
Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Jeff Clark e pubblicata su Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.
La stagione dei Boston Celtics è finita ed ognuno processa questo evento in maniera personale. Se non si è ancora pronti ad andare avanti si può tenere questo articolo come memorandum per il futuro. Per coloro che invece sono soliti volgere il loro sguardo al futuro, invece, è tempo di voltare pagina, con occhi tristi, ed addentrarsi in off-season. Molto è già stato detto sulle possibili mosse che i Celtics attueranno in estate. Si aggira il sinistro spettro del Second Apron, con annessa Repeater Tax e restrizioni per il roster come ulteriori conseguenze. Bisogna tenere tutto questo da parte per un po’ e concentrarsi sui motivi per cui Brad Stevens dovrebbe riflettere prima di mettere in atto alcune mosse di mercato. Nota: il motivo non è il “braccino corto” del nuovo proprietario dei Celtics.
Questioni economiche
Ecco alcuni numeri – cortesemente offerti da Spotrac: questa stagione i Celtics hanno sforato il Second Apron di $4.4 milioni. Hanno pagato circa $53.5 milioni di tasse come penalità. Inoltre, l’anno prossimo i salari dei cestisti dei Celtics saranno lievemente in aumento, per lo più per via del nuovo contratto di Jayson Tatum in entrata in vigore. Per via degli incrementi salariali le tasse da pagare come penalità aumenteranno in modo esponenziale. Per adesso i bianco-verdi sono previsti oltre il Second Apron di circa $20 milioni. Ciò avrebbe una penalità conseguente di circa $238 milioni! Perché la tassa cresce così tanto? Soprattutto per via del subentro della Repeater Tax. Ciò viene spiegato nel dettaglio da Brian Robb:
“Boston è stata una squadra sopra la Luxury Tax negli ultimi tre anni ormai, compreso quest’anno, e ciò comporta l’ingresso in scena della sanguinosa Repeater Tax – la Repeater Tax subentra quando si è sopra la Luxury Tax da almeno tre o quattro anni. Se Boston decidesse di optare per la diminuzione del peso del payroll l’anno prossimo potrebbe ammorbidire leggermente la tassa, ovvero $187 milioni, e provare a rimandare il tutto di un anno. Boston dovrebbe riuscire a limitare le tasse per i prossimi due anni per fare in modo che la Repeater Tax non venga pagata e non sia un problema per l’intera decade. Ciò aiuterebbe la squadra in quanto a flessibilità nei prossimi anni e forse darebbe modo di crearsi una posizione migliore per poter ricostruire in futuro attorno ad un Jayson Tatum in salute.”
Brian Robb
In breve, quanto dovrebbero tagliare via i Boston Celtics? All’incirca $40 milioni dai salari del prossimo anno. Ed ecco alcuni candidati:
- Jrue Holiday, $32.4 milioni;
- Kristaps Porzingis, $30.7 milioni (in scadenza l’anno prossimo);
- Derrick White, $28.1 milioni;
- Sam Hauser, $10 milioni;
Va considerato quanto sia difficile liberarsi di salari pesanti senza ottenere in cambio altri salari. Bisognerebbe trovare una squadra con abbastanza cap space da poter assorbire i contratti interamente. Non è impossibile, ma le squadre in grado di poter assorbire certi contratti – come ad esempio i Brooklyn Nets – certamente chiederebbero il massimo in cambio, ovvero una manciata di scelte al First Round del Draft per facilitare una trade per Giannis Antetokounmpo o trovare altre vie per una trade da soli. L’alternativa sarebbe mettere in piedi trade sbilanciate in cui i salari in uscita siano più pesanti di quelli in entrata. Un esempio potrebbe essere offrire Holiday ad una contender in cambio di un salario medio, di un giocatore più giovane o di scelte al Draft. Raggruppando un paio di mosse del genere si potrebbe lasciar andare un po’ di salario superfluo, e tutto avrebbe più senso.

Le restrizioni del roster
Servirebbe intanto ricordare le attuali restrizioni del roster a cui i Boston Celtics stanno facendo fronte per aver sforato il Second Apron. Ecco le parole di Jeff Clark di CelticsBlog:
“Essendo una squadra sopra il Second Apron i Celtics non possono cedere più di due contratti in una sola trade, e quindi non possono mettere insieme contratti minori per ottenerne uno più grosso. Inoltre non possono includere pagamenti cash nelle trade – alcune squadre incentivano le altre a concludere la trade inserendo una parte in contanti. La situazione peggiora ulteriormente: Boston può ottenere in entrata il 100% o meno dei salari in uscita. Di solito le squadre non costrette a pagare la tassa hanno un range che arriva fino al 125%, ovvero più di 250 mila dollari. I Celtics, invece, non possono ottenere neanche un centesimo in più in cambio.”
