia il mago di Sombor. </p>



<p>Ma nel mentre gioca anche a basket. Eccome se gioca a basket.</p>



<p>Non fatevi ingannare dall&#8217;aspetto e dalle storie, il suo processo per diventare a tutti gli effetti uno dei migliori giocatori odierni e uno dei migliori centri di sempre non è frutto di casualità. Non solo, almeno. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="800" height="533" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/nikola-jokic-brothers.jpg" alt="" class="wp-image-45042" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/nikola-jokic-brothers.jpg 800w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/nikola-jokic-brothers-300x200.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/nikola-jokic-brothers-150x100.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/06/nikola-jokic-brothers-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: BLEACHER REPORT</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Passione</h2>



<p>In una lettera che lui stesso ha scritto per <strong>&#8220;The Players&#8217; Tribune&#8221;</strong> parla del suo amore per il gioco. Passione, per la precisione. Parte tutto da quello. L&#8217;inglese è un po&#8217; sgrammaticato, i tempi verbali lasciano molto a desiderare, ma stiamo comunque parlando di un ragazzo di vent&#8217;anni appena entrato in NBA dopo aver passato la vita in una cittadina serba di 80.000 anime. Sì, quando Nikola ha scritto quella lettera era il 2016, appena dopo aver concluso la sua prima stagione negli Stati Uniti.</p>



<p>Parla delle differenze tra Europa e America, lo stile di gioco, i ritmi, le difese. Chiunque abbia mai visto una partita di Eurolega e di NBA si rende ben conto che si tratta quasi di due sport diversi. Non ne hanno mai fatto mistero i giocatori che hanno partecipato ad entrambe le competizioni sulle due sponde dell&#8217;oceano. Doncic come Jokic, o <a href="https://aroundthegame.com/post/a-tu-per-tu-con-simone-fontecchio/" data-type="URL" data-id="https://aroundthegame.com/post/a-tu-per-tu-con-simone-fontecchio/">il nostro Simone Fontecchio</a>, che di esperienza europea ne ha avuta, eccome. </p>



<p>Ma la cosa che traspare di più in quella lettera è proprio la passione che prevale su ogni tipo di cambiamento e adattamento necessario a sfondare:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Una cosa che non è cambiata, per me, è la passione. </em></p>



<p><em>Avete visto alcune volte quando altri giocatori mi hanno spinto o afferrato la gamba. Mi piace questo tipo di gioco sul campo da basket. In Serbia si gioca così. L&#8217;anno scorso ho segnato un and-one e ho iniziato a urlare, esaltato. E il tizio mi ha spinto, […]. I miei compagni di squadra hanno iniziato a lottare per me. </em></p>



<p><em>È quello che voglio continuare a fare. Non per fare a botte, ma solo per mettere passione nel gioco. Non voglio che il basket sia solo un lavoro, voglio solo mantenere questa passione.</em></p>
</blockquote>



<p>E incurante di ogni record, di ogni prestazione fuori dal comune (e ce ne sono state parecchie), di ogni impressione lasciata, lui ha continuato a mettere ogni grammo di amore per il gioco al servizio dei compagni. Mai una volta ha parlato in maniera arrogante e spocchiosa, spesso usa il &#8220;noi&#8221; invece di &#8220;io&#8221;. Poi certo, ci possono essere dei comportamenti sopra le righe (molto pochi) ma che cos&#8217;è il genio senza un filo di sregolatezza?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nikola Jokic, MVP</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Ho capito che potevo vivere di basket. Poteva essere il mio lavoro e il mio amore allo stesso tempo. </em></p>



<p><em>Sapevo di poter essere bravo ma non sapevo di poter entrare nell&#8217;NBA, non pensavo che sarebbe stata una cosa importante. Pensavo che mi scegliessero e che sarei rimasto un&#8217;altra stagione in Europa. Non pensavo che sarei arrivato subito fin qui.</em></p>
</blockquote>



<p>&#8220;Non sapevo di poter entrare in NBA, non pensavo che sarebbe stata una cosa importante&#8221;. Quanti atleti professionisti, in ogni sport, sentite porsi in questa maniera? Ci sono ragazzi che ancora prima di entrare nella lega si auto-elogiano al limite del narcisismo egomaniacale. Altri, più composti, sono lucidi nell&#8217;analizzare i loro punti di forza e i loro punti deboli, dando però sempre un tocco personale extra.</p>



