Sono ben nove le triple messe a segno da Josh Hart consecutivamente: un’altra manciata, e sarà record NBA.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Kristian Winfield e pubblicata su New York Daily News, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
C’è una nuova striscia positiva nello spogliatoio dei Knicks — e non è quella di Jalen Brunson. Né di Karl-Anthony Towns. Né di nessuno dei migliori marcatori della squadra. È quella di Josh Hart.
Hart ha realizzato nove tiri da tre punti consecutivi nelle ultime tre partite: una serie perfetta dalla lunga distanza che nessuno dei suoi compagni di squadra, per quanto stellari, può vantare. Uno su uno contro i Golden State Warriors. Cinque su cinque contro gli Indiana Pacers. Tre su tre nella vittoria schiacciante di domenica sui Washington Wizards. Tre partite. Nessun errore. Nemmeno i migliori tiratori dei Knicks possono dire lo stesso.
Brunson ha giocato due partite consecutive senza sbagliare un tiro da tre, ma in una di queste non ha proprio tirato da tre. Mikal Bridges ha messo a segno sei tiri da tre consecutivi per chiudere la serie contro i New Orleans Pelicans nelle gare 5 e 6 delle finali della Western Conference del 2022. Towns, tiratore con una media in carriera del 40% ed ex campione del 3-Point Contest, non è mai stato perfetto dalla distanza in due partite consecutive, figuriamoci in tre di fila. E lo stesso vale per OG Anunoby, Landry Shamet o Jordan Clarkson.
Ecco perché la domanda sembrava necessaria, e la risposta di Hart che ne è seguita è stata sia prevedibile che rivelatrice.
DAILY NEWS: «Hai segnato nove triple di fila nelle ultime tre partite. Ma che sta succedendo?»
HART: «Ehm, non so», ha esordito titubante, prima di interrompersi di colpo. «Cavolo. Così sembra che… Ehi, J.B.!», ovviamente urlando a Jalen Brunson.
Ha rivolto la domanda a Brunson, il capitano dei Knicks, l’amico più caro di Hart sin dai tempi in cui conquistavano titoli a Villanova:
HART: «Questo reporter ha chiesto: “Hai segnato nove triple di fila, a partire da tipo tre partite fa. Che ti sta succedendo?” È un po’ irrispettoso, no?»
BRUNSON: «Alzati, vattene e basta.»
HART: «Perfetto, grazie mille per avermi dato dello “scarto”», ha scherzato, trovando il tono giusto per rispondere. «Non lo so. Immagino di lanciare semplicemente la palla in aria e, per fortuna, sta entrando.»
La domanda non era una mancanza di rispetto. Si è trattato di un malfunzionamento del sistema. Perché questa — questa versione di Hart — a detta di tutti, è irriconoscibile.
Josh Hart sta vivendo la stagione più efficiente della sua carriera dal punto di vista dei tiri da tre, e ciò avviene proprio nel momento in cui i Knicks ne hanno più bisogno. I numeri sottolineano l’impatto: i Knicks sono 12-1 in questa stagione quando Hart realizza tre o più tiri da tre punti, rispetto al 26-18 quando ne realizza due o meno. Sono 22-7 quando ne tenta almeno quattro e 14-5 quando ne realizza cinque o più.
Josh Hart ha una percentuale del 39.5% da tre su 3.8 tentativi a partita. La sua efficienza supera il record in carriera che aveva stabilito da rookie, quando con i Los Angeles Lakers aveva tirato con il 39.6% su 3.1 tentativi da tre a partita.
“Fa succedere le cose in campo, e ciò che mi piace più di ogni altra cosa è che le squadre lo lasciano completamente libero, lui guarda il canestro e si concentra al massimo quando si tratta di tirare”, ha detto l’allenatore Mike Brown. “Ci lavora davvero sodo, ed è un bene per lui mostrare alla gente l’impegno che ci mette”.
