
Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da John Voita e pubblicata su Bright Side Of The Sun, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Poco più di una settimana fa, la guardia dei Phoenix Suns Devin Booker è stato escluso dalla rosa degli All-Star NBA 2025. Si è trattato di uno “smacco”? Non proprio. Fino a quel momento, Booker non aveva avuto la sua migliore stagione. Un inizio lento, una forte concorrenza nella Western Conference e un gioco di squadra incoerente hanno contribuito alla sua omissione. Sebbene non si possa dire che James Harden sia stato nettamente migliore o che le statistiche di Jalen Williams siano straordinarie per gli Oklahoma City Thunder, si è potuto almeno capire il motivo delle loro scelte, le migliori prestazioni della squadra sono spesso la base per la selezione delle riserve. Ma ora, a meno di una settimana dall’All-Star Game, è legittimo affermare che Devin Booker sia stato snobbato. Non per le selezioni iniziali, ma per la decisione di nominare Kyrie Irving come sostituto All-Star al suo posto.
Dal punto di vista statistico, la decisione non ha senso, soprattutto se si considera il modo in cui Devin Booker ha giocato da quando ha saputo che non sarebbe stato un All-Star. Prima dell’annuncio, aveva una media di 25.5 punti con percentuali di tiro di 44/34/90 e 6.7 assist. Da allora? È quinto nella classifica dei marcatori, con 32.2 punti in 51/31/91 di media e 5.2 assist. Se si mettono Booker e Irving fianco a fianco, il primo è in vantaggio, con una media di 2.2 punti e 1.7 assist in più. Tuttavia, è stato Kyrie, che questa domenica farà la sua nona apparizione all’All-Star Game, ad avere la meglio.
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Non si tratta nemmeno di una di quelle situazioni in cui “la squadra migliore ottiene il posto”, Dallas è appena sopra Phoenix. Una partita e mezzo. È tutto qui. I Mavericks si trovano a 28-26, i Suns a 26-27. Quindi questa argomentazione – la stessa usata per giustificare l’omissione iniziale di Booker – va a farsi benedire. È irrilevante. Perché Kyrie non è in una squadra migliore. Cioè, tecnicamente, certo. Ma in modo significativo? Non proprio.
Ma non importa, giusto? L’assenza di Devin Booker all’All-Star Game non fa che alimentare il fuoco, e questa è solo una buona notizia per Phoenix. La seconda metà stagionale di Booker ha sempre visto scendere in campo una bestia diversa. Dal punto di vista statistico, si eleva. Prima della pausa, ha una media di 23.6 punti e 5.0 assist. Dopo? 26.4 e 5.3. I Suns avranno bisogno di tutto questo per affrontare la brutale Western Conference e il calendario più difficile rimasto in NBA. Se la squadra vuole competere, ci vorrà qualcosa di più di un bel gioco. Ci vorranno miracoli. Uno smacco è uno smacco. Da qui bisogna ripartire.