
Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Reyaz Ally e pubblicata su The Lead Sports Media, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Il 5 maggio il veterano della NBA PJ Tucker compirà 40 anni. Il 31 marzo scorso ha firmato un contratto biennale. Si tratta del quarto giocatore più anziano della NBA: con 19 anni di esperienza in questa stagione, potrebbe arrivare a 20, dopo aver ricevuto un contratto biennale dai New York Knicks. Dopo aver firmato due accordi 10-day con la sua nuova squadra, Tucker ha ottenuto un posto a roster per il resto della stagione e una player option che potrebbe trattenerlo nella Grande Mela anche la prossima. Ma perché i Knicks hanno dato a PJ Tucker un contratto biennale quando molto probabilmente non toccherà il campo? La risposta ha probabilmente a che fare con la sua presenza come leader, ma anche con il valore commerciale del suo contratto.
La leadership di PJ Tucker
Jalen Brunson è il leader assoluto dei Knicks e tifosi apprezzano ancora la grinta dimostrata da Josh Hart sul campo. Tuttavia, la squadra ha perso un po’ di questa durezza con la partenza di Isaiah Hartenstein, Donte DiVincenzo e Julius Randle la scorsa estate. Ai Knicks mancava un veterano esperto e vocale, qualcuno di solido mentalmente. PJ Tucker è sicuramente entrambe le cose.
È stato abbastanza strano vedere il veterano assumere il ruolo di leader fuori dal campo con i Knicks, dal momento che voleva andarsene da Los Angeles perché non riceveva tempo per giocare. Aveva ancora a roster un grande amico come James Harden, ma non è voluto rimanere. L’unica spiegazione è che volesse un ruolo di leadership chiaro e probabilmente preferiva averlo in una squadra più giovane, come i Knicks, invece che in un nucleo a fine ciclo come quello dei Clippers.
Trade value
Nonostante PJ Tucker abbia firmato un contratto al minimo, la mossa ha implicazioni commerciali e di tetto salariale. Con il roster attuale, nel 2025/26 i Knicks si collocheranno di nuovo tra il primo e il secondo apron. Possono ancora firmare un altro giocatore prima della fine della stagione, ma ciò richiederebbe la rinuncia a un altro, visto che ne hanno ben 15, il massimo secondo le regole NBA. Il contratto non garantito di Tucker assicura ai Knicks sia la possibilità di liberarsene rifiutando l’opzione, sia di accettarla e utilizzarlo come contropartita per aggiustare un’eventuale trade.
New York è molto creativa quando si tratta di progettare pacchetti di scambio. La scorsa estate ha firmato e ceduto a Charlotte Duane Washington, Daquan Jeffries e Charlie Brown Jr. per completare lo scambio con i Timberwolves per Karl-Anthony Towns. Inoltre ha acquisito strategicamente Keita Bates-Diop durante lo scambio di Mikal Bridges e lo ha dirottato a Minnesota sempre per Towns.
New York sa cosa sta facendo con PJ Tucker e la firma è vantaggiosa per entrambe le parti: il veterano continua la sua carriera NBA e i Knicks potrebbero utilizzare il contratto come una sorta di “trade exception”, sfruttando allo stesso tempo la sua leadership.