Sono proprio quei tiri a raccontare la storia, perché sono proprio questi i tiri che Josh Hart era solito lasciarsi sfuggire. Con 19 secondi sul cronometro e poco meno di tre minuti alla fine del primo quarto contro Washington, Hart non ha smarcato un compagno né cercato un’azione per lui. Al contrario, ha deciso di tirare.
Hart ha sfruttato un blocco e un ri-blocco di Mitchell Robinson per liberarsi di Bilal Coulibaly di Washington. Quando Coulibaly non è riuscito a recuperare, Hart ha piantato i piedi dietro l’arco e ha tirato senza esitazione. La palla è entrata. All’inizio del terzo quarto, Bridges è andato in penetrazione e ha servito Hart nell’angolo sinistro. Un’altra tripla, questa volta su un closeout in ritardo. Cinque minuti dopo, stesso punto, stessa situazione — tranne che questa volta, Hart ha attaccato il closeout, ha fatto un palleggio dietro la linea da tre e ha tirato di nuovo. Un altro canestro.
“Voglio dire, sta davvero tirando tutto. Non esita, e questo aiuta molto”, ha detto Towns. “Ma [Josh] è un tiratore da tre punti speciale. Penso che debba fidarsi di più del suo tiro, e credo che sia proprio quello che sta succedendo”.
Quella fiducia in se stesso non c’è sempre stata. Hart ha iniziato la stagione con un infortunio alla parte bassa della schiena e ha faticato all’inizio, realizzando solo due dei suoi primi 14 tentativi dalla distanza. Da allora, ha ribaltato la situazione e ora è il leader dei Knicks nella percentuale di tiri da tre punti con il 42.2%, dopo il suo iniziale calo di rendimento.
“Ha più fiducia nel suo tiro, noi lo troviamo nelle posizioni giuste e gli diamo la possibilità di tirare, e lui tira con sicurezza”, ha detto Towns. “Se aggiungi questo, diventa un realizzatore su tre livelli”.
Quindi sì, è lecito chiedersi cosa stia succedendo. Soprattutto quando i dati recenti non corrispondono a quelli di un periodo più lungo. Dalla pausa dell’All-Star Game fino alla sconfitta dei Knicks del 9 marzo contro i Los Angeles Clippers, Josh Hart ha realizzato solo 8 canestri su 37 tentativi dalla distanza dei tre punti. Ora, improvvisamente, le sue statistiche ricordano quasi una giornata di fuoco di Stephen Curry. Eppure nemmeno Curry ci è mai riuscito.
Il leader di tutti i tempi dell’NBA per tiri da tre realizzati non ha mai giocato partite consecutive senza sbagliare da tre — un promemoria di quanto sia difficile la perfezione costante a questo livello, specialmente con un volume elevato. È questo che fa risaltare la serie di Hart. Non è solo che è in forma. È che non ha sbagliato. Anche storicamente, è raro.
Brent Price ha realizzato 13 tiri da tre punti consecutivi in tre partite nel 1996, ma non senza sbagliare in quel periodo. Terry Mills ne ha realizzati 13 consecutivi in due partite, ma ha chiuso con 7 su 8 dalla distanza nella seconda. Shake Milton ha eguagliato il record di 13 tiri consecutivi nel 2020, ma con un 5 su 6, poi 5 su 5 e infine 7 su 9.
Nessuna serie perfetta. Non come questa. Eppure quei tre sono nel Guinness dei primati, e ora Josh Hart — che ha iniziato la stagione con una stecca sull’anulare della mano destra, quella con cui tira — ha realizzato nove tiri da tre punti consecutivi. And counting.
Le probabilità dicono che non durerà. Anche la storia dice che non durerà. Ma, per ora, la serie è viva e vegeta. E in un modo che sembra appropriato, Hart la liquida con nonchalance mentre si avvicina sempre più a un territorio statistico che pochi giocatori — anche i più grandi tiratori — hanno mai toccato.
«Si è allenato in palestra. Ha lavorato sul suo gioco. È stato costante nel farlo, e quando ci si impegna con costanza, ecco cosa succede. Sappiamo tutti di cosa è capace. Deve solo scendere in campo e continuare a essere se stesso.»
– Jalen Brunson
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