Anche i Golden State Warriors hanno provato a rivoluzionare il roster

“Trades are hard”: questa è la scusa utilizzata ormai da qualche anno dal front office dei Golden State Warriors al termine di sessioni di mercato attendiste. Ebbene, le trade non sono state affatto difficili per il resto del mondo NBA negli ultimi due giorni.
La trade di Luka Doncic e Anthony Davis ha sconvolto l’intera lega, e stamattina sono stati mossi anche De’Aaron Fox, in direzione San Antonio Spurs, e Zach LaVine, pronto invece a sostituire Fox ai Sacramento Kings.
Nel frattempo, gli Warriors rimangono con un pugno di mosche in mano, nonostante i tentativi di rivoluzione sembrano esserci stati.
Secondo quanto riportato da Brett Siegel di Clutch Points, nelle ultime 72 ore Mike Dunleavy Jr aveva fatto offerte per LaVine, Jimmy Butler e per un clamoroso ritorno di Kevin Durant.
LaVine, che nell’ideale di Golden State sarebbe arrivato insieme a Nikola Vucevic, è naturalmente sfumato con la trade completata questa notte. Butler, su cui si sono concentrati i maggiori sforzi, ha interrotto le discussioni facendo sapere di non avere intenzione di firmare un’eventuale estensione contrattuale con la franchigia di San Francisco.
La chiamata per KD, invece non ha nemmeno fatto il solletico ai Phoenix Suns, che vogliono ancora provare a competere per obiettivi importanti.
Esattamente come un anno fa, quando all’avvicinamento della trade deadline gli Warriors avevano tentato il clamoroso colpo LeBron James, nulla si è concretizzato. E con le dirette avversarie rinforzate, ora la situazione si fa ancora più diffiicile.