Nella stagione alle porte Jimmy Butler proverà a lasciarsi alle spalle un’annata, la scorsa, completamente da dimenticare sotto diversi punti di vista. In campo Butler non ha rispettato i suoi standard prestazionali, e spesso non è nemmeno riuscito a scendere sul parquet, ricevendo a tal proposito anche qualche critica non troppo velata da parte di Pat Riley.

L’assenza (fisica e mentale) aveva però ragioni di tipo familiare: il padre di Butler, malato da tempo, è scomparso proprio nel febbraio 2024, sconvolgendo la vita dell’ex Bulls, TWolves e Sixers.

Nella nuova serie Netflix “Starting 5”, Butler ha raccontato così quel periodo particolare:

Ho perso qualcuno che mi era molto caro, che mi ha insegnato tantissimo, che mi ha visto crescere fin da bambino fino a quando sono diventato un giovane adulto e poi una stella e l’uomo che sono oggi. All’improvviso non era più con me, e io non sapevo cosa fare. Non c’era somma di denaro che potesse portarmelo indietro.

Per quanto potessi giocare, la pallacanestro non poteva riparare quella ferita. Subito dopo l’All-Star Game, avevano bisogno che io giocassi molto meglio. Volevo rispondere a quella chiamata, ma in quel momento non riuscivo a concentrarmi sulla pallacanestro. Non me ne fregava nulla. Mi allenavo perché amo fare quello che faccio, e quando sono in campo sono perso nel gioco. Ma appena la palla smetteva di rimbalzare, tornava tutto.

Con la possibilità di diventare free agent a fine stagione, i prossimi saranno mesi cruciali per il futuro di Butler.