Jeff Clark
La questione del Draft
Come se ciò non bastasse, ci sono problemi anche in vista del Draft. Quando una squadra supera il Second Apron per 2 anni le sue scelte al Draft vengono congelate per i 7 anni successivi – che vuol dire averne il possesso ma non poterle scambiare. E le cose peggiorano ancora (citando testualmente): “Se una squadra rimane al di fuori del Second Apron per tre stagioni consecutive tutte le loro pick al Draft congelate passeranno alla fine del First Round, a prescindere dalla loro posizione.”

… E quindi?
Si spera che adesso il quadro sia completo, con tutte le penalità, tasse e restrizioni che una squadra nel tentativo di puntare al Titolo NBA deve affrontare. Rimangono dubbi sul fatto che se i Celtics avessero voluto vincere in back-to-back avrebbero dovuto accettare quelle penalità fino in fondo.
Comunque, anche prima dell’infortunio di Tatum, c’erano già dei rumors riguardanti la volontà dei Celtics di ricostruire e cedere salari pesanti per alleggerire il fardello delle tasse e delle penalità. Adesso, con la squadra che difficilmente rientrerà tra le contender il prossimo anno, ci sono pochi motivi per aspettarsi che accettino di pagare certe penalità. Si sa, in molti spereranno che Tatum possa riuscire a tornare in tempo per il finale della prossima stagione, ma non si è certi di volerlo vedere affrettare i tempi ed affrontare immediatamente l’intensità e il gioco duro dei Playoffs. La scelta più saggia sarebbe optare per la cautela col suo ritorno in campo.
Si parlerà parecchio di chi dovrà andar via e lasciar spazio ad ipotetici pacchetti più o meno graditi ai tifosi. Alcune decisioni potranno addirittura essere posposte fino alla trade deadline. Per fortuna, probabilmente i Celtics non sono ancora al punto di doversi liberare dei pesanti contratti in uscita sacrificando anche le loro pick al Draft. Jrue sta invecchiando, ma ci sono ancora parecchie contender a volerlo vedere tra le loro fila. Porzingis sta spesso fuori per infortunio, ma è altrettanto valido e utile sul parquet – e inoltre comporta un rischio minimo, visto il contratto in scadenza a breve. Hauser è invece poca roba, un nome tiepido che probabilmente costituirà un fardello da $10 milioni il prossimo anno.
Un “anno sabbatico”
Quanto affermato ha avuto la ragione di spiegare il fatto che i Boston Celtics non possono fare dietro-front. Tuttavia non ci si sente di proporre per loro l’opzione di mandare tutto all’aria e preferire il tanking. L’idea che risiede dietro un “anno sabbatico” è quella di mantenere il core – ovvero Tatum, Jaylen Brown e Derrick White – scendere al di sotto del Second Apron in modo da resettare gli orologi per quanto riguarda la Repeater Tax e poi ricostruire nuovamente il roster. Questa potrebbe essere la sfida più grande per Brad Stevens da General Manager. Dovrà alleggerire il monte ingaggi e riuscire a trovare talento pronto a contribuire in vista della Stagione 2026/27 e oltre – sia attraverso trade che scelte al Draft. Se riuscisse a giocare bene le sue carte ci sarebbero varie situazioni che potrebbero permettere ai Celtics di ottenere giovani promettenti da aggiungere alle rotazioni, interessanti in vista dell’anno prossimo e pronti a contribuire quando Jayson Tatum sarà pronto a tornare sul parquet.
Nota a margine: c’è un’intera altra discussione che potrebbe essere fatta e riguarda la possibile cessione di Jaylen Brown, ma verrà conservata per il futuro. La gente adora questa squadra e ricorderà il Titolo dello scorso anno per sempre. I ragazzi di questa squadra sono stati una gioia per gli occhi e una certezza, e avranno per sempre il rispetto che meritano. Nessuno è felice a dover voltare pagina da questo capitolo. Ma guardando al futuro, è chiaro che ci saranno cambiamenti in arrivo.