<p>Se vi è capitato di sentire una qualsiasi conferenza stampa di Jokic, che fa con la stessa voglia di uno che deve andare al patibolo, non sentirete niente di tutto questo. Scherza, risponde puntualmente, gira sempre il focus sui compagni, alle volte si sminuisce anche un po&#8217;.</p>



<p>E nel mentre vince partite e frantuma record, trascinando Denver con sé. Dalla sua prima selezione come All-Star nel 2018-19, i Nuggets non hanno mai mancato i Playoffs e solo una volta sono scesi sotto il terzo posto. A livello individuale si è portato a casa due premi consecutivi  come MVP, <a href="https://www.nba.com/nuggets/news/a-breakdown-of-the-2023-mvp-race" data-type="URL" data-id="https://www.nba.com/nuggets/news/a-breakdown-of-the-2023-mvp-race" target="_blank" rel="noopener">sfiorando di pochissimo il terzo</a> appena qualche settimana fa, migliorando sempre anno dopo anno.</p>



<p>In questa stagione ha messo a referto il suo career high in assist (9.8) e FG% (63,2), il tutto mantenendo quasi la tripla-doppia di media. Cosa che ha reso quasi ordinaria amministrazione, pur essendo un centro. Il loro numero è cresciuto di pari passo con le medie stesse, aumentando ad ogni stagione e infrangendo anche qui dei record di categoria.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Nikola Jokic Has The Most Triple-Doubles In A Single Postseason Since Wilt Chamberlain" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/Fii5lPN3kNY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Wilt Chamberlain, da sempre metro di paragone per il dominio statistico dei lunghi, è ormai alle spalle: record di triple-doppie sia in stagione che ai Playoffs per un centro, PER e plus/minus più alto mai registrato, maggior numero di assist per un centro alle Finals e potrei continuare con tanti di quei record da riempire altri tre articoli.</p>



<p>E lui lo fa sembrare così facile che è quasi snervante, tanto che gli allenatori avversari si sono ormai messi l&#8217;anima in pace. Steve Kerr, Erik Spoelstra e il neo eletto Coach of The Year Mike Brown ne hanno parlato proprio in questi giorni e la frase comune è stata:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Puoi sperare di arginarlo il più possibile ma tanto sai che in qualche modo ti batterà comunque. La cosa migliore da fare è cercare di tagliare i rifornimenti ai compagni.</em></p>
</blockquote>



<p>Rifornimenti che lui cerca sempre di non far mancare, perché Nikola Jokic ha capito benissimo qual è il segreto meno segreto della storia del basket: è un gioco di squadra. Puoi segnare cinquanta punti a partita ma se giochi uno contro cinque non vincerai mai. In tutto questo lui non ha mai avuto problemi a mettersi al servizio dell&#8217;allenatore e dei compagni, mai una volta ha messo la sua gloria personale prima del bene comune.</p>



<p>Al termine di Gara 3 di queste Finals, dopo aver realizzato una storica tripla-doppia da 30+20+10, ha così commentato il suo traguardo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Non mi importa molto, ad essere sincero. Sono semplicemente contento per la vittoria, se perdi nessuno menzionerà mai questi numeri, è solo una statistica</em>.</p>
</blockquote>



<p>Antidivo fino in fondo, perché questi concetti li propone oggi come li proponeva ad inizio carriera in Europa:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Tutti saltano così in alto, io no. Gioco solo a basket, non salto in alto, non corro veloce. E il basket riguarda i compagni di squadra: quando sono aperto mi prendo il tiro, altrimenti la passo. Non è difficile, basta renderlo semplice, più semplice che posso.</em></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">&quot;Basketball is all about teammates&quot; <br><br>💭 19-year-old Jokic reflecting on his game <a href="https://t.co/Ue4vghAKOd">pic.twitter.com/Ue4vghAKOd</a></p>&mdash; FIBA (@FIBA) <a href="https://twitter.com/FIBA/status/1616009431195521024?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">January 19, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Denver, casa</h2>



<p>Frequentando la Ball Arena di Denver può capitare spesso, specialmente nelle partite decisive, di incrociare due energumeni: Strahinja e Nemanja. I due gentiluomini di rispettivamente 2,07 e 2,01 metri sono i fratelli maggiori del nostro Joker. Ben note le loro parole dolci verso i fratelli Morris dopo gli scontri con il fratellino, le loro esultanze un filo entusiastiche e anche, ultimamente, per aver accompagnato alla porta con saluti ironici un sorridente e rassegnato Jack Nicholson dopo lo sweep rifilato ai Lakers.</p>



