
La Draft lottery del 1992 fu abbastanza sconvolgente. I Timberwolves, che avevano il 16.67% di possibilità di ottenere la prima scelta assoluta, scesero alla numero tre, mentre i Magic, che avevano il 15.15% di possibilità, ne uscirono come assoluti vincitori. Così come gli Charlotte Hornets, saliti di sei posizioni fino alla numero due, che fruttò loro Alonzo Mourning. Orlando, invece, selezionò Shaquille O’Neal, che di recente è intervenuto sulle teorie del complotto riguardanti la lottery di quest’anno, vinta a sorpresa dai Dallas Mavericks.
I Texani hanno ottenuto la prima scelta assoluta partendo solo con l’1.8% di probabilità, e addirittura avevano solo l’8.5% di probabilità di ottenere una pick tra le prime quattro. Una strana coincidenza, considerando che potrebbero pescare un prospetto generazionale come Cooper Flagg subito dopo aver ceduto senza preavviso e fra circostanze misteriose Luka Doncic, scioccando l’intera Lega solo pochi mesi fa. Coincidenza che ha riportato alla memoria di Shaquille O’Neal uno strano dialogo con il commissioner David Stern prima della lottery del 1992, menzionata in una recente intervista con Ashley Nevel:
“Nel 1992 il Draft era a giugno o giù di lì. Incontro il signor Stern a marzo e mi dice: ‘Ehi, so chi sei, non vedo l’ora che tu arrivi in NBA’, poi mi tira da parte: ‘Vuoi giocare dove fa freddo o dove fa caldo?’.”
“Io risposi ‘caldo’, e così entrambi abbiamo riso. Poi, però, alla lottery Minnesota finì alla 3, Charlotte alla 2 e Orlando – in Florida – ottenne la prima scelta assoluta. Lì per lì non ci ho pensato granché, ma sapete che si sentono molte di queste teorie del complotto, ci sono molte situazioni che possono far sembrare queste cose vere.”
Non è comunque la prima volta che succede qualcosa di simile alla lottery. Si tratta della terza percentuale più bassa di sempre per una top pick, dietro solo – ancora – ai Magic nel 1993 (scelto Chris Webber, poi scambiato verso Golden State), ai Bulls nel 2008 (Derrick Rose) e ai Cavaliers nel 2014 (Andrew Wiggins, poi ai Timberwolves). Per il secondo anno di fila si verifica un unicum, dato che dietro a questi casi va a posizionarsi proprio la lottery 2024, che ha premiato gli Atlanta Hawks che partivano col 3.0% di chance di prima scelta assoluta. Questo non significa che non si possa “pensare male” delle varie coincidenze, come quella delle scelte losangeline dopo ogni grande scambio.
Per Shaquille O’Neal, comunque, questo non è l’unico contatto con una “cospirazione”. In un segmento del podcast “BIG”, un anno fa, la leggenda dei Lakers ha fatto un’interessante ammissione sulla manipolazione delle partite da parte dell’NBA. Secondo O’Neal, i primi segnali sono arrivati nel 2000, quando ha sentito Gary Viti (l’allenatore dei Lakers) fare piani con il capo allenatore Phil Jackson per quanto riguardava l’hotel:
“Una storia vera e non l’ho mai raccontata. Al primo turno, il primo titolo, ho sentito Phil Jackson dire a Gary Vitti: ‘Ehi, trovateci degli alberghi in Indiana perché è lì che giocheremo le Finals’. È stato prima di Gara 1 delle Finals e non ho capito nulla fino a quando non siamo arrivati nell’Indiana. Vi dico solo quello che ho sentito dire da quell’uomo. Non avevamo ancora giocato nemmeno una partita e già nelle riunioni ci dicevano: ‘Procurateci delle camere d’albergo nell’Indiana’. Ma sono comunque contento di aver battuto Reggie Miller.”
Anche questa, comunque, potrebbe non essere altro che una coincidenza, essendo i Pacers di quell’anno una contender e la primissima squadra della Eastern Conference. Nulla a confronto con il complotto della Draft lottery, che si regge su basi statistiche ben più solide, se proprio di cospirazioni si voglia parlare bene.