<p>I due sono l&#8217;ancora del due volte MVP, il motivo per cui è diventato quello che è. Il motivo per cui prima di ogni cosa quando prende in mano la palla a spicchi ci mette passione. </p>



<p>Il mago di Sombor, che per la precisione ha 13 e 11 anni in meno rispetto ai fratelli maggiori, è stato &#8220;vittima&#8221; fin da piccolo del loro bullismo: ben diversi a livello caratteriale, i due non trovano la loro dimensione nella piccola cittadina serba e per trascorrere le giornate giocano a basket a più non posso, trascinandosi dietro uno svogliatissimo Nikola. Per loro è una via di fuga, per lui una tortura.</p>



<p>Non sogna in grande, non pensa alla NBA, non pensa a diventare &#8220;The Next Big Thing&#8221;. Non segna spesso, subisce le spinte, gli sgambetti e le gomitate dei fratelli più grandi. Per non farsi mancare nulla, dopo ogni sconfitta è costretto a fare i piegamenti sulle braccia e gli scatti a tutto campo. Da questo impara tutto quello che gli serve, lo porta sui campi professionistici e lo perfeziona ai limiti del possibile. E anche dell&#8217;impossibile.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">&quot;See you next year!&quot; <br><br>—Jokic bros to Jack Nicholson after Game 3 👀 <a href="https://t.co/pE7sv9m3NK">pic.twitter.com/pE7sv9m3NK</a></p>&mdash; NBA on ESPN (@ESPNNBA) <a href="https://twitter.com/ESPNNBA/status/1660455036621660162?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">May 22, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Arrivato a Denver i due hanno cercato di stargli dietro il più possibile: Nemanja ha anche giocato in Division I per la University of Detroit prima di darsi alle MMA (tre match, tre vittorie per KO tecnico, giusto per farlo sapere ai fratelli Morris). Hanno continuato a spronarlo e seguirlo nel suo percorso verso le vette della lega; loro come Mike Malone, che ha sempre speso parole al miele per il suo top player; come Jamal Murray, partner-in-crime di mille scorribande tra le difese avversarie, al punto di trovarsi con il suo Joker senza neanche guardare; come tutti i suoi compagni, vecchi e nuovi, che ne hanno elogiato le qualità dentro e fuori dal campo.</p>



<p>Monte Morris (a Denver dal 2017 al 2022) è corso ad abbracciarlo più volte prima e dopo Gara 3. <a href="https://aroundthegame.com/post/ci-ha-colti-di-sorpresa-il-discorso-inaspettato-di-nikola-jokic-dopo-gara-2/" data-type="URL" data-id="https://aroundthegame.com/post/ci-ha-colti-di-sorpresa-il-discorso-inaspettato-di-nikola-jokic-dopo-gara-2/">DeAndre Jordan e Kentavious Caldwell-Pope</a> hanno parlato così delle sue doti di leader dopo la vittoria:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Lo paragono sempre a uno come Tim Duncan. Non è uno molto esuberante, ma quando parla, si fa sentire.&nbsp;Nikola che parla porta il messaggio su un altro livello.</em> (Jordan)</p>



<p><em>Quando lo senti parlare dopo una partita, vuoi assicurarti di ascoltare. Non è uno molto vocale, si esprime di più sul campo, indica la strada. Ma ha avuto decisamente l’attenzione di tutti e ha funzionato in Gara 3.</em> (Caldwell-Pope)</p>
</blockquote>



<p>Lo fa per gli altri, sempre. Per la sua famiglia, per i compagni di nazionale, per i compagni in NBA. Per Denver che ora ha vinto il suo primo titolo. Un uomo del popolo fino in fondo, un antidivo fino all&#8217;ultimo.</p>



<p>Cerca sempre la moglie e la figlia prima e dopo ogni gara. All&#8217;inizio della partita lega il suo anello nuziale alle stringhe delle scarpe, per ricordarsi una volta di più perché fa quello che fa. E a questo punto, per un giocatore e uomo del genere, non si può che essere felici, vedendolo con un altro tipo di anello al dito.</